Osimo

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Osimo
comune
Osimo – Stemma Osimo – Bandiera
Osimo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ancona-Stemma.png Ancona
Amministrazione
Sindaco Simone Pugnaloni (PD) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 43°29′09.89″N 13°28′55.56″E / 43.486081°N 13.4821°E43.486081; 13.4821 (Osimo)Coordinate: 43°29′09.89″N 13°28′55.56″E / 43.486081°N 13.4821°E43.486081; 13.4821 (Osimo)
Altitudine 265 m s.l.m.
Superficie 105,42 km²
Abitanti 34 804[1] (30-04-2014)
Densità 330,15 ab./km²
Frazioni Abbadia, Campocavallo, Casenuove, Casette di Rinaldo, Cucchiarello, Fornace Morando, Osimo Stazione, Padiglione, Passatempo, San Biagio, Montegallo, San Paterniano, La Villa, San Sabino, Santa Paolina, Santo Stefano, San Valentino
Comuni confinanti Ancona, Camerano, Castelfidardo, Filottrano, Montefano (MC), Offagna, Polverigi, Recanati (MC), Santa Maria Nuova
Altre informazioni
Cod. postale 60027
Prefisso 071
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 042034
Cod. catastale G157
Targa AN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 2 073 GG[2]
Nome abitanti osimani
Patrono San Giuseppe da Copertino. San Vittore e Santa Corona fino al 1967
Giorno festivo 18 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Osimo
Posizione del comune di Osimo nella provincia di Ancona
Posizione del comune di Osimo nella provincia di Ancona
Sito istituzionale
« [...] quei tramonti, quei culori
del celo, de la tera fino a Ancona
Che è un bucchè stracarico de fiori
Quant'è i paesi che je fa curona.
Quessa è l'Osimo nostra. E no' saremo
Senza Testa, a sentì quelli de fora?
Làsseli dì! Se qui ce rimanemo,
È segno che ce l'émo più de lora! »
(Monsignor Carlo Grillantini dal sonetto Osimo è bello...)

Osimo è un comune italiano di 34.804 abitanti[1] della provincia di Ancona nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Comune di superficie medio-grande, Osimo si estende su un territorio collinare. Il suo centro storico sorge su due colline affiancate, la più alta delle quali, su cui sorge il Duomo della città, si chiama Gòmero. L'avvallamento fra le due colline, un tempo visibile nella linea del centro storico, è stato pareggiato sempre più ad ogni rifacimento del manto.

Il terreno è abbastanza fertile e favorisce l'agricoltura. A circa 3 km scorre il fiume Musone. A poca distanza si trova anche la costa adriatica, con Portonovo ed i comuni di Sirolo e Numana. Le stazioni sciistiche più vicine si trovano a circa 100 km nel comune di Ussita.

Centro abitato[modifica | modifica wikitesto]

Appena fuori le mura del centro storico di Osimo sono riconoscibili due quartieri:

  • Borgo San Giacomo, a nord-ovest di Osimo;
  • Borgo Guarnieri (prima detto Filello): situato a sud del centro storico, appena fuori porta Musone. Il Borgo è costituito da una serie di casette un tempo tutte uguali, fatte costruire nel Cinquecento dalla nobile famiglia Guarnieri per le persone addette al suo servizio.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Osimo.
Il centro di Osimo visto dalla periferia sud

Il clima di Osimo è di transizione tra quello mediterraneo e quello continentale. Le precipitazioni sono abbastanza regolari e non troppo abbondanti (tra 650 e 700 mm annui), con picco tra la fine dell'estate e l'autunno. La zona di Osimo risulta comunque meno piovosa rispetto alla città di Ancona o ai comuni che si trovano a nord del capoluogo (vedi Falconara Marittima), probabilmente anche a causa dell'ombra pluviometrica esercitata dal monte Conero che dista una decina di chilometri in linea d'aria (verso E-N/E). Gli inverni sono generalmente freddi e umidi, con precipitazioni e nebbie abbastanza frequenti. La neve è tutt'altro che rara e in certe occasioni può cadere copiosa: fra le nevicate notevoli, si ricordano quella del gennaio 2005 (con 50 cm di manto bianco) e le ondate di maltempo del febbraio 2012, quando lo strato nevoso superò il metro d'altezza dopo due settimane di precipitazioni pressoché continue. Le estati sono solitamente calde e afose, dominate dalla brezza marina proveniente da E-S/E e intervallate da temporali anche violenti. Un vento caratteristico della zona (come di tutto il medio-basso versante Adriatico) è il Garbino: questo proviene da W-S/W e fa impennare le temperature, causando nel contempo una drastica diminuzione dell'umidità (effetto Fohn). In presenza di questo vento, d'estate si possono toccare punte sui +40°.

Un evento meteorologico recente, ma che rimarrà per sempre nella storia della città, è la grande alluvione del 16 settembre 2006. In meno di 24 ore caddero fino a 205 mm di pioggia, con punte di 150–180 mm in 3 ore. Il risultato fu una devastante inondazione nella valle dell'Aspio, tra i comuni di Osimo, Offagna, Camerano e Castelfidardo, con danni per decine e decine di milioni di euro.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Attualmente esistono due ipotesi sull'origine del toponimo "Osimo". Alcuni storici, tra i quali il Grillantini[4], sostengono che il nome derivi dal termine greco "αὑξάνω", confermato poi dal latino "augeo" e poiché i due verbi hanno il signioficato di accrescere, gli studiosi ritengono che Osimo debba significare "accrescimento", intendendo così quel fenomeno per cui una località, grazie alla sua favorevole posizione geografica, subisce nel tempo uno sviluppo dal punto di vista urbanistico, economico, sociale e culturale.

Secondo l'altra ipotesi, sostenuta da storici quali il tedesco Radke e Gino Vinicio Gentili[5], il toponimo avrebbe un'origine umbro-sabina (quindi legata alle genti picene), analoga al celtico "Uxama", che significa "alta", "elevata": il nome starebbe pertanto ad indicare la posizione geografica su cui sorge l'abitato, che un tempo si presentava molto più scoscesa e di difficile accesso rispetto ad oggi.

Nel dialetto locale di campagna la città si chiama Òsemo (o Òsemu); oggi gli osimani e gli abitanti della zona la chiamano comunemente Òsimo.

Le testimonianze archeologiche più antiche attestate nel territorio di Osimo provengono dalla bassa valle del fiume Musone e del suo affluente di destra Fiumicello: si tratta di numerosi oggetti di selce scheggiati, ritrovati unitamente con ossa di animali e corna di cervo, che si datano al Paleolitico superiore (40.000-12.000 anni fa). Nel IX secolo a.C. sul colle di Osimo e sull'altura di Monte S. Pietro si stanziarono i Piceni, che diedero vita a due insediamenti distinti con relative necropoli.

Con la battaglia di Sentinum (odierna Sassoferrato) del 295 a.C., i Romani iniziarono la conquista del Piceno, coinvolgendo anche Osimo: nel 174 a.C. si ha testimonianza, attraverso un passo dello storico Livio, che i censori Q. Fulvius Flaccus e A. Postumius Albinus appaltarono le mura urbiche e decisero la costruzione di tabernae (botteghe) attorno al foro. Considerata l'inespugnabilità dell'abitato e la sua posizione centrale rispetto l'area picena, i Romani decisero inoltre, nel 157 a.C., di dedurvi una colonia, iscrivendone i cittadini nella tribù Velina.

In età altomedievale, la città continuò a rivestire grande importanza all'interno del Piceno. il suo ruolo strategico è messo in evidenzia dal fatto che vi si svolsero alcuni momenti importanti della guerra detta "greco-gotica" (535-553), ovvero quella parte della complessa campagna militare attraverso cui l'imperatore romano d'Oriente Giustiniano volle riaffermare la presenza imperiale nel Mediterraneo occidentale. Nel 727-728 la città fu conquistata dai Longobardi guidati dal re Liutprando, che ne fece, insieme ad Ancona, due ducati direttamente alle sue dipendenze, e poli nevralgici per il controllo delle mire espansionistiche del Duca di Spoleto.

Sacrario dei partigiani (Cimitero maggiore)

Nel 774 il re longobardo Desiderio minaccia papa Adriano I, che chiede aiuto al re dei Franchi Carlo Magno, il quale sconfigge il nemico ed annette i territori longobardi al regno franco: inoltre, tenendo fede alla promessa del padre Pipino, dona l'Esarcato e la Pentapoli (al cui interno rientra Osimo) al papa, territori che andranno poi a formare il nucleo del nascente Stato della Chiesa.

Agli inizi del XII secolo la città fu una della prime a diventare libero comune, acquisendo grande importanza all'interno della Marca: durante il lungo periodo di lotta tra Guelfi e Ghibellini, Osimo si trovò spesso a parteggiare per i secondi, gesto che gli costò caro visto che perse la cattedra vescovile per ben due volte: la prima intorno alla metà del Duecento e la seconda nella prima metà del XIV secolo, a seguito della rivolta dei fratelli Lippaccio e Andrea Gozzolini, in occasione della quale fu anche privata del titolo di città. Questo indebolì molto Osimo, che andò incontro ad un lungo periodo di instabilità, durante il quale fu sottoposta al dominio di signorie straniere: i Malatesta di Rimini (1399-1430), inviati direttamente dal papa, e poi il condottiero Francesco Sforza (1433-1443), mandato da Filippo Maria Visconti, duca di Milano, per indebolire il potere papale. Negli anni 1486 e 1487 la città fu presa dal capitano di ventura Boccolino di Guzzone, che la dovette poi cedere alle truppe alleate del papa.

Dal 1500 circa, la città tornò definitivamente sotto lo Stato Pontificio, godendo di un lungo periodo di pace e prosperità che ha lasciato molte tracce, come i meravigliosi palazzi che abbelliscono il centro storico. Fu anche fervente centro culturale, grazie all'istituzione del Collegio Campana, che richiamò illustri insegnanti ed allievi, divenuti poi famosi, come i papi Leone XII e Pio VIII.

Durante l'occupazione napoleonica, Osimo fu sottomessa dai francesi ed entrò a far parte del Dipartimento del Musone: venne poi restaurato il Governo Pontificio, che ebbe vita breve perché ben presto molti abitanti, guidati dal conte Francesco Fiorenzi, imbracciarono le armi e combatterono per l'indipendenza dell'Italia nella famosa battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860).

Dopo i bombardamenti di Ancona dell'ottobre 1943, Osimo assunse il ruolo di capoluogo di regione in quanto tutti gli uffici statali vennero trasferiti in città fino alla sua capitolazione. Osimo venne liberata dai partigiani della V div. Garibaldi Marche il 6 luglio 1944 ma la dura Battaglia del Musone durò fino al 18 luglio successivo. Secondo il generale polacco Anders la battaglia che dipanò nelle campagne tra Osimo e Filottrano fu la più cruenta per l'esercito polacco dopo quella di Montecassino. L'abbattimento della Linea difensiva tedesca "Edith" lungo il fiume Musone permise l'occupazione del porto di Ancona, cosa questa che accelerò l'assalto alla Linea Gotica trovandola impreparata.

Il 10 novembre 1975 vi fu firmato il cosiddetto Trattato di Osimo che sanciva la cessione della Zona B dell'ex Territorio libero di Trieste, ovvero dell'Istria nord-occidentale alla Jugoslavia; oggi in parte alla Slovenia e in parte alla Croazia.

Il 16 settembre 2006 Osimo ed alcuni comuni limitrofi, in particolare le frazioni di Aspio ed Osimo Stazione sono stati colpiti da una alluvione che ha causato ingenti danni alle industrie del luogo.[6]

Nel 2014 Osimo è stato sede della mostra "Da Rubens a Maratta" a cura di Vittorio Sgarbi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

L'originaria struttura, edificata a cavallo tra XII e XIII secolo, subì varie modifiche nel corso del tempo, senza mai perdere l'antica austerità, che si riflette ancora oggi nell'esterno (arricchito dal grande rosone e dai pregevoli portali in pietra) e nel maestoso interno a tre navate. All'interno della cattedrale è visitabile anche la cripta, costruita nel 1191 da Mastro Filippo, in cui sono custoditi i sarcofagi con le reliquie dei primi martiri (Sisinnio, Fiorenzo e Diocleziano, lapidati l'11 maggio 304 d.C. sotto l'imperatore Diocleziano) e dei santi vescovi osimani. Sempre all'interno è conservato presso la seconda Cappella a sinistra, Il Cristo in Pietà del Guido Reni. Nella prima cappella a destra, realizzata dall'architetto Costantini (autore della chiesa neogotica di Campocavallo), vi è un grande crocifisso ligneo del XII secolo, probabilmente gnostico, con la singolare caratteristica del Cristo di apparire a seconda della luce in forma maschile (faretto diretto) o in quella femminile (senza faretto con il lucernario a mezzogiorno). Adiacente alla cattedrale si trova il Battistero: l'edificio, di origine quattrocentesca, venne sottoposto a restauri agli inizi del Seicento per volere del vescovo Galamini. Degni di nota il pregevole soffitto a cassettoni lignei, opera dell'artista Antonio Sarti di Jesi, e il fonte battesimale in bronzo creato dai fratelli Pier Paolo e Tarquinio Jacometti di Recanati nella prima metà del XVII secolo.

Basilica di San Giuseppe da Copertino
  • Basilica di San Giuseppe da Copertino.

La basilica, situata dietro la principale piazza del centro, conserva al suo interno le spoglie di San Giuseppe da Copertino, patrono di Osimo e santo protettore degli studenti. La chiesa era inizialmente intitolata a San Francesco d'Assisi; venne costruita, infatti, poco dopo la visita del santo in città, avvenuta nel 1220. Solo nella seconda metà del XVIII secolo, in occasione della canonizzazione di frate Giuseppe, si è cambiata la titolazione della chiesa. L'interno della struttura è stato allora totalmente rinnovato, conservando solo all'esterno l'austera semplicità dell'originario stile romanico-gotico. All'interno della basilica è possibile visitare la cripta (dove è custodito il corpo del santo) e le stanze, oggi adibite a museo, dove San Giuseppe trascorse gli ultimi anni di vita.

Inoltre, nel secondo altare di sinistra si conserva una mirabile Madonna col Bambino e Santi di Antonio Solario (1503).

Chiesa di San Filippo
  • Chiesa di San Filippo. Nei pressi dei giardini pubblici di Piazza Nuova si trova la piazza San Filippo, dove sorgono l'omonima chiesa in stile barocco ed il Palazzo della nobile famiglia Acqua.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Comunale
Torre Civica comunale
  • Palazzo Comunale. Il complesso del palazzo comunale è costituito da tre corpi distinti, edificati in varie epoche. L'edificio principale, che si affaccia sulla Piazza del Comune, presenta una facciata in cotto rosso movimentata da tre piani di finestre incorniciate entro elementi in pietra (opera dell'architetto militare Pompeo Floriani di Macerata). I lavori per la costruzione durarono a lungo: una delibera dell'8 agosto 1457 evidenzia la volontà dell'amministrazione di voler realizzare una nuova sede, ma verrà completata solo nel 1678.

Accanto al lato orientale del palazzo svetta la torre civica, di epoca duecentesca e acquistata dal Comune nel 1366: l'altezza attuale risale ad una modifica del 1538. Alla base, costituita da uno zoccolo in pietra che riutilizza materiale lapideo preso da precedenti costruzioni, si apre una porticina sopra la quale sono visibili le misure in ferro del braccio, del coppo e del mattone, affisse nel XVIII secolo. L'ultimo corpo ad essere realizzato è quello rivolto verso Piazza Boccolino: la struttura venne costruita in seguito alla demolizione del Palazzo del Governatore e della chiesa di Santa Maria della Piazza, detta della Morte perché vi aveva sede la confraternita omonima, che aveva il compito di accompagnare in chiesa le salme di coloro che morivano in città e di assistere i condannati a morte nelle ultime ore di vita. La parte più interessante del complesso comunale è senz'altro l'atrio, dove ha sede il Lapidarium: la raccolta comprende statue, epigrafi, bassorilievi di epoca romana ed elementi architettonici provenienti da edifici medievali e rinascimentali. Le sculture, che rappresentano personaggi romani in toga e in seminudità eroica, hanno tutte la particolarità di essere acefale: questa loro caratteristica ha dato luogo ad un nomignolo attribuito agli abitanti di Osimo, chiamati appunto "i Senza Testa".[7] All'interno dell'atrio sono conservati anche pezzi d'artiglieria, tra cui una bombarda quattrocentesca, varie palle in pietra ed un carro militare della prima guerra mondiale: la bombarda, il cui originale è conservato oggi al Museo Storico Nazionale dell'Artiglieria di Torino, è chiamata "Misbaba", mentre in dialetto "Cannò de Figo".

Palazzo Campana
  • Palazzo Campana. L'imponente edificio, un tempo di proprietà della nobile famiglia Campana (estintasi alla fine del XVII secolo), nel 1718 venne destinato a sede di Collegio e Seminario, comportando una serie di modifiche alla struttura originaria. La notevole fama raggiunta dall'Istituto (vi studiarono anche i futuri papi Leone XII e Pio VIII e il triumviro della Repubblica Romana Aurelio Saffi), costrinse la curia a prendere in esame progetti di ampliamento, che furono affidati ad Andrea Vici, allievo di Luigi Vanvitelli. Nel nuovo corpo di fabbrica, edificato sul lato occidentale dell'originario edificio, il Vici ideò ed eseguì su tre piani il teatrino, il refettorio e la cappella, seguendo un identico disegno di forma ellittica.

Oggi il palazzo è sede dell'Istituto Campana per l'Istruzione Permanente; nell'ala ovest sono inoltre ospitati la Biblioteca Comunale "Francesco Cini" e l'Archivio Storico Comunale. Nell'ala orientale dell'edificio, in locali già adibiti a granaio e forno, è situato il Museo Civico (inaugurato nel 2000), ampliamento dell'originaria Civica Raccolta d'Arte del 1980. Nel 2002, all'interno di alcune sale attigue alla cappella ideata dal Vici, è stata inaugurata la Sezione Archeologica del Museo Civico.

Palazzo Gallo
  • Palazzo Gallo. L'edificio, situato lungo il corso principale della città, venne fatto costruire come residenza privata da Antonio Maria Gallo, vescovo della diocesi di Osimo, nel primo ventennio del XVII secolo. La facciata si presenta a tre piani, contrassegnati ognuno da undici grandi finestre ornate da cornici in pietra d'Istria e alla cui base corre una fascia di pietra con funzione di marcapiano. Il piano nobile si compone di varie sale, tra le quali spicca il salone dei ricevimenti, il cui soffitto è stato affrescato da Cristoforo Roncalli (detto il Pomarancio) nel 1614. L'affresco, che copre l'intera superficie della volta, è suddiviso in riquadri incorniciati in stucco bianco e oro zecchino, ornati da candelabri con teste di putti a rilievo: nello spazio centrale è raffigurato il Giudizio di Salomone, compreso tra due grandi figure allegoriche (la Sapienza Umana e la Sapienza Divina). Oggi il palazzo è sede dell'Unicredit.
  • Fonte Magna, il cui nome è attribuito al passaggio di Pompeo Magno ad Osimo durante la guerra civile contro Cesare, in realtà deve il suo appellativo al fatto di essere una delle più importanti fonti di approvvigionamento idrico della città. La fonte riveste grande importanza nel panorama archeologico marchigiano, in quanto è uno dei pochi monumenti citati da fonti storiche: Procopio di Cesarea nel suo De Bello Gothico[8] ne dà un'accurata descrizione, narrando come l'architettura fosse al centro della tattica utilizzata da Belisario (comandante dei Bizantini) che voleva espugnare la città allora in mano ai Goti.

La struttura, come si presenta oggi, è composta da un tratto di muro in calcestruzzo, che presenta a varie altezze incavi probabilmente destinati all'alloggio della decorazione o del sistema portante della copertura; a fianco due vasche, una più alta ed una più bassa con la parte sommitale inclinata come lavatoio, probabilmente realizzate nel XIV secolo. A lato delle vasche sono collocati sei gradini, affiancati, in posizione più elevata, da una struttura interpretata come pozzo. Fonta Magna appartiene ad una delle tipologie più frequenti di fontane monumentali: quelle ad esedra semicircolare; con ogni probabilità aveva una copertura a volta e decorazioni architettoniche all'interno. Dallo studio del tipo di opera cementizia utilizzata nella realizzazione, la fonte si può datare tra I secolo a.C. e il I secolo d.C.

  • Le Grotte. Il sottosuolo di Osimo è percorso da una fitta rete di gallerie, cunicoli ed ambienti sotterranei scavati a più livelli, spesso collegati tra loro verticalmente mediante pozzi o camini percorribili tramite tacche o pedarole. Scarse sono le fonti scritte e rari i documenti che contengono notizie di tali grotte che pure costituiscono una notevole realtà storica. Questo incomprensibile silenzio si deve probabilmente a ragioni di segretezza derivanti dalla necessità di salvaguardare nascondigli e vie di fuga indispensabili alla difesa e alla sopravvivenza di un'intera comunità in situazioni di pericolo e di emergenza.

L'uso di queste cavità è comunque riconducibile a quattro principali tipologie individuate secondo le loro diverse caratteristiche: si riconoscono infatti grotte realizzate per scopi difensivi riconoscibili lungo tutta la rete ipogea, cunicoli idraulici a servizio di cisterne e fonti, ambienti particolari costituiti da sale circolari presumibilmente frequentate per scopi rituali o come luoghi di riunione, ed infine grotte che rivelano tracce di uso abitativo presenti soprattutto nel versante meridionale del colle nei pressi di Porta Musone. Molteplici e differenti sono le rappresentazioni che si ritrovano all'interno delle grotte: dai bassorilievi di carattere religioso custoditi all'interno delle Grotte del Cantinone, ai simboli legati alla presenza dei cavalieri Templari e del Sovrano Militare Ordine di Malta, come la "triplice cinta" e la croce a otto punte, visibili all'interno delle Grotte Simonetti. Un caso a sé costituiscono le grotte sottostanti Palazzo Campana: all'interno si trovano infatti due gallerie le cui pareti e volte sono piene di bassorilievi con allegorie di significato esoterico.

  • Antica precettoria templare di SAN FILIPPO DE PLANO (fraz. Casenuove). Il sito è attualmente adibito ad agriturist. Nel Medioevo, l'Ordine Templare vi si stanziò nel 1167 e lo tenne fino al 1317, anno in cui passò in proprietà all'Ordine di Malta (cfr. "Cabreo dei beni della Commanderia di San Filippo e Giacomo di Osimo"). Fu il più importante stanziamento templare della Marca Anconitana (cfr. Gabriele Petromilli: "I Templari della Marca Centrale. Storia, Mito, Iniziazione". Edizioni Aratron, 1983)
  • La Gironda è una scultura collocata al centro della rotatoria Mindolo; è alta più di 9 metri ed è lavorata in bronzo e ferro corten. Venne realizzata dallo scultore ed ex avvocato Franco Torcianti tra il 2006 e il 2007. Presenta alla sommità due figure femminili che sembrano aprire in volo un portale decorato con cuspidi e sbalzi.

Architetture miliari[modifica | modifica wikitesto]

Porta Musone
  • Porta San Giacomo era l'ingresso settentrionale alla città. La struttura, incorporata nella Rocca Pontelliana (fatta realizzare da papa Innocenzo VIII nel 1487), presenta sui conci dell'arco la scritta "Vetus Auximum".
  • Porta Musone. Situata lungo il tratto meridionale delle mura, in età medievale era denominata "Caldararia" per la presenza nella zona di alcune botteghe di calderai e stagnai. La struttura alla base presenta elementi romani (grandi blocchi di arenaria, con cui sono state realizzate anche le mura urbiche), su cui in epoca medievale è stato appoggiato un torrione di difesa. L'arco, anticamente, costituiva l'ingresso in città dalla diramazione della via Flaminia (la strada consolare che collegava Roma a Rimini attraverso Fano) che, staccandosi dal percorso principale all'altezza di Nuceria Camellaria (Nocera Umbra), conduceva fino ad Ancona passando proprio per Osimo.
  • Porta Vaccaro si apre sul lato orientale della cinta muraria. Probabilmente il nome deriva dal fatto che, in un luogo poco distante, si svolgeva un tempo il mercato bovino. In origine la struttura era formata da un solo fornice, poi nel 1937 venne ampliata con l'aggiunta ai lati di due passaggi pedonali: per questo motivo oggi la porta è comunemente detta "Tre archi".

Ville d'epoca[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio osimano è incredibilmente ricco di ville patrizie, casini di caccia e residenze estive nobiliari. Fra queste le principali sono villa Briganti-Bellini, villa Bigatti (già Frampolli), villa Blasi, villa Borromei, villa Leopardi-Dittaiuti (a Monte Santo Pietro), villa Egidi, villa Fiorenzi (a Monte Cerno), villa Frampolli, villa Gallo, villa Honorati, villa Montegallo, villa Nappi, villa Orsi Fagioli (Cont'Orsi), villa Santa Paolina, villa Simonetti, villa Sinibaldi e villa ex Zoppi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2.605 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 500 1,48%

Romania Romania 465 1,38%

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto osimano.

Il vernacolo di Osimo fa parte delle parlate della provincia di Ancona connesse con i dialetti umbri centro-settentrionali e con il romanesco (queste grandi aree formano insieme la cosiddetta fascia perimediana). L'osimano si distingue dall'anconitano per la minore presenza degli elementi gallo-italici che caratterizzano la parlata del capoluogo. Infatti mentre l'anconitano, e in parte il perugino, possono essere considerati vernacoli anomali all'interno della loro area, il dialetto osimano può essere considerato a tutti gli effetti una parlata centrale, in quanto presenta tratti tipici dei dialetti mediani, come la conservazione delle consonanti doppie e l'assimilazione progressiva ND > NN (es. quando > quanno). Tuttavia, la particolare mescolanza di forme grammaticali, fonetiche e lessicali di origine diversa che esso mostra, data la particolare posizione della città come crocevia linguistico fra Ancona, Jesi-Fabriano e Macerata, fa del dialetto osimano una parlata caratteristica e inconfondibile.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

A S.Stefano di Osimo vi è la sede principale della Lega del filo d'oro. Ad Osimo l'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) assegna annualmente il prestigioso Premio Nazionale ANPI "Renato Benedetto Fabrizi".[10] Nel quartiere del Borgo San Giacomo(Osimo), con sede nella parrocchia della Misericordia, è presente il gruppo scout AGESCI Osimo2 caratterizzato da un Fazzolettone giallo e rosso. Con sede differente nel Duomo di San Leopardo vi è un altro gruppo scout AGESCI Osimo1 con un Fazzolettone di colore verde e giallo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo diocesano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo diocesano (Osimo).

Il Museo diocesano, allestito all'interno degli antichi appartamenti episcopali, raccoglie una serie di testimonianze che ben illustrano la storia della comunità osimana dall'epoca romana fino ai giorni nostri. Sono esposte opere di vario genere: dai manufatti marmorei di epoca medievale (come la lastra tombale di San Vitaliano dell'VIII secolo e il meraviglioso schienale di cattedra episcopale del XIII secolo) a dipinti di varie epoche, tra cui il polittico del 1418 attribuito a Pietro di Domenico da Montepulciano e una Madonna con Bambino e Santi realizzata nel 1585 da Simone De Magistris. Una sezione a parte è dedicata al cosiddetto "tesoro" della cattedrale, che raccoglie paramenti liturgici e argenti appartenuti ai vari vescovi: una menzione particolare merita il Reliquiario della Santa Croce attribuito a Gian Lorenzo Bernini, che secondo la tradizione conterrebbe una scheggia della Croce del Signore.

Museo civico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo civico (Osimo).

Nel 1980 venne inaugurata la Civica Raccolta d'Arte che, solo venti anni dopo, nel 2000, verrà implementata e collocata definitivamente nell'ex granaio di Palazzo Campana, andando a costituire l'attuale Museo Civico. Molte opere provengono dalla civica raccolta, altre sono state recuperate da chiese in cattivo stato di conservazione, altre ancora (per lo più appartenenti alla sezione moderna) sono state donate da privati: coprono un arco temporale molto vasto, che va dal XIII secolo (come la scultura della Madonna con Bambino ed Angeli) fino al XX secolo, con le tele degli osimani Giovan Battista Gallo ed Elmo Cappannari, i disegni di Luigi Bartolini e le incisioni di Bruno Marsili (detto "Bruno da Osimo"). Tra le opere più importanti ci sono: L'Incoronazione della Vergine e Santi, polittico di Antonio e Bartolomeo Vivarini (1464), gli affreschi del XIV secolo di Andrea di Deolao de' Bruni (detto Andrea da Bologna), i dipinti di Claudio Ridolfi e un S. Francesco d'Assisi attribuito da Vittorio Sgarbi al Guercino.

Sezione Archeologica del Museo Civico[modifica | modifica wikitesto]

La raccolta, allestita all'interno di alcune sale di Palazzo Campana, conserva diversi reperti fondamentali per far luce sulle tappe cronologiche che scandiscono la storia millenaria della città. Le testimonianze più antiche sono costituite da una serie di manufatti litici ascritti al Paleolitico superiore; al periodo piceno risalgono le fibule, l'interessante morso di cavallo in bronzo (VIII secolo a.C.) e vari materiali ceramici tra cui una coppa di provenienza attica a figure rosse del 460 a.C. La sezione più interessante riguarda l'età romana, durante la quale il centro visse un periodo di grande splendore: ne sono prova la testa di vecchio, esemplare di un realismo estremo, la stele funeraria con coppia maritale (primi decenni del I secolo d.C., e la gran quantità di reperti provenienti sia dalla colonia che dall'area archeologica di Monte Torto, come lucerne, monete e ceramiche da mensa.

Persone legate ad Osimo[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Osimo sorge su una collina, in un territorio particolarmente fertile dove vengono coltivati frumento, cereali, ortaggi, frutta e viti. Molte piccole e fiorenti industrie ed aziende artigianali danno lavoro a parte della popolazione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 1999 13 giugno 2004 Dino Latini centro-destra Sindaco [11]
14 giugno 2004 21 giugno 2009 Dino Latini liste civiche Sindaco [11]
22 giugno 2009 8 giugno 2014 Stefano Simoncini liste civiche Sindaco [12]
9 giugno 2014 in carica Simone Pugnaloni Partito Democratico Sindaco [13]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Osimana, che vanta nella sua storia alcuni campionati di IV Serie, di Serie D e sei stagioni consecutive in Serie C2. Nell'ultimo decennio la squadra era finita in Terza Categoria.

Nella stagione 2007/2008, grazie anche alla fusione tra due squadre cittadine avvenuta nel 2004, il club giallo-rosso torna nell'Eccellenza, ma dopo alcune stagioni travagliate si ritrova in Prima Categoria nella stagione 2012/2013. Le altre squadre calcistiche sono: la Passatempese (militante in Promozione), squadra di Passatempo, che è una frazione del comune, l'A.S.D. San Biagio 1978 (squadra della frazione di San Biagio, militante in Prima Categoria), l'Osimo Stazione (Seconda Categoria), squadra della frazione Osimo Stazione, l'FC Osimo 2011 (militante in Terza Categoria), e l'Osimo Five (anch'esso in Terza Categoria)

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

L'Osimo Five Calcio a 5 attiva dal 2011 parteciperà nella stagione 2014/2015 al campionato di Serie C2 girone B marchigiano (annovera nella stagione precedente 2013/2014 la partecipazione al campionato di Serie C1 girone unico marchigiano, massimo campionato regionale).

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Osimo, in due occasioni, fu arrivo di tappa del Giro d'Italia

Anche la Tirreno-Adriatico ha fatto tappa ad Osimo due volte:

  • Il 13 marzo 1989, con la 6ª tappa Grottammare-Osimo, vittoria di Charly Mottet
  • Il 17 marzo 1991, con la 5ª tappa Montegranaro-Osimo, vittoria di Gérard Rue

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Dagli ultimi anni del Novecento è sicuramente lo sport più seguito e più amato dai Senza Testa. Infatti, la Robur Basket Osimo vanta nel suo recente passato stagioni in serie A2. Nella stagione 2010-2011 milita in Serie A Dilettanti.

Skateboard[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 maggio 2009 è stato inaugurato uno skatepark in cemento. Il parco misura circa 1500 m² ed è a forma di diamante. Il park si trova in via Vescovara, all'interno del Centro Sportivo[14][15].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Bilancio demografico mensile al 30 aprile 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Emanuele Copparie e Alberto Bignami, Un fiume sulla statale, in salvo con l'elicottero., Corriere Adriatico, 17 settembre 2006. URL consultato il 24 settembre 2009.
  4. ^ Grillantini, Storia di Osimo p. 134
  5. ^ Gentili, Osimo nell'antichità pp. 19-20
  6. ^ alluvione.regione.marche.it
  7. ^ Giuseppe Pitrè e Salvatore Salomone-Marino, Archivio per lo studio delle tradizioni popolari., Forni, 1882, Volume 1, pag. 106.
  8. ^ Procopio, De bello Gothico, libro VI, par. 27
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ < Combattemmo Per Chi C'Era, Per Chi Non C'Era...Per Chi Era Contro ! > Arrigo Boldrini, Bulow
  11. ^ a b Repubblica.it - Elezioni 2004
  12. ^ Speciale elezioni 2009 - Elezioni Amministrative 6-7 giugno 2009 - Comunali - Osimo
  13. ^ Sito del Ministero degli interni. URL consultato il 15 luglio 2014.
  14. ^ Immagini
  15. ^ Video dell'inaugurazione

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antioco Onofri, Vetustissimae Auximatis Urbis breves notitiae, Macerata 1682.
  • Luigi Martorelli, Memorie Historiche dell'Antichissima, e Nobile Città d'Osimo, Venezia 1705.
  • Pompeo Compagnoni, Memorie historico-critiche..., Roma 1782.
  • Giuseppe Colucci, Della origine e delle antichità di Osimo e Annali di Osimo, in Antichità picene, Fermo, 1789-97.
  • Marcantonio Talleoni, Istoria dell'antichissima Città di Osimo di Marcantonio Talleoni Patrizio Osimano e Accademico della Crusca. Divisa in due Tomi. Opera postuma, Osimo 1807.
  • Gino Vinicio Gentili, Auximum, Roma 1955.
  • Jan Władysław Woś, Un diploma del re di Polonia Augusto II alla famiglia Pini di Osimo, “Studia Picena”, n. s., vol. 39 (1972), fasc. 1, pp. 104–110.
  • Gino Vinicio Gentili, Osimo nell'antichità, Casalecchio di Reno 1990.
  • Carlo Grillantini, Storia di Osimo, IV ediz., Osimo 2006.
  • Ada Gabrielli Fiorenzi, Teatro La Nuova Fenice. Storia e cultura di una società", Osimo-Grafiche Scarponi 1990.
  • Alberto Recanatini - Aldo Forlani, La città segreta: ricerche di speleologia urbana nel sottosuolo di Osimo, Nuove Ricerche 1998.
  • Mariano Fabio, Opere d'Arte nella Città di Osimo, Regione Marche/ Comune di Osimo, Aniballi Editore, Ancona 1999.
  • Luciano Egidi (a cura di), Osimo: arte, storia, tradizione. 6 itinerari turistici alla scoperta della città, Castelfidardo - Agenzia Nuovo Mondo 2001.
  • Massimo Morroni - Luciano Egidi, Dizionario Enciclopedico Osimano, Osimo-Tipografia Luce 2001.
  • Gino Vinicio Gentili, Il duomo di Osimo, Loreto-Tecnostampa 2001.
  • Marina Massa - Ermanno Carnevali (a cura di), Opere d'arte nella città di Osimo. Seconda parte, Urbania-Arti Grafiche Stibu 2002.
  • Maurizio Landolfi, La sezione archeologica del Museo Civico di Osimo, Osimo-Tipoluce 2002.
  • Massimo Morroni, Un secolo del Liceo "Campana" di Osimo, Osimo 2004.
  • Massimo Morroni, Osimo libera (1943-1945) - La Resistenza e la lotta di Liberazione - I verbali del CNL, Osimo 2004.
  • Massimo Morroni, L'Antenna racconta i suoi cinquant'anni (1956-2006), Osimo 2006.
  • Cristiano Marchegiani, Una "città invisibile" nelle Marche del Grand Tour settecentesco. Osimo antiquaria e "pittoresca": scenari urbani e architettura more nobilium, prefazione ad Andrea Catena e Angelo Renna, L'architettura del palazzo ad Osimo nel Settecento, Osimo, Osimo Edizioni, 2009, pp. 9–15. Testo
  • Massimo Morroni, I corsi d'acqua dell'Osimano, Osimo 2010.
  • Massimo Morroni, Le "Pubille". L'Orfanotrofio femminile e l'Asilo "Montessori" di Osimo, Osimo 2010.
  • Massimo Morroni, Osimo e l'Unità d'Italia, Osimo 2011.
  • Massimo Morroni, Lenco una storia osimana, Osimo 2011.
  • Massimo Morroni, Immagini ed echi dalla storia di Osimo, Osimo 2011.
  • Massimo Morroni, 99 lapidi osimane, Osimo 2012.
  • Massimo Morroni, Chiese osimane, Osimo 2012.
  • Massimo Morroni, Perché Osimo? Un toponimo insolito, ma non troppo, Osimo 2012.
  • Massimo Morroni, Osimo durante la guerra gotica (538-553), Osimo 2012.
  • Circolo Fotografico "AVIS Mario Giacomelli", Osimo, Obiettivi sulla città, Osimo 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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