Sassoni

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Mappa che mostra il territorio europeo dei sassoni, circondato dai fiumi Weser, Eider ed Elba. Fonte: "Freeman's Historical Geographys".

I Sassoni erano un popolo germanico, insediato principalmente negli odierni stati tedeschi di Schleswig-Holstein, della Bassa Sassonia, della Sassonia-Anhalt, della parte settentrionale della Renania-Westfalia e nella parte nord dei Paesi Bassi (Twente e Achterhoek). Il loro nome significa "gente di spada". Furono considerati da Carlo Magno e da alcuni storici molto bellicosi.

Sassoni in Germania[modifica | modifica wikitesto]

Tarda antichità[modifica | modifica wikitesto]

I Sassoni erano un confederazione germanica occidentale di popoli, formatasi probabilmente verso la fine del III secolo e consolidatasi nel IV secolo, grazie all'unione delle tribù germaniche che si affacciavano sul Mare del Nord come i Cauci, gli Angrivari, oltre ai Cherusci.

Alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Odierno Schleswig-Holstein, che confinava con gli Angli.
Odierna Renania-Westfalia del nord).

Il primo a menzionarli fu il geografo greco Claudio Tolomeo. Nel V secolo d.C. i Sassoni fecero parte di quei popoli che migrarono in Britannia (odierna Inghilterra) insieme agli Juti, agli Angli e ai Frisoni. Secondo lo storico anglosassone Beda il Venerabile, che scrisse attorno al 730, gli antichi Sassoni non avevano un re, ma erano governati da molti signori, che in guerra lottavano per acquistare più potere, ma in pace erano uguali. Infatti, la loro organizzazione politica prevedeva una confederazione, con al vertice non un sovrano, ma un'assemblea comune.

Praticavano l'agricoltura e la loro società era strutturata in classi sociali, che nello specifico erano quattro:

  • nobiles, con funzioni sacerdotali
  • liberi, guerrieri-contadini
  • semiliberi, liti, ovvero la plebe dalla libertà limitata ma non assimilabili agli schiavi
  • servi

Le guerre con i Carolingi[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 772 d.C. Carlo Magno reagì alle incursioni sassoni distruggendo il santuario di Irminsul e abbattendo l'albero che, secondo la credenza sassone, sosteneva la volta del cielo. I Sassoni, come risposta, distrussero il monastero di Fritzlar e saccheggiarono il centro episcopale di Büraburg. Carlomagno dichiara la "guerra totale" contro i Sassoni nel 776. Da questo momento ci furono grandi scontri tra le due parti; nel 778, dopo un episodio particolarmente violento da parte di Vitichindo e dei suoi guerrieri, Carlo Magno fa decapitare a Verden migliaia di sassoni (si stimano circa 4500 vittime) e fa deportare interi clan verso la Neustria e l'Aquitania. Organizza anche una sorta di "terrorismo" (tra il 785 e il 790) contro la resistenza alle conversioni. La politica di Carlo Magno però è un fallimento, così dopo l'ennesima ribellione egli cambia strategia: per cercare di integrare politicamente i Sassoni nel suo regno cerca il sostegno dei loro capi attraverso la loro conversione. Celebre è la conversione di Vitichindo, capo sassone, seguita dal suo battesimo nel palazzo reale d'Attigny[1].

Infine, verso l'802-803 Carlo Magno accettò di mettere per iscritto le leggi dei Sassoni, e ciò permise a questo popolo di essere giudicato secondo le proprie leggi all'interno del regno dei Franchi, fatto che segna la loro definitiva integrazione.

Sotto il dominio carolingio, i Sassoni divennero tributari dei Franchi, fornendo spesso truppe ai loro signori. I duchi sassoni divennero anche sovrani (come Enrico I nel 919) e perfino imperatori (come Ottone I di Germania nel X secolo), ma nel 1024 persero questa posizione dominante. Il ducato fu smembrato nel 1180, quando il duca Enrico il Leone, nipote di Ottone I, si rifiutò di seguire in guerra in Italia il cugino Federico Barbarossa.

Tardo Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La bassa Sassonia.
La Sassonia-Anhalt.

Solo nel Tardo Medioevo, i Sassoni andarono espandendosi nella Germania orientale, che sarà conosciuta come Regno di Sassonia dall'806 al 918 e come libero stato di Sassonia dopo il 990. Si utilizza il nomignolo di "Sassoni" anche per i coloni tedeschi insediatisi nel XIII secolo nella Transilvania sud-orientale (l'odierna Romania). La minoranza di lingua tedesca in Romania è ancora chiamata col nome di Sassoni di Transilvania.

Sassoni in Britannia[modifica | modifica wikitesto]

Insieme agli Angli, ai Frisi (o Frisoni) e agli Juti, i Sassoni invasero o comunque migrarono in Britannia agli inizi del V secolo, a seguito del collasso del dominio romano nell'isola e in tutto l'Occidente. Per secoli i Sassoni saccheggiarono le coste meridionali della Britannia, ragion per cui fu costruita una linea difensiva nota con il nome di costa sassone. Dopodiché, ai Sassoni e ad altri popoli fu permesso di insediarsi in queste zone come contadini. A seguito del collasso del potere romano nell'isola, nel 449, dopo un raid particolarmente devastante operato dai Pitti e dai loro alleati, i Romano-Britannici invitarono due leader juti, Hengist e Horsa, a insediarsi nell'isola di Thanet, a nord del Kent e a servire come mercenari contro i Pitti. Una volta compiuta la missione e sconfitti i Pitti, gli Juti pretesero più terre. Di fronte al rifiuto di chi li aveva ingaggiati, si ribellarono, provocando un'insurrezione contro tutti i coloni di origine germanica presenti in Britannia.

Emersero diversi regni sassoni in Britannia:

  1. Sassoni della valle del Tamigi, il primo stanziamento sassone altomedievale in Britannia.
  2. Ciltern Saetan: regno altomedievale dei Sassoni nelle Chiltern britanniche (appunto Ciltern Saetan), in un territorio compreso dal Berkshire all'Hertfordshire.
  3. Sussex a sud, sotto la guida di Aelle.
  4. Wessex a ovest, sotto la guida di Cerdic, con capitale a Winchester.
  5. Essex ad est, incentrato intorno a Colchester.

Nel periodo compreso tra i re Egbert e Alfredo il Grande, i re del Wessex emersero come Bretwalda, unificando il paese, con il Middlesex che ebbe vita breve e fu incorporato nel regno d'Inghilterra di fronte alle invasioni dei Danesi e dei Vichinghi.

Secondo alcuni storici la presa anglosassone della Britannia meridionale sarebbe avvenuta in maniera pacifica, anche se nel suo De Excidio et Conquestu Britanniae Gildas (metà VI secolo) ha lasciato un ritratto a tinte fosche di questo periodo storico. Le guerre tra i Romano-Britannici e gli invasori Juti, Angli e Sassoni continuarono per oltre 400 anni, con le popolazioni autoctone che furono progressivamente assorbite dai nuovi venuti. Alcuni fuggirono in Bretagna. I vari popoli germanici che invasero l'isola furono chiamati con il nome di "Anglo-Sassoni". È dal sassone antico che derivano l'antico inglese e il Plattdüütsch.

Altri spostamenti dei Sassoni[modifica | modifica wikitesto]

Insieme ai Longobardi scese in Italia un forte contingente sassone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ da "L'Europe carolingienne" di Geneviève Bührer-Thierry, edizioni Armand Colin

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]