Merano
| Merano comune |
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|---|---|---|---|---|---|---|---|
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| Dati amministrativi | |||||||
| Stato | |||||||
| Regione | |||||||
| Provincia | |||||||
| Sindaco | Günther Januth (SVP - La Civica per Merano (centro) - Alleanza per Merano (centro destra) - Italia dei Valori - Lega Nord) dal 31/05/2010 | ||||||
| Territorio | |||||||
| Coordinate | 46°40′0″N 11°10′0″E / 46.66667°N 11.16667°ECoordinate: 46°40′0″N 11°10′0″E / 46.66667°N 11.16667°E | ||||||
| Altitudine | 325 m s.l.m. | ||||||
| Superficie | 26,33 km² | ||||||
| Abitanti | 39 032[1] (30-06-2012) | ||||||
| Densità | 1 482,42 ab./km² | ||||||
| Frazioni | Maia Alta (Obermais), Maia Bassa (Untermais), Quarazze (Gratsch), Sinigo (Sinich) | ||||||
| Comuni confinanti | Avelengo, Cermes, Lagundo, Lana, Marlengo, Postal, Scena, Tirolo, Verano | ||||||
| Altre informazioni | |||||||
| Cod. postale | 39012 | ||||||
| Prefisso | 0473 | ||||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||||
| Codice ISTAT | 021051 | ||||||
| Cod. catastale | F132 | ||||||
| Targa | BZ | ||||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||||
| Cl. climatica | zona E, 2 863 GG[2] | ||||||
| Nome abitanti | Meranesi (DE) Meraner |
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| Patrono | san Nicolò | ||||||
| Giorno festivo | 6 dicembre | ||||||
| Localizzazione | |||||||
Il territorio comunale |
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| Sito istituzionale | |||||||
Merano /meˈrano/ (Meran [meˈraːn] in tedesco, Maran [maˈraŋ] in ladino) è un comune italiano di 39.032 abitanti, capoluogo della comunità comprensoriale del Burgraviato, nella provincia autonoma di Bolzano, in Trentino-Alto Adige.
Al 31 dicembre 2011 la popolazione straniera corrispondeva a 5.665 unità (pari al 14,6%). Dopo il capoluogo Bolzano risulta il centro più popolato della provincia.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
Territorio [modifica]
Capoluogo della Comunità comprensoriale del Burgraviato, è circondata dalle montagne (1500–3335 m) e si trova nel fondovalle all'inizio di quattro importanti valli: la Val Venosta, la Val Passiria, la Val d'Adige e la Val d'Ultimo.
Attraversata dal torrente Passirio che confluisce nell'Adige, si trova alle pendici del Gruppo Tessa (fino a 3.480 m s.l.m., confine con l'Austria) e dell'Altopiano del Salto (fino a 2.800). A sud Merano dista 30 km dal capoluogo di provincia, Bolzano, al quale è collegata da una superstrada a 4 corsie, conosciuta come "MEBO", e da una linea ferroviaria. A ovest comincia la Val Venosta, con la ferrovia della Val Venosta, a sud-ovest la Val d'Ultimo e a nord-est la Val Passiria.
Alla periferia di Merano sorgono il paese ed il castello di Tirolo (Dorf Tirol, Schloss Tirol) da cui prende nome la regione storica del Tirolo.
Clima [modifica]
Considerato luogo di cura sin dal XIX secolo, Merano era orientata verso un turismo per la terza età grazie al clima mite e alla quiete che la caratterizzano. Negli ultimi due decenni questa tendenza è cambiata soprattutto grazie ad un'offerta più variegata ed all'arrivo del turismo nazionale che ha raggiunto e superato quello dei paesi tedescofoni facendo notevolmente scendere l'età media dei suoi visitatori.
| Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Merano Quarazze. |
Storia [modifica]
In epoca romana la zona dell'attuale Merano è detta Maia e si trova sul confine tra la provincia della Rezia e la Regio X Venetia et Histria, ai margini settentrionali del municipium di Trento. In epoca tardo-antica vi si sviluppa il castrum Maiense, un insediamento fortificato localizzato a partire dalla rocca dell'attuale castel San Zeno (Zenoberg). Nella cappella del castrum furono sepolti san Valentino di Rezia (alla fine del V secolo) e san Corbiniano di Frisinga (attorno al 730).
Merano si sviluppa notevolmente sotto la famiglia d'arme divenuta allora proprietaria del castello di Tirolo, poco fuori città ed autonominatasi conti del Tirolo nel corso del '200, in particolare con Alberto III di Tirolo e con Mainardo II di Tirolo-Gorizia, quando l'antico nucleo urbanistico assume la sua caratteristica fisionomia. Di quel periodo rimane l'imponente torre Ortenstein (detta volgarmente "Pulverturm" o "polveriera" perché adibita dal XVI secolo a deposito di esplosivi), sede un tempo del burgravio principesco.[3]
Merano diviene città nel corso del XIII secolo. Nel secolo successivo, grazie anche ai privilegi concessi da Leopoldo III, divenuto per eredità anche Conte del Tirolo, si sviluppa molto il settore commerciale. Con il trasferimento della sede dei nuovi conti Asburgo ad Innsbruck nel 1420 la città perde la sua primaria importanza come centro economico, pur rimanendo formalmente capitale della contea del Tirolo fino al 1848. Solo con le guerre di liberazione del Tirolo del 1809, guidate da Andreas Hofer della Passiria, Merano ritorna al centro dell'attenzione: sul monte Benedetto (Segenbühel), sopra Merano, i tirolesi combattono vittoriosamente una battaglia contro i Francesi e i Bavaresi nell'ambito della guerriglia da loro condotta contro le truppe franco-bavaresi, che alla fine di una lunga battaglia combattuta al Bergisel di Innsbruck, Andreas Hofer, non ottenuto il promesso appoggio dell'imperatore asburgico, perde per nettissima inferiorità di forze la battaglia finale e verrà pochi giorni dopo giustiziato a Mantova, mentre la figlia dell'imperatore d'Austria va in sposa a Napoleone quale pegno di pace.
Nella seconda metà dell'Ottocento Merano diviene un importante luogo di cura e villeggiatura dell'Impero austro-ungarico, grazie anche al collegamento ferroviario inaugurato nel 1881 e completato con la stazione ferroviaria su disegno di von Chabert del 1905.[4] Conseguentemente la città si espande al di fuori del perimetro delle mura su modelli urbanistici di derivazione viennese e salisburghese e con l'apporto dell'urbanista germanico Theodor Fischer.[5][6] Dopo la Prima guerra mondiale Merano, come tutta la parte meridionale del Tirolo, viene annessa all'Italia. Tra le due guerre vi viene realizzato l'ippodromo di Maia.
Merano ha un'antica tradizione turistica. Molti sono infatti gli ospiti della politica e della cultura che hanno passato le loro vacanze nella città, per esempio l'imperatrice Sissi e gli scrittori Franz Kafka e Gottfried Benn.[7] Questo soprattutto perché scienziati e medici hanno sempre consigliato la città per il suo clima mite e quasi mediterraneo e per la qualità dell'aria. Nel 1912 nasce il Kursaal (o Kurhaus), opera dell'architetto Friedrich Ohmann che era legato alla Sezession viennese.[8]
Durante l'occupazione tedesca del nord Italia, un impianto elettrochimico alimentato dalle centrali idroelettriche alpine fu convertito per la produzione di acqua pesante, poiché nel febbraio 1943 l'impianto della Norsk Hydro di Vemork in Norvegia era stato sabotato da un'unità di commando (Operazione Gunnerside). Il responsabile dell'impianto ritardò l'attività intuendone il possibile utilizzo come moderatore in un reattore a neutroni lenti. Non è ancora chiaro quale influenza ebbe questo fatto per il programma nucleare tedesco.[senza fonte]
Anche dopo il 1945 Merano è una delle mete più frequentate dai turisti in Alto Adige.
A Merano si trova il Museo Provinciale del Turismo "Touriseum", ospitato nel Castel Trauttmansdorff, al quale è annesso il giardino botanico, uno dei più belli in Italia. A dicembre 2005 sono state riaperte le Terme di Merano con annesso un hotel a quattro stelle.
Toponimo [modifica]
Il toponimo è attestato come Mairania nel 857 e deriverebbe da "terra mairana", ovvero terra appartenente ad una fattoria padronale bavarese altomedievale (maioria - Meierhof). Il nome è poi attestato nel 1242 come Meran e nel 1317 come stat ze Meran ("città di Merano"). Dal XV secolo prevale la forma auf der Meran.[9] Altre interpretazioni fanno derivare il nome di Merano da "Mario" (Marianum, proprietà di Mario), - interpretazione poco accreditata perché i più antichi reperti archeologici risalgono al medioevo -, o da "mara" (zona di detriti, morena).[10]
Stemma [modifica]
Lo stemma mostra l’aquila tirolese, seduta su un muro con quattro pezzi di merlatura ghibellina e tre arcate che simboleggiano la città. L’insegna è conosciuta dal XIV secolo; il sigillo più vecchio risale al 1353 e quello a colori al 1390. In una immagine del 1759 l’aquila viene raffigurata con una corona ed una ghirlanda verde d’onore, il cosiddetto Ehrenkränzel. Nel 1928 fu concesso uno stemma simile, ma con cinque parti di merlatura e le arcate con i cancelli aperti sopra un prato di trifoglio. Dopo il secondo conflitto mondiale fu ripristinato lo stemma precedente.[11]
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Edifici storici [modifica]
Kurhaus [modifica]
Progettato nel 1873 dall'architetto Josef Czerny, il Kurhaus venne inaugurato il 14 novembre 1874 e ristrutturato successivamente tra il 1913 e il 1914 dall'architetto Friedrich Ohmann. È di Ohmann il progetto della grande sala "Kursaal" della rotonda. Una più recente inaugurazione è stata realizzata negli ultimi anni e ora l'edificio presenta 13 sale e permette di ospitare fino a 1000 persone.[12]
Architetture militari [modifica]
A Merano esistevano le caserme "Polonio", "Battisti", "Rossi" e "Villa Acqui". Merano è stata sede della Brigata alpina "Orobica" fino al 1991.
Società [modifica]
Ripartizione linguistica [modifica]
La popolazione meranese è oggi, grosso modo, per metà di madrelingua tedesca e per metà di madrelingua italiana:
| % | Ripartizione linguistica (gruppi principali) Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012 |
|---|---|
| 50,47% | madrelingua tedesca |
| 49,06% | madrelingua italiana |
| 0,47% | madrelingua ladina |
Prima dell'approvazione del Pacchetto per l'Alto Adige Merano era una città a maggioranza italiana (58,6% al censimento del 1961).
A Merano vive una piccola comunità ebraica con una propria sinagoga, inaugurata nel 1901.[13] Vi sono anche una chiesa dedicata al culto russo-ortodosso, completata nel 1897 all'interno della Casa Borodine su progetto dell'architetto Tobias Brenner e dedicata a San Nicola taumaturgo[14] e, dalla seconda metà dell'800, una comunità e una chiesa evangelica luterana, eretta nel 1885 su progetto dell'architetto Johann Vollmer di Berlino e preceduta da una casa preghiera (Bethaus) del 1862, fondata da Thilo von Tschirsky nel quartiere di Steinach.[15] Un tempo c'erano una chiesetta anglicana ed una piccola comunità anglo-americana. Da notare il fatto che sui cartelli le indicazioni stradali e le informazioni sono scritte in italiano come in tedesco. Negli uffici pubblici, così come nei negozi, nei bar, in qualsiasi locale, si parla sia italiano che tedesco. Nelle scuole i programmi didattici prevedono lo studio delle lingue italiana e tedesca, spesso sin dall'asilo, a Merano come in tutta la provincia di Bolzano.
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[16] 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Gli stranieri residenti nel comune sono 5.665, ovvero il 14,8% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[17]:
Albania, 880
Germania, 601
Kosovo, 466
Macedonia, 422
Marocco, 387
Pakistan, 324
Slovacchia, 251
Romania, 225
Austria, 191
Ucraina, 176
Cultura [modifica]
La città di Merano è dal 1993 sede del Meraner Lyrikpreis (premio di poesia lirica di Merano), uno dei più prestigiosi premi letterari in lingua tedesca. Fra i vincitori della competizione biennale, scelti da una giuria internazionale, si annoverano Kurt Drawert, Kathrin Schmidt, Jürgen Nendza, Oswald Egger, Michael Donhauser, Ulrike Almut Sandig e Uwe Kolbe.[18]
Persone legate a Merano [modifica]
- Karl Abarth, imprenditore e pilota
- Arbeo di Frisinga, vescovo e letterato
- Franciszka Arnsztajnowa, poetessa polacca[19]
- Alessandro Banda, scrittore
- Carl von Braitenberg, politico sudtirolese
- Valentino von Braitenberg, neuroscienziato
- Lino Capolicchio, attore
- Theodor Christomannos, politico e alpinista, morto a Merano nel 1911[20]
- Franco D'Andrea, pianista
- Arnaldo Di Benedetto, critico letterario e docente universitario
- Klaus Dubis, docente, giurista e politico
- Gianni Elsner, attore e conduttore radiofonico
- Karl Erckert, politico
- Adalbert Erlebach, architetto[21]
- Theodor Fischer, urbanista che ridisegnò l'areale ferroviario
- Martino Gamper, designer
- Ernst von Glasersfeld, filosofo
- Sabine Gruber, scrittrice
- Gloria Guida, attrice
- Federico Guiglia, giornalista e scrittore
- Emma Hellenstainer, pioniera del turismo tirolese
- Fritz von Herzmanovsky-Orlando, scrittore viennese che visse a lungo a Merano, ove morì nel 1954 (Castel Rametz)[22]
- Franz Innerhofer, insegnante di scuola elementare meranese, vittima del fascismo a Bolzano nel 1921
- Franz Kafka, scrittore e ospite frequente della città
- Ulrike Kindl, linguista
- Johannes Lepsius, missionario protestante e orientalista, testimoniò il genocidio armeno nel 1915
- Silvius Magnago, già presidente della giunta provinciale, padre del "pacchetto sudtirolese"
- Mainardo II di Tirolo-Gorizia, conte
- Manuel Maini, scrittore
- Antonio Manfredi, poeta, pittore e critico d'arte
- Werner Masten, regista
- Oswald Menghin, professore universitario, storico, ministro dell'istruzione in Austria[23]
- Oskar von Miller, fondatore delle Etschwerke, l'azienda elettrica locale
- Peter Mitterrutzner, attore
- Oswald Oberhuber, artista e rettore universitario a Vienna[24]
- Evelyn Ortner, fondatrice e direttrice del Museo per le donne/Frauenmuseum[25]
- Theodor Piffl-Perčević, giurista e politico austriaca nativo di Merano
- Herbert Pixner, musicista folk
- Bruno Pokorny, fondatore dell'Urania Meran, l'università popolare[26]
- Lieselotte Plangger-Popp, pittrice ed illustratrice
- Natalia Pravossudovic, compositrice
- Matthias Pussjäger, pittore e borgomastro del primo Settecento[27]
- Leo Putz, pittore
- Rebel Lion, gruppo musicale
- Richard Reitsamer, antinazista cattolico, arrestato dai nazisti sul Trenkwalderhof presso Merano e giustiziato nel 1944 (a Bolzano)[28]
- Johann Baptist Ruffin, venditore di sale in Baviera
- Emanuele Filiberto di Savoia-Villafranca, nobile
- Theodor von Sickel, storico, morto a Merano nel 1908
- Helmut Stampfer, storico dell'arte, già soprintendente ai beni culturali
- Federico Steinhaus, presidente della comunità ebraica
- Rudolf Stingel, artista contemporaneo
- Franz Tappeiner, medico e botanico
- Franco Perchinelli, conduttore radiofonico
- Cuno Tarfusser, magistrato
- Andrea Valente, scrittore e fumettista
- Paolo Valente, scrittore
- Umberto Volante, scultore
- Roman Weinberger, importante sindaco della città (1895-1914)[29]
- Josef Weingartner
- Ignaz Vinzenz Zingerle, filologo[30]
- Ignaz Zingerle, teologo e orientalista
- Joseph Zoderer, scrittore
Economia [modifica]
Con 16.913 occupati in 3.946 posti di lavoro Merano viene ad essere la seconda città della provincia, dopo Bolzano, come offerta lavorativa. Tre aziende della città hanno più di 250 lavoratori ciascuna.
Tra le diverse aziende, si cita la Mussner, ditta storica di piumini d'oca.
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Il trasporto pubblico a Merano è gestito dalla SASA, che gestisce il trasporto pubblico urbano anche a Bolzano. Gli autobus partono da Piazza Stazione o da Via Andreas Hofer, di fronte alla stazione ferroviaria di Merano.
Amministrazione [modifica]
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| nel 1954 | Michele Vinci | - | Sindaco | ||
| nel 1956 | Luigi Bertagnolli | - | Sindaco | ||
| nel 1989 | Armin Ganner | - | Sindaco | ||
| nel 1978 | Franz Alber | - | Sindaco | ||
| nel 1993 | Claudia Chisté | - | Sindaca | ||
| 2000 - 2005 | Franz Alber | SVP | Sindaco | ||
| 2005 - 2010 | in carica | Günther Januth | SVP | Sindaco | |
Gemellaggi [modifica]
Merano è gemellata con:
Salisburgo, dal 2000
Sport [modifica]
- Nel 1981 è stata la sede del Campionato del mondo di scacchi con la sfida tra Anatolij Evgen'evič Karpov e Viktor Korchnoi che vide prevalere il primo con il punteggio di 6 a 2 con 10 patte. Una variante della Difesa Slava prende il nome dalla città di Merano.
- Il 4 giugno 1994 la 14ª tappa del Giro d'Italia 1994 si è conclusa a Merano con la vittoria di Marco Pantani.
- La squadra cittadina di pallamano, l'SC Meran Handball, ha conquistato lo scudetto 2004/05. Gioca nella palestra in via Karl-Wolf.
- La squadra di hockey su ghiaccio, l'H.C. Merano ha vinto nella sua storia due scudetti (1985/86 e 1998/99), ma oggi milita in serie A2 (la serie B dell'hockey). Il ghiaccio di casa è il Meranarena, in via Palade 46.
- Nel calcio è presente la squadra del FC Maia Alta, nata nel 1972, che milita nel campionato di Eccellenza e l'FC Merano Calcio, nato nel 2002 dalla fusione tra l'U.S. Merano Sinigo e l'F.C. Fortuna Merania che milita nel campionato provinciale di Promozione.
- Nel basket, il Charly Merano ha vinto il titolo regionale di Serie D 07-08 ed è stato ripescato in C2 Veneto dopo aver perso lo spareggio contro la Pol. Impa Casier (TV). Al momento la squadra ha vinto 2 delle 5 partite del Girone A.
- Merano ospita l'ippodromo di Maia a Maia Bassa.
Personalità sportive legate a Merano [modifica]
- Armin Zöggeler, slittinista due volte campione olimpico e sei volte mondiale
- Dominik Paris, sciatore alpino
- Werner Heel, sciatore alpino
- Livio Bazzoli, arbitro di calcio di serie A
- Edith Gufler, medaglia d'argento olimpica nel tiro con carabina ad aria compressa (1984)
- Norberto Oberburger, medaglia d'oro olimpica nel sollevamento pesi (1984)
- Angelika Rainer, arrampicatrice, pluricampionessa del mondo di arrampicata su ghiaccio
- Nadya Ochner, snowboarder
- Patrick Schwienbacher, slittinista
- Alex Baldisseri, campione nazionale di nuoto (100-200 rana)
Curiosità [modifica]
- Merano è stata anche protagonista della finale del concorso di bellezza Miss Italia del 1952 quando vinse Eloisa Cianni (1932).
Galleria [modifica]
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al giugno 2012.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ Cfr. Norbert Wackernell, Der Pulverturm über Meran: Bergfried der Burg Ortenstein - Wehrgräben, Türme und Mauern am Küchelberg, in «Der Schlern», 71, 1997, pp. 241-250.
- ^ Cfr. Magdalena Schmidt, Plätze Merans / Piazze di Merano, Comune di Merano, 2011, pp. 16ss.
- ^ Winfried Nerdinger, Theodor Fischer - Architekt und Städtebauer 1862-1938, Berlino, 1988.
- ^ Cfr. Anna Pixner-Pertoll, Ins Licht gebaut: Die Meraner Villen, ihre Gärten und die Entwicklung der Stadt (1860–1920), Bolzano, Edition Raetia 2009.
- ^ Vedi Ferruccio Delle Cave et al., Meran - ein literarischer Spaziergang durch die Passerstadt, Bolzano, Athesia, 1998. ISBN 88-7014-954-4
- ^ Cfr. Reinhard Pühringer, Ohmann, Friedrich in "Neue Deutsche Biographie", vol. 19, Berlino, Duncker & Humblot, 1999, p. 492s.
- ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 243s. ISBN 88-7014-634-0
- ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004.
- ^ (EN) Heraldry of the World: Meran-Merano
- ^ Kurhaus di Merano
- ^ Cfr. Sabine Gamper, Meran - eine Kurstadt von und für Juden? Ein Beitrag zur Tourismusgeschichte Merans 1830-1930, Innsbruck, Università di Innsbruck, 2001.
- ^ Bianca Marabini-Zoeggeler e Michail Talalay (a cura di), Die russische Kolonie in Meran - hundert Jahre russisches Haus "Borodine", Bolzano, Raetia, 1997.
- ^ Hans H. Reimer, Lutherisch in Südtirol: Geschichte der Evangelischen Gemeinde Meran. Eine Spurensuche zum Protestantismus in Südtirol und im Trentino, Bolzano, Edition Raetia 2009.
- ^ fonte: ASTAT
- ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza. ISTAT. URL consultato in data 14 novembre 2012.
- ^ Cfr. la documentazione Lyrik im Gespräch. Der Lyrikpreis Meran, a cura di Ferruccio Delle Cave e Martin Hanni, Folio Verlag, Vienna-Bolzano, 2010, ISBN 978-3-85256-530-9.
- ^ Cfr. Franciszka Arnsztajnowa, “Wspomnienie Meranu”; in Franciszka Arnsztajnowa, Poezye: serya druga, seconda edizione, Cracovia, Gebethner i Wolff, 1911, p. 90.
- ^ Su di lui Tony Grubhofer, Christomannos-Gedenkbuch, Merano, Ellmenreich, 1912.
- ^ Cfr. Gerhard Peter Thielemann, Adalbert Erlebach - das Leben und die Kunst des Meraner Architekten, Bolzano, Athesia 2010. ISBN 978-88-8266-683-5
- ^ Biografia sul sito del Brenner-Archiv
- ^ Cfr. Otto Helmut Urban, „Er war der Mann zwischen den Fronten“. Oswald Menghin und das Urgeschichtliche Institut der Universität Wien während der Nazizeit, in «Archaeologia Austriaca», 80, 1996, pp. 1ss.
- ^ Saggio biografico sul "Falter"
- ^ Sito del Museo con riferimento a E. Ortner
- ^ Cfr. Leo Hillebrand, Im Zeichen der Urania: Bruno Pokorny - ein Südtiroler Bildungspionier, Lana, Tappeiner, 2001.
- ^ Cfr. Irma Kustatscher-Pernter, Der Meraner Maler Matthias Pussjäger, Innsbruck, Österreichische Kommissionsbuchhandlung, 1978.
- ^ Cfr. Josef Innerhofer, Südtiroler Blutzeugen zur Zeit des Nationalsozialismus, Bolzano, Athesia, 1985.
- ^ Laurence Cole, „Ein Held für wen“?, in Steinernes Bewusstsein, a cura di Stefan Riesenfellner, Böhlau, Vienna, 1998, pp. 59-60. ISBN 3-205-98797-7
- ^ Cfr. Helga Rogenhofer-Suitner, Ignaz Vinzenz Zingerle 1825-1892 - Ein Lebensbild, Gedenkschrift zum 100. Todesjahr, Merano, Museo Castel Brunnenburg, 1992 (= Schriften des Landwirtschaftlichen Museums Brunnenburg, N.S. 7).
Bibliografia [modifica]
- (DE) Cölestin Stamper: Geschichte von Meran, der alten Hauptstadt des Landes Tirol, von der ältesten Zeit bis zur Gegenwart, Innsbruck 1889, Sändig Reprint 2009. ISBN 978-3-253-03039-0
- (DE) Bernhard Mazegger: Chronik von Mais, seiner Edelsitze, Schlösser und Kirchen, Merano, Pleticha 1895, ristampa a cura dell'Arbeitskreis Chronik von Mais, 1985.
- (DE) Bruno Pokorny (a cura di): Meran, hundert Jahre Kurort 1836–1936. Festschrift der alten Hauptstadt des Landes zum hundertjährigen Bestande als Kurort, Innsbruck, Universitätsverlag Wagner 1936.
- (DE) Otto Stolz: Meran und das Burggrafenamt im Rahmen der Tiroler Landesgeschichte (Schlern-Schriften 142), Innsbruck, Universitätsverlag Wagner 1956.
- (DE) Elias Prieth: Beiträge zur Geschichte der Stadt Meran im 16. Jahrhundert, Merano, Poetzelberger 1957.
- (DE) Franz-Heinz Hye: Meran/Merano. Österreichischer Städteatlas, Lieferung 3, Vienna, Österreichische Akademie der Wissenschaften 1988.
- (DE) Renate Abram: Das Meraner Stadttheater, Lana 1989.
- (DE) Karl Christoph Moeser, Franz Huter (a cura di): Das älteste Tiroler Verfachbuch (Landgericht Meran 1468–1471) (Acta Tirolensia 5), Innsbruck, Universitätsverlag Wagner 1990. ISBN 3-7030-0219-0
- (DE, IT, RU) Bianca Marabini-Zoeggeler e Michail Talalay (a cura di): Die russische Kolonie in Meran - hundert Jahre russisches Haus "Borodine" / Russkaja kolonija v Merano / La colonia russa a Merano, Bolzano, Raetia, 1997. ISBN 88-7283-109-1
- Katia Occhi: I borgomastri di Merano tra '400 e '500, in Geschichte und Region/Storia e regione 7, 1998, pp. 135–160.
- (DE) Ferruccio Delle Cave, Bertrand Huber, Elke Waldboth: Meran - ein literarischer Spaziergang durch die Passerstadt, Bolzano, Athesia, 1998. ISBN 88-7014-954-4
- (DE) Renate Abram: Das Kurhaus Meran - ein Blick in die Geschichte der Kurstadt, Lana, Tappeiner, 1999. ISBN 88-7073-273-8
- (DE, IT) Ewald Kontschieder, Josef Lanz (a cura di): Meran und die Künstler (versione in italiano: Artisti a Merano), Bolzano, Athesia, 2001, ISBN 978-88-8266-115-1
- Paolo Valente: Il muro e il ponte. Frammenti dell’anima multiculturale di una piccola città europea. Italiani a Merano prima della Grande Guerra, Trento, Temi 2003.
- Paolo Valente: Nero ed altri colori. Frammenti dell’anima multiculturale di una piccola città europea. Italiani a Merano tra Austria e Italia (1914–1938), Trento, Temi 2004.
- Paolo Valente: Porto di mare. Frammenti dell’anima multiculturale di una piccola città europea. Italiani (e molti altri) a Merano tra esodi, deportazioni e guerre (1934–1953), Trento, Temi 2005.
- Alessandro Banda: La città dove le donne dicono di no, Milano, Guanda, 2005.
- Paolo Valente: La città sul confine. Storie meranesi di uomini e fantasmi, Milano, Oge 2006.
- (DE, IT) Alessandro Baccin: Meran entdecken (versione in italiano: Merano: guida alla città sconosciuta), Merano, Tangram Verlag 2007. ISBN 978-88-902852-0-2
- Paolo Valente: Merano. Breve storia della città sul confine, Bolzano, Edition Raetia 2008.
- Paolo Valente, Sinigo. Con i piedi nell’acqua. Storia di un insediamento italiano nell’Alto Adige degli anni Venti, Merano, Alpha&Beta, 2010.
- (DE) Renate Abram: Meraner Symphonie. 150 Jahre Kurmusik, Bolzano, Athesia 2009. ISBN 978-88-8266-578-4
- (DE) Hans H. Reimer: Lutherisch in Südtirol: Geschichte der Evangelischen Gemeinde Meran. Eine Spurensuche zum Protestantismus in Südtirol und im Trentino, Bolzano, Edition Raetia 2009. ISBN 978-88-7283-332-2
- (DE) Anna Pixner-Pertoll: Ins Licht gebaut: Die Meraner Villen, ihre Gärten und die Entwicklung der Stadt (1860–1920), Bolzano, Edition Raetia 2009. ISBN 978-88-7283-355-1
- (DE) Gertraud Zeindl: Meran im Mittelalter. Eine Tiroler Stadt im Spiegel ihrer Steuern (Tiroler Wirtschaftsstudien, 57), Innsbruck, Universitätsverlag Wagner 2009. ISBN 978-3-7030-0465-0
- (DE) Gerhard Peter Thielemann: Adalbert Erlebach - das Leben und die Kunst des Meraner Architekten, Bolzano, Athesia 2010. ISBN 978-88-8266-683-5
- (DE, IT) Magdalene Schmidt, Walter Gadner: Plätze Merans / Piazze di Merano, Comune di Merano / Stadtgemeinde Meran, Merano 2011.
Voci correlate [modifica]
- Stazione di Merano
- Teatro civico di Merano
- Castel Tirolo
- Touriseum e giardini di castel Trauttmansdorff
- Cimitero militare italiano (Merano)
- Cimitero militare austro-ungarico (Merano)
- Coro Concordia
- Incidente ferroviario di Laces
- Ferdinand Gamper il mostro di Merano
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Sito ufficiale del Comune di Merano
- Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno della Città di Merano
- Informazioni su Merano
- Museo del Turismo e Giardino Botanico di Castel Trautmannsdorff
- Giardini di Castel Trauttmansdorff
- Sito ufficiale del Meranerland
- Giardineria Comunale Merano - Catasto alberi
- (DE) Meraner Lyrikpreis (premio di poesia lirica di Merano)
Città: Merano
Borgate: Lana · Naturno · San Leonardo in Passiria
Comuni: Avelengo · Caines · Cermes · Gargazzone · Lagundo · Lauregno · Marlengo · Moso in Passiria · Nalles · Parcines · Plaus · Postal · Proves · Rifiano · San Martino in Passiria · San Pancrazio · Scena · Senale-San Felice · Tesimo · Tirolo · Ultimo · Verano
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