Marano di Valpolicella

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Marano di Valpolicella
comune
Marano di Valpolicella – Stemma Marano di Valpolicella – Bandiera
Vista di Marano
Vista di Marano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
Sindaco Giovanni Viviani (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 45°33′00″N 10°55′00″E / 45.55°N 10.916667°E45.55; 10.916667 (Marano di Valpolicella)Coordinate: 45°33′00″N 10°55′00″E / 45.55°N 10.916667°E45.55; 10.916667 (Marano di Valpolicella)
Altitudine 318 m s.l.m.
Superficie 18,62 km²
Abitanti 3 102[1] (01-10-2011)
Densità 166,6 ab./km²
Frazioni Pezza, San Rocco, Valgatara
Comuni confinanti Fumane, Negrar, San Pietro in Cariano, Sant'Anna d'Alfaedo
Altre informazioni
Cod. postale 37020
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023046
Cod. catastale E911
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 865 GG[2]
Nome abitanti maranesi
Patrono Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marano di Valpolicella
Posizione del comune di Marano di Valpolicella all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di Marano di Valpolicella all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Marano di Valpolicella (Maran de Valpolesela in veneto[3]) è un comune italiano di 3.102 abitanti della provincia di Verona, in Veneto.

Dista circa 18 chilometri a nord-ovest da Verona. Il territorio si estende per 18,64 km², mentre il centro del paese si trova ad un'altitudine di 318 m s.l.m. Il comune di Marano comprende anche le frazioni di Pezza, San Rocco e Valgatara. Marano è attraversato dalla SP34 detta "della Valgatara", lunga circa 19 chilometri, che mette in comunicazione il comune di San Pietro in Cariano con il comune di Sant'Anna d'Alfaedo. Fa parte della Valpolicella.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome dovrebbe derivare dal tardo latino Marianum col significato di "terreno di proprietà di Marius", che secondo la tradizione è stato identificato con Gaio Mario, il quale avrebbe fatto costruire un castello in zona "Castelon" in funzione di difesa contro i Cimbri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio sono stati effettuati rinvenimenti dell'età del rame. Un castelliere dell'età del Bronzo si trovava nella località di Castelon. Molti dei reperti sono esposti nei musei dedicati, nel vicino Museo paleontologico e preistorico di Sant'Anna d'Alfaedo, a Verona e a Venezia. In alcuni siti del territorio comunale sono attestate presenze paleovenete.

In epoca romana e preromana il territorio era abitato dagli Arusnati. Sul "Castelon", presso l'attuale santuario di Santa Maria di Valverde, sorse un tempio latino dedicato a Minerva.

Nell'alto medioevo è probabile una presenza longobarda con la costituzione di numerosi vicus. Nel XII secolo Valgatara (attualmente frazione di Marano) e Marano assumono il ruolo di comuni rurali.

Federico della Scala, divenuto conte della Valpolicella nel 1311, ristrutturò il castello del paese, che aveva avuto origine già nell'XI secolo. In seguito alla sua congiura contro Cangrande della Scala il castello venne distrutto nel 1325

Con la dominazione veneziana Marano si arricchì di ville. Venne colpita duramente dalle epidemie di peste, sia nel 1576 sia nel 1630.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Chiesetta di San Marco al Pozzo
  • San Marco al Pozzo: piccola chiesa rurale situata in località Pozzo di Valgatara, la più vicina a San Floriano. Precedentemente dedicata a santo Stefano, è attestata nel XIII secolo, ma forse risale al secolo precedente Conserva l'originario aspetto romanico, nonostante i rimaneggiamenti del XVII e XVIII secolo. L'ingresso è rettangolare, in pietra della Lessinia. L'interno è a navata unica, arricchita da una cappella cinquecentesca e decorata da affreschi trecenteschi su tutte le pareti interne. Su una delle pareti è inserita un'epigrafe romana con voto a Giove, forse proveniente da un luogo di culto della zona. La chiesa contiene una pala del fiammingo Michel Meeves del 1550 circa. All'esterno affresco del 1441 circa raffigurante la Crocifissione di Nostro Signore con il ritratto del donatore Pietro Zilia.
  • Parrocchiale di Valgatara (XIV secolo): dedicata ai santi Fermo e Rustico è di origine medioevale. Diventò parrocchia la vigilia di Natale del 1797, staccandosi da San Floriano. Fu più volte ristrutturata: e la forma attuale dell'edificio deriva dall'aggiunta nel 1854, ad opera dell'architetto Francesco Ronzani, di due navate laterali e di un'abside rotonda ad una ristrutturazione precedente del XV secolo e dall'allungamento del 1944 dell'architetto Francesco Banterle.
Chiesetta di Santa Maria Valverde
Facciata della chiesetta di Santa Maria in Valverde
  • Santuario di Santa Maria di Valverde (XVII secolo): in origine denominata Santa Maria di Minerbe, sorge sul pendio sopra i nuclei abitati di Pezza e di Purano. Venne costruita nel 1682 con tre navate terminanti in tre absidi. All'interno è venerata una statua lignea della Madonna con le mani giunte e il bambino adagiato sulle ginocchia, del 1516, data scritta sul retro del piedistallo "Questa Madonna ha fatto fare la compagnia de Santa Maria de Valverda de Castelo da Maran de MDXVI'").

Ville[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Guantieri (XV secolo), risale al periodo della dominazione veneziana. Si presenta come "villa a portico e loggia con torre colombaia[senza fonte]. Il primo nucleo riprese il palacium magnum scaligero di Santa Sofia a Pedemonte. Nel XVI secolo l'intera facciata era ricoperta da affreschi esterni, mentre resti di altri sono tuttora conservati nella sala al primo piano della torre. Nel XVI secolo venne allargata con un edificio utilitario, a fianco, e con le scuderie, di fronte alla colombaia; in seguito fu aggiunto un edificio ad L.
  • Villa Porta (XVIII secolo), con facciata con porte e finestre bugnate e scala esterna a quattro rampe con balaustra in tufo e poggioli in ferro. Sul lato orientale presenta un doppio loggiato rustico e sul lato occidentale un'ala prolungata verso la strada, che si accosta alla facciata dell'oratorio di San Carlo.
  • Villa il Castello ( (XVIII secolo), forse costruita su un precedente castello, ed ora casa colonica.
  • Villa Graziani, costruita nel 1826 su disegno dell'architetto Giuseppe Barbieri. È di linee classiche e riprende anch'essa le strutture sammicheliane.
  • Villa Campagnola (XVI secolo), già villa Soardi, richiama anch'essa gli edifici del Sammicheli. Sul lato occidentale presenta una loggia architravata e un portico ad archi poggianti su pilastri bugnati, mentre sul lato opposto orientale è presente l'ingresso monumentale. La scala esterna a due rampe è ornata dallo stemma dei conti Soardi.
  • Villa Raisa Rimini (XIX secolo), costruita nel 1880 in linee classiche e circondata da un parco.
  • Villa Silvestri (XIX secolo), anch'essa circondata da un parco e di stile classico.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

La località della val Sorda e del rio Baiaghe si trova nella parte settentrionale del territorio comunale, una delle propaggini più meridionali del parco della Lessinia, ricca di grotte carsiche.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Tromboni di Santa Maria
tipico "Trombone di Santa Maria"

I "tromboni" sono grossi fucili ad avancarica, che si rifanno agli archibugi o alle colubrine seicentesche e settecentesche. Sono originari della Lessinia, pesano circa 50 kg, con una grossa canna che si apre a campana. Costruiti da valenti artigiani e finemente decorati, vengono oggi utilizzati in manifestazioni folkloristiche e religiose, durante le quali vengono caricati a salve, provocando un'esplosione fragorosa e fumosa. In altre località della Lessinia vengono chiamati anche "trombini" o "pistoni".

Feste[modifica | modifica wikitesto]

  • 'Sagra di San Rocco (15 agosto) nella piazza omonima.
  • Mercatino di Natale(8 dicembre) nella frazione di Pezza.

Persone legate a Marano di Valpolicella[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Valgatara
Mazzarino

Il territorio ha una diffusa presenza antropica, oltre alle frazioni di Valgatara e di San Rocco, c'è una miriade di contrade spesso con una storia propria (Pezza, Prognol, Purano, Canzago, Cotto, Ravazzol, Mondrago, Carazzole e Tonei, Paverno, Agnela, Badin, Canova, Fasanara, Gnirega, Maregnago, Molino, Pozzo, Torre e Villa).

  • "Valgatara": secondo un'ipotesi il nome della frazione deriverebbe da "Val Gotara" o "Valle dei Goti", a causa di una sconfitta che sarebbe stata inflitta ai Visigoti di Alarico da parte di Stilicone a sud di Marano.
  • "Pezza": gruppo compatto di case sulla via da Marano verso Sant'Anna d'Alfaedo, sotto il santuario di Santa Maria Valverde. Le case sono racchiuse in corti ed appoggiate le une sulle altre, con archi che danno accesso ai cortili. Nel periodo della seconda guerra mondiale giunse ad essere il maggiore centro della valle con forni per il pane, osterie, artigiani e le prime scuole della parte alta del comune.
  • "Mondrago": villaggio nella parte settentrionale del territorio comunale, ai confini con la parte collinare. Gli edifici sono costruiti in pietra della Lessinia.
  • "Marezzane" o "Maredane": situata nel Parco della Lessinia. Sulla stessa collina si trova un edificio settecentesco noto come "Mazzarino", presso il quale si trovano orchidee, selvatiche ne sono state contate 27 specie diverse - fonte GIROS Gruppo Italiano Ricercatori Orchidee Spontanee -.

Attualmente non è abitato, di proprietà di un cementificio.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad un recente sviluppo dell'artigianato, specialmente nella parte sud del comune, Marano basa la propria attività sull'agricoltura (uva e vino, ciliegie e talvolta olivo).

È zona di produzione del vino Valpolicella, dell'Amarone della Valpolicella e del Recioto della Valpolicella.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità montana della Lessinia, del Parco della Lessinia e dell'associazione città del vino.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
giugno 1985 maggio 1990 Pietro Clementi Democrazia Cristiana Sindaco [5]
maggio 1990 aprile 1995 Pietro Clementi Democrazia Cristiana Sindaco [6]
maggio 1995 giugno 1999 Pietro Clementi Tendenti Partito Popolare Italiano Sindaco [7]
giugno 1999 giugno 2004 Pietro Clementi Partito di Centro Sindaco [8]
giugno 2004 giugno 2009 Simone Giuseppe Venturini Lista Civica Sindaco [9]
giugno 2009 in carica Simone Venturini Lista Civica Sindaco [10]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 settembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ amministratori.interno.it - 1985. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  6. ^ amministratori.interno.it - 1990. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  7. ^ amministratori.interno.it - 1995. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  8. ^ amministratori.interno.it - 1999. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  9. ^ amministratori.interno.it - 2004. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  10. ^ amministratori.interno.it - 2009. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  11. ^ Il Gemellaggio, Comune di Marano di Valpolicella. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  12. ^ Dieci anni di amicizia tra Marano ed Appenheim, maranovalpolicella.it. URL consultato il 20 ottobre 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]