Pieve di San Floriano

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Pieve di San Floriano
Facciata della Pieve di San Floriano
Facciata della Pieve di San Floriano
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località San Pietro in Cariano
Religione Cattolica
Diocesi Diocesi di Verona
Stile architettonico Romanica
Inizio costruzione XII secolo

La pieve di San Floriano è un'antica pieve situata nel comune di San Pietro in Cariano, nella frazione di San Floriano, nel cuore della Valpolicella.

È considerata una delle più belle chiese romaniche della provincia di Verona[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Documenti storici menzionano la sua esistenza già a partire dall'anno 905[2], anche se l'edificio attuale risale al XII secolo[3]. La pieve è stata edificata sul luogo dove prima sorgeva un cimitero pagano, come testimonia il numeroso impiego di marmi e pietre romane, fra cui due grandi cippi funebri. Altri resti d’are funerarie si trovano nel vialetto a fianco della chiesa, verso la strada provinciale.

In alcuni documenti risalenti ai secoli XI e XII si può venire a conoscenza che il suo potere ecclesiasiastico copriva i territori che oggi rappresentano i comuni di Marano, San Pietro in Cariano, Fumane e Pescantina. Era infatti a capo di uno dei tre piovadenghi in cui era diviso amministrativamente il territorio della Valpolicella. Gli altri erano realtivi alla pieve di San Giorgio e alla pieve di Negrar[4][5].

Il complesso[modifica | modifica wikitesto]

Pianta della chiesa
Il bel chiostro sul lato sud

La facciata della chiesa è tripartita e presenta un coronamento di un fregio di archetti. Realizzati partendo da due cippi sepolcrali romani due contrafforti dividono la facciata. Il protiro è sostenuto da due mensole con profilo a volte convesso, a volte concavo.[6]

L'interno della chiesa è stato più volte oggetto di rivisitazioni fino al 1743, allontanandosi sempre di più dal suo stile romanico. L'interno è decorato da un unico ordine di pilastri corinzi risalenti al settecento.[7] Dell'antico coro non rimane più nulla.[8]

Originariamente l'edificio era dotato di tre absidi, di cui oggi ne rimane uno soltanto. Di quello posto a nord, rimangono solo alcune vestigia che compongono un muro attiguo alla canonica.[6]

La muratura orientale della navata centrale è realizzata interamente in tufo, così come la facciata, mentre la navatella meridionale presenta un fianco in tufo e calcare. Sempre su questo fianco, vi sono sei monofore, in gran parte occultate. La strombatura di queste finestre appare scalinata e talvolta impreziosita da alcune sculture raffiguranti pavoni.[8]

Oltre alla chiesa il complesso presenta un chiostro seicentesco e una imponente torre campanaria posta sul lato nord della chiesa. Il lato del chiostro adiacente alla chiesa presenta diverse sculture raffiguranti motivi floreali e decorazioni. Lo stile con cui sono stati realizzati ricorda molto quelli presenti a San Giovanni in Valle.[9]

La torre campanaria[modifica | modifica wikitesto]

Torre campanaria

Suo lato nord della pieve è presente una torre campanaria. Il basamento, di tale torre, è di pietra mentre la canna prosegue a file alternate di conci di tufo e cotto per terminare poi con il solo cotto della cella campanaria. La cella campanaria risulta essere aperta in bifore separate da colonnette di pietra. Anche questo campanile, come altri in Valpolicella[10], ricorda, nella sua impostazione, il campanile della basilica di San Zeno di Verona[11].

La torre ospita un concerto di cinque bronzi in Reb3, fusi dalla ditta Cavadini nel 1927. Il maggiore pesa 1330 kg e sono tutti montati per essere suonati secondo la tecnica a concerto delle campane alla Veronese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Portale valpolicella.it - Pieve di San Floriano. URL consultato il 24 luglio 2010.
  2. ^ Si hanno notizie da un documento in cui si nominano alcuni beni ubicati nella valle Provinianensis non longe ab ecclesia Beati Floriani (nella valle Provinianense, non lontano dalla chiesa di San Floriano)
  3. ^ Viene nominata in un diploma del tempo con le parole iuxta plebem Sancti Floriani (presso la pieve di San Floriano)
  4. ^ Era presente una pieve anche ad Arbizzano ma non aveva un ruolo così importante da poter disporre di un proprio piovedengo
  5. ^ Silvestri, p. 44.
  6. ^ a b Arslan, p. 129.
  7. ^ Arslan, p. 127.
  8. ^ a b Arslan, p. 128.
  9. ^ Arslan, pp. 128-129.
  10. ^ Ad esempio quello della pieve di San Giorgio, di San Martino e San vito di Negrar.
  11. ^ Notiziario BPV numero 4 anno 1986

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Wart Arslan, L'architettura romanica veronese, Verona, 1939.
  • Wart Arslan, La scultura e la pittura veronese dal secolo VIII al secolo XII, Milano, 1943.
  • Gianbattista Biancolini, Notizie storiche delle chiese di Verona, Verona, 1750.
  • (EN) Arthur Kingsley Porter, Lombard Architecture, New Haven, 1917, p.363.
  • (DE) Karl Schnaase, Geschichte der bildenden Künste, Düsseldorf, 1866.
  • Luigi Simeoni, Guida storico artistica di Verona e Provincia, Verona, 1909.
  • Pietro Toesca, Storia dell'Arte Italiana. Il medioevo, Torino, 1927, pp. 150 e 387.

Fonti moderne[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Castagnetti e Gian Maria Varanini, Il veneto nel medioevo: Dai Comuni cittadini al predominio scaligero nella Marca, Verona, Banca Popolare di Verona, 1991. ISBN 88-04-36999-X.
  • Eugenio Cipriani, Escursioni in Valpolicella, Verona, Cierre, 1991, ISBN 88-85923-22-4.
  • Lino Marchesini, La Pieve di S. Floriano, Verona, Edizioni di vita veronese, 1980. ISBN non esistente
  • Giuseppe Silvestri, La Valpolicella, Centro di documentazione per la storia della Valpolicella, 1950. ISBN non esistente
  • Giovanni Solinas, Storia di Verona, Verona, Centro Rinascita, 1981. ISBN non esistente

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]