Cimbri

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Le migrazioni dei Cimbri e dei Teutoni

I Cimbri (in latino: Cimbri, in greco antico Κίμβριοι, Kimbrioi) erano una tribù germanica o celtica che assieme ai Teutoni ed agli Ambroni invasero il territorio della repubblica romana alla fine del II secolo a.C.

I Cimbri erano probabilmente popoli germanici, anche se alcuni ritengono che fossero di origine celtica. Le fonti antiche indicano la loro sede originaria nel nord dello Jutland, nell'attuale Danimarca, che era chiamata penisola cimbra per tutta l'antichità (in greco: Κιμβρικὴ Χερσόνησος /Kimbrikē Chersonesos ).[1]

Origine e nome[modifica | modifica wikitesto]

Gli archeologi non hanno trovato alcuna chiara indicazione di una migrazione di massa dallo Jutland nei primi anni dell'Età del Ferro. Il Calderone di Gundestrup, che è stato depositato in una palude dell'Himmerland nel II o I secolo a.C., mostra che vi fosse una sorta di contatto con l'Europa del sud-est, ma è incerto se questo contatto possa essere associato con la cultura cimbra.[2]

Secondo le fonti greche e romane i Cimbri provenivano dallo Jutland, che era chiamato Chersonesus Cimbrica (Χερσόνησος Κιμβρική) dal loro nome. Secondo le Res gestae di Augusto, i Cimbri erano ancora presenti nella penisola danese intorno all'anno 1.[3]

(LA)

« Classis mea per Oceanum ab ostio Rhéni ad solis orientis regionem usque ad fines Cimbrorum navigavit, quo neque terra neque mari quisquam Romanus ante ide tempus adit, Cimbrique et Charydes et Semnones et eiusdem tractus alii Germanorum populi per legatos amicitiam meam et populi Romani petierunt. »

(IT)

« La mia flotta ha navigato attraverso l'oceano, dalle bocche del Reno verso la regione del sole nascente fino alle terre dei Cimbri, presso i quali nessun romano era andato in precedenza né per mare né per terra, ed i Cimbri, i Carudi, i Semnoni ed altri popoli Germanici della stessa regione, con i loro ambasciatori chiesero l'amicizia mia e del popolo romano. »

(Augusto, Res gestae)

Il geografo greco Strabone testimonia che i Cimbri erano ancora presenti tra le tribù germaniche, probabilmente nella "Cimbrica peninsula":[4]

« Per quanto riguarda i Cimbri, delle cose che sono state dette su di loro alcune sono sbagliate ed altre estremamente improbabili. Innanzitutto si potrebbe mettere in dubbio il fatto che siano diventati dei pirati nomadi a causa di un'inondazione che avrebbe distrutto le loro dimore nella loro penisola natia [Jütland], infatti possiedono ancora le terre ove un tempo originariamente vivevano; ed hanno inviato come dono ad Augusto il calderone [λέβης] più sacro del loro paese, come offerta della loro amicizia e come richiesta del perdono delle loro colpe precedenti e quando la loro richiesta fu accettata alzarono le vele per tornare a casa ed è ridicolo supporre che si siano allontanati dalle loro case perché messi in agitazione da un fenomeno che è naturale e che si verifica due volte ogni giorno. E l'affermazione che una volta ci sia stata una marea straordinaria sembra una montatura, perché se l'Oceano si comporta in questo modo con aumenti e diminuzioni, tuttavia sono regolati e periodici.[5] »

Sulle mappe di Tolomeo, i "Kimbroi" sono collocati nella parte più a nord delle penisola dello Jutland,[6], cioè l'attuale Himmerland (giacché il Vendsyssel-Thy era in quel periodo un gruppo di isole). Himmerland (antico danese Himbersysel) in genere è considerato che riporti il loro nome,[7] in una forma più arcaica, senza la Legge di Grimm (PIE k > Germ. h). In alterna il latino C- rappresenta un tentativo di rendere il non familiare proto-germanico [χ], forse da parte di interpreti di lingua celtica (intermediari celtici spiegherebbero anche il germ. *Þeuðanōz che divenne il latino Teutones).

L'origine del nome non è conosciuta. Un'etimologia possibile[8] è PIE *tḱim-ro- "abitante", da tḱoi-m- "casa" (> ing. home), a sua volta una derivazione da tḱei- "live" (> greco κτίζω, lat. sinō); e quindi il germanico *χimbra- trova un esatto legame con lo slavico sębrъ "fattore" (> croato, serbo sebar, russ. sjabër).

A causa della somiglianza dei nomi i Cimbri sono spesso associati con i Cymry, il nome con cui i Gallesi chiamano se stessi.[9]. Tuttavia questa parola è generalmente fatta derivare dal celtico *Kombroges, nel significato di Compatrioti,[10] ed è difficile pensare che i Romani abbiano registrato questa forma come Cimbri (la forma Cambri è neo-latino). Il nome dei Cimbri è stato anche posto in relazione con la parola kimme nel significato di "bordo", cioè il popolo della costa,[11] ma questa ipotesi è incompatibile con l'associazione di Cimbri con Himmerland giacché kimme non mostra gli effetti della legge di Grimm. Ed infine dall'antichità il nome era stato accostato a quello dei Cimmeri.[12]

Lingua dei Cimbri[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei problemi maggiori è che in questo periodo Greci e Romani tendono a indicare tutti i popoli a nord della loro sfera d'influenza come Galli, Celti o Germani piuttosto indiscriminatamente. Cesare sembra essere stato uno dei primi autori a distinguere fra i due gruppi, per un motivo politico: era un argomento a favore del confine renano.[13] Tuttavia non ci si può fidare completamente di Cesare e Tacito quando attribuiscono individui e tribù all'una o all'altra categoria. La maggioranza delle fonti antiche classificano i Cimbri come una tribù germanica,[14], ma alcuni autori antichi includono i Cimbri tra i Celti[15]

Ci sono poche testimonianze dirette della lingua dei Cimbri: Riferendosi all'Oceano Settentrionale (il Baltico o il Mare del Nord), Plinio il Vecchio dichiara:[16]

(LA)

« Philemon Morimarusam a Cimbris vocari, hoc est mortuum mare, inde usque ad promunturium Rusbeas, ultra deinde Cronium »

(IT)

« Filemone disse che è chiamato dai Cimbri Morimarusa, cioè Mare Morto, fino al promontorio di Rubea e dopo quello di Cronio. »

(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia 4.95)

Le parole per "mare" e "morto" sono muir e marbh in Irlandese e mor e marw in Gallese.[17] La stessa parola per "mare" è conosciuta anche nel germanico, ma con una a (*mari-), mentre un affine di marbh è assente in tutti i dialetti del germanico.[18] Ancora, dato che Plinio non aveva sentito la parola direttamente da un informatore cimbro, non si può affermare con certezza che quella parola non fosse in effetti gallica.[19] ed è comunque possibile che il Mare del Nord o il Mar Baltico fossero considerati "morti" e "gelidi" dai Centro-Europei piuttosto che dagli Scandinavi, stanziati sulle coste del mare.

I capi cimbri conosciuti hanno nomi che sembrano celtici, tra cui Boiorix (che può significare "re dei Boi" o, più letteralmente, "Re dei Guerrieri"), Gaesorix (che significa "Re della lancia"), e Lugius (che può venire dal nome del dio celtico Lúg). Henri Hubert (1934)[20] dichiara "Tutti questi nomi sono celtici, e non possono essere altro ". Tuttavia ciò non significa necessariamente che i cimbri fossero celtici, in quanto gli stessi elementi possono esistere in germanico (si veda as esempio il nome del re vandalo Genserico, probabilmente analogo a Gaesorix)[21] Inoltre, sebbene i re dei Cimbri e Teutoni portino quelli che appaiono come i nomi celtici, l'origine di un nome non indica necessariamente l'etnia o la lingua della persona che porta il nome.

Altre prove per la lingua dei Cimbri sono circostanziali: così, ci viene detto che i Romani avevano arruolato Celti gallici per agire come spie nel campo dei Cimbri prima della resa dei conti finale con l'esercito romano nel 101 aC. Alcuni prendono ciò come prova a sostegno della "teoria celtica" piuttosto che di quella germanica[22]

Jean Markale (1976)[23] scrisse che i Cimbri furono associati agli Helvetii, e più specialmente con gli indiscutibili Celti Tigurini. Queste associazioni potrebbero condurre ad una discendenza comune, richiamata 200 anni prima.

Alcuni autori adottano una prospettiva diversa[24] Per esempio, Peter S. Wells[25] afferma che i Cimbri "non sono certamente Celti".

A contrastare la tesi di una origine celtica sono le fonti letterarie che indicano i Cimbri come originari del nord dello Jutland,[24] un'area senza toponimi celtici, ma piuttosto germanici[26][27]

Recenti studi genetici hanno cercato di venire a capo dell'origine celta o germanica dei cimbri. Uno di questi sostiene che i cimbri (antichi) non erano un popolo germanico ma celtico, in relazione con gli Elvezi.[28] Non ci sono comunque risultati universalmente accettati come definitivi sulla questione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Strabone scrive che nel 113 a.C. i cimbri si scontrarono e vinsero un'armata romana nei pressi di Noreia, nel Norico.[29]

Lo spostamento a sud-est[modifica | modifica wikitesto]

Qualche tempo prima del 100 aC, molti dei Cimbri, così come i Teutoni e Ambroni migrarono a sud-est. Dopo diverse battaglie senza successo con i Boi e altre tribù celtiche, appaiono attorno al 113 a.C., in Norico, dove invadono le terre di uno degli alleati di Roma, i Taurisci.

Su richiesta del Console romano Gneo Papirio Carbone, inviato a difendere i Taurisci, si ritirarono, solo per scoprirsi ingannati e attaccati nella Battaglia di Noreia, dove sconfiggono i romani. Solo una tempesta, che separa i combattenti, salva le forze romane dalla distruzione completa.

Invasione della Gallia[modifica | modifica wikitesto]

Ora la strada verso l'Italia era aperta, ma i cimbri si rivolgono piuttosto ad ovest verso la Gallia. Si trovano spesso in conflitto con la Repubblica Romana, che solitamente ne esce sconfitta. Nel 109 a.C. i cimbri sconfiggono l'esercito romano del console Marco Giunio Silano, che era il comandante della Gallia Narbonese. Lo stesso anno, sconfiggono un altro esercito romano del console Gaio Cassio Longino, che viene ucciso a Burdigala (moderna Bordeaux). Nel 107 aC, i Romani ancora una volta perdono contro i Tigurini, che erano alleati dei Cimbri.

Attacco alla Repubblica Romana[modifica | modifica wikitesto]

Solo nel 105 a.C. i Cimbri progettarono un attacco diretto contro la Repubblica Romana. Presso il fiume Rodano i Cimbri si scontrarono con gli eserciti romani. I comandanti romani, il proconsole Quinto Servilio Cepione e il console Gneo Manlio Massimo, impedirono il coordinamento dei romani e così i Cimbri riuscirono prima a sconfiggere il legato Marco Aurelio Scauro e poi a causare una clamorosa sconfitta nella Battaglia di Arausio. I Romani persero ben 80.000 uomini, escluse cavalleria ausiliaria e non combattenti, con un conto totale delle perdite vicino a 112.000.

Roma era nel panico e il terror cimbricus divenne proverbiale. Tutti si aspettavano di vedere presto i nuovi Galli al di fuori delle porte di Roma. si ricorse a misure eccezionali: contrariamente alla costituzione romana, Gaio Mario, che aveva recentemente sconfitto Giugurta, fu eletto console per cinque anni di fila (104-100 aC).

Sconfitta[modifica | modifica wikitesto]

La sconfitta dei cimbri, di Alexandre-Gabriel Decamps.

Nel 103 aC, i Cimbri e i loro alleati proto-germanici, i Teutoni, si erano rivolti verso la Penisola Iberica, dove avevano saccheggiato in lungo e in largo. Durante questo periodo Gaio Mario aveva avuto il tempo per prepararsi e, nel 102 aC, era pronto ad affrontare Teutoni ed Ambroni al Rodano. Queste due tribù intendevano passare in Italia attraverso i valichi occidentali, mentre i Cimbri e i Tigurini avrebbero dovuto prendere la strada del Nord attraverso il Reno e le Alpi.

Alla foce del fiume Isère, i Teutoni e gli Ambroni si scontrano con Mario, il cui ben difeso campo non riescono a superare, proseguendo così il loro percorso, inseguiti da Mario. Alla Battaglia di Aquae Sextiae, i Romani vincono due battaglie e prendono prigioniero il re Teutone Teutobod.

I Cimbri erano nel frattempo penetrati attraverso le Alpi nel nord Italia. Il console Quinto Lutazio Catulo non aveva osato fortificare i passi, ma si era invece ritirato dietro il fiume Po, lasciando così la pianura aperta agli invasori. I Cimbri non hanno fretta, ed i vincitori di Aquae Sextiae hanno così il tempo di arrivare con i rinforzi. Alla battaglia di Vercelli, alla confluenza del Sesia con il Po, nel 101 aC, il lungo viaggio dei Cimbri viene al termine.

Vercelli fu una sconfitta devastante per i cimbri, ed entrambi i capi Lugius e Boiorix vi furono uccisi. Le donne cimbre si suicidarono assieme ai loro figli per evitare la schiavitù. I Cimbri furono annientati, anche se alcuni possono essere sopravvissuti al ritorno in patria, dove una popolazione con questo nome risulta residente nel nord della Jutland nel I secolo, secondo le fonti citate sopra.

Tuttavia, secondo Giustino, più di un decennio più tardi, nel 90-88 a.C., Mitridate il Grande invia ambasciatori ai Cimbri per chiedere aiuti militari, a giudicare dal contesto devono aver vissuto in Nord Europa orientale al tempo[30]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il Calderone di Gundestrup, Pannello interno "E"

Strabone dà questa vivida descrizione del folklore cimbro (Geogr7.2.3, trans HL Jones..):

« Le loro mogli, che li accompagneranno nelle loro spedizioni, erano accompagnate da sacerdotesse che erano veggenti; queste avevano i capelli grigi, vestite di bianco, con mantelli di lino fissato con fermagli, cinte di cinture di bronzo, e a piedi nudi; ora, con la spada in mano queste sacerdotesse avrebbero incontrato con i prigionieri di guerra in tutto il campo, e dopo averli coronato di ghirlande li avrebbe condotti a un recipiente di ottone di una ventina di anfore, con una piattaforma rialzata che la sacerdotessa avrebbe montato, e poi, piegandosi sopra il recipiente, avrebbe tagliato la gola di ogni detenuto dopo che era stato innalzato, e dal sangue che riversato nel vaso alcune delle sacerdotesse avrebbero tratto una profezia, mentre di altri ancora avrebbero aperto il corpo e da un'ispezione delle viscere avrebbero pronunciato una profezia di vittoria per il proprio popolo, e durante le battaglie avrebbero battuto sulle pelli stese sui vimini dei carri, in questo modo producendo un rumore ultraterreno. »

I Cimbri sono dipinti come feroci guerrieri che non hanno paura della morte. Il padrone di casa è stato seguito da donne e bambini sui carri. Donne anziane, sacerdotesse vestite di bianco, avrebbero sacrificato i prigionieri di guerra e cosparso il loro sangue per predire il futuro.

Se i Cimbri davvero provengono dallo Jutland, la prova che praticassero il sacrificio rituale può essere costituita dalla donna di Haraldskær, qui scoperta nell'anno 1835. Noosemarks e piercing sulla pelle erano evidenti ed il corpo era stato gettato in una palude e non sepolto o cremato. Inoltre, il calderone di Gundestrup, trovato in Himmerland, può essere un vaso sacrificale come quello descritta nel testo di Strabone.

Discendenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Giulio Cesare, la tribù belga degli Atuatuci "discendeva dalla stirpe di Cimbri e Teutoni, che, dopo la marcia nella nostra provincia e in Italia, con i loro beni e masserizie che non potevano trasportare o portare con sé si insediarono sulla riva vicina (ovest) del Reno, e lasciarono seimila uomini della loro stirpe lì come guardia e presidio" (De Bello Gallico, 2.29). Essi fondarono la città di Atuatuca nella terra dei Belgi Eburoni, che assoggettarono. Di conseguenza Ambiorige, re degli Eburoni, rese omaggio e diede suo figlio e nipote come ostaggi agli Atuatuci (De Bello Gallico, 6.27). Nel primo secolo d.C. gli Eburoni furono sostituiti o assorbiti dai germanici Tungri, e la città capoluogo prese il nome di Atuatuca Tungrorum, che corrisponde alla moderna città di Tongeren.

La popolazione del moderno Himmerland sostiene di essere l'erede dei Cimbri antichi. Le avventure dei Cimbri sono state descritte dall'autore danese Johannes Vilhelm Jensen, egli stesso nato nell'Himmerland, nel romanzo Cimbrernes Tog (1922), incluso nel ciclo epico Den lange Rejse (Il lungo viaggio, 1923). Il cosiddetto toro cimbro ("Cimbrertyren"), una scultura di Anders Bundgaard, è stata eretta il 14 aprile 1937 in una piazza centrale di Aalborg, la capitale della regione dello Jutland settentrionale.

Alla minoranza etnica di lingua tedesca, stabilitasi nelle montagne tra Vicenza, Verona, Trento e Belluno in Italia (Lessinia, Altopiano di Asiago, Cansiglio), fu dato il nome di "Cimbri" e attribuita una diretta discendenza degli antichi Cimbri, ritiratisi in questo territorio dopo essere stato sconfitti dai Romani. La maggioranza delle fonti riporta invece il loro arrivo in Italia solo nell'alto medioevo[31] e dati genetici smentiscono ogni correlazione diretta della popolazione attuale con le popolazioni odierne dello Jutland[32].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ W. Pohl, Die Germanen, 2000, p. 89
  2. ^ Kaul, F. & Martens, J. "Southeast European Influences in the Early Iron Age of Southern Scandinavia. Gundestrup and the Cimbri", Acta Archaeologica 66 (1995) 111-161
  3. ^ Res Gestae Divi Augusti, 26.
  4. ^ Strabone, Geografia VII, 2.1.
  5. ^ Come geologo, Strabone si rivela un gradualista; tuttavia nel 1998 l'archeologo B.J. Coles ha identificato come "Doggerland" le terre abitabili e cacciabili, ora sommerse, che si formarono lungo la costa del Mare del Nord, quando il livello delle acque scese e che furono nuovamente coperte quando risalì il livello a causa del ritiro dei ghiacciai
  6. ^ Claudio Tolomeo II, 11.7 πάντων δ᾽ ἀρκτικώτεροι Κίμβροι "i Cimbri sono quelli più a nord di tutte (queste tribù)"
  7. ^ Jan Katlev, Politikens etymologisk ordbog, København 2000, p. 294; Kenneth W. Harl, Rome and the Barbarians, The Teaching Company, 2004
  8. ^ Vasmer, Russisches etymologisches Wörterbuch, 1958, vol. 3, p. 62.
  9. ^ C. Rawlinson, "On the Ethnography of the Cimbri", Journal of the Anthropological Institute of Great Britain and Ireland 6 (1877) 150-158.
  10. ^ Onions, C. T., & Burchfield, R. W. eds. The Oxford Dictionary of English Etymology, 1966, s.v. Cymry; Gove, Philip Babcock, ed. Webster's Third New International Dictionary. Springfield, MA: Merriam-Webster, 2002: 321
  11. ^ http://runeberg.org/nfbe/0183.html Nordisk familjebok, Projekt Runeberg
  12. ^ Posidonio in Strabone, Geogr. 7.2.2.
  13. ^ A.A. Lund, Die ersten Germanen: Ethnizität und Ethnogenese, Heidelberg 1998.
  14. ^ Giulio Cesare, Le guerre galliche 1.33.3-4; Strabone,Geographica 4.4. 3, 7.1.3, Plinio, Storia Naturale 4,100; Tacito, Germania 37 Storia, 4,73
  15. ^ Appiano, Guerre civili 1.4.29, illyrica 8,3
  16. ^ Naturalis Historia, 4,95: Philemon Morimarusam vocari Cimbris, hoc est mortuum mare, independente usque ad promuntorium Rusbeas, ultra Cronium deinde.
  17. ^ F. M. Ahl, "Amber, Avallon, and Apollo's Singing Swan", American Journal of Philology 103 (1982) 399.
  18. ^ La lingua germanica ha *murþ(r)a "assassino" (con il verbo*murþ(r)jan), ma usa *daujan e *dauða- per "morire" e "morto".
  19. ^ Dunque Pokorny, Indogermanisches etymologisches Wörterbuch, 1959, p. 735, descrive la parola come "gallico?"
  20. ^ Hubert, The Greatness and Decline of the Celts, 1934 Ch. IV, I.
  21. ^ J.B. Rives, Germania, Oxford University Press, 1999, ISBN 0-19-815050-4.
  22. ^ Rawlinson, in Journal of the Anthropological Institute of Great Britain and Ireland 6 (1877) 156.
  23. ^ Markale, Celtic Civilization 1976:40.
  24. ^ a b Daithi Ó hÓgáin, I Celti: Storia, Boydell Stampa, 2003, p. 131, ISBN 0-85115-923-0.
  25. ^ Wells (1995) p. 606 Template:Verificare la credibilità.
  26. ^ Andrew Bell-Fialkoll, The Role of Migration in the History of the Eurasian Steppe: Sedentary Civilization v. "Barbarian" and Nomad, Palgrave Macmillan, 2000, p. 117, ISBN 0-312-21207-0.
  27. ^ Languages of the World: Germanic languages in The New Encyclopædia Britannica, Chicago, IL, United States, Encyclopædia Britannica, Inc, 1993, ISBN 0-85229-571-5.
  28. ^ The Cimbri Nation of Jutland, Denmark and the Danelaw, England: A Chronological Approach Based on Diverse Data Sources
  29. ^ Strabone, Geografia, V, 1, 8.
  30. ^ Marcus Junianus Giustino, Epitome della Storia Filippica di Pompeo Trogo, 38.3.6. 'In the next place, well understanding what a war he was provoking, he sent ambassadors to the Cimbri, the Gallograecians, the Sarmatians, and the Bastarnians, to request aid' http://www.forumromanum.org/literature/justin/english/trans38.html
  31. ^ Alberto Castaldini, "Gli Ultimi Cimbri", in: Limes 6/2003 "Il Nostro Oriente", Roma: L'Espresso, pp.169-179
  32. ^ Børglum, Vernesi, Jensen, Madsen, Haagerup & Barbujani: "No Signature of Y Chromosomal Resemblance Between Possible Descendants of the Cimbri in Denmark and Northern Italy", American Journal Of Physical Anthropology 132:278–284 (2007)[1]