Isola Rizza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Isola Rizza
comune
Isola Rizza – Stemma Isola Rizza – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
Sindaco Elisa De Berti (Lega Nord) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°17′00″N 11°12′00″E / 45.283333°N 11.2°E45.283333; 11.2 (Isola Rizza)Coordinate: 45°17′00″N 11°12′00″E / 45.283333°N 11.2°E45.283333; 11.2 (Isola Rizza)
Altitudine 23 m s.l.m.
Superficie 16,68 km²
Abitanti 3 296[1] (01-10-2011)
Densità 197,6 ab./km²
Comuni confinanti Bovolone, Oppeano, Ronco all'Adige, Roverchiara, San Pietro di Morubio
Altre informazioni
Cod. postale 37050
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023041
Cod. catastale E358
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti isolarizzani
Patrono Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Isola Rizza
Posizione del comune di Isola Rizza all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di Isola Rizza all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Isola Rizza (Isola Riza o Isola Rissa in veneto[2]) è un comune italiano di circa 3.300 abitanti della provincia di Verona, in Veneto.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Isola Rizza è situato a circa 24 chilometri a sud-est rispetto al capoluogo di provincia Verona. È attraversato dal Piganzo di Vallese che scorre parallelamente al corso del fiume Adige, e inoltre è lambito dal fiume Bussè. Il territorio comunale è di circa 17 km² ed è completamente pianeggiante e comprende oltre che al capoluogo, che sorge nella parte orientale, varie località che corrispondono alle vecchie corti rurali di un tempo: Casalandri, Casalati, Casalino, Casari, Casotti, Mandella, Merle, Ormeolo, Rabbia e altre minori, poste ai confini con i comuni di Bovolone, Roverchiara e di San Pietro di Morubio.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome originario era "Insula Porcaritia". "Insula" in quanto l'abitato sorgeva in una spianata al di fuori dei boschi e delle paludi che circondavano la zona, "Porcaritia", inteso come recinto di porci, in quanto questo era un luogo dove veniva praticato l'allevamento di questo animale. Nel corso dei secoli, "Porcaritia" divenne "Porcarizza". Nel 1872 gli isolani cambiarono il nome del paese in Isola Rizza, dimenticandosi del vecchio nome considerato quasi volgare. In seguito però recuperarono la scrofa con il riso in bocca nello stemma comunale del 1932, che riprendeva il vecchio simbolo della comunità che è riprodotto ai piedi del campanile dal 1535.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

Isola Rizza fu abitata fin dalla preistoria. La sua storia è stata condizionata dagli sconvolgimenti che dovette subire per le inondazioni dei fiumi che la attraversano. Ciò non ha impedito ritrovamenti di antichi insediamenti. Presso il Museo Archeologico di Verona è conservato l'attacco di un'ansa di un vaso di bronzo ritrovato nel 1889. Il reperto risale al periodo della civiltà degli Etruschi (VI secolo a.C.). A Pieve a circa sessanta centimetri di profondità, si ritrovò un'urna fittile integra del periodo fra l'età del Bronzo e l'età del Ferro, conservata presso il Museo di Storia Naturale di Verona.

Protostoria[modifica | modifica wikitesto]

A Casalandri, nella necropoli dei Galli Cenomani, nel 1982 si ha avuto il rinvenimento d'alcune tombe del II secolo a.C. Complessivamente sono state portate alla luce centoundici sepolture. Casalandri fa parte di una folta serie di necropoli che partono dal padovano e finiscono a Valeggio sul Mincio. La tipicità di questo ritrovamento è rappresentata dal biritualismo fra inumazione e cremazione. È il punto centrale del lento e pacifico assorbimento delle popolazioni locali da parte di Roma. A proposito di questo rito misto, Luciano Salzani riporta, sottolineandone l'importanza

II rito funebre è misto, con una prevalenza del numero degli incinerati rispetto a quello degli inumati. Le ossa bruciate delle tombe a cremazione non sono deposte all'interno di un'urna, ma sono ammucchiate in un angolo della tomba. È anche possibile che fossero contenute all'interno di un recipiente di legno o di cuoio che non ha lasciato tracce. Assieme alle ossa si trovano una o più monete e le fibule. Il resto del corredo è costituito da piccoli vasetti, ollette e da ciotole contenenti ossa d'animali. Le armi sono rappresentate da spade, coltellacci, punte di lancia e umboni di scudo. Le tombe ad inumazione non presentano un'orientazione ben definita. In queste tombe il corredo si trova di regola presso la testa del defunto

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piatto in argento con un medaglione centrale

È dell'alto medioevo il ritrovamento del Tesoretto di Isola Rizza, ora custodito al Museo di Castelvecchio, un gruppo di tredici oggetti di oro e di argento, ritrovati casualmente da un isolano mentre lavorava in un suo campo nell'inverno del 1873. Sono oggetti di fattura longobarda e probabilmente dell'inizio del VII secolo. Il pezzo più importante è un piatto in argento con un medaglione centrale a sbalzo con una scena di guerra, un cavaliere che trapassa con la sua lancia un guerriero.

Il centro nel medioevo era di importanza relativa per la zona, del 1212 si trovano documenti che testimoniano la presenza di un arciprete col titolo di magister, un'importante area di tributi e un clero numeroso, una forte presenza di chiese, una parte andate distrutte. Una figura centrale di questa fase fu l'arciprete Leonardo Auricalco, che ricostruì la chiesa arcipretale e svolgeva il suo compito senza risiedervi, stipendiava in loco un cappellano in maniera che svolgesse il suo lavoro. La fertilità del terreno ha portato ad un numerosa presenza di ville padronali specialmente nel periodo veneziano, da ricordare che l'introduzione del riso nella zona dipese dall'intervento della Serenissima

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo - XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Questa chiesa sorge su una già preesistente della fine del Quattrocento che subì modifiche e ammodernamenti nel corso del tempo. questa chiesa fu costruita al di fuori del centro abitato del paese per servire alcune corti e residenze di Signori della zona. L'attuale struttura risale all'inizio del XVIII secolo. La chiesa è dotata di un maestoso protiro sorretto da grandi colonne. Al suo interno contiene una pala del 1708 posta vicina all'altare maggiore denominata Madonna coi santi Pietro e Paolo. L'edificio sacro è costruito in stile neoclassico.

Chiesa di Santa Maria della Piazza - XV secolo[modifica | modifica wikitesto]

Viene chiamata anche Santa Maria Janua Coeli. Risale al Quattrocento ma in quel luogo già nel XII secolo si trovava una pieve appartenente ad un ordine religioso devoto ai santi Pietro e Paolo. La chiesa contiene vari affreschi di varie epoche (dal 1400 al 1800) raffiguranti vari santi, man mano adorati nel corso dei tempi. È stata anche sede di un ospedale. Contiene oltre all'altare maggiore altri due altari minori dedicati a S. Agapito e a S. Michele.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Croce del Gallo[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro del paese, una interessante croce votiva, molto particolare e ben conservata,era abbastanza comune sia nel veronese e nel mantovano.Sono caratteristiche dei cimiteri militari francesi delle guerre napoleoniche. Questo crocevia da inizio alla strada che congiunge Roverchiara con Isola Rizza, inoltre funge da incrocio con altre tre strade, due delle quali portano all'aperta e fiorente campagna isolana.

Ville e palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Villa Pollettini - XV secolo[modifica | modifica wikitesto]

Tra le numerose ville e corti di Isola Rizza, spicca villa Polentini, attualmente sede municipale e considerato uno degli edifici più interessanti della Bassa veronese. La struttura costruita nel Quattrocento, apparteneva ad un importante famiglia nobiliare della zona già dal 1600. Al suo interno, rispettando le caratteristiche di antica casa veneta, troviamo un enorme salone dal quale lateramente si può accedere a quattro stanze, tutte affrescate e decorate con disegni floreali risalenti al Cinquecento. Anche i soffitti di tutte le stanze sono interamente decorati con dipinti vari. Inoltre nel corso del XIX secolo sono stati aggiunti altri dipinti di notevole valore artistico, tra qui un grande affresco dal titolo "La finta malata". Infine l'edificio presenta esternamente sopra la porta di ingresso un elegante balcone e una recente merlatura sulla parte superiore della facciata.

Villa Maffei - XV secolo[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio del dominio dei Maffei su una parte del comune è riportato precisamente dai contratto. Il 9 settembre 1413, Daniele Maffei acquistò per 1663 ducati d'oro una porzione della fattoria di Verona, con tutte le sue decime, edifici e molini. Fu il primo seguito da altre famiglie nobili o estremamente ricche. Proprio la presenza di queste nuove famiglie accelerò il cambiamento del toponimo, come si vede nella storia del nome.

Villa Mandella - XVI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1589 il cavaliere Andrea della nobile famiglia Mandelli si insediò nel territorio di Isola Rizza con l'intenzione di costruirvi una tenuta. Nel 1813 la corte viene acquistata dal nobile Girolamo Maffei, la cui famiglia iniziò a creare il proprio dominio in questo territorio a partire dal 1413.

Visitata e celebrata nei secoli da illustri personaggi della storia e della cultura tra cui Benito Mussolini, Gabriele D'Annunzio e Maria Callas.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia agricola che condiziona da sempre la vita degli abitanti del paese si sta modificando negli ultimi anni con l'insediamento di medio-piccole industrie legate alla meccanizzazione agricola e alla produzione del mobile classico vista la vicinanza con il distretto del mobile di Bovolone-Cerea. Inoltre il passaggio della superstrada SS434 Transpolesana ha fatto si di far crescere a ridosso di essa nuovi insediamenti industriali e attività di vario genere.

Persone legate al comune[modifica | modifica wikitesto]

  • Catterino Rizzi
  • Claudio Zuliani, commentatore sportivo di Rai Italia

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiera

Si tiene il terzo giovedì di cinque mesi nell'anno: febbraio, aprile, luglio, settembre e novembre.

  • Sagra della gioventù

Fra giugno e luglio.

  • Sagra settembrina dedicata alla Madonna Addolorata

Si svolge in settembre. È una sagra che si svolge la penultima settimana del mese, durante la manifestazione vengono presentati e serviti piatti tipici locale, come bolliti misti e la tradizionale salsa pearà, il sabato della sagra a mezzogiorno vengono servite servite varie specialità a base di maiale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
giugno 1985 maggio 1990 Giovanni De Fanti Democrazia Cristiana Sindaco [4]
maggio 1990 aprile 1995 Paolo Poli Democrazia Cristiana Sindaco [5]
aprile 1995 giugno 1999 Giovanni De Togni Lista Civica Sindaco [6]
giugno 1999 giugno 2004 Giovanni De Togni Lista Civica Sindaco [7]
giugno 2004 giugno 2009 Giovanni De Togni Lista Civica Sindaco [8]
giugno 2009 in carica Elisa De Berti Lega Nord - altre Sindaco [9]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 settembre 2011.
  2. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ amministratori.interno.it - 1985. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  5. ^ amministratori.interno.it - 1990. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  6. ^ amministratori.interno.it - 1995. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  7. ^ amministratori.interno.it - 1999. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  8. ^ amministratori.interno.it - 2004. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  9. ^ amministratori.interno.it - 2009. URL consultato il 12 ottobre 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]