Repubblica di Pisa

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Repubblica di Pisa
Repubblica di Pisa – Bandiera Repubblica di Pisa - Stemma
Dati amministrativi
Lingue parlate latino, pisano
Capitale Pisa
Politica
Forma di governo Repubblica Oligarchica
Nascita 1000
Fine 1406 con Gabriele Maria Visconti
Causa Vendita alla Repubblica di Firenze
Territorio e popolazione
Bacino geografico costa toscana tra Pisa e Piombino
Economia
Valuta Grosso Pisano, Aquilino
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religione di Stato cattolicesimo
Religioni minoritarie ebraismo
Classi sociali patrizi, aristocrazia, clero, cittadini, popolo
Evoluzione storica
Preceduto da Corona ferrea monza (heraldry).svg Regnum Italiae
Succeduto da Flag of Florence.svg Repubblica di Firenze

La Repubblica di Pisa fu un antico stato indipendente, esistito dall'XI al XV secolo. Nell'XI secolo Pisa divenne una delle maggiori Repubbliche Marinare italiane.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Pisa.

Le origini[modifica | modifica sorgente]

La nascita della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica Pisana nacque nel XI secolo. In questo periodo storico Pisa intensificò i propri commerci nel Mar Mediterraneo e finì per scontrarsi più volte con le navi saracene risultando vittoriosa nel 1005 a Reggio Calabria, nel 1034 a Bona nell'Africa settentrionale, nel 1064 a Palermo, nel 1087 a Mahdia nell'attuale Tunisia. In questa prima espansione Pisa si ritrovò spesso alleata con la nascente potenza dei Normanni del Regno di Sicilia, come ad esempio nella presa di Palermo.

Nel 1016 Pisa e Genova, tra loro alleate, sconfissero i Saraceni e acquisirono il controllo pressoché totale del Mar Tirreno. Le due repubbliche marinare iniziarono inoltre la loro penetrazione prima commerciale e poi politica in Corsica e in Sardegna. Un secolo dopo liberarono le Baleari e questa spedizione fu celebrata nel Gesta Triumphalia per Pisanos e in un poema epico, il Liber Maiorichinus, composti negli anni 1113-1115.

La Repubblica di Pisa, il cui porto, alla foce dell'Arno, a quel tempo si affacciava quasi sul mare, raggiunse così l'apice dello splendore tra il XII e il XIII secolo: le sue navi controllavano gran parte del Mediterraneo occidentale ed anche centrale.

La battaglia della Meloria[modifica | modifica sorgente]

Ma la rivalità tra Pisa e Genova si acuì nel XIII secolo e sfociò nella battaglia navale della Meloria (1284), combattuta proprio davanti al Porto Pisano, che segnò l'inizio del declino della potenza pisana, con la rinuncia di Pisa a ogni pretesa sulla Corsica e con la cessione a Genova di una parte della Sardegna (1299).

Inoltre, dal 1324, iniziò la conquista aragonese della Sardegna, che privò la città rossocrociata del dominio sui Giudicati di Cagliari e di Gallura.

La fine della Repubblica e il dominio fiorentino[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista territoriale Pisa mantenne la sua indipendenza e il dominio della costa toscana e oltre fino al 1406, quando fu occupata dai mercenari Angelo Tartaglia e Muzio Attendolo Sforza permettendone l'annessione alla Repubblica fiorentina.

Con la dominazione fiorentina iniziò un declino inarrestabile della città. Soffocati i traffici commerciali e mercantili, che avevano contraddistinto per secoli l'intraprendenza della città, alcune delle più importanti famiglie pisane, per sfuggire alla morsa fiorentina, emigrarono all'estero o in altri stati italiani[1], in particolare in Sicilia. A Palermo a partire dai primi anni del XV secolo, si trasferirono così gli Alliata, i Vanni, i Caetani, i Damiani, gli Agnelli[2], i Corvini, i Bonanni (poi anche in Abruzzo), gli Upezzinghi, i Galletti, i da Settimo, i Gambacorti, i Palmerini, i del Tignoso, i Vernagalli, i Mastiani, i Pandolfini, i Grassolini, i da Vecchiano, i Bernardi, e molte altre famiglie. A Firenze si trasferirono i della Gherardesca, i Compagni, i Caetani, Mentre a Roma si trapiantarono i Roncioni, gli Angeli, i Campiglia Ceuli.[3]

Territorio e amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il territorio sottoposto alla città marinara ha avuto nei secoli importanti variazioni. Nel periodo di grande espansione politica ed economica la repubblica aveva propri consoli con fattorie commerciali e fondachi in molte città marittime (Gaeta, Napoli, Salerno, Messina, Palermo, Trapani, Mazzara fino a Tunisi) con importanti presenze nel Levante, nell'impero bizantino e negli stati crociati della Palestina, dove le truppe pisane furono tra le prime nel conquistare Gerusalemme nel 1099 (Costantinopoli, Antiochia, Laodicea, Tiro, San Giovanni d'Acri, Giaffa, Tripoli di Siria, Alessandria e il Cairo). A Tiro fu costituita la celebre "Società dei Vermigli" che si segnalò nella difesa della città contro l'attacco del Saladino nel 1187. Estesa la sua influenza anche nelle isole maggiori del Tirreno (Sardegna dal 1207 al 1324, Corsica dal 1050 al 1295, Baleari dal 1115 al 1184) dopo la sconfitta della Meloria del 1284, progressivamente il territorio divenne più continentale, limitandosi alla costa ed all'immediato entroterra che da Migliarino arriva fino a Piombino, con le isole Elba, Gorgona, Pianosa, Giglio e Giannutri e le exclaves di Castiglione della Pescaia e di Porto Ercole nell'Argentario. Verso l'interno, in lotta perenne con Lucca, Firenze e Volterra, i suoi confini sono molto fluttuanti avendo come castelli contesi quelli di Buti, Palaia, Peccioli e la Val d'Era, Montopoli (fino al 1349), Laiatico, Chianni (fino al 1325), Santa Maria a Monte, Pontedera, Vecchiano. Le principali roccaforti erano la Rocca della Verruca, sopra Calci che faceva da caposaldo del sistema difensivo montano sul confine lucchese che correva dall'antico lago di Bientina al Serchio con i castelli di Caprona, Vicopisano, Asciano, Agnano, San Giuliano. Sulla via fiorentina a sbarrare l'accesso verso Pisa c'era il castello di Cascina, teatro di importanti scontri con i fiorentini, Castelnuovo in Val di Cecina fu conteso a lungo da Volterra. L'importante porto chiave di tutta l'economia statale era difeso da alcune torri sul mare e dal lato terra da un sistema fortificato di castelli sulle colline retrostanti (Lari come sede del capitanato delle Colline superiori, Crespina, Fauglia, Castellina, Rosignano ed infine Livorno col piano del Porto Pisano, essenziale sbocco per dominare il Mediterraneo occidentale), mentre la zona che intersecava l'Arno con la Valdera era difesa dai castelli di Appiano, Petriolo, Montecuccoli ed infine per ordine di fondazione quello di Ponte di Sacco (1392). Il territorio maremmano a sud del porto di Vada era amministrato per conto di Pisa dai conti pisani della Gherardesca con i castelli di Guardistallo, Bibbona, Riparbella, Casale, Donoratico, Montescudaio, Castagneto, Campiglia e Suvereto.

L'espansione commerciale e territoriale della Repubblica di Pisa

Signori della Repubblica di Pisa[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G. Petralia, Banchieri e famiglie mercantili nel Mediterraneo aragonese. L'emigrazione dei Pisani in Sicilia nel Quattrocento, Palermo 1989.
  2. ^ Aa.Vv., Le dimore di Pisa, Alinea, Firenze 2010, p. 101.
  3. ^ Aa.Vv., Memorie istoriche di più uomini illustri pisani, Volume 3, Pisa 1792, p. 202.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ottavio Banti, Breve storia di Pisa, Pacini, Pisa 1989

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]