Marano di Valpolicella

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Marano di Valpolicella
comune
Marano di Valpolicella – Stemma Marano di Valpolicella – Bandiera
Vista di Marano
Vista di Marano
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Veneto – stemma Veneto
Provincia Verona – stemma Verona
Sindaco Simone Venturini (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 45°33′0″N 10°55′0″E / 45.55°N 10.91667°E / 45.55; 10.91667 (Marano di Valpolicella)Coordinate: 45°33′0″N 10°55′0″E / 45.55°N 10.91667°E / 45.55; 10.91667 (Marano di Valpolicella)
Altitudine 318 m s.l.m.
Superficie 18,64 km²
Abitanti 3 102[1] (01-10-2011)
Densità 166,42 ab./km²
Frazioni Pezza, San Rocco, Valgatara
Comuni confinanti Fumane, Negrar, San Pietro in Cariano, Sant'Anna d'Alfaedo
Altre informazioni
Cod. postale 37020
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023046
Cod. catastale E911
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 865 GG[2]
Nome abitanti maranesi
Patrono Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Marano di Valpolicella è posizionata in Italia
Marano di Valpolicella
Posizione del comune di Marano di Valpolicella all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di Marano di Valpolicella all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Marano di Valpolicella (Maran de Valpolesela in veneto[3]) è un comune di 3.102 abitanti della provincia di Verona.

Dista 18 chilometri a nord-ovest da Verona. Fa parte della Valpolicella.

Indice

[modifica] Etimologia

Il nome dovrebbe derivare dal tardo latino Marianum col significato di "terreno di proprietà di Marius", che secondo la tradizione è stato identificato con Gaio Mario, il quale avrebbe fatto costruire un castello in zona "Castelon" in funzione di difesa contro i Cimbri.

[modifica] Storia

Nel territorio sono stati effettuati rinvenimenti dell'età del rame. Un castelliere dell'età del Bronzo si trovava nella località di Castelon. Molti dei reperti sono esposti nei musei dedicati, nel vicino Museo paleontologico e preistorico di Sant'Anna d'Alfaedo, a Verona e a Venezia. In alcuni siti del territorio comunale sono attestate presenze paleovenete.

In epoca romana e preromana il territorio era abitato dagli Arusnati. Sul "Castelon", presso l'attuale santuario di Santa Maria di Valverde, sorse un tempio latino dedicato a Minerva.

Nell'Altomedioevo è probabile una presenza longobarda con la costituzione di numerosi vicus. Nel XII secolo Valgatara (attualmente frazione di Marano) e Marano assumono il ruolo di comuni rurali.

Federico della Scala, divenuto conte della Valpolicella nel 1311, ristrutturò il castello del paese, che aveva avuto origine già nel XI secolo. In seguito alla sua congiura contro Cangrande della Scala il castello venne distrutto nel 1325

Con la dominazione veneziana Marano si arricchì di ville. Venne colpita duramente dalle epidemie di peste, sia nel 1576 sia nel 1630.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Chiese

Chiesetta di San Marco al Pozzo
  • Parrocchiale di Valgatara (XIV secolo): dedicata ai santi Fermo e Rustico è di origine medioevale. Diventò parrocchia la vigilia di Natale del 1797, staccandosi da San Floriano. Fu più volte ristrutturata: e la forma attuale dell'edificio deriva dall'aggiunta nel 1854, ad opera dell'architetto Francesco Ronzani, di due navate laterali e di un'abside rotonda ad una ristrutturazione precedente del XV secolo e dall'allungamento del 1944 dell'architetto Francesco Banterle.
Chiesetta di Santa Maria Valverde
Facciata della chiesetta di Santa Maria in Valverde
  • Santuario di Santa Maria di Valverde (XVII secolo): in origine denominata Santa Maria di Minerbe, sorge sul pendio sopra i nuclei abitati di Pezza e di Purano. Venne costruita nel 1682 con tre navate terminanti in tre absidi. All'interno è venerata una statua lignea della Madonna con le mani giunte e il bambino adagiato sulle ginocchia, del 1516, data scritta sul retro del piedistallo "Questa Madonna ha fatto fare la compagnia de Santa Maria de Valverda de Castelo da Maran de MDXVI'").

[modifica] Ville

  • Villa Guantieri (XV secolo), risale al periodo della dominazione veneziana. Si presenta come "villa a portico e loggia con torre colombaia[senza fonte]. Il primo nucleo riprese il palacium magnum scaligero di Santa Sofia a Pedemonte. Nel XVI secolo l'intera facciata era ricoperta da affreschi esterni, mentre resti di altri sono tuttora conservati nella sala al primo piano della torre. Nel XVI secolo venne allargata con un edificio utilitario, a fianco, e con le scuderie, di fronte alla colombaia; in seguito fu aggiunto un edificio ad L.
  • Villa Porta Rizzini (XVIII secolo), con facciata con porte e finestre bugnate e scala esterna a quattro rampe con balaustra in tufo e poggioli in ferro. Sul lato orientale presenta un doppio loggiato rustico e sul lato occidentale un'ala prolungata verso la strada, che si accosta alla facciata dell'oratorio di San Carlo.
  • Villa il Castello ( (XVIII secolo), forse costruita su un precedente castello, ed ora casa colonica.
  • Villa Graziani, costruita nel 1826 su disegno dell'architetto Giuseppe Barbieri. È di linee classiche e riprende anch'essa le strutture sammicheliane.
  • Villa Campagnola (XVI secolo), già villa Soardi, richiama anch'essa gli edifici del Sammicheli. Sul lato occidentale presenta una loggia architravata e un portico ad archi poggianti su pilastri bugnati, mentre sul lato opposto orientale è presente l'ingresso monumentale. La scala esterna a due rampe è ornata dallo stemma dei conti Soardi.
  • Villa Raisa Rimini (XIX secolo), costruita nel 1880 in linee classiche e circondata da un parco

Del 1880 con un parco, ha linee classiche.

  • Villa Silvestri (XIX secolo), anch'essa circondata da un parco e di stile classico.

[modifica] Ambiente

La località della val Sorda e del rio Baiaghe si trova nella parte settentrionale del territorio comunale, una delle propaggini più meridionali del parco della Lessinia, ricca di grotte carsiche.

[modifica] Cultura

[modifica] Tradizioni

  • Tromboni di Santa Maria
tipico "Trombone di Santa Maria"

I "tromboni" sono grossi fucili ad avancarica, che si rifanno agli archibugi o alle colubrine seicentesche e settecentesche. Sono originari della Lessinia, pesano circa 50 kg, con una grossa canna che si apre a campana. Costruiti da valenti artigiani e finemente decorati, vengono oggi utilizzati in manifestazioni folkloristiche e religiose, durante le quali vengono caricati a salve, provocando un'esplosione fragorosa e fumosa. In altre località della Lessinia vengono chiamati anche "trombini" o "pistoni".

[modifica] Feste

[modifica] Personalità legate a Marano di Valpolicella

[modifica] Economia

Oltre ad un recente sviluppo dell'artigianato, specialmente nella parte sud del comune, Marano basa la propria attività sull'agricoltura (uva e vino, ciliegie e talvolta olivo).

È zona di produzione del vino Valpolicella, dell'Amarone della Valpolicella e del Recioto della Valpolicella.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Simone Venturini (lista civica) dal 07/06/2009

Fa parte della Comunità montana della Lessinia, del Parco della Lessinia e dell'associazione città del vino

[modifica] Frazioni e contrade

La frazione di Valgatara
Mazzarino

Il territorio ha una diffusa presenza antropica, oltre alle frazioni di Valgatara e di San Rocco, c'è una miriade di contrade spesso con una storia propria (Pezza, Prognol, Purano, Canzago, Cotto, Ravazzol, Mondrago, Carazzole e Tonei, Paverno, Agnela, Badin, Canova, Fasanara, Gnirega, Maregnago, Molino, Pozzo, Torre e Villa).

[modifica] Frazioni

  • "Valgatara": secondo un'ipotesi il nome della frazione deriverebbe da "Val Gotara" o "Valle dei Goti", a causa di una sconfitta che sarebbe stata inflitta ai Visigoti di Alarico da parte di Stilicone a sud di Marano.

[modifica] Contrade

  • "Pezza": gruppo compatto di case sulla via da Marano verso Sant'Anna d'Alfaedo, sotto il santuario di Santa Maria Valverde. Le case sono racchiuse in corti ed appoggiate le une sulle altre, con archi che danno accesso ai cortili. Nel periodo della seconda guerra mondiale giunse ad essere il maggiore centro della valle con forni per il pane, osterie, artigiani e le prime scuole della parte alta del comune.
  • "Mondrago": villaggio nella parte settentrionale del territorio comunale, ai confini con la parte collinare. Gli edifici sono costruiti in pietra della Lessinia.
  • "Marezzane" o "Maredane": situata nel Parco della Lessinia. Sulla stessa collina si trova un edificio settecentesco noto come "Mazzarino", presso il quale si trovano orchidee, selvatiche ne sono state contate 27 specie diverse - fonte GIROS Gruppo Italiano Ricercatori Orchidee Spontanee -.

Attualmente non è abitato, di proprietà di un cementificio.

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 settembre 2011.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese. La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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