Illasi

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Illasi
comune
Illasi – Stemma
Illasi – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Sindaco Paolo Tertulli (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 45°28′00″N 11°11′00″E / 45.466667°N 11.183333°E45.466667; 11.183333 (Illasi)Coordinate: 45°28′00″N 11°11′00″E / 45.466667°N 11.183333°E45.466667; 11.183333 (Illasi)
Altitudine 157 m s.l.m.
Superficie 25,04 km²
Abitanti 5 377[2] (01-10-2011)
Densità 214,74 ab./km²
Frazioni Cellore[1]
Comuni confinanti Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Lavagno, Mezzane di Sotto, Tregnago
Altre informazioni
Cod. postale 37031, 37030
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023039
Cod. catastale E284
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti illasiani
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Illasi
Posizione del comune di Illasi all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di Illasi all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Illasi (Ilàsi in veneto[3]) è un comune di 5.377 abitanti della provincia di Verona. Il comune fa parte delle città del vino e dell'Unione Comunale detta Verona Est (Caldiero, Colognola ai Colli, Illasi e Mezzane di Sotto).

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Illasi dista 20 chilometri da Verona. Rispetto al capoluogo è in posizione nord est. È uno dei primi paesi che si incontrano salendo la verdeggiante Val d'Illasi, che prende il nome dall'omonimo torrente (dagli abitanti chiamato semplicemente "Progno").

Come giurisdizione ecclesiastica il comune di Illasi fa parte della diocesi di Verona e sul suo territorio si trovano le parrocchie di Illasi (intitolata a San Giorgio) e Cellore (intitolata a San Zeno vescovo).

Veduta di Illasi verso ovest.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'età preistorica: la necropoli di Arano[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Illasi è stato abitato fin dall'età preistorica. Se fino a pochi anni fa, unici indizi erano le tracce di selci lavorate che sono state ritrovate sul monte Garzon, a Nord della frazione Cellore, ogni dubbio è stato fugato nel 2007. Presso la località di Arano, durante degli scavi per un cantiere è emersa una vasta area sepolcrale, che gli archeologi hanno datato fra la fine del III e gli inizi del II millennio a.C. (fine Età del rame – inizi Bronzo Antico). Sono state individuate 62 tombe, in cui erano deposti 73 individui. Il ritrovamento è stato definito dagli studiosi "una delle più significative testimonianze dei riti e dei culti funerari praticati in Italia settentrionale all’alba del 2000 avanti Cristo"[4]. Non si tratta di tumuli, ma di fosse scavate nel terreno, di circa 70 cm di profondità, con le pareti foderate di ciottoli. I corpi, deposti in posizione fetale, erano coperti da un assito a sua volta ricoperto con grossi ciottoli. Alcuni corpi hanno il capo a Nord, altri a Sud, ma quasi tutti rivolto a occidente.

In 14 tombe è stato trovato un semplice corredo: perline di pietra e di ceramica, un bicchiere di ceramica con dei denti, un pomolo di corno di un pugnale, un filo di rame o di bronzo e la punta metallica di un pugnale. Quattro sepolture sono più antiche, forse dell’Età del Rame, che nella zona alpina ha preceduto di circa mille anni quella del Bronzo.

Sul margine nordest della necropoli, ad un livello più profondo di circa 50 centimetri, e quindi più antico, si è notato un acciottolato a forma di triangolo isoscele con la base a Est di 18 metri e i lati di 25 metri e tre sepolture sulla linea di base, prive di corredo. Analoghe strutture, definite megalitiche, si trovano solo a Sionne (Svizzera) a Saint Martin de Corléans, nei pressi di Aosta, a Velturno/Feldthurns in Alto Adige e per alcuni elementi a Sovizzo (Vicenza). La forma triangolare potrebbe rappresentare un pugnale, simbolo di potere, per cui i corpi sepolti sarebbero quelli di tre personaggi importanti della comunità, o la prua di una nave, che porta i defunti verso Ovest, nella direzione del tramonto e del regno dei morti.

L'età romana[modifica | modifica sorgente]

In epoca romana, così come tutto il territorio circostante, Illasi è zona di centuriazione: divisa in appezzamenti distribuiti ai veterani delle legioni, che da soldati divenivano agricoltori. La coltivazione principale era probabilmente quella di cereali, visto l'antico nome della Valdillasi, "Longazeria", dal latino 'longa' e 'cerea'. Diverse ritrovamenti confermano questa presenza: nel 1796 una piena del torrente Progno in località Cisolino porta in luce un monumento funerario della gens Sertoria (ora custodito al Museo Maffeiano di Verona), una iscrizione scoperta in località Sorcé è oggi murata all'ingresso del Municipio, e altro materiale è affiorato nei secoli (monete, urne cinerarie) specialmente in località oggi ai confini del Comune come S.Colombano e Gusperino. Non sono state però scoperte ville signorili, il che fa pensare ad una popolazione essenzialmente di piccoli proprietari contadini.

L'età barbarica[modifica | modifica sorgente]

In età barbarica il territorio continuò ad essere abitato: una piccola necropoli longobarda fu scoperta durante gli scavi per la costruzione della Parrocchiale di Cellore, nel 1878. Furono rinvenuti importanti reperti, risalenti al VII secolo: due croci in lamina d'oro e numerose armi di corredo funebre (scudi, spade, cuspidi di lancia, coltelli). Purtroppo dei venti pezzi oggi ne rimangono, presso il Museo Civico di Castelvecchio (Verona), solo nove, fra cui uno splendido umbone (decorazione da scudo). La chiesa di S.Giustina fu uno dei primi centri di evangelizzazione della provincia di Verona, assieme all'oratorio di S. Giustina a Palazzolo. Da qui partirono i missionari che diffusero il cristianesimo nelle campagne dell'Est Veronese, probabilmente già dal V secolo in poi, e vi si svolgeva la più importante fiera della valle. Tuttavia dell'edificio, che doveva essere significativo, oggi resta solo fra gli olivi il suggestivo campanile del X secolo, con annessa chiesetta del XVIII secolo.

L'età medioevale[modifica | modifica sorgente]

Il castello d'Illasi visto da Cazzano di Tramigna.

Gli abitanti di Illasi, oltre ai villaggi maggiori, nel medioevo erano sparsi in numerosi piccoli insediamenti, ancora identificabili oggi:, come Arano, Sorcè, Semonte, Colarè, Pagnaghe, Cisolino, Gusperino, Figarolo, Valnogara, Montecurto ecc. Il territorio di Illasi ("curia") era più vasto dell'attuale Comune: infatti, a causa della scarsità d'acqua, gli abitanti avevano ottenuto dall'imperatore Ottone III, fin dal 996, diritti di pascolo sulla località di Lepia, a sud della Statale 11 (l'antica via Postumia), ricca di torrenti, che oggi si trova in comune di Lavagno. Dai documenti emerge che, oltre ai cereali, erano coltivati la vite e l'olivo. La Pieve riscuoteva il diritto di decima e godeva di particolari immunità. L'importanza strategica accordata ad Illasi è confermata dalla decisione di costruire il Castello che ancora svetta sulla collina a dominare il paese. Un'opera decisamente notevole per le possibilità del tempo, e un interessante rompicapo per archeologi e studiosi. Infatti la struttura principale (un maschio affiancato ad un cassero, configurazione semplice ma massiccia quasi unica in Europa) è di epoca prescaligera, e non è chiaro quale potente possa avere realizzato un'opera così tecnologicamente avanzata (l'ampio arco romanico all'interno del maschio trova corrispondenti solo in simili manufatti, comunque più piccoli, in alcune case torri di nobili famiglie cittadine) senza lasciare tracce documentali. È stato attribuito ad Ezzelino III da Romano, ma egli potrebbe anche avere solo restaurato un edificio già esistente. Altri interrogativi riguardano la destinazione del fortilizio: la vasta sala e il largo scalone esterno fanno pensare che potesse avere anche una funzione di rappresentanza e non solo militare. Attualmente sull'area è in corso uno studio promosso dalle Università di Verona e dal Politecnico di Milano, che certamente arricchirà il dibattito, e potrà essere lo spunto per un maggiore interessamento di istituzioni e cittadini alla conservazione del simbolo del paese.

L'area comunque appare fortificata fin dal X secolo. Nei secoli successivi il Castello è coinvolto in tutte le vicende belliche veronesi. Usato come palatium da Ezzelino, poi rifugio di Pulcinella delle Carceri, nobile fuoriuscito da Verona nella turbolenta età comunale, sarà donato ufficialmente dal Papa Niccolò III ad Alberto della Scala (padre di Cangrande) per i suoi meriti nella lotta agli Albigesi (Catari), dopo la conquista della roccaforte eretica di Sirmione, terminata col rogo in Arena dei prigionieri.

In età scaligera è inserito nello scacchiere difensivo della città,articolato ad Est sui castelli di Soave e Montorio. Più volte sarà assediato dagli eserciti di vari signori: le truppe potevano facilmente praticare scorrerie fin sotto le mura di Verona. Solo i castelli offrivano con le loro guarnigioni fisse e i loro recinti fortificati un riparo alla popolazione degli indifesi villaggi circostanti.

Particolarmente travagliato per il castello sarà il periodo seguente alla caduta dei della Scala (1387): in pochi anni subisce duri attacchi e colpi di mano fra milizie dei Carraresi di Padova, dei Visconti di Milano e della Serenissima. viene dato alle fiamme con le case ad esso addossate dai Carraresi, per punire il plauso degli illasiani all'avvento dei veneziani (1403)

L'età veneziana[modifica | modifica sorgente]

Nella prima età veneziana l'evoluzione dell'arte guerresca rende il castello ben presto obsoleto e vulnerabile. Il condottiero milanese Nicolo' Piccinino lo espugna con facilità nel 1437 così come gli altri castelli della zona.

Venezia decide di dismetterlo, e dopo la difficile lotta contro la Lega di Cambrai lo consegna alla famiglia Pompei, nominati feudatari di Illasi per i servigi resi. Infatti il Conte Girolamo Pompei, detto il Malanchino, si distingue con numerose operazioni quasi di guerriglia contro forze ben più numerose, capitanando squadre di contadini della zona. Azione clamorosa è la cattura del Duca di Mantova, colto indifeso presso la sua amante.[5]

La maggior parte delle altre famiglie nobili veronesi guardò invece con simpatia alla calata dell'esercito asburgico: antica era la tradizione di legami con il mondo imperiale e germanico. Venezia non poteva allora non legare a sé le poche famiglie rimaste fedeli in quel drammatico periodo che l'aveva vista pressoché soccombente. Con la donazione ai Pompei,ha termine la funzione militare del castello, che diviene palazzo di residenza della famiglia, ma l'adattamento non soddisfa i novelli conti. Le due famiglie Pompei si trasferiscono dal XVII secolo ai piedi della collina, in due più agevoli e lussuose ville. Inizia il lento abbandono del maniero e l'incuria che proseguono fino ai giorni nostri.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Fondata nell'Alto Medioevo, come Pieve di san Giorgio, al centro del paese. L'antica chiesa, divenuta insufficiente ai bisogni della popolazione, non è stata abbattuta ma ampliata alla metà del 1800. L'edificio attuale è stato completato nella metà del XIX secolo. La facciata neoclassica, su progetto di Gottardi, è stata abbellita negli anni '90 da un monumentale portone in bronzo, recante scene sacre. Della vecchia Pieve si conservano l'altare maggiore, con ai lati le statue marmoree dei patroni Giorgio e Bartolomeo, opera dello scultore Schiavi, il battistero del XVI secolo in marmo rosso di Verona, una statua di San Bartolomeo del XIII secolo. Gli altari laterali provengono dalla soppressa Chiesa di San Sebastiano di Verona, appartenente all'Ordine dei Gesuiti. All'altare della Madonna del Rosario, ogni prima domenica di ottobre si svolge la tradizionale Supplica alla Madonna di Pompei. Nella Sagrestia si può ammirare un affresco tardogotico della Madonna con Bambino e Angeli, di Stefano da Zevio (1379–1438 circa), amico del Pisanello, staccato dal vecchio edificio. Da notare la presenza nella chiesa di matronei,che fino quasi al XX secolo hanno permesso alle famiglie nobili del paese di assistere alla Messa da luogo separato e nascosto.

Sorge a sud ovest del paese, in un luogo già abitato dei Romani. In età molto antica vi fu fondato un oratorio cristiano, che divenne uno dei centri più importanti per la diffusione del Cristianesimo nel Veronese, assieme all'omonima chiesa di Santa Giustina di Palazzolo di Sona. La dedicazione a Santa Giustina da Padova probabilmente è dovuta ai Longobardi, popolo molto devoto a questa Santa. Come si è scoperto durante i lavori in epoca moderna, sotto l'altare era collocata una pietra miliare romana del IV secolo, rovesciata, con dedica agli imperatori Costantino e Massimino. La collocazione di reperti romani era frequente nelle chiese paleocristiane e altomedievali (ad es., poco lontano, la chiesa del monastero di S.Giuliano a Lepia di Lavagno). Ciò, tantopiù per gli altari, non era dovuto tanto a motivi pratici, quanto simbolici: da un lato il segno della vittoria sul mondo pagano (in questo caso, proprio sotto l'imperatore Massimino venne uccisa Giustina), dall'altro un riconoscimento dell'importanza di Roma, che veniva "completata" dal Cristianesimo. Nel medioevo vi sorgeva un monastero, che avrebbe avuto quale priora una figlia monaca di Cangrande della Scala. Nel XVIII secolo tutto il complesso risultava in pessime condizioni, e la chiesa venne ricostruita in dimensioni più piccole. Oggi a testimonianza dell'insigne passato resta il suggestivo campanile in sasso, recante la data 1100 su una delle travi, con un elegante bifora romanica.

Piccola chiesetta che sorge in località Giara,lungo la via per Verona prima della costruzione, nel dopoguerra, dell'attuale Strada Provinciale. È di origine medievale, conserva un affresco della Santa patrona sopra l'altare maggiore e affreschi del XX secolo di Carlo Donati. Vi celebrò la prima messa San Gaspare Bertoni, fondatore della Congregazione degli Stimmatini, il 24 settembre 1800. Egli era imparentato con la famiglia Cipolla, che all'epoca possedeva il terreno della chiesetta (detta infatti "delle çeole", "cipolle" in dialetto veronese). Oggi la chiesa fa parte del complesso di Villa Avrese. Nella settimana del 26 luglio, giorno di Sant'Anna, viene celebrata una Messa, cui segue una festa di tutta la contrada di Giara.

Edificata nel dopoguerra, fa parte del complesso di Villa Trabucchi, sulla collina a Est del paese. All'interno, nell'abside, vi è un affresco di Marco Macola e rappresenta una scena del Martirio di San Jacopo. Nella torre campanaria è presente un concerto di campane alla veronese, ed è sede di un'annuale gara campanaria.

  • Chiesa di San Colombano e Santuario della Madonna di San Colombano - XV secolo

Si trova oltre la collina ad Est del paese, sul versante che guarda la Valtramigna e ai confini con il comune di Cazzano. Nella località, già zona di insediamento romano, su un terreno della famiglia Pompei si trovava una edicola con un'immagine della Madonna molto venerata dagli abitanti. L'affresco raffigura la Madonna in trono e San Colombano.[7] Nel XIV secolo per custodire il dipinto, ritenuto miracoloso, venne edificata l'odierna chiesetta, che da allora è sempre stata luogo di grande devozione e affetto per gli illasiani. Degli affreschi all'esterno della chiesa, raffiguranti parti anatomiche, indicano le grazie ricevute dai fedeli (altri ex voto del XVII secolo su tavolette di legno si trovano oggi nella Chiesa Parrocchiale). Dal 1837, quando un'epidemia di colera risparmiò Illasi, viene rispettato il voto di ringraziamento fatto dagli abitanti di allora, e ogni anno, la seconda domenica di maggio, viene compiuta una processione che sale dal paese sul colle, per discendere al Santuario. Fino a pochi anni fa, il pellegrinaggio vedeva un grande concorso di popolo, e venivano cantate lungo il percorso delle particolari litanie dedicate alla Madonna che oggi sono il ricordo solo di alcune anziane.

Ville[modifica | modifica sorgente]

Fortificazioni[modifica | modifica sorgente]

Il castello d'Illasi visto dal lato sud.
  • Castello d'Illasi - XIII secolo
  • La Rotonda (vicino contrada Grisi)

Case storiche[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Gli appuntamenti[modifica | modifica sorgente]

  • Sagra di San Bartolomeo

24 agosto, o la domenica successiva. È il patrono del capoluogo. Presso il centro del paese, con rassegna nazionale del miniquadro.

  • Canto corale popolare

Primo sabato di luglio. Nelle corti delle storiche ville illasiane, rassegna di canto corale popolare, organizzata dal Coro "Piccole Dolomiti" di Illasi.

  • Sagra di Sant'Anna

Quarto venerdì di luglio. Nella contrada di Giara, in onore di Sant'Anna (26 luglio), viene celebrata presso la chiesa a lei dedicata una Santa Messa, con festa a seguire. Da molti anni questa festa vede la presenza costante di S.E. Mons. Andrea Veggio, vescovo ausiliare emerito di Verona.

  • Processione della Madonna di San Colombano

Seconda domenica di maggio. Dal 1836, in seguito a un voto della comunità illasiana, annuale pellegrinaggio mariano dalla Chiesa parrocchiale al Santuario e celebrazione della Santa Messa.

  • Cellorestate.

Rassegna Teatrali, Varietà e Sport a Cellore d'Illasi con ingresso gratuito.

Ogni seconda domenica di settembre si svolge, presso la Chiesa di San Marco, una gara(giunta alla XIV edizione) di campane alla veronese.

  • L'Olio fa Festa

La terza e la quarta settimana di novembre con musiche e degustazione di prodotti locali.

  • Mercato

Il mercato si svolge il venerdì, nella piazza del paese.

Persone legate a Illasi[modifica | modifica sorgente]

L'ex oratorio di S. Rocco in Illasi, ora Giardino Musicale "Dino Formaggio"
  • Prof. Avv. Alberto Trabucchi (1907-1998), giurista, giudice e avvocato generale alla Corte di Giustizia della Comunità Europea, docente universitario, sindaco di Illasi dal 1952 al 1993;
  • Prof. Dino Formaggio (1914-2008), filosofo, docente universitario;
  • Don Luigi Maria Verzé (1920-2011), sacerdote e imprenditore, fondatore dell'Ospedale San Raffaele e rettore dell'Università Vita-Salute di Milano;
  • Prof. Olindo Viviani (1911-1966), storico, vice-direttore della Biblioteca civica di Verona e segretario dell'Accademia di agricoltura scienze e lettere di Verona;
  • Giancarlo Biasin (1931-1964), alpinista;
  • Conte Alessandro Pompei (1705-1772), architetto, pittore, scrittore;
  • Conte Girolamo Pompei (1731-1788), letterato.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Illasi è interessata dal percorso della Strada Provinciale 10, che la mette in collegamento con la direttrice padana superiore.

Fra il 1883 e il 1956 era presente una fermata della tranvia Caldiero-Tregnago, diramazione della Verona-San Bonifacio che rappresentò il mezzo di trasporto principale per il collegamento di persone e merci fra Verona e la bassa Val d'Illasi. Soggetta nel corso della sua storia a diversi passaggi di gestione, la linea venne elettrificata nel 1922.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Area che ha mantenuto la sua vocazione agricola. È zona di produzione del vino Valpolicella DOC, dell'Amarone della Valpolicella e del Recioto DOC.

Promettenti sono l'artigianato e la piccola industria manifatturiera e dolciaria.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
luglio 1985 luglio 1990 Alberto Trabucchi Democrazia Cristiana Sindaco [8]
luglio 1990 dicembre 1992 Alberto Trabucchi Democrazia Cristiana Sindaco Dimissioni[9]
febbraio 1993 aprile 1995 Renzo Castagna Democrazia Cristiana Sindaco [10]
giugno 1994 agosto 1994 Renata Carletti Commissario Prefettizio [11]
aprile 1995 giugno 1999 Renzo Castagna Lista Civica Sindaco [12]
giugno 1999 giugno 2004 Renzo Castagna Lista Civica Sindaco [13]
giugno 2004 giugno 2009 Giuseppe Trabucchi Lista Civica Sindaco [14]
giugno 2009 luglio 2011 Giuseppe Vezzari Lega Nord - Liste Civiche Sindaco Mozione di sfiducia[15]
luglio 2011 maggio 2012 Arnaldo Anselmi Commissario Prefettizio [16][17]
maggio 2012 in carica Paolo Tertulli Lista Civica Sindaco [18]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l' A.D.C. Illasi che milita nel girone B veneto di 1ª Categoria.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Illasi - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 settembre 2011.
  3. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  4. ^ http://www.msn.unifi.it/CMpro-v-p-942.html
  5. ^ Girolamo Pompei, detto il Malanchino
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Comune di Illasi - Sito ufficiale
  8. ^ amministratori.interno.it - 1985. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  9. ^ amministratori.interno.it - 1990. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  10. ^ amministratori.interno.it - 1993. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  11. ^ amministratori.interno.it - 1994. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  12. ^ amministratori.interno.it - 1995. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  13. ^ amministratori.interno.it - 1999. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  14. ^ amministratori.interno.it - 2004. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  15. ^ amministratori.interno.it - 2009. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  16. ^ amministratori.interno.it - 2011 prefettizio. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  17. ^ amministratori.interno.it - 2011 straordinario. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  18. ^ amministratori.interno.it - 2012. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  19. ^ Comune di Illasi > Foto 2011 - decennale del gemellaggio. URL consultato l'11 ottobre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • La storia della Pieve di Illasi di don Piero Schena a cura di don Pietro Mantovani edito da "La Piazza"
  • G.M. Varanini, F. Saggioro Il castello di Illasi. Storia e archeologia, 2009, Roma, Bretschneider Giorgio.
  • F. Vecchiato, Una signoria rurale nella Repubblica Veneta: i Pompei d'Illasi, 1986, Verona, Libreria Universitaria.
  • A. Albasini, Il castello d'Illasi dal XIII al XVII secolo - Cenni storici e architettonici, 1905, Verona, Marchiori.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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