Granducato di Toscana
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| Granducato di Toscana | |||||||||
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| Descrizione generale | |||||||||
| Nome ufficiale: | Magnus Ducatus Tusciae (o Etruriae) | ||||||||
| Lingue: | italiano | ||||||||
| Inno: | La Leopolda | ||||||||
| Capitale: | Firenze | ||||||||
| Dipendente da: | Sacro Romano Impero (dal 1569 al 1648) | ||||||||
| Forma politica | |||||||||
| Forma di governo: | Monarchia semi-parlamentare | ||||||||
| Sua altezza reale il Granduca (Magnus Dux Etruriae): | Granduchi di Toscana | ||||||||
| Organi deliberativi: | Senato e Consiglio dei 200 | ||||||||
| Nascita: | 1569 con Cosimo I | ||||||||
| Causa: | Concessione del titolo di Granduca di Toscana al Duca di Firenze Cosimo I de Medici | ||||||||
| Fine: | Unità d'Italia con Leopoldo II d'Asburgo Lorena | ||||||||
| Causa: | Unità d'Italia | ||||||||
| Territorio e popolazione | |||||||||
| Bacino geografico: | Italia | ||||||||
| Territorio originale: | Toscana del Nord | ||||||||
| Massima estensione: | ca. 21.050 km² nel 1815 (Congresso di Vienna), ca. 22.550 km² , dopo l'annessione di Lucca e le revisioni territoriali con Parma e Modena nel 1848 | ||||||||
| Popolazione: | 2.000.000 nel 1859 | ||||||||
| Economia | |||||||||
| Moneta: | Fiorino, Zecchino | ||||||||
| Risorse: | Ferro, Mercurio, Marmo, Alabastro, grano, vini, olio, seta greggia | ||||||||
| Produzioni: | Tessuti, metalli lavorati | ||||||||
| Commerci con: | Stati Italiani, Spagna, Francia, Levante | ||||||||
| Esportazioni: | Grano, Vino, marmo, albastro, olio, manufatti tessili e metallici | ||||||||
| Importazioni: | derrate alimentari, prodotti coloniali | ||||||||
| Religione e Società | |||||||||
| Religioni preminenti: | Cattolicesimo | ||||||||
| Religione di stato: | Cattolicesimo | ||||||||
| Religioni minoritarie: | Ebraismo, luteranesimo | ||||||||
| Classi sociali: | patrizi, artigiani, mezzadri e contadini. | ||||||||
| Evoluzione storica | |||||||||
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Il Granducato di Toscana è la forma statuale storica assunta unitariamente dalla Toscana dal Rinascimento all'Unità d'Italia.
Dopo la fondazione del Regno d'Italia, la Toscana, ripartita in più province, non ha più conosciuto una dimensione istituzionale unitaria fino all'attuazione, nel 1970, dell'istituto regionale creato dalla Costituzione repubblicana del 1948 che - fra le altre - ha istituito anche la Regione Toscana.
Indice |
[modifica] Origini
La Toscana iniziò a essere un'entità politica, oltre che geografica e culturale, a partire dal XV secolo, quando Firenze avviò la sua espansione con l'acquisto da Gabriele Maria Visconti della Repubblica di Pisa, che Gian Galeazzo Visconti aveva comprato dagli Appiano nel 1399, l'acquisto di Sansepolcro da papa Eugenio IV nel 1441 e la sua successiva conquista del 1509 dopo la ribellione del 1494, l'acquisto di Livorno dai Genovesi nel (1421) e la sottomissione di Siena del 1555.
[modifica] L'ascesa dei Medici: dalla repubblica al granducato
A partire dal 1434, anno in cui Cosimo il Vecchio fa trionfalmente ritorno dall'esilio veneziano al quale l'aveva costretto l'anno precedente il governo oligarchico reggitore della città, la famiglia Medici prende a esercitare su Firenze un potere di fatto (per il quale è stata coniata la definizione di "criptosignoria") che si consoliderà sotto Piero di Cosimo detto il Gottoso e suo figlio Lorenzo il Magnifico. Nel 1494 Piero di Lorenzo detto lo Sfortunato, incapace di opporsi efficacemente all'ingresso del re francese Carlo VIII in Firenze, è costretto alla fuga. In città viene restaurato il regime repubblicano, mentre Pisa riacquista la propria indipendenza, che tuttavia perderà nuovamente nel 1509.
[modifica] Verso il granducato
Il ritorno dei Medici (1512) vede al governo della città il cardinale Giulio, figlio naturale di Giuliano di Cosimo, che nel 1522 sarà eletto papa con il nome di Clemente VII. Nel 1527, tuttavia, dopo il Sacco di Roma da parte delle truppe di Carlo V, i Fiorentini insorgono proclamando nuovamente la repubblica: solo l'accordo tra il papa Medici e l'imperatore consentirà la sconfitta definitiva dell'ultimo regime repubblicano, dopo un lungo assedio. Nel 1531 Alessandro de' Medici prende possesso del governo della città; l'anno dopo riceve il titolo ducale. Morirà nel 1537 per mano di Lorenzo di Pier Francesco de' Medici, meglio noto come Lorenzino o Lorenzaccio. Il governo viene dunque assunto da Cosimo, figlio di Giovanni dalle Bande Nere, discendente del ramo cadetto, e Maria Salviati, nipote di Lorenzo il Magnifico. Il nuovo duca dà inizio a una politica espansionistica che avrà una tappa fondamentale nella conquista di Siena (1555), ratificata da Filippo II di Spagna nel quadro del trattato di Londra (1557) che sancirà anche la costituzione dello Stato dei Presidi, posto sotto il controllo di viceré spagnoli, nell'Argentario, già area di influenza senese. Con la bolla emessa da papa Pio V il 27 agosto 1569 Cosimo ottiene il titolo di granduca di Toscana. Alla sua morte (1574), gli succede il figlio Francesco. La dinastia medicea reggerà le sorti del granducato fino alla morte di Gian Gastone (1737), quando la Toscana, priva di un erede legittimo, sarà concessa a Francesco III Stefano duca di Lorena, consorte di Maria Teresa arciduchessa d'Austria, in base ad accordi già stipulati tra le dinastie europee nel 1735.
[modifica] I Lorena
Il primo granduca della dinastia lorenese, destinato ad affiancare la moglie sul trono imperiale (prima coreggente, riceve la nomina a imperatore nel 1745), affida il governo della Toscana a una reggenza presieduta da Marc de Beauvau, principe di Craon, compiendo una sola visita nella regione (1739).
Alla sua morte 1765 il titolo di Granduca di Toscana passa nelle mani del suo secondogenito, Pietro Leopoldo di Lorena (1765-1790), sotto il quale il granducato conosce la fase più innovativa del governo lorenese, in cui una solida politica agraria si accompagna alle riforme del commercio, dell'amministrazione pubblica e della giustizia.
Il principale provvedimento legislativo voluto da Pietro Leopoldo di Lorena fu l'abolizione della pena di morte, avvenuta il 30 novembre 1786, che ha permesso al Granducato di Toscana di diventare il primo stato al mondo nel quale è stata abolita la pena capitale. La data del 30 novembre sarà poi considerata come festa regionale.
Il suo secondogenito Ferdinando III di Lorena, (granduca dal 1790 al 1824), gli succede al momento della sua ascesa al trono imperiale, scontrandosi con gli eventi legati al periodo napoleonico.
[modifica] Il Regno di Etruria
| Per approfondire, vedi la voce Regno di Etruria. |
Il 9 febbraio 1801, con il trattato di Lunéville, la Toscana viene ceduta dall'Austria alla Francia. Soppresso il Granducato di Toscana, viene istituito il Regno di Etruria, al cui comando si succedono Ludovico I di Borbone (1801-1803) e Carlo Ludovico di Borbone (1803-1807). Nel dicembre 1807 il Regno d'Etruria viene soppresso e la Toscana è amministrata per conto dell'impero francese da Elisa Bonaparte Baciocchi, nominata a capo del restaurato Granducato di Toscana.
[modifica] La Restaurazione e lo Stato unitario italiano
Il 18 settembre 1814, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, Ferdinando III di Lorena vede restaurato il suo potere a Firenze. Gli succede nel 1824 Leopoldo II di Lorena, che il 27 aprile 1859, alcuni anni dopo aver represso nel sangue un primo tentativo risorgimentale (vedi Invasione austriaca della Toscana nel 1849), sarà costretto ad abbandonare la città e abdicare in favore del figlio Ferdinando che non salì mai sul trono granducale. Il governo passa al Governo Provvisorio Toscano, in carica fino al 1860, quando un plebiscito sancisce l'unione al Regno di Sardegna, dall'anno successivo Regno d'Italia.
[modifica] Confini e ripartizione amministrativa
La Toscana granducale non aveva i confini identici a quelli regionali attuali, anche se al momento dell'Unità nel 1859 i confini statali erano simili a quelli della regione attuale, cioè seguendo indicativamente quelli naturali. Nel periodo pre-napoelonico, a nord c'erano le due exclaves della Lunigiana con Pontremoli e Fivizzano e la piccola porzione di Albiano e Caprigliola nella valle del Magra. Sulla costa versiliese l'exclave di Pietrasanta e Seravezza, mentre nella valle del Serchio il piccolo distretto del Barghigiano. Il corpo principale del granducato abbracciava grosso modo l'intera regione. Ne era esclusa la provincia attuale di Lucca, che allora costituiva una repubblica indipendente, e a sud il principato di Piombino con l'isola d'Elba e lo Stato dei Presidi. Ad est lo stato toscano abbracciava anche i territori appenninici dela Romagna (Romagna granducale) fin quasi alle porte di Forlì, comprendendo i centri di Terra del Sole e Castrocaro. Rocca San Casciano, Galeata, Sorbano, Bagno di Romagna e l'exclave di Santa Sofia di Marecchia e Cà Raffaello, tutt'ora sotto amministrazione toscana. Rimaneva esclusi i feudi imperiali di Vernio e di Santa Maria Tiberina, rispettivamente contea e marchesato dei Bardi e dei Bourbon del Monte fino alle soppressioni napoleoniche e alla conseguente annessione toscana. Nel periodo post napoleonico e pre unitario, se da una parte furono ceduti ai ducati di Parma e di Modena i feudi della Lunigiana, dal 1847 acquistò la Lucchesia, mentre Piombino, l'Elba e i Presìdi erano stati annessi dal 1815.
Lo stato toscano, unificato dai Medici, era suddiviso amministrativamente in Ducato vecchio o fiorentino, ducato nuovo o senese e la provincia pisana come parte integrande del ducato vecchio. Il ducato nuovo annesso con la caduta dell'antica repubblica di Siena aveva proprie magistrature e proprie istituzioni, in una sorta di unione personale del granduca con quello fiorentino. Questo stato di cose rimane sostanzialmente immutato fino alla seconda metà del XVIII secolo con la nuova dinastia lorenese. Il Granducato così, fino alle riforme amministrative del granduca Pietro Leopoldo, era ripartito in:
- Stato fiorentino (Ducato Vecchio) con capitale Firenze (centro politico di tutto il Granducato). Questo era distinto in contado fiorentino (la campagna circostante la città), e suddiviso ed amministrato nel quartiere di San Giovanni con il vicariato di Pontassieve e Rignano da cui dipendevano varie podesterie, il quartiere di Santa Croce con i vicariati di S. Giovanni in Valdarno e di Radda da cui dipendevano varie podesterie, il quartiere di Santa Maria Novella con il capitanato di Prato e il vicariato di Scarperia e numerose podesterie, il quartiere di Santo Spirito con il capitanato di San Miniato al Tedesco, il vicariato di Certaldo e alcune podesterie.
Vi era poi il vasto distretto fiorentino che, pur non facente parte della campagna di Firenze, godeva di alcune prerogative ed esenzioni fiscali concesse dalla Dominante. Il distretto era ripartito nei contadi di Pistoia, cui faceva capo il capitanato omonimo con i vicariati di San Marcello e Cutigliano, Pescia, Montecarlo e varie podesterie. Ne facevano parte anche il Casentino con il vicariato di Poppi da cui dipendevano varie podesterie, la Romagna toscana con i capitanati di Castrocaro e Terra di Sole, Porti e San Benedetto in Alpe, Palazzuolo e Marradi, Rocca San Casciano ed i vicariati di Sorbano, Firenzuola e Montagna fiorentina, Verghereto, Bagno di Romagna e Val di Sarnio, dai quali dipendevano le podesterie di Galeata, Modigliana, Dovadola, Tredozio, Premilcuore ed infine il contado della Val di Chiana costituito dal capitanato di Arezzo con i vicariati di Pieve S. Stefano e di S. Savino ed alcune podesterie, il capitanato di Borgo S. Sepolcro con i vicariati di Sestino e Massa Trabaria, Badia Tedalda, il capitanato di Montepulciano con il vicariato di Anghiari e il capitanato di Cortona con i vicariati di Valiano e di Monterchi.
Fanno parte del distretto fiorentino anche varie exclaves territoriali: il capitanato di Livorno e del Porto con la podesteria di Crespina, il capitanato dipendente da Livorno di Portoferraio nell'Elba, il capitanato della Versilia con Pietrasanta e le podesterie di Serravezza e di Stazzema, il capitanato di Pontremoli ed il capitanato di Bagnone, Castiglione e del Terziere in Lunigiana con il vicariato di Fivizzano, Albiano e Caprigliola e varie podesterie, il vicariato di Barga con il suo distretto, il vicariato di S. Gimignano con la podesteria di Colle valdelsa.
Parte integrante dello stato fiorentino, ma esclusa dai privilegi concessi al distretto, era la Provincia pisana, cioè il territorio già appartenuto all'antica repubblica al momento della sua annessione: capitanato di Pisa con i vicariati di Vicopisano e di Lari da cui dipendevano numerose podesterie, i capitanati di Volterra, di Bibbona, di Campiglia, di Castiglione della Pescaia da cui dipendevano varie podesterie, ed il capitanato del Giglio con sede al castello dell'isola.
- Lo stato senese o nuovo, amministrativamente indipendente da quello fiorentino faceva capo a Siena ed al suo contado suddiviso in Porta Camollìa, Porta Romana, Porta San Marco; da questo dipendevano il capitanato di Grosseto e Scansano, i vicariati di Montalcino, Lucignano, Pienza, Manciano e Monte Merano, Pitigliano, Santa Fiora, Radicofani, Arcidosso, Massa di Maremma, Sorano e Sovana, Chiusi con molte podesterie dipendenti.
Dopo le riforme leopoldine, che crearono la Provincia inferiore senese con Grosseto (1766) ed istituirono le comunità (1774), e superata la suddivisione napoleonica nei tre Dipartimenti d'Arno (Firenze), Ombrone (Siena), Mediterraneo (Livorno) ognuno suddiviso in prefetture, con la restaurazione si ricrea in parte l'antico sistema.
Intorno al 1820 lo stato toscano era diviso amministrativamente nelle quattro Province di Firenze con Livorno e il Porto, Pisa, Siena, Grosseto, con quattro governatorati (Firenze, Livorno, Pisa, Siena), sei commissariati regi (Arezzo, Pistoia, Pescia, Prato, Volterra, Grosseto), trentasei vicariati della provincia fiorentina, cinque in quella pisana, sette in quella senese e nove in quella grossetana con un centinaio di podesterie.
Una sostanziale riforma amministrativa del territorio si ebbe nel 1849 con l'applicazione del Regio Decreto del 9 marzo 1848 che istituì sei compartimenti e alle precedenti province, divenute prefetture, furono aggiunte Lucca e l'Isola d'Elba, quest'ultima dipendente da Livorno che aveva un governatore civile e militare. Tale sistema rimarrà sostanzialmente immutato fino alla sua abolizione con la Legge del 20 marzo 1865 del nuovo Regno d'Italia.
[modifica] Feudi
Come ogni stato costituitosi nell'Ancien Regìme anche la Toscana con la signoria granducale medicea aveva sviluppato la propria feudalità. Lo stato toscano, pur formalmente feudo immediato dell'impero, aveva la possibilità per mezzo dei propri granduchi di esercitare quella podestà feudale tipica dei sovrani del tempo.
A partire dal XVII secolo, con Ferdinando I si cominciano a concedere i primi feudi a famiglie che si erano dimostrate particolarmente vicine alla casa medicea, assicurandonsene i favori come l'acquisto di vaste terre in forma di vassallaggio feudale.
Tra i primi feudi concessi ci fu la contea di Santa Fiora, presso il Monte Amiata; contea sovrana di un ramo degli Sforza (poi Cesarini Sforza) che aveva ceduto i propri poteri sovrani al granduca, il quale la restituisce alla famiglia sotto forma di feudo granducale. A partire dalla fine degli anni '20 del XVII secolo tali concessioni divennero sempre più numerose e frequenti. Tale situazione fino alla legge sull'abolizione dei feudi, promulgata dalla Reggenza toscana nel 1749. Di fatto, tuttavia, molti feudi continuarono a sopravvivere fino quasi alla fine del regno di Pietro Leopoldo. I feudi erano distinti in marchesati e contee.
Tra i marchesati si ricordano:
- Bùcine (Vitelli)
- Capolona (Vitelli, 1645-1749)
- Castellina e Capraia (Frescobaldi)
- Castelnuovo di Val di Cecina (Albizzi, 1639-1748)
- Castiglion Fibocchi (dal Borro, 1644-1749)
- Castiglion Fiorentino (Bourbon del Monte, 1664-1749)
- Cecina, Bibbona, Riparbella, Guardistallo, Casale Marittimo (Ginori, 1738-1755)
- Chianni (Riccardi, 1629-1749)
- Lajatico (Corsini, 1644-1749)
- Loro Ciuffenna (Capponi, 1646-1749)
- Montefollonico e Torrita (Coppoli)
- Montescudaio (Ridolfi)
- Monteverdi Marittimo (Incontri, 1665-1749)
- Monticiano (d'Elci)
- Orciano Pisano (Obizzi di Padova, 1630-1783)
- Ponsacco e Camugliano (Niccolini, 1637-1749)
- Roccalbegna (Bichi)
- San Quirico d'Orcia (Chigi)
- San Vincenzo (Serristori)
- Saturnia (Panciatichi)
- Treschietto e Vico (Malaspina, 1698-1761)
Le contee erano:
- Alberese (Corsini)
- Castagneto Carducci e Bolgheri (della Gherardesca, fino al 1749)
- Castell'Azzara (Baschi)
- Castiglione della Pescaia (Verasis)
- Cavriglia (Ricasoli Firidolfi)
- Cesa e Turicchi (vescovi di Arezzo)
- Chianciano e Sarteano (Manenti)
- Chitignano (Ubertini)
- Lorenzana e Tremoleto (Lorenzi 1683-1783)
- Magliano (Bentivoglio)
- Maggiona e Petraglia (Camaldolesi)
- Montauto (Barbolani)
- Monte San Savino (Orsini, 1604-1744)
- Rignano sull'Arno (Paoli)
- Santa Fiora e Scansano (Cesarini Sforza)
- Santa Sofia di Marecchia (Colloredo di Milano, 1615-1794)
- Sassetta (Sabatini)
Vi erano inoltre alcuni feudi imperiali che, seppure sovrani ed autonomi, erano posti sotto il protettorato toscano (accomandigia). Erano questi molti dei marchesati della Lunigiana (Mulazzo, Groppoli, Tresana, Olivola, ecc) e le contee di Vernio e di Santa Maria in Val tiberina.
[modifica] Voci correlate
- Elenco dei Signori di Toscana
- Regno di Etruria
- Repubblica fiorentina
- Stati italiani preunitari
- Asburgo-Lorena (Granducato di Toscana)
- Regione Carabinieri "Toscana"
Stati del Ducato di Savoia Ducato di Savoia | Contea di Nizza | Contea di Asti
Stati del Sacro Romano Impero Principato Vescovile di Trento | Principato Vescovile di Bressanone
Stati indipendenti Marchesato di Finale | Repubblica di Venezia | Repubblica di Ragusa | Principato di Monaco | Principato di Oneglia | Repubblica di Genova | Ducato di Mantova | Ducato di Parma e Piacenza | Mirandola | Signoria di Correggio | Ducato di Ferrara, Modena e Reggio (dal 1598 il Ducato di Ferrara passò allo Stato Pontificio, mentre Modena e Reggio rimasero agli Este come Ducato di Modena e Reggio) | Repubblica di San Marino | Ducato di Urbino | Ducato di Massa e Carrara | Lunigiana | Repubblica di Lucca | Pietrasanta | Ducato di Firenze (Granducato di Toscana dal 1569) | Principato di Piombino | Ducato di Castro | Cospaia (territorio libero fra Granducato di Toscana e Stato Pontificio a causa di un errore in un trattato) | Stato Pontificio
Domini degli Asburgo di Spagna Ducato di Milano | Regno di Napoli (governato da un viceré) | Regno di Sicilia (governato da un viceré) | Regno di Sardegna | Stato dei Presidi
Sacro Romano Impero Ducato di Milano | Ducato di Mantova | Principato vescovile di Trento | Principato vescovile di Bressanone
Repubblica di Genova Repubblica di Genova e Corsica | Marchesato di Finale (acquistato nel 1713, ma formalmente autonomo sino al 1797)
Stati indipendenti Regno di Sicilia (ai Savoia nel 1713-1720) | Regno di Sardegna | Principato di Masserano | Principato di Monaco | Repubblica di Venezia | Repubblica di Ragusa | Ducato di Parma e Piacenza | Ducato di Modena e Reggio | Repubblica di San Marino | Ducato di Massa | Repubblica di Lucca | Granducato di Toscana | Principato di Piombino | Stato dei Presidi | Stato Pontificio | Ducato di Sora | Regno di Napoli (Asburgo d'Austria nel 1713-1734, poi ai Borbone) | Regno di Sicilia, col feudo di Malta (Asburgo d'Austria nel 1720-1734, poi ai Borbone)
Repubblica di Genova Torriglia, Seborga e Noli | Marchesato di Finale
Stati del Sacro Romano Impero Principato Vescovile di Trento | Principato Vescovile di Bressanone
Stati indipendenti Regno di Sardegna | Ducato di Milano | Repubblica di Venezia | Repubblica di Ragusa | Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla | Ducato di Modena e Reggio | Ducato di Massa e Principato di Carrara | Repubblica di Lucca | Granducato di Toscana | Principato di Piombino | Stato dei Presidi | Repubblica di San Marino | Cospaia (territorio libero fra Granducato di Toscana e Stato Pontificio a causa di un errore in un trattato) | Stato Pontificio | Regno di Napoli e Regno di Sicilia
Stati dell'Impero Austriaco : Regno Lombardo-Veneto
Stati indipendenti Regno di Sardegna | Principato di Monaco | Repubblica del Canton Ticino | Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla | Ducato di Modena e Reggio | Ducato di Massa e Carrara | Ducato di Lucca | Granducato di Toscana | Repubblica di San Marino | Stato Pontificio | Regno delle Due Sicilie
Stati dell'Impero Austriaco : Regno Lombardo-Veneto
Stati indipendenti Regno di Sardegna | Principato di Monaco | Ducato di Parma e Piacenza | Ducato di Modena e Reggio | Granducato di Toscana | Repubblica di San Marino | Stato Pontificio | Regno delle Due Sicilie


