Pace di Costanza

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Trattato di pace sulla Kaiserbrunnen a Costanza

La Pace di Costanza prende il nome dalla località, la città di Costanza per l'appunto, dove il 25 giugno del 1183 venne firmata la pace tra Federico Barbarossa ed i rappresentanti della Lega Lombarda.

Termini[modifica | modifica wikitesto]

L'imperatore riconosceva la Lega Lombarda e dava concessioni ai Comuni che la componevano. Concessioni in ambito amministrativo, politico e giudiziario, regalie comprese. Inoltre rinunciava alla nomina dei podestà, riconoscendo i consoli nominati dai cittadini, i quali, tuttavia, dovevano fare giuramento di fedeltà all'imperatore e ricevere da lui l'investitura. In cambio i Comuni si impegnavano a pagare un indennizzo una tantum di 15.000 lire e un tributo annuo di 2.000, a corrispondere all'imperatore il fodro (ossia il foraggio per i cavalli, o un'imposta sostitutiva) quando questi fosse sceso in Italia, e la prerogativa imperiale di giudicare in appello questioni di una certa rilevanza.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Si trattava di un compromesso che segnava la rinuncia al piano di dominio assoluto di Federico, mentre i Comuni avrebbero mantenuto la loro larga autonomia. Rimase l'unico riconoscimento imperiale delle prerogative collettive dei comuni lombardi e per questo la Pace di Costanza venne celebrata per secoli.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Cardini Marina Montesano, Storia Medievale, Firenze, Le Monnier Università/Storia, 2006, pag. 219 "Questo stato di cose dette luogo a metà sec. XII ai complessi rapporti fra il movimento comunale e l'imperatore Federico Barbarossa, il quale nelle due diete di Roncaglia del 1154 e 1158 aveva avocato a sé i regalia, i diritti pubblici (tra cui una quantità di dazi e di dogane, il libero esercizio delle quali era invece indispensabile alla circolazione delle merci e quindi alla prosperità cittadina e comunale), mentre dopo trent'anni di contese giuridiche e di aperte lotte armate, nel 1183, con la pace di Costanza, dovette adattarsi a riconoscere i Comuni inserendoli tuttavia nell'ordine feudale."

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Raccagni. Il diritto pubblico, la pace di costanza e i <<libri iurium>> dei comuni lombardi, in D. Quaglioni- G. Dilcher (eds), in Gli inizi del diritto pubblico, 2, da Federico I a Federico II, (Bologna-Berlin, 2008) 309-40.[1]
  • G. Raccagni. 'The teaching of rhetoric and the Magna Carta of the Lombard cities: the Peace of Constance, the Empire and the Papacy in the works of Guido Faba and his leading contemporary colleagues', Journal of Medieval History, 39 (2013), 61-79.
  • John Julius Norwich, Il Regno del Sole 1130-1194, Mursia, Milano, 1971 (ed. orig.: The Kingdom in the Sun 1130-1194. Longman: Londra, 1970).
  • Manrico Punzo, Storia minima della fondazione di Alessandria - Papa Alessandro III / Federico Barbarossa - I due grandi rivali, in "Nuova Alexandria", Anno III, n° 10, Ugo Boccassi Editore, Alessandria, 1997

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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