San Giovanni Ilarione

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San Giovanni Ilarione
comune
San Giovanni Ilarione – Stemma San Giovanni Ilarione – Bandiera
San Giovanni Ilarione – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Sindaco Ellen Cavazza (LN) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 45°31′00″N 11°14′00″E / 45.516667°N 11.233333°E45.516667; 11.233333 (San Giovanni Ilarione)Coordinate: 45°31′00″N 11°14′00″E / 45.516667°N 11.233333°E45.516667; 11.233333 (San Giovanni Ilarione)
Altitudine 194 m s.l.m.
Superficie 25,31 km²
Abitanti 5 185[2] (01-12-2011)
Densità 204,86 ab./km²
Frazioni Castello, Cattignano[1]
Comuni confinanti Cazzano di Tramigna, Chiampo (VI), Montecchia di Crosara, Roncà, Tregnago, Vestenanova
Altre informazioni
Cod. postale 37035
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023070
Cod. catastale H916
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti ilarionesi
Patrono santa Caterina d'Alessandria
Giorno festivo 25 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
San Giovanni Ilarione
Posizione del comune di San Giovanni Ilarione all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di San Giovanni Ilarione all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

San Giovanni Ilarione (San Gioani Larión in veneto[3]) è un comune italiano di 5.185 abitanti della provincia di Verona, in Veneto.

Il paese, grazie alla costante presenza di realtà calzaturiere ormai consolidate da molti anni, è tuttora sede di importanti aziende a livello nazionale e mondiale. Famoso inoltre per la presenza in primavera della fioritura dei ciliegi, ed in autunno per la consolidata tradizione della sagra delle castagne.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

San Giovanni Ilarione dista circa 42 chilometri da Verona. Rispetto al capoluogo è in posizione nord est. Confina con la provincia di Vicenza, dal cui capoluogo dista 39 chilometri. È posizionato nella media val d'Alpone, e attraversato da nord a sud dal torrente Alpone. È in posizione collinare, adagiato su un fianco della valle. I maggiori paesi di riferimento sono San Bonifacio ed Arzignano, rispettivamente distano il primo circa 15 chilometri, mentre il secondo 10; il più facile da raggiungere è sicuramente San Bonifacio, per mezzo di una strada spaziosa e veloce, mentre Arzignano nonostante sia più vicino in termini di distanza, per il suo raggiungimento necessità l'attraversamento delle colline, per cui ci si impiega più tempo. A partire dal nord dove la valle tende ad essere ancora stretta, la zona pianeggiante scarseggia, ma dirigendosi verso fondo valle si può notare un ampliamento della pianura e finisce la Val d'Alpone.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il primo documento scritto che parla di San Giovanni è del 1091, un diploma dell'imperatore Enrico IV, dove elenca le terre assegnate al monastero di San Felice di Vicenza e dove viene citato Sancto Joanne ad Aronna. Aronna è un'erba, una specie di gramigna, chiamata volgarmente la rogna. Nel 1350 il nome usato è Sancto Joanne in Larogna e negli statuti del comune del 1382 si usa Sancto Joanne habente la rogna. Nel 1582 si usa per la prima volta il suffisso Hilarione. Il termine attuale si ha in una bolla papale del 1685: San Giovani Ilariòn.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La preistoria[modifica | modifica sorgente]

Presenze di circa 50.000 anni fa, un accampamento stagionale dell'uomo di Neanderthal era posizionato sul monte Calvarina, appena sotto la vetta fra le attuali malghe di Roccolo e Marognon, in un avvallamento che poneva i cacciatori al riparo dei venti freddi del nord. La scoperta appartiene ad Alberto Solinas che, con il padre, ha dato il suo nome al Riparo Solinas nel comune di Fumane.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Nel XIII secolo il castello era al centro delle dispute fra i signori del paese, i Malacapella e il comune di Vicenza. Nel 1241 i vicentini fecero un primo tentativo di conquista, non riuscendoci, e devastando la valle, l'anno successivo, il 1242 si allearono con Ezzelino da Romano e sconfissero i Malacapella. La zona fu nuovamente teatro di scontro delle le dispute fra i Visconti arrivati a Verona e la Serenissima. Francesco Sforza, capitano di ventura allora per Venezia, decise che il castello rimanesse integro e armato e con autonomia del comune, con spese a carico di tutta la valle, cosa che La Serenissima accettò a metà.

I giorni nostri[modifica | modifica sorgente]

Su proposta dei deputati veronesi Guarienti e Cori nel 1923 il comune passò dalla provincia di Vicenza a quella di Verona.In quell' occasione Castello tentò senza successo di ottenere un municipio, per così formare un comune autonomo dall' altra frazione di villa, con la quale litigava da secoli. Quando sembrò che tale progetto fosse ormai stato raggiunto, la provincia di vicenza (alla quale Castello voleva rimanere legata)si tirò indietro e così non si fece nulla. Con il passaggio di provincia si sanò un residuato storico della dipendenza di un solo comune della valle fuori dalla provincia di Verona. La proposta si basava sul bisogno di sanare la divisione fra i comuni vicini per una tradizione storica, linguistica ed economica. La contestazione sul confine fra le amministrazioni si trascinava sin dai tempi dei longobardi.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Villa Tanara[modifica | modifica sorgente]

Antica Villa in stile padronale, risalente alla fine dell'Ottocento, composta da un blocco centrale e due ali laterali la quali racchiudono il giardino interno, dove al centro è situata un meravigliosa magnolia dell'epoca; molte sono le leggende racchiuse tra i misteri di queste mura, raccontate dagli stessi abitanti del paese. Sin dall'inizio era abitata da una dinastia di Conti i quali possedevano svariati appezzamenti di terreno, fatti lavorare da contadini assunti presso la nobile famiglia, alla fine del 900' è stata però abbandonata a causa del trasferimento della famiglia verso le città più ricche; durante la seconda guerra mondiale è stata usata come presidio tedesco, e tuttora è proprietà di alcuni privati ma rimane disabitata e non è possibile visitarla, a causa anche delle pessime condizioni in cui è conservata. All'interno sono ancora presenti parecchi oggetti risalenti all'epoca della costruzione, come i meravigliosi caminetti ottocenteschi presenti in ogni sala ed utilizzati per il riscaldamento quotidiano.

Basalti Colonnari[modifica | modifica sorgente]

Sul versante sinistro della Valle d'Alpone, a S. Giovanni Ilarione, una parete rocciosa appare come un enorme alveare. È invece l'imponente struttura dei basalti colonnari, formatasi nel vulcanismo oligocenlco. II raffreddamento e la contrazione delle colate laviche, intorno e dentro i crateri, diedero origine alle forme prismatiche con base esagonale, le nere lucenti colonne strette una all'altra: una straordinaria scenografia della natura. Nell'Eocene medio, 45 milioni d’anni fa, si formava la scogliera corallina dell'"orizzonte di S. Giovanni Ilarione". La sua malacofauna comprende decine di nuove specie di molluschi, nella cui classificazione ricorre il termine "hilarionis", adottato dai paleontologi di tutto il mondo. Sin dai primi anni del 900' questa particolare cava diede lavoro a centinaia di persone, fu questa una delle principali vie di sviluppo del paese nei suoi primi anni. Situata sulla sommità della collina rocciosa, cava oggigiorno dismessa; sorge la piccola frazione di Castello, antica roccaforte scaligera.

Monte Calvarina e la base militare[modifica | modifica sorgente]

Confinante con il comune di San Giovanni Ilarione, è presente il monte Calvarina, con altezza 683 metri s.l.m. in cui presidiava fino al 29 settembre 1995 il 67º Gruppo Intercettori Teleguidati.

Chiese[modifica | modifica sorgente]

In località Scandolaro. È in stile romanico del XIII secolo, è stata ristrutturata nel 1981 dopo un abbandono decennale. Ha una statua di San Zeno risalente al 1442.

In località Boarie. Fu edificata da Achille Balzi nel 1715, era un Oratorio pubblico proprietà della famiglia Balzi. La struttura è a pianta unica, e molto piccola; al centro del corridoio è possibile scorgere la tomba della Famiglia Balzi, posizionata proprio sul pavimento. L'intera chiesa è stata restaurata recentemente, facendo così risaltare le sue bellissime peculiarità.

A Cattignano. Fu eretta nel 1881 e divenne parrocchia nel 1947. È notevole il campanile posto anteriormente alla chiesa e svettante.

Costruita all'inizio del XIX secolo, fra il 1808 e il 1812 sul sito del vecchio castello. Ha una pianta a croce greca e una sola navata. Domina l'intera valle ed era l'unica parrocchia del comune. Ha una serie di dipinti raffiguranti la vita di San Giovanni Battista e una pala del XV secolo di Bartolomeo Montagna: Madonna con Bambino fra i santi Antonio da Padova e Giovanni Evangelista. Ha una forte somiglianza con il Santuario della Madonna di Monte Berico.

  • Chiesa di Santa Caterina in Villa - XX secolo

Fu costruita all'inizio del XX secolo, fra il 1901 e il 1909 su progetto del vicentino Gerardo Marchioro. È costruita sulla precedente chiesa del XV secolo. Ha una facciata maestosa e si sviluppa su tre navate. Ha affreschi di Pietro Pajetta e pale del XVI e XVII secolo. Da segnalare le vetrate ed i dipinti di D. Menato.

Alla fine del 1989 fu avviato il progetto di ricostruzione del campanile adiacente la chiesa il quale è stato terminato nel 1991, con l'innalzamento di circa 15 metri, e l'aggiunta della quarta e nuovissima campana. Del vecchio campanile sono stati conservati gli orologi, tuttora visibili sulla sua sommità ed è stata aggiunta una meridiana, donata gentilmente dal maestro d'arte Zandonà.

Persone legate a San Giovanni Ilarione[modifica | modifica sorgente]

  • Aristide Stefani, 1846-1925; Aristide Stefani nacque a San Giovanni Ilarione nel 1846. Medico. Nel 1876 divenne professore di Fisiopatologia presso l'Università di Ferrara. Dal 1891 al 1921 fu professore della stessa materia presso l'Università di Padova. Con i suoi studi la medicina ha avuto significativi progressi nella conoscenza del funzionamento dell'attività cardiaca e della fisiologia cerebrale. Nel 1910 studiò la malattia della "pellagra" che agli inizi del secolo era diffusa nella popolazione rurale e attribuì la sua origine a carenze alimentari di vitamine. Le ricerche e gli approfondimenti successivi portarono alla scoperta nel 1912 di quelle sostanze che furono denominate "vitamine" dal prof. Funk. Ad Aristide Stefani è intitolato il magnifico complesso scolastico che ospita la scuola elementare edificato in stile liberty, nella prima metà del Novecento.
  • Steno Marcegaglia, 1930-2013 imprenditore, fondatore della Marcegaglia S.P.A., Cavaliere del lavoro della Repubblica Italiana.
  • Angelo Zanchi, 1937-2009; Imprenditore calzaturiero, commendatore del lavoro della Repubblica Italiana, fondatore del calzaturificio Luisa nel 1970 e del calzaturificio Valbrunella nel 1980, entrambi ora chiusi.
  • Gianfranco Don Coffele, 1942-; sacerdote salesiano, già missionario nel Venezuela e professore ordinario di teologia fondamentale all'Università Pontificia Salesiana, della quale è Vicerettore.
  • Mario Prof. Gecchele, 1948-; docente di Storia dell'educazione e della pedagogia nella facoltà di Scienze della Formazione, presso l'Università di Verona. Autore fecondo di ricerche scientifiche in ambito pedagogico; di monografie riguardanti istituzioni e personalità particolarmente significative; con sensibile attenzione alla storia, all'arte e alla cultura tradizionale locale e della Lissinia.
  • Giovanni Todesco, appassionato di fossili che insieme alla moglie scoprì nel 1980 nei calcari cretacei della cava di Pietraroja il primo e unico esemplare di Scipionyx samniticus soprannominato "Ciro" dalla stampa popolare italiana. Giovanni salvò dalle ruspe Ciro e altri 8 fossili ma fu tuttavia denunciato per furto e i carabinieri sequestrarono tutta la sua collezione di fossili. La sentenza di assoluzione dall’accusa di aver trafugato fossili arrivò nel 2004, riconoscendo a Todesco di essere «un benemerito della ricerca e salvaguardia dei Beni culturali».
  • Antonio Gambaretto, 1913-1944, Brigadiere dei Carabinieri martire della resistenza, al quale è intitolata la caserma dei Carabinieri e una via del centro del paese.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Sagra della Seriola, 2 febbraio a Castello
  • Sagra di san Valentino, 14 febbraio a Cattignano
  • Ultima domenica di Carnevale, a San Giovanni Ilarione, con notevole sfilata di carri e premiazione del migliore.
  • Sagra San Zeno, seconda domenica di Pasqua a Castello
  • Sagra di S. Giovanni Battista, ultima domenica di giugno con mostra delle ciliegie
  • Sagra a Cattignano, seconda domenica di luglio,Sagra di S. Benedetto.
  • Sagra alle Boarie, 25 agosto, tutti riuniti nell'antica piazza, con canti e balli; cucina tradizionale a cura degli Alpini
  • Sagra delle Castagne, seconda domenica di ottobre

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Molto tradizionale è la cucina che si può trovare dalle parti della Val d'Alpone, in particolare a San Giovanni Ilarione si possono degustare le migliori specialità, come i classici polenta e osei anche se ultimamente è molto difficile trovare questa prelibatezza, a causa delle leggi per la tutela della fauna. In certi periodi dell'anno e soprattutto durante le sagre sono attivi dei punti di ristoro curati dalla sezione alpini di San Giovanni Ilarione; dove è possibile mangiare a prezzi contenuti, in compagnia e con tanta allegria.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Oggi l'attività del comune è agricola, artigianale ed industriale, con un occhio di riguardo alla produzione calzaturiera, che sin dal dopo guerra ha caratterizzato lo sviluppo della vallata, infatti a partire dagli anni del grande boom economico del 1950 numerosi insediamenti produttivi si sono sviluppati attraverso la valle, in particolare a San Giovanni Ilarione; creando numerosi posti di lavoro e una serie di laboratori collegati alla produzione. Era la piccola valle dei "calzolai" dove non c'era nessuno che direttamente o indirettamente non fosse collegato alle calzature. Verso la fine degli anni 90' si arrivò a raggiungere l'apice della produzione e della fioritura del paese, arrivando a creare solide e conosciute industrie calzaturiere, numerose generazioni si sono succedute nella gestione delle imprese, all'avanguardia e presenti tuttora in tutto il mondo. Oggigiorno molte delle principali roccaforti della calzatura a causa degli effetti della globalizzazione hanno delocalizzato la produzione all'estero, ma rimangono comunque nel territorio importanti calzaturifici. Fino al recente dopoguerra una attività importante era data dalla fornace e dalla miniera, prima era solo agricola. Prodotti Tipici locali sono ciliegie, uva, castagne. La particolare conformazione della valle permette la vendemmia fino a fine novembre.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Due sono le frazioni di San Giovanni Ilarione: Castello e Cattignano, le quali superano tutte due assieme i 1500 abitanti. In passato Castello era sede comunale e unica parrocchia fino al XVIII. Negli ultimi anni si è registrato un calo demografico, tant'è vero che 100 anni fa insieme (Cattignano è stata curazia dipendente da Castello fino al 1947 quando il vescovo di Vicenza Carlo Zinato la eresse a parrocchia) raggiungevano i 2600 abitanti. Dal 1400 i parroci di Castello(o San Giovanni Ilarione) si fregiano del titolo di arciprete. Entrambe le frazioni sono molto bene collegate al paese e sono quindi raggiungibili in tempi molto brevi. Dalla sommità di queste frazioni la vista sull'intera vallata è favolosa, specialmente nei periodi di fioritura dei ciliegi. Ciascuna delle due frazioni dispone di una chiesa parrocchiale dove ogni giorno viene svolta la regolare liturgia, anche se da tempo non vi sono più parroci residenti.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è U.S. San Giovanni Ilarione Calcio che milita nel girone B di Prima Categoria.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Fra il 1928 e il 1956 il paese rappresentava il capolinea settentrionale della tranvia San Bonifacio-San Giovanni Ilarione la quale faceva parte di un insieme di tranvie elettriche che caratterizzarono la provincia veronese e rappresentò un importante strumento di crescita per la valle dell'Alpone.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Fa parte della Comunità montana della Lessinia, e dell'area del Parco della Lessinia.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
giugno 1985 maggio 1990 Domenico Dal Cero Democrazia Cristiana Sindaco [5]
maggio 1990 aprile 1995 Domenico Dal Cero Democrazia Cristiana Sindaco [6]
aprile 1995 luglio 1997 Flavio Vandin Lista Civica Sindaco Dimissioni del consiglio[7]
luglio 1997 novembre 1997 Renata Carletti Commissario Prefettizio [8][9]
novembre 1997 maggio 2002 Flavio Vandin Lista Civica Sindaco [10]
maggio 2002 maggio 2007 Domenico Dal Cero Centro Destra (Liste Civiche) Sindaco [11]
maggio 2007 maggio 2012 Domenico Dal Cero Lista Civica Sindaco [12]
maggio 2012 in carica Ellen Cavazza Sindaco [13]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di San Giovanni Ilarione - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 novembre 2011.
  3. ^ Giancarlo Volpato, Civiltà cimbra. La cultura dei Cimbri dei Tredici Comuni veronesi, Verona, Bi & Gi, 1983, p. 71.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ amministratori.interno.it - 1985. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  6. ^ amministratori.interno.it - 1990. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  7. ^ amministratori.interno.it - 1995. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  8. ^ amministratori.interno.it - 1997 prefettizio. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  9. ^ amministratori.interno.it - 1997 straoridnario. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  10. ^ amministratori.interno.it - 1997. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  11. ^ amministratori.interno.it - 2002. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  12. ^ amministratori.interno.it - 2007. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  13. ^ amministratori.interno.it - 2012. URL consultato l'8 dicembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]