Negrar

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Negrar
comune
Negrar – Stemma Negrar – Bandiera
Negrar – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
Sindaco Roberto Grison (Partito Democratico - Centrosinistra) dall'08/06/2014
Territorio
Coordinate 45°32′00″N 10°56′00″E / 45.533333°N 10.933333°E45.533333; 10.933333 (Negrar)Coordinate: 45°32′00″N 10°56′00″E / 45.533333°N 10.933333°E45.533333; 10.933333 (Negrar)
Altitudine 190 m s.l.m.
Superficie 40,42 km²
Abitanti 17 256[1] (01-12-2011)
Densità 426,92 ab./km²
Frazioni Arbizzano, Fane, Mazzano, Montecchio Veronese, Prun, Santa Maria, San Peretto, San Vito, Torbe
Comuni confinanti Grezzana, Marano di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Sant'Anna d'Alfaedo, Verona
Altre informazioni
Cod. postale 37024
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023052
Cod. catastale F861
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 605 GG[2]
Nome abitanti negraresi
Patrono San Martino di Tours
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Negrar
Posizione del comune di Negrar all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di Negrar all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Negrar (pron. /ne'grar/, Negràr in veneto[3]) è un comune italiano di 17.256 abitanti della provincia di Verona nel Veneto.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Negrar dista circa 13 chilometri da Verona. Rispetto al capoluogo è in posizione nord. È racchiuso a nord dal comune di Sant'Anna d'Alfaedo, a est da Grezzana, a sud da Verona, a ovest da San Pietro in Cariano e Marano di Valpolicella. Orograficamente è diviso in due parti, la collina a nord al confine con Sant'Anna d'Alfaedo e intorno alla valle che porta al capoluogo, e la pianura a sud e nell'ampia valle che si insinua fino a Negrar. Come tutta la Lessinia, il terreno è carsico e privo di acque superficiali. Il Progno di Negrar assume un carattere torrentizio, come tutti i suoi affluenti che nascono negli impluvi. Da segnalare a poche decine di metri a sud della località Proale, sulla strada che porta a Fane, una serie di cascate torrentizie di circa 100 metri di salto il cui segmento principale, il primo, è di oltre 30 metri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La zona di Negrar, assieme a quella delle montagne vicine, è stata abitata dall'uomo fin dalla preistoria. C'è una ricca presenza nella zona di castellieri risalenti al Paleolitico nella zona tra Montecchio e Montericco e nei vicini comuni di Sant'Anna d'Alfaedo e Grezzana. Altre tracce archeologiche sono dell'età del Rame, durante la quale le popolazioni insediate estraevano la selce, che veniva esportata, anche, in Pianura padana.

In epoca romana e preromana la zona di Negrar apparteneva al popolo degli Arusnati (pagus Arusnatium), popolazione forse composta dalla fusione di più popoli: Etruschi, Venetici, Reti e Celti. Gli Arusnati (politeisti) avevano proprie divinità.

Il passaggio dei Longobardi in zona è confermato dal ritrovamento di una tomba rinvenuta presso l'ospedale di Negrar.

Intorno all'anno mille si formò una signoria rurale con la presenza di castelli sul territorio attualmente comunale. La stabilità della zona permise un forte incremento demografico. Dopo la signoria si formarono una serie di comuni rurali: Fane, Prun, Mazzano, Torbe, Negrar, S. Vito, Novare, Arbizzano) Alcuni di questi rimasero in vita fino al 1927 - 1929, momento in cui nel veronese vi fu una forte ristrutturazione dei comuni che coinvolse in misura forte la Lessinia e la cintura che circonda la città di Verona. Gli ex comuni della montagna negrarese, raggruppati nel comune di Prun, arrivavano a coprire quasi tutto il territorio dell'attuale comune di Sant'Anna d'Alfaedo.

Ad epoca comunale, nel 1238, risale l'emanazione di uno Statuto per la difesa del territorio, nel quale era previsto che tutti gli abitanti avrebbero prestato servizi di guardia: in quegli anni Negrar è, ormai, il Comune principale della vallata. Quel periodo fu un periodo di instabilità che portò a guerre civili nel territorio veronese.

Nel Trecento la signoria scaligera rappresentò la fine delle guerre civili e Negrar entrò a far parte della giurisdizione della Valpolicella. La stabilità permise al territorio di impostare un'economia ricca di attività agricole redditizie che, ancora adesso, fanno parte dello sfruttamento del territorio.

Le espansione demografiche nate a partire dall'anno 1000 furono messe a dura prova da due pestilenze che colpirono duramente la zona di Verona, quella del 1575 e quella del 1630. Dopo le pestilenze, la popolazione si riprese lentamente, anche, attraverso una migrazione dalla città di Verona

Località San Peretto di Negrar

Nel 1791 sotto il governo della Serenissima inizia il mercato settimanale del bestiame. Ricordo di quel periodo è la colonna con il leone alato, simbolo di Venezia, che è simbolo ed iconografia della città di Negrar in coppia con la sua chiesa

Dopo la seconda guerra mondiale, Negrar è cresciuta fortemente sotto il profilo demografico, con un forte insediamento di abitazioni ai confini del comune di Verona. La popolazione del comune raddoppia dal censimento del 1961 ai circa 16.000 di oggi.

È molto importante nel dopoguerra la nascita dell'Ospedale Sacro Cuore. Un ospedale privato gestito dall'ordine religioso Don Calabria di Verona. Subito si inserì nel circuito degli ospedali pubblici veronesi e raggiunse livelli di qualità elevata in molti reparti.

La presenza della casa madre di molti ordini religiosi missionari a Verona ha dato spunto ed ha permesso all'ospedale di creare un reparto specializzato in malattie tropicali che è uno dei principali punti di riferimento italiani.

È importante da sottolineare che da questo ospedale partì l'esperienza per arrivare alla costruzione dell'ospedale San Raffaele di Milano.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Villa Bertani-Mosconi a Negrar (loc. Novare)

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Meridiana Monumentale[modifica | modifica wikitesto]

La meridiana

Posta all'ingresso del paese, al centro della rotatoria principale, è presente una monumentale meridiana di tipo armillare. Si tratta di una scultura-strumento alta sette metri con un diametro di cinque ed un peso complessivo di circa 2000 chilogrammi.

La sua cuspide termina con un grande “timone a vento” la cui funzione è quella d’indicare la direzione dei venti. Il timone a vento, lungo 4 metri e pesante 54 chilogrammi, porta questa scultura ad essere legata all'Arte cinetica. Il basamento che sostiene la Meridiana è di foggia cilindrica con due sgusciature in corrispondenza dei punti cardinali Nord e Sud. Tale basamento, foderato di porfido, presenta una modanatura lungo tutta la sua circonferenza, di pietra di Prun.

La Meridiana Monumentale di Negrar è stata progettata nel 2008 dall’architetto Giuseppe Ferlenga. Lo strumento fornisce l’ora solare, il mezzogiorno vero di Negrar, il solstizio d’estate e quello d’inverno, gli equinozi e la direzione del vento. A spiegazione di “come si legge” è posta, nella parte pedonale a sud dello strumento, un’apposita bacheca esplicativa.[5]

Ospedali[modifica | modifica wikitesto]

È presente l'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria.

Persone legate a Negrar[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Negrar rimane fedele ad una impostazione di secoli fa. L'agricoltura è specializzata in ciliegie, uva e frutta. con una produzione vinicola specializzata nei vini Valpolicella e Recioto della Valpolicella. Una netta prevalenza di vini rossi con un forte orientamento all'esportazione. La montagna condivide con i comuni vicini una specializzazione nell'allevamento con prodotti derivati tipici (salumi, formaggio Monte Veronese), La frazione di Prun dà il nome ad una pietra particolare ora estratta prevalentemente sul monte Loffa e lavorata nella parte alta del comune condividendone lo sfruttamento con il comune di Sant'Anna d'Alfaedo. È zona di produzione del vino Valpolicella classico DOC, dell'Amarone classico DOC e del Recioto classico DOC

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Cap: 37024 capoluogo, 37020 frazioni

Fa parte della Comunità montana della Lessinia e dell'associazione città del vino.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
settembre 1985 giugno 1990 Agostino Murari Democrazia Cristiana Sindaco [6]
giugno 1990 aprile 1995 Sergio Marangoni Democrazia Cristiana Sindaco [7]
aprile 1995 giugno 1999 Giampaolo Zantedeschi Lista Civica Sindaco [8]
giugno 1999 giugno 2004 Alberto Mion Lista Civica Sindaco [9]
giugno 2004 giugno 2009 Alberto Mion Centro Sinistra (Lista Civica) Sindaco [10]
giugno 2009 giugno 2014 Giorgio Dal Negro Centro Destra (Lista Civica) Sindaco [11]
giugno 2014 in carica Roberto Grison Centro Sinistra (Lista Civica) Sindaco [12]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Negrar 2007 che milita nel girone A veneto di 2° Categoria. Dalla stagione 2007/2008 alla stagione 2011/2012 ha militato nel girone A veronese di 3° Categoria. Nella stagione 2012/2013 ha militato nel girone A veneto di 2° Categoria.

Galleria Fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 novembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ la meridiana - Sito del comune di Negrar. URL consultato l'8 marzo 2013.
  6. ^ amministratori.interno.it - 1985. URL consultato il 21 ottobre 2013.
  7. ^ amministratori.interno.it - 1990. URL consultato il 21 ottobre 2013.
  8. ^ amministratori.interno.it - 1995. URL consultato il 21 ottobre 2013.
  9. ^ amministratori.interno.it - 1999. URL consultato il 21 ottobre 2013.
  10. ^ amministratori.interno.it - 2004. URL consultato il 21 ottobre 2013.
  11. ^ amministratori.interno.it - 2009. URL consultato il 21 ottobre 2013.
  12. ^ amministratori.interno.it - 2014. URL consultato il 13 ottobre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]