San Giovanni Lupatoto

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San Giovanni Lupatoto
comune
San Giovanni Lupatoto – Stemma San Giovanni Lupatoto – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
Sindaco Federico Vantini (centrosinistra) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 45°23′00″N 11°02′00″E / 45.383333°N 11.033333°E45.383333; 11.033333 (San Giovanni Lupatoto)Coordinate: 45°23′00″N 11°02′00″E / 45.383333°N 11.033333°E45.383333; 11.033333 (San Giovanni Lupatoto)
Altitudine 42 m s.l.m.
Superficie 18,94 km²
Abitanti 24 563[1] (30-11-2012)
Densità 1 296,88 ab./km²
Frazioni Camacici, Pozzo, Raldon
Comuni confinanti Buttapietra, Oppeano, San Martino Buon Albergo, Verona, Zevio
Altre informazioni
Cod. postale 37057, 37050
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023071
Cod. catastale H924
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti lupatotini
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Giovanni Lupatoto
Posizione del comune di San Giovanni Lupatoto all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di San Giovanni Lupatoto all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

San Giovanni Lupatoto (San Gioàn Lupatoto in veneto[2]) è un comune italiano di 24.563 abitanti della provincia di Verona, in Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

San Giovanni Lupatoto dista circa 6 chilometri da Verona. Rispetto al capoluogo è in posizione sud. È lambito dal fiume Adige. È situato ad un'altitudine media di 42 m s.l.m., ed è inoltre facilmente raggiungibile tramite l'autostrada A4 Milano-Venezia, uscendo al casello di Verona Sud. Si trova all'inizio della strada statale 434 Transpolesana, che mette in comunicazione Verona con i comuni del sud della provincia, e di qui a Rovigo.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome è alquanto incerta ed esistono diverse ipotesi.

Mentre San Giovanni fu aggiunto in seguito all'istituzione della parrocchia, il termine Lupatoto potrebbe derivare da:

lupum totum, potrebbe essere un possibile nome latino di un accampamento romano durante l'occupazione dei territori lungo il tracciato Vicum Veronensium II secolo a.C.

lupi ad totum, lupi dappertutto: potrebbe risalire alla presenza di boschi selvatici infestati da lupi.

lucus totus, tutto bosco: nei primi secoli del medioevo il territorio limitrofo era selvatico e quindi sarebbero state presenti moltissime aree boschive.

Per trovare traccia del nome del comune si risale ad un documento del 1178 che descrive la zona chiamata "Sanctum Jahannem ad Lupum Totum" che significa "San Giovanni (presso il luogo) lupi dappertutto" lo stemma comunale riporta un lupo in posizione araldica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalla Preistoria al Periodo Romano[modifica | modifica sorgente]

Nel XVIII secolo vennero effettuati diversi ritrovamenti fatti risalire dagli studiosi all'Età del ferro. Nella frazione Raldon, presso la località Ca' dei Frè furono ritrovati i resti di varie palafitte. Era questo il punto più a sud del Comune, sito presso i limiti dell'antica palude veronese. Di questi ritrovamenti non esiste più traccia in quanto andarono perduti nel corso del periodo napoleonico. Sul territorio Lupatotino in località Pontoncello sono state rinvenute delle necropoli risalenti ai Celti. A Raldon, nelle terre di proprietà del Marchese Jacopo Muselli, furono rinvenute una necropoli ed una casa romana risalente al I secolo d.C. La necropoli, destinata alla tumulazione dei plebei, aveva come perimetro un quadrato delimitato approssimativamente dalle strade "che da Verona porta a Bovolone", "che da Raldon porta a Santa Maria di Zevio e quella "che da Pozzo porta a Vallese". Alcuni dei reperti provenienti dalla necropoli si possono vedere presso il Museo Archeologico del Teatro Romano di Verona: la maggior parte è però andata dispersa nel periodo napoleonico. La Casa Romana fu scoperta in località "Le Marchesane", nell'agro che si estende tra Raldon e le località di Pampaluna e Scajole (presso l'abitato di Raldon), a noi è arrivato solo un disegno e la lista del materiale trovato, stilata personalmente dal Marchese Muselli. Alcuni storici veronesi tra cui Scipione Maffei e Carlo Cipolla ritengono che il teatro della Battaglia dei Campi Raudii 101 a.C. non si trova nei pressi di Vercelli (come vuole la tradizione) ma nel territorio di San Giovanni Lupatoto, nella frazione di Raldon, in un'area molto estesa che va da sud della frazione di Pozzo alla località Ponte dell'Ebreo, presso il limitrofo Comune di Oppeano. Da questo luogo potrebbe derivare poi il nome della villa di Raldon attraverso vari passaggi intermedi (Raudium --> Raudion --> Raudon --> Raldon). Anche questa ipotesi tuttavia si rivela improbabile, dal momento che la storiografia moderna, pur con alcune differenze, situa il luogo della battaglia in provincia di Vercelli.

Dal Medioevo alle Signorie - Pace di Paquara - Il Miracolo della Madonnina[modifica | modifica sorgente]

Dal II secolo a.C. si susseguono periodi con la presenza di popolazioni nordiche in modo particolare Goti e Longobardi. È possibile trovare riferimenti documentati a varie località site nel territorio comunale: Raldon, Ca' di Fontana, Pozzo ed altre. Le citazioni sono riferite a documenti legati a transazioni di terreni. Risalgono però solo nei secoli seguenti i primi insediamenti certi. In un documento ufficiale del 1178 (designatio) si trovano citate le località: Allodium Sancti Georgii (località Sorio), via Paquariae (la Paquara), Sanctum Johannem ad lupum totum (attuale zona Ausetto), Hospitalis de formicha in sacho (nella frazione di Pozzo).

Il 28 agosto 1233 è una data importante per la storia di San Giovanni. Sulla grande pianata detta della Paquara, situata a destra del fiume Adige, si svolse un grande raduno di popolo presieduto da fra' Giovanni da Schio. L'evento si concluse con la Pace di Paquara. Secondo documenti dell'epoca sulla riva lupatotina dell'Adige si riunirono più di 400.000 persone insieme a grandi personalità dell'epoca (vescovi e principi), provenienti dalla zona del Veronese, del Mantovano, dal Padovano. Presso il campo di Paquara, circa quattro miglia a sud di Verona, sulle rive dell'Adige domenica 28 ag. 1233 convenne una folla enorme, forse decine di migliaia di persone (secondo le fonti cronachistiche, tutte a piedi nudi, per il dovuto rispetto al "profeta"), presenti i maggiori prelati della regione padana, i più stretti collaboratori di G. e tutti i grandi signori e dignitari laici coinvolti nelle trattative di pace, oltre alle delegazioni ufficiali delle città. G. era al culmine della celebrità e della gloria. Dopo un sermone e la rituale benedizione, promulgò i suoi decreti di pace e invitò i contendenti a scambiarsi quel bacio che avrebbe ritualmente sancito l'avvenuta e perpetua riconciliazione la pace di tutto il Veneto e della Lombardia. Quel miracolo, tuttavia, sarebbe durato soltanto pochi giorni. Già prima e durante l'assemblea serpeggiavano perplessità e malumori, specialmente alimentati dalla comprensibile diffidenza dei Padovani - guidati dal priore benedettino Giordano Forzatè - verso l'accresciuta influenza della fazione dei da Romano, che ritenevano favorita dall'operato di Giovanni da Vicenza. Egli, frattanto, si era recato a Vicenza, alleata di Padova, dove ottenne dal Comune i pieni poteri e intraprese la revisione degli statuti, adoperandosi per la riammissione degli esuli favorevoli ai da Romano: ma sembra che il suo operato riuscisse di fatto a scontentare tutte le parti. Abbandonato ormai al sostegno delle esigue e terrorizzate milizie veronesi, G. fu catturato nel palazzo episcopale dalle guardie del trionfante governo filopadovano di Uguccione di Pilo, e il 3 settembre, appena una settimana dopo il tripudio di Paquara, fu gettato in carcere. Dopo due giorni, nella piazza antistante l'episcopio vicentino, i suoi nemici, in testa Giordano Forzatè e il vescovo di Padova, lo umiliarono pubblicamente appellandosi al papa contro i suoi decreti, tacciati di iniquità e di illegalità. G. rifiutò ostinatamente di ripudiare le sue decisioni e, richiesto a sua volta un aiuto al papa, ne ottenne, il 22 settembre, quando era già stato liberato, una formale lettera di commiserazione. Non è dato precisare le circostanze della sua liberazione, probabilmente avvenuta per timore di rappresaglie da parte veronese. Malgrado ricoprisse ancora ufficialmente la carica di rector di Verona, G. aveva ormai di fatto perso tutti i poteri, e il 24 settembre successivo dovette presenziare all'insediamento dei due nuovi podestà. Anche il suo grande progetto di pace andò velocemente franando come un castello di carta, e la logica dei governi delle fazioni riprese così il sopravvento in tutta la regione

Ulteriori citazioni di varie località situate all'interno del comune sono reperibili nella designatio del 1251. Di rilievo è la lista del 1384 che elenca le "Ville" e delle "Case di Campagna" appartenenti al Comune di Verona e subordinate al Capitaniato di Zevio. Molte località della zona sono censite come "case di Campagna" : Ca' di Macici, Pozzo, Caprara, Ca' di Fontana, Raldon, ecc. Risale al 1335 l'elevazione di San Giovanni Lupatoto a dignità di parrocchia. È infatti in quell'anno che la chiesa di San Giovanni Battista viene resa indipendente dalla parrocchia di San Pietro di Villafranca. Nel 1405 Domenico Quintavalle viene investito da Francesco da Carrara, signore di Verona, del diritto feudale sul tutto il territorio che si estende dalla riva destra del fiume Adige fino alla zona di Sommacampagna ivi compreso il territorio di San Giovanni Lupatoto. Nello stesso anno (24 giugno) le truppe della Repubblica di Venezia entrano a Verona e cacciano il Carrara. Il nuovo governo Veneziano di Verona, in uno dei suoi primi atti amministrativi, istituisce nel territorio della provincia i Vicariati. Tale istituzione ha come scopo di dare maggior autonomia amministrativa alla popolazione veronese. Il territorio di San Giovanni ricade nel Vicariato di Ca' di Campagna, soggetto ai Quintavalle. Le servitù feudali vengono successivamente riscattate pagando alla famiglia Morando, succeduta ai Quintavalle, 1400 ducati e fissando un canone annuo di 20 ducati. Nel 416 Ca' di Macici (attuale frazione di San Giovanni) diviene la sede del Vicariato di Ca' di Campagna. In quest'epoca il Vicariato si estende su quasi tutta la cosiddetta "Campanea Major Veronensis", ovvero tutta la zona sud di Verona dall'Adige a Sommacampagna. Nel 1572 il territorio della frazione di Raldon viene staccato dalla Pieve di San Pietro di Zevio e elevato al rango di Parrocchia intitolata a Santa Maria Maddalena. Pur rimanendo soggetta alla giurisdizione della Pieve di Zevio dal punto di vista ecclesiastico, amministrativamente fa però capo al vicariato di Ca' di Campagna. Nei secoli XVI e XVII vaste zone incolte vengono acquistate dalla borghesia nobile di Verona e Venezia. È questo un periodo di grande crescita demografica. Fra gli altri possiedono appezzamenti nel Comune le Famiglie Maffei, Bongiovanni, Mocenigo e Sagramoso. Risale alla fine del XVI la richiesta delle Famiglie Bongiovanni, Contarini e Mocenigo al Magistrato ai Beni Inculti di Venezia di poter incanalare l'acqua dell'Adige per irrigare e rendere produttive le loro proprietà. Tali canali chiamati Bocche di Sorio, vengono inaugurati la quarta domenica di quaresima. Ancora oggi in questa domenica dell'anno si festeggia la Festa delle Bocche per ricordare questo l'anniversario. Circa un secolo dopo anche la famiglia Sagramoso ottiene di incanalare l'acqua dell'Adige verso le sue proprietà.

Durante la calata dei Lanzichenecchi su Mantova nei primi mesi del 1630, attraversando il Ducato di Milano evento riportato anche dal Manzoni nei Promessi Sposi, quando Ferdinando II imperatore del Sacro Romano Impero inviò nella città virgiliana un esercito di 36.000 Lanzichenecchi che la assediarono, la distrussero e vi portano la peste. Anche Verona fu decimata dalla peste, i malati venivano inviati via fiume al Lazzaretto in località Pestrino (di cui oggi restano le rovine) mentre i corpi di coloro che morivano in città venivano bruciati o gettati nell'Adige per mancanza di luoghi di sepoltura. Il territorio di San Giovanni Lupatoto lungo il tragitto verso Mantova venne risparmiato dalla distruzione e dalla peste. La popolazione lupatotina allora ritenne l'evento un miracolo che ha ammansito i Lanzichenecchi alle porte di San Giovanni Lupatoto, proprio nel punto dove era presente il capitello dedicato alla Madonna. I Lanzichenecchi erano speciali corpi militari, costituiti da mercenari scelti tra i più vigorosi e valorosi, voluti da Massimiliano I d'Asburgo, era risaputa la loro fede cristiana testimoniata da una canzone tipica di queste popolazioni nordiche "Unser Liebe Fraue", in onore alla Vergine Maria. Nel luogo in cui era presente il capitello dedicato alla Madonna ad agosto dello stesso anno venne iniziata la costruzione del Santuario della Madonna dello Staffalo dei Tedeschi, chiamato tradizionalmente "la Madonnina dei Tedeschi". Nel ottobre del 1630 la Granduchessa di Toscana si ferma a Raldon sulla strada verso Innsbruck dove si stava recando a far visita al fratello Ferdinando II imperatore del Sacro Romano Impero, a dimostrazione che la distruzione e la peste aveva risparmiato i lupatotini. La comunità lupatotina in questo periodo aumenta e il paese cresce diventando un centro abitato di primaria importanza; all'epoca era diviso in due parti: la zona nord chiamata San Giovanni Lupatoto e quella sud chiamata Raldon.

Dal periodo Napoleonico al periodo Austriaco - Battaglia del Magnano[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo napoleonico la storia del comune si intreccia brevemente con quella del Conte di Lillà, futuro Re di Francia con il nome di Luigi XVIII. Questi nel 1794, in fuga dalla minaccia delle truppe rivoluzionarie francesi, trova rifugio presso i Conti Gazzola e soggiorna nelle loro proprietà di Verona e di Palazzina Sant'Andrea (località allora incorporata nel territorio di San Giovanni Lupatoto). Da questo esilio il Conte continua la sua attività politica mediante proclami e alleanze con i ribelli Vandeani. Quando l'esercito francese di Napoleone Bonaparte arriva in prossimità di Verona il Conte fugge e si rifugia prima nella Repubblica di Venezia e poi in Germania trovando asilo presso il Duca di Brunswick. Anche il territorio di San Giovanni Lupatoto è coinvolto nella lotta tra Francia e Austria. In particolare il 5 aprile 1798 ha luogo la battaglia del Magnano. In realtà il teatro principale dello scontro è l'omonima località sita nel comune di Buttapietra, ma molti episodi si svolgono a Ca' Di David, Bovo, Raldon, Sorio e San Giovanni Lupatoto. Nel 1797 il territorio passò sotto il dominio francese con l'arrivo delle truppe di Napoleone; terminavano così quasi quattro secoli di appartenenza alla Repubblica di Venezia. Quando l'impero Napoleonico iniziò a cedere, San Giovanni Luapatoto fu inserito, in seguito al congresso di Vienna del 1815, nel Regno Lombardo-Veneto assegnato all'Impero Austriaco. Questa e altre modifiche territoriali apportate dopo la sconfitta di Napoleone presero il nome di restaurazione. Nel 1818 gli austriaci preso possesso del territorio, mettono mano alla suddivisione amministrativa. Il comune di Raldon, viene diviso in due lungo la strada che da Verona porta a Bovolone: la parte est (attuale località Ca' Bianca e Maffea) passo al Comune di Zevio, la parte ovest (Raldon, Pampaluna e Ca' di Frè) rimane a San Giovanni Lupatoto. Nella suddivisione probabilmente si tiene contro la posizione degli appezzamenti delle famiglie Bevilacqua Lazise e Maffei per preservarne l'unitarietà. La località Pontoncello passa anch'essa a Zevio. Nel 1834, Josef Radetzky, fu nominato comandante del Regno Lombardo-Veneto. Il feldmaresciallo fu l'uomo che più di tutti riconobbe in Verona un luogo strategicamente importantissimo all'interno del quadrilatero fortificato e quindi diede grande stimolo alla sua fortificazione. Si provvide così a costruire una serie di forti esterni alla città, conosciuti come primo e secondo campo trincerato di Verona (ricordiamo, ad esempio: forte Santa Caterina, forte Chievo, forte Santa Lucia, forte Dossobuono, forte Azzano, ecc..). Gli austriaci erigono nel territorio comunale il Forte Ca' Vecchia, nome con cui all'epoca è nota Corte Garofolo. La fortificazione fa parte delle importanti opere militari fatte costruire dagli austriaci attorno a Verona. Nel 1863 le opere militari si espandono con la costruzione di una ricovero per l'Artiglieria, edificio poi convertito in Caserma per la Cavalleria, per appagare le continue esigenze delle truppe qui alloggiate, il Comune dovette sostenere una rilevante spesa: venne costruita, per volere del Comando Militare Austroungarico, la caserma per la cavalleria, divenuta poi il primo stabilimento di San Giovanni Lupatoto nel 1868, la "Fabbrica Vetri" che occupava 800 operai e che nel 1899 venne rilevata dalla manifatturiera "Festi Rasini".

Dal Regno d'Italia ai giorni nostri[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 1866 il Veneto viene annesso al neonato Regno d'Italia. A San Giovanni Lupatoto viene nominato il primo Sindaco: il marchese Alfonso Zenetti. Tra le varie figure che si succedono alla guida dell'amministrazione comunale ricordiamo Vittorio Pasti, il quale rimanendo sindaco per quasi 19 anni detiene il record di longevità nell'incarico. Nel 1927, in pieno periodo fascista lo storico Comune di San Giovanni Lupatoto viene soppresso ed accorpato a Verona. Nel 1932 il Comune viene ripristinato ma la frazione di Palazzina Sant'Andrea rimane a Verona. Alcuni vorrebbero accorpare nuovamente il comune di San Giovanni Lupatoto al comune di Verona.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Persone legate a San Giovanni Lupatoto[modifica | modifica sorgente]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Giovanni Battista - (Parrocchiale) costruita nel 1772
  • Chiesa della Madonna dello Staffalo dei Tedeschi - (Santuario) costruita nel 1630
  • Chiesa del Buon Pastore (Parrocchiale) - costruita nel 1967
  • Chiesa di San Gaetano (Parrocchiale)

Economia[modifica | modifica sorgente]

Lo spirito imprenditoriale degli abitanti di San Giovanni Lupatoto risale all'Ottocento: la caserma austriaca per la cavalleria voluta dal generale Josef Radetzky fu utilizzata in seguito all'annessione al Regno d'Italia come stabilimento industriale dove si fabbricavano lastre di vetro e bottiglie con impiegati 800 operai.

Sul territorio sono presenti diverse aziende, fra cui lo stabilimento principale della società Gruppo Vicenzi, del Pastificio Rana di Giovanni Rana e della Melegatti, fondate a San Giovanni Lupatoto.

Particolarmente aggressivo il settore immobiliare che ha causato un forte aumento demografico e portato la densità abitativa tra le più elevate della provincia di Verona e della regione Veneto, con conseguente aumento del traffico veicolare e dell'inquinamento atmosferico.

In agricoltura si segnala soprattutto la coltivazione di fragole prodotto tipico locale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

A San Giovanni Lupatoto era presente una stazione della tranvia Verona-Albaredo-Coriano, in servizio solo fra il 1898 e il 1925. Tale linea, con trazione a vapore, fu all'inizio del secolo interessata da un esperimento di trasporto integrato che prevedeva la costruzione di un grande porto fluviale sull'Adige, presso Albaredo.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 febbraio 1867 14 luglio 1880 Alfonso Zenetti Sindaco
luglio 1880 9 novembre 1882 Pietro Zampieri Sindaco
9 marzo 1882 22 aprile 1882 Felice Bruni Sindaco [4]
19 novembre 1882 ottobre 1883 Giovanni Bottagisio Presidente della Giunta facente funzioni di Sindaco
1º novembre 1883 28 ottobre 1887 Vittorio Pasti Sindaco
1888 1890 Francesco Sartori Sindaco
24 gennaio 1891 settembre 1905 Vittorio Pasti Sindaco [5]
settembre 1905 15 aprile 1910 Beniamino Calza Sindaco
aprile 1910 17 novembre 1910 Francesco Sartori Sindaco [6]
8 dicembre 1910 25 settembre 1920 Gaetano Bianchi Sindaco [7]
26 settembre 1920 19 giugno 1921 Francesco Zinelli Sindaco
17 luglio 1921 ottobre 1922 Bernardo Alberti Sindaco
10 novembre 1922 21 maggio 1923 Annibale Richard - Commissario prefettizio
22 maggio 1923 3 aprile 1927 Vittorio Pasti Sindaco [8]
4 aprile 1927 25 maggio 1927 Roberto Barbetta Podestà [9]
1º gennaio 1928 aprile 1930 Marcello Zerman Fiduciario delegato del Podestà di Verona
21 maggio 1930 21 agosto 1944 Renzo Pasti Fiduciario delegato del Podestà di Verona (fino al 19 agosto 1932)
Commissario prefettizio (fino al 20 settembre 1932)
Podestà
30 agosto 1944 24 maggio 1945 Orazio Bianchi Commissario prefettizio
25 maggio 1945 28 ottobre 1945 Ottavio Zanetti Sindaco
28 novembre 1944 7 marzo 1946 Giovanni Mistura Sindaco
2 aprile 1946 8 giugno 1951 Luigi Martelli Sindaco [10]
9 giugno 1951 10 ottobre 1963 Giuseppe Vincenzi Sindaco [11]
11 ottobre 1963 8 novembre 1970 Francesco Zollo Sindaco
9 novembre 1970 14 giugno 1975 Pierluigi Bonamini Sindaco
15 giugno 1975 3 agosto 1977 Giuseppe Canteri Sindaco
4 agosto 1977 4 ottobre 1980 Giuseppe Ghini Sindaco
5 ottobre 1980 20 agosto 1985 Giusto Vecchiato Sindaco
agosto 1985 giugno 1990 Giuseppe Menin Democrazia Cristiana Sindaco [12]
giugno 1990 maggio 1993 Giuseppe Canteri Democrazia Cristiana Sindaco Dimissioni del Sindaco[13]
maggio 1993 dicembre 1993 Giovanni Marcolungo Partito Democratico della Sinistra Sindaco Sospensione del consiglio[14]
dicembre 1993 giugno 1994 Francesco Alecci Commissario Straordinario [15][16]
giugno 1994 maggio 1998 Severino Betti Lega Nord Sindaco [17]
giugno 1998 giugno 2002 Severino Betti Lega Nord Sindaco [18]
giugno 2002 giugno 2007 Remo Taioli La Margherita Sindaco [19]
giugno 2007 giugno 2012 Fabrizio Zerman Centro Destra (Liste civiche) Sindaco [20]
giugno 2012 in carica Federico Vantini Centro sinistra (Liste civiche) Sindaco [21]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Attualmente la principale squadra di calcio della città è l'A.C.D. Raldon, che ha sede nella frazione omonima, fondato nel 1975 che milita nel campionato di Promozione dalla stagione 2010/11, i colori sociali sono il nero-verde e gioca nell'impianto della frazione di Raldon.

Nel capoluogo hanno sede due squadre, entrambe militanti in prima categoria dalla stagione 2013/2014. Una è l'A.S.D. San Giovanni Lupatoto Calcio che ha come suo simbolo il lupo, che è anche lo stemma della città, ed i suoi colori sociali sono il bianco e il rosso, vincitrice del campionato di Seconda Categoria nella stagione 2012/2013; l'altra è l'A.S.D. Calcio Pozzo (dal nome della frazione), i cui colori sociali sono il rosso ed il blu e che ha per simbolo un leone, vincitrice della Coppa Veneto di II Categoria, battendo il 1º maggio 2013 sul neutro di Piove di Sacco i trevigiani del Cappella Maggiore. Il sito internet della società è www.calciopozzo.com. Il San Giovanni Lupatoto disputa gli incontri al campo sportivo Battistoni di via XXIV maggio, mentre il Pozzo utilizza il campo sportivo Nicola Pasetto in Via Monte Pastello n. 15. Da segnalare che i Pulcini del Pozzo si sono aggiudicati per due anni consecutivi (2012 e 2013) il torneo internazionale Osterturnier, che si svolge la vigilia di Pasqua in Liechtenstein.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Non ha mai esercitato le funzioni di Sindaco.
  5. ^ Eletto per cinque mandati consecutivi.
  6. ^ Facente funzione di Sindaco. Veniva eletto Sindaco il 17 novembre 1910, ma il giorno dopo rinunciava alla carica rassegnando le dimissioni per lettera.
  7. ^ Sindaco per due mandati, prosegue nella carica fino alla conclusione definitiva del Primo Conflitto mondiale.
  8. ^ Nominato per la settima volta.
  9. ^ Durante il suo mandato il Comune divenne frazione di Verona.
  10. ^ Primo sindaco eletto con il Suffragio Universale dopo la Seconda Guerra Mondiale.
  11. ^ Sindaco per tre mandati.
  12. ^ amministratori.interno.it - 1985. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  13. ^ amministratori.interno.it - 1990. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  14. ^ amministratori.interno.it - 1993. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  15. ^ amministratori.interno.it - 1993 prefettizio. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  16. ^ amministratori.interno.it - 1994 straordinario. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  17. ^ amministratori.interno.it - 1994. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  18. ^ amministratori.interno.it - 1998. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  19. ^ amministratori.interno.it - 2002. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  20. ^ amministratori.interno.it - 2007. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  21. ^ amministratori.interno.it - 2012. URL consultato l'8 dicembre 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sito istituzionale Calcio S.Giovanni L. Associazione Calcio Pozzo