Ducato di Mantova

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Ducato di Mantova
Ducato di Mantova – Bandiera Ducato di Mantova - Stemma
Dati amministrativi
Lingue parlate Lombardo, Volgare, Latino, Italiano
Capitale Mantua Flag 1328-1575.jpg Mantova
Dipendente da Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Sacro Romano Impero
Politica
Forma di Stato (ducato)
Forma di governo Principato
Duchi Gonzaga dal 1530
Gonzaga-Nevers dal 1627
Organi deliberativi Senato di Giustizia
Nascita 1530 con Federico II Gonzaga
Causa Diploma imperiale
Fine 1786 con Giuseppe II d'Asburgo-Lorena
Territorio e popolazione
Bacino geografico Mantovano
Territorio originale Mantovano
Economia
Valuta Zecca di Mantova
Commerci con Italia, Sacro Romano Impero, Francia, Spagna,
Esportazioni grano
Importazioni gioielli, tessuti, spezie, sale
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religioni minoritarie ebraismo
Ducato di Mantova - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Coat of arms of the House of Gonzaga (1433).svg Marchesato di Mantova
Succeduto da Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Mantova Austriaca

Il Ducato di Mantova fu uno stato preunitario italiano. Creato dal Marchesato di Mantova, esistette dal 1530 al 1786 [1]. Il 2 aprile 1707 gli austriaci prendevano possesso del ducato che quindi passò dai Gonzaga, che lo detenevano dall'inizio, agli Asburgo, che possedevano anche il ducato di Milano e con il quale era in continuità territoriale. L'ultimo duca Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers fu dichiarato decaduto dalla dieta di Ratisbona il 30 giugno 1708 e il territorio unito a Milano sotto diretto controllo degli austriaci, formando la cosiddetta "Lombardia austriaca".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dominio dei Bonacolsi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, Mantova venne invasa da Bizantini, Longobardi e Franchi. Nell'XI secolo la città divenne possedimento di Bonifacio di Canossa, marchese di Toscana. L'ultimo regnante di questa famiglia fu la celebre Matilde di Canossa (m. 1115), che secondo la leggenda, ordinò la costruzione della preziosa Rotonda di San Lorenzo (1082). Dopo la morte di Matilde di Canossa, Mantova divenne un libero comune e si difese strenuamente dal XII secolo al XIII secolo contro l'Imperatore germanico.

Durante la Lotta per le investiture, Pinamonte Bonacolsi colse l'occasione per prendere il potere personalmente - come Capitano Generale del Popolo - nel 1273. La sua famiglia governò Mantova per il secolo successivo, rendendola prospera e ricca di bellezze artistiche.

Dominio dei Gonzaga[modifica | modifica wikitesto]

Ludovico III mentre riceve la notizia dell'elezione di suo figlio Francesco a cardinale, affresco di Andrea Mantegna nella Camera degli Sposi del Castello di San Giorgio di Mantova

Il 16 agosto 1328, l'ultimo Bonacolsi, Rinaldo, venne detronizzato dalla famiglia Gonzaga e precisamente dal sessantenne Luigi assieme ai figli Guido, Filippino e Feltrino. Luigi Gonzaga venne nominato podestà della città nel 1318 e venne eletto Capitano del Popolo. Il Gonzaga fece costruire nuove mura e cinque cancelli rinnovando l'architettura della città in stile rinascimentale, ma la situazione politica della città non si assestò sino al terzo Gonzaga, Ludovico I, il quale riuscì ad ottenere finalmente il potere per sé stesso eliminando i propri parenti. Attraverso il pagamento di 120.000 fiorini d'oro nel 1433, Gianfrancesco I Gonzaga venne nominato marchese di Mantova dall'Imperatore Sigismondo di Lussemburgo, del quale aveva sposato la nipote Barbara di Brandeburgo. Nel 1459 papa Pio II convocò una dieta a Mantova per proclamare la crociata contro i Turchi.

Il primo duca di Mantova fu Federico II, che ottenne il titolo da Carlo V d'Asburgo nel 1530. L'anno successivo, la famiglia ottenne il Marchesato di Monferrato per matrimonio. Federico commissionò a Giulio Romano di costruire il famoso Palazzo Te, alla periferia della città.

Nel 1624, Ferdinando Gonzaga spostò la sede ducale alla nuova residenza, Villa La Favorita, disegnata dall'architetto Nicolò Sebregondi.

Nel 1627 la linea diretta della famiglia Gonzaga si indebolì con Vincenzo II e lo stesso ducato declinò lentamente sotto il suo dominio passando sempre più sotto l'influenza dei Gonzaga-Nevers, un ramo cadetto francese della famiglia. La Guerra di successione di Mantova e del Monferrato scoppiò nel 1630 ed in quell'anno l'armata imperiale costituita da 36.000 lanzichenecchi assediò Mantova, portando con sé la peste, un trauma da cui la città non si rimise mai più.

Fine del Ducato[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers, governante molto astuto politicamente, cercando di pareggiare il bilancio del ducato di Mantova, constatò che il Monferrato costava troppi ducati al suo stato per mantenerlo, perciò, dopo una decisione molto discussa, dovette vendere la Cittadella del Monferrato (invece del suo patrimonio famigliare). Per fare ciò, si alleò con la Francia nella Guerra di Successione spagnola. Dopo l'ultima sconfitta, egli venne condannato per fellonia, dichiarato deposto da Giuseppe I d'Asburgo e costretto a trovare rifugio a Venezia, portando con sé molte opere d'arte. Alla sua morte, avvenuta nel 1708, la sua famiglia perse Mantova in favore degli Asburgo d'Austria. I territori del Monferrato vennero ceduti al Ducato di Savoia e l'Imperatore ricompensò il Duca Leopoldo di Lorena, erede in linea femminile dei Gonzaga, cedendogli il Ducato di Teschen.

Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers, X e ultimo duca di Mantova

Il ducato, nonostante l'accentuata tendenza accentratrice degli Asburgo, continuò a mantenere sostanzialmente una propria autonomia politica ed amministrativa in seno allo Stato milanese, conservando proprie magistrature fino all'età napoleonica. Lo Stato mantovano sotto l'Austria ebbe un proprio vicegovernatore luogotenente ed un proprio presidente. Il suo territorio era ripartito in otto preture di mero e misto impero (Viadana, Ostiglia, Revere, Gazzuolo, Canneto, Sermide, Redondesco, Castel Goffredo), 11 preture a giurisdizione limitata (Quistello, Goito, Volta, Suzzara, Governolo, Castellucchio, Gonzaga, Duecastelli, Borgoforte, Guidizzolo, Castiglione Mantovano) e le exclave signorili dei principati di Sabbioneta, Bozzolo e Castiglione delle Stiviere (fino al 1773), Vescovato, i marchesati di Castel d'Ario e Gazoldo, la signoria di San Martino Gusnago e Corte di Soave (fino al 1765).

Mantova venne per breve tempo unita al Ducato di Milano per editto di Giuseppe II d'Asburgo-Lorena dal 26 settembre 1786, ma d'allora la città di Mantova continuò a esercitare la propria autonomia territoriale; il titolo di duca di Mantova venne usato fino al 1797 con l'imperatore Francesco II in quanto titolare del ducato.

Mantova venne quindi assediata dall'armata di Napoleone Bonaparte nel 1796 e cadde nelle mani dei francesi l'anno successivo. Con il Trattato di Campoformio, Mantova venne annessa alla Repubblica Cisalpina divenendo parte del Dipartimento del Mincio e cessando per sempre di esistere come entità territoriale indipendente.

Duchi di Mantova[modifica | modifica wikitesto]

Il duca di Mantova è anche marchese del Monferrato (1536-1574) e poi duca del Monferrato (1574-1708).

Gonzaga[modifica | modifica wikitesto]

1530-1540 Federico II Gonzaga
sino al 1530 marchese di Mantova
(1500-1540)
1540-1550 Francesco III Gonzaga (1533-1550)
1550-1587 Guglielmo Gonzaga (1538-1587)
1587-1612 Vincenzo I Gonzaga (1562-1612)
1612 Francesco IV Gonzaga (1586-1612)
1612-1626 Ferdinando Gonzaga (1587-1626)
1626-1627 Vincenzo II Gonzaga (1594-1627)

Gonzaga-Nevers[modifica | modifica wikitesto]

1627-1637 Carlo I Gonzaga-Nevers (1580-1637)
1637-1665 Carlo II Gonzaga-Nevers (1629-1665)
1665-1708 Ferdinando Carlo Gonzaga-Nevers (1652-1708)

1708: governatorato di nomina asburgica

1786: unione con il Ducato di Milano [2]

Ordini equestri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ducato di Mantova
  2. ^ Il marchesato, poi ducato di Mantova

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Coniglio, I Gonzaga, Varese, Dall'Oglio, 1973. ISBN non esistente.
  • Adelaide Murgia, I Gonzaga, Milano, Mondadori, 1972. ISBN non esistente

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]