Archivio di Stato di Mantova

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Archivio di Stato di Mantova
Chiesa della Santissima Trinità.jpg
Ex chiesa della santissima Trinità ora deposito principale dell'Archivio di Stato
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Lombardia
Località Mantova
Indirizzo Via Ardigò 11
Informazioni
Condizioni in uso
Costruzione XIV secolo
 

L'Archivio di Stato di Mantova, via Roberto Ardigò n. 11, è l’istituzione dello stato preposta alla conservazione dei documenti a partire dal secolo XI, prodotti dalle istituzioni pubbliche e private, da singole personalità e da famiglie storiche della città e della provincia di Mantova, tra le quali ovviamente risaltano i Gonzaga.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

L'Archivio di Stato di Mantova fu istituito nel 1868, due anni dopo che la città virgiliana entrò a far parte del Regno d'Italia. Inizialmente ospitato nel Palazzo Ducale, fu trasferito nell'attuale sede del Palazzo degli Studi (Mantova) nel 1883 negli edifici che nel secolo precedente erano occupati dal collegio e dal convento dei Gesuiti. Incluse nel complesso dell'archivio ci sono la torre medievale dei Gambulini e la ex chiesa della SS. Trinità, ora principale deposito dell'archivio.

Nel palazzo[1], di proprietà del marchese di Castel Goffredo Aloisio Gonzaga,[2] morì il 30 novembre 1526 il condottiero Giovanni dalle Bande Nere, in seguito alle ferite riportate a Governolo nella battaglia contro i lanzichenecchi.[3]

Patrimonio[modifica | modifica sorgente]

Mantova, torre dei Gambulini

L’Archivio di Stato di Mantova conserva documenti risalenti al secolo XI, quando la città era sotto il dominio dei Canossa, al periodo comunale, all'epoca dei Bonacolsi e soprattutto dei Gonzaga. L'archivio Gonzaga è uno dei più completi ed esaustivi archivi appartenuti a una famiglia che abbia governato in età moderna.

Nei locali dell'Archivio di Stato sono altresì conservati le documentazioni dei periodi di governo austriaco e napoleonico così come gli archivi notarili, catastali, degli enti ecclesiastici, delle corporazioni di arti e mestieri e anche gli archivi di famiglie e di singole personalità che sono stati donati o depositati all'Archivio di Stato.

Lapide posta da papa Pio X a ricordo del soggiorno nel palazzo di San Luigi Gonzaga

Sono 25.000 i metri lineari di scaffalature utilizzati per contenere gli oltre 250.000 pezzi cartacei come buste, registri, volumi, fascicoli, più di 6.000 pergamene, circa 14.000 tra mappe e disegni. In più sono conservati sigilli, monete, stampe e la biblioteca dispone per consultazione e riproduzione di oltre 20.000 titoli.

La Scuola[modifica | modifica sorgente]

Presso l'Archivio di Stato di Mantova è attiva la Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica, una delle diciassette presenti in Italia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lo zodiaco del Falconetto.
  2. ^ Roggero Roggeri, Leandro Ventura, I Gonzaga delle nebbie. Storia di una dinastia cadetta nelle terre tra Oglio e Po, Cinisello Balsamo, p.43, 2008.
  3. ^ * Cesare Marchi, Giovanni dalla Bande Nere, Milano, 1981.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cesare Marchi, Giovanni dalla Bande Nere, Milano, 1981. (ISBN non esistente).
  • Roggero Roggeri, Leandro Ventura, I Gonzaga delle nebbie. Storia di una dinastia cadetta nelle terre tra Oglio e Po, Cinisello Balsamo, p.43, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]