Gazzo Veronese

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Gazzo Veronese
Gazzo Veronese - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Verona
Coordinate: 45°9′0″N 11°5′0″E / 45.15, 11.08333Coordinate: 45°9′0″N 11°5′0″E / 45.15, 11.08333
Altitudine: 16 m s.l.m.
Superficie: 56,77 km²
Abitanti:
5.581 01-06-2007
Densità: 98,3 ab./km²
Frazioni: Gazzo, Maccacari, Correzzo, Paglia, San Pietro in Valle, Pradelle, Roncanova 
Comuni contigui: Casaleone, Nogara, Ostiglia (MN), Sanguinetto, Serravalle a Po (MN), Sorgà, Sustinente (MN), Villimpenta (MN)
CAP: 37060
Pref. telefonico: 0442
Codice ISTAT: 023037
Codice catasto: D957 
Nome abitanti: gazzesi 
Giorno festivo: 5 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Gazzo Veronese è un comune di 5.581 abitanti della provincia di Verona.

Indice

[modifica] Geografia

Il municipio di Gazzo dista 38 chilometri da Verona. Fra i quattro comuni della costa sud è quello più occidentale. Sul suo territorio c'è l'Oasi del Busatello concessa in gestione al WWF nel 1996 per la parte veronese. L'oasi fa parte di un residuo umido, che condivide con il comune di Ostiglia, delle Valli grandi veronesi.
Il comune è attraversato dal fiume Tartaro e dal fiume Tione.

[modifica] Storia

Gazzo fu abitato fin dalla preistoria (3500 AC), deriva il suo nome da un termine longobardo (gahagi) che significa bosco. Gazzo è uno dei pochi posti dove vi è una continuità della presenza umana dai tempi antichi ai giorni nostri. Della fase preistorica si hanno prove di numerose necropoli e dei passaggi ed insediamento di più popolazioni.

In periodo romano esistevano villaggi di una certa importanza e con costruzioni complesse, La prova è data dalle pietre scolpite di quei secoli che sono attorno alla Chiesa di Santa Maria Maggiore. Queste pietre confermano una lineare utilizzazione del territorio dalla preistoria alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente. La presenza di insediamenti importanti romani era frutto di una posizione strategica sulla via Claudia Augusta che da Ostiglia si dirigeva a Verona attraverso il Tartaro.

Gazzo andò spopolandosi con la caduta dell'impero. L'abbandono del territorio riportò a poco a poco le paludi, verso l'ottavo secolo si iniziò la bonifica fatta dei Benedettini. La chiesa convento di Santa Maria dipendeva dal convento di Santa Maria in Organo di Verona con concessione dei re Longobardi. Ai benedettini fu affidato il feudo di Gazzo che fu ceduto nel 1307 a Federico della Scala.

L'attuale comune di Gazzo Veronese deriva dalla fusione fra i due comuni di Gazzo e di Correzzo, avvenuta nel 1929. Tale fusione ha comportato lo spostamento della sede municipale a Roncanova. La scelta di Roncanova come sede dei servizi municipali fu dettata dalla collocazione intermedia che tale frazione ha nella geografia del territorio comunale.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, il conte Luigi Perez di Verona e sua moglie diedero rifugio, dalla metà del 1944, a un giovane ebreo di Merano, Moshe Shapiro, che - costretto dai rastrellamenti ad abbandonare un primo rifugio a Sustinente - vagabondava senza meta nella zona in cerca di aiuto. Il giovane presentato come domestico sotto il falso nome di Mario rimase protetto nella casa dei conti a Gazzo Veronese fino alla Liberazione nell'aprile 1945, quando poté unirsi alla Brigata Ebraica. Per questo loro impegno di solidarietà, il 2 agosto 1999, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito ai coniugi Luigi e Sandra Perez l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni.[1]

Dal 1950 il Comune si è spopolato passando da 8700 abitanti del 1951, agli odierni 5700.
Il calo, è dovuto all'emigrazione massiccia verso le città. Si è passati da un economia agricola, basata sulla lavorazione dei terreni e dei latifondi da parte di migliaia di braccianti e sulla raccolta e lavorazione della canna e del carice palustre, ad un'agricoltura intensiva molto meccanizzata

[modifica] Il paese che non c'è

La tradizione vuole che a Gazzo Veronese, nella notte di Pentecoste, suoni il campanile di Carpania, cittadina sommersa da tempo immemorabile in una zona paludosa del fiume Tartaro. I rintocchi della chiesetta sommersa avrebbero il potere di allontanare la cattiva sorte e di cacciare il diavolo.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Chiese

Chiesa precedente l'anno 1000 che sorge di fronte al Tartaro

Chiesa dell'anno 1000 che sorge vicino al Tione

A Pradelle vicino al luogo dove sorgeva la precedente chiesa risalente all'860

[modifica] Fortificazioni

[modifica] Cultura

[modifica] Musei

Raccoglie reperti che vanno dal 3500 AC all'epoca romana

[modifica] I santi Patroni

Il comune non ha santi patroni. La festa civile viene fatta il primo lunedì di maggio, mentre le poste chiudono per il santo patrono il 5 agosto. Ognuna delle cinque frazioni festeggia un proprio santo con feste e ricorrenze.

[modifica] Gli appuntamenti

Curiosamente le sagre delle frazioni hanno tutte come base il riso cucinato in diversa maniera (più sotto il link che rimanda alla pagina del sito comunale che le descrive dettagliatamente).

  • Antica sagra di Gazzo Veronese

Ultima domenica di maggio

  • Festa di primavera

A Maccacari la terza domenica di Giugno

  • Sagra patronale di San Giovanni Battista

A Correzzo l'ultima domenica di giugno

  • Festa dell'Assunta

Sagra di Ceson in località Chiesone il 15 e 16 agosto

  • Sagra dell'anatra

A Pradelle la prima domenica di settembre

  • Festa di settembre, Natività di Santa Maria Vergine

A Roncanova la prima domenica di settembre

[modifica] Economia

In un territorio quasi completamente bonificato l'economia di Gazzo si basa su una agricoltura intensiva. Fa parte dell'area di produzione del Riso Nano Vialone Veronese che viene coltivato su terreni della pianura veronese irrigati con acqua di risorgiva.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Stefano Negrini (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0442 579000
Email del comune: non_disponibile

[modifica] Note

  1. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.189-90.

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali