Ostiglia

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Ostiglia
comune
Ostiglia – Stemma Ostiglia – Bandiera
Ostiglia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Mantova-Stemma.png Mantova
Amministrazione
Sindaco Valerio Primavori (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°04′00″N 11°08′00″E / 45.066667°N 11.133333°E45.066667; 11.133333 (Ostiglia)Coordinate: 45°04′00″N 11°08′00″E / 45.066667°N 11.133333°E45.066667; 11.133333 (Ostiglia)
Altitudine 13 m s.l.m.
Superficie 39,70 km²
Abitanti 6,930[2] (31-07-2013)
Densità 0,17 ab./km²
Frazioni Correggioli

Borgate: Comuna Bellis, Comuna Santuario, Calandre

Case sparse: Agnella, Bastione San Michele, Core, Ponte Molino[1]

Comuni confinanti Borgofranco sul Po, Casaleone (VR), Cerea (VR), Gazzo Veronese (VR), Melara (RO), Revere, Serravalle a Po
Altre informazioni
Cod. postale 46035
Prefisso 0386
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 020038
Cod. catastale G186
Targa MN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Ostigliesi
Patrono San Lorenzo; sant'Antonio
Giorno festivo 10 agosto; 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ostiglia
Posizione del comune di Ostiglia nella provincia di Mantova
Posizione del comune di Ostiglia nella provincia di Mantova
Sito istituzionale

Ostiglia (Ustìlia in dialetto mantovano[3]) è un comune di 6.930 abitanti della provincia di Mantova.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ricordata in epoca romana col nome di Hostilia, rappresentò certamente un punto importante per gli scambi commerciali diretti dall'Emilia verso Verona e i territori germanici: si trovava infatti sulla via Claudia Augusta Padana, citata dagli itinerari romani. Nel I secolo a.C. vi nacque Cornelio Nepote. Nel V secolo d.C. fu sede di una specie di corrieri denominati Dromonarii il cui compito era di trasportare derrate a Verona, allora un'importante città del regno degli Ostrogoti, giunti fino ad Ostiglia in seguito alla dissoluzione dell'Impero Romano. Dopo la riconquista bizantina dell'Italia arrivarono i Longobardi, tra la fine del VI e l'inizio del VII secolo e dopo il 774 i Franchi con Carlo Magno.

Ostiglia nel Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Durante il Basso Medioevo Ostiglia entrò nell'orbita di Verona, che ne fece una delle sue piazzeforti con la costruzione di un castello nel 1151. Nel periodo in cui detenne il potere a Verona, la famiglia degli Ezzelini vi acquisì delle proprietà, che furono accuratamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260. Nel 1308 Ostiglia era sotto il dominio degli Scaligeri, a cui subentrarono nel 1381 i Visconti e nel 1391 i Gonzaga.

Dal Rinascimento al Risorgimento[modifica | modifica sorgente]

Da allora Ostiglia fu indissolubilmente legata a Mantova in ambito politico, ma continuò a far parte della Diocesi di Verona fino alla seconda metà del XVIII secolo. Con la caduta dei Gonzaga, nel 1707 Ostiglia passò con tutto il Ducato di Mantova sotto la dinastia imperiale degli Asburgo-Lorena, nella persona dell'imperatore Giuseppe I. Sotto la dominazione austriaca Ostiglia perdette tutta la sua importanza strategica, tanto che l'imperatore Carlo VI nel 1717 ordinò la demolizione del suo castello per utilizzare i materiali nelle fortificazioni di Mantova.

Nel 1797 entrò nella Repubblica Cisalpina voluta da Napoleone I e cessò di essere capoluogo di distretto per diventare cantone del distretto di Mantova. Caduto Napoleone I nel 1814, Ostiglia tornò, sotto la dominazione austriaca, a far parte del Regno Lombardo-Veneto diventando ancora capoluogo di distretto.

Coi trattati di pace di Praga (23 agosto) e di Vienna (3 ottobre 1866) Ostiglia passò al Regno d'Italia con la parte rimanente della provincia di Mantova. Un aneddoto racconta che, mentre a Mantova sventolava il tricolore, ad Ostiglia permanevano ancora gli Austriaci, cosicché gli abitanti, circondata la gendarmeria, li costrinsero ad andarsene.

Il secolo delle Guerre Mondiali[modifica | modifica sorgente]

A Ostiglia, poco prima delle due guerre mondiali che avrebbero segnato il '900, venne fondata nel 1907 quella che è oggi la più importante casa editrice italiana: la Mondadori, da Arnoldo Mondadori (con l'iniziale supporto di Tomaso Monicelli). L'editrice iniziò l'attività pubblicando il periodico Luce! Nel 1911 pubblicò il primo libro e iniziò la prima collana, La lampada. Divenne una società per azioni nel 1912. Durante la Prima guerra mondiale pubblicò giornali destinati alle truppe al fronte fra cui La Tradotta. Nel 1919 la sede venne spostata a Milano.

Durante la Seconda guerra mondiale, Ostiglia fu raggiunta dalle forze angloamericane che attraversarono il Po il 25 aprile 1945.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Bonazzi. Edificio settecentesco dalla facciata in mattone cotto con inserti in marmo bianco in corrispondenza dei capitelli delle lesene. È sede del Municipio.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Edificio neoromanico costruito nel 1890.
  • Chiesa di Santa Maria di Castello. Antica chiesa cinquecentesca, sconsacrata e riutilizzata in passato come officina meccanica. Ne rimangono solo ruderi. Adiacente si trova la Torre civica, ultimo vestigio del castello.
  • Palazzo Foglia. Palazzo ottocentesco sede del Museo civico archeologico, della Biblioteca comunale e della Biblioteca musicale Giuseppe Greggiati. Dà sulla centrale piazza Cornelio, ove si trova il monumento a Cornelio Nepote.
  • Teatro Nuovo "Mario Monicelli". Costruito nel 1839 in stile neoclassico, è utilizzato sia come cinema che come teatro. Nell'aprile 2011 il teatro fu intitolato[4] al regista Mario Monicelli, figlio dell'ostigliese Tomaso.
  • Santuario della Beata Vergine della Comuna, in frazione Comuna Santuario. Luogo di culto molto frequentato dai fedeli della zona e attualmente officiato da una comunità di Frati Minori. Fu fondato nel XV secolo e trasformato in forme rinascimentali nel XVI: nei rimaneggiamenti si è voluta vedere la mano di Giulio Romano. Della costruzione primitiva rimane solo una lunetta archiacuta raffigurante san Giorgio e il drago. All'interno è conservata una statua lignea della Madonna col Bambino, entrambi incoronati.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei e gallerie[modifica | modifica sorgente]

  • Fondo Musicale Opera Pia "Giuseppe Greggiati " - Piazza Cornelio 2 ( c/o Palazzo Foglia)
  • Civico Museo Archeologico - Piazza Cornelio 2 ( c/o Palazzo Foglia)
  • Palazzina Mondadori - Strada Statale 12, Abetone Brennero Est
  • Museo della farmacopea - Palazzo Bonazzi.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

  • Torta Ostiglia: dolce con cialda a base di albumi d'uovo e mandorle con ripieno di zabaione e mandorle conosciuta ed apprezzata ben oltre i confini della cittadina.
  • Schiacciatine ostigliesi: prodotto da forno, secco, a base di farina, strutto di maiale, acqua e sale; comunemente consumata a colazione o come spuntino.

Persone legate a Ostiglia[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno si svolge la manifestazione "L'arte e l'antico tra portici e piazze" una mostra mercato di antiquariato e collezionismo nel centro storico.

Dal 2008 si svolge, su impulso della Fondazione Mondadori, il Premio Ostiglia-Arnoldo Mondadori. Un libro al cinema. Con questa manifestazione che ebbe Mario Monicelli come primo presidente di giuria, si vuole premiare il miglior film italiano tratto da un libro.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Ostiglia, inaugurata nel 2008, è posta sulla linea Verona - Bologna.

La vecchia stazione era posta sul tracciato originario della linea, abbandonato in seguito all'attivazione di una variante a doppio binario, e fu capolinea della ferrovia per Legnago, Grisignano di Zocco e Treviso.

Tra il 1884 e il 1934, il paese fu stazione terminale della tranvia Brescia – Mantova – Ostiglia. Il fabbricato dell'impianto si trovava nei pressi dell'ingresso dello zuccherificio che sorgeva nei pressi dell'argine del Po[6].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Ostiglia - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2013.
  3. ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
  4. ^ Ostiglia dedica a Monicelli il suo teatro in gazzettadimantova.gelocal.it, 26 aprile 2011. URL consultato il 6-10-2011.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Ganzerla, Giancarlo, Binari sul Garda - Dalla Ferdinandea al tram tra cronaca e storia, Desenzano del Garda, Associazione Carlo Brusa, 2004, p. 304, ISBN 8873856330.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]