Sesto Giulio Frontino

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Frontespizio di un'edizione di fine Ottocento degli Stratagemmi militari, scritti da Frontino

Sesto Giulio Frontino (30-40 circa – 103-104 circa) è stato un politico, funzionario e scrittore romano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di lui conosciamo poche notizie biografiche, perché la quasi totalità della sua vita è avvolta nel mistero. Nacque tra il 30 d.C. e il 40 d.C., nella Gallia Narbonense. La sua carriera, il suo cursus honorum, si delinea ad ogni modo come quella di esponente preminente dell'oligarchia senatoria. Questo confermerebbe una sua parentela con il cavaliere Aulo Giulio Frontino, il quale sposò Cornelia Africana, l'unica figlia di Publio Cornelio Scipione (console 16 a.C.)[1]. È certo che fu praetor urbanus nel 70,[2] fu eletto console suffectus nel 74 e fu inviato in Britannia come governatore negli anni 74-78, nei quali sottomise Siluri e Ordovici (ed il conseguente posizionamento della fortezza legionaria di Deva Victrix),[3] una popolazione celtica che risiedeva nei territori dell'attuale Galles, e successivamente proconsole in Asia. Divenne Curator aquarum (sovrintendente agli acquedotti di Roma) nel 97, sotto l’imperatore Nerva. Fu console per tre volte: suffectus nel 74 e 98 e ordinarius nel 100. Sappiamo che morì tra il 103 e il 104, durante il principato di Traiano, dato che in una delle sue lettere Plinio il Giovane, il quale successe allo stesso Frontino nella carica di augure, ne stende un compassato elogio funebre rievocandone le concrete doti morali.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della letteratura latina (69 - 117).

Si conservano attualmente due opere complete di Sesto Giulio Frontino: il De aquis urbis Romae (o De acque ductu) e gli Stratagemata. Questi ultimi sono una raccolta di libri sugli Stratagemmi militari, caso unico nella letteratura latina, redatti in quattro libri. Frontino narra di exempla di stratagemmi riusciti, illustrando anche delle regole della scienza militare.

  • Il I libro tratta della preparazione al combattimento e le varie operazioni.
  • Il II libro tratta del combattimento vero e proprio e della pace.
  • Il III libro tratta di episodi celebri legati all'assedio di città.
  • Il IV libro, per le differenze di stile e di contenuti, che dall'argomento stratagemmi passa alle tattiche (opportune o coraggiose) prese da celebri generali, presenti rispetto al resto dell'opera, ha suscitato in passato qualche riserva sull'attribuzione a Frontino.

Il trattato sugli acquedotti è l'opera più importante di Frontino, una buona e concreta trattazione, svolta in due libri, dei problemi di approvvigionamento idrico a Roma. Frontino, come già ricordato poc'anzi, era stato curatore delle acque, cioè il responsabile degli acquedotti e dei servizi connessi, e il trattato riflette la serietà e la scrupolosità del suo impegno. L’opera contiene notizie storiche, tecniche, amministrativo-legislative e topografiche sui nove acquedotti esistenti all’epoca, visti come elemento di grandezza dell'Impero Romano e paragonati, per la loro magnificienza, alle piramidi o alle opere architettoniche greche; ci è giunta attraverso un codice manoscritto del XII secolo ritrovato nell’Abbazia di Montecassino nel 1429 da Poggio Bracciolini.

Tra le sue opere andate perdute è presente un trattato di agrimensura (la disciplina che ha per oggetto la rilevazione, la rappresentazione cartografica e la determinazione della superficie agraria di un terreno, chiamata a Roma gromatica, dalla parola groma, che designava lo strumento usato per queste misurazioni), scritta durante il principato di Domiziano (81-96), in un periodo in cui Frontino abbandonò momentaneamente la carriera politica per dedicarsi principalmente all’attività letteraria, e un'opera dedicata all'arte della guerra, il De re militari, anch'essa non pervenuta.

Frontino è pochissimo studiato nelle scuole e nelle Università sia italiane che straniere a causa del suo linguaggio semplice, della compilazione non sempre precisa e per lo stile fin troppo generico. Tuttavia, la sua opera (scritta per fini pratici e, forse, personali) è importante perché ha dato agli storici ottime indicazioni per quanto concerne i lavori legati alle opere idriche che si realizzavano nell'Impero Romano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fantham, Elaine. (2006) Julia Augusti "Routledge". p. 18. ISBN 0-415-33146-3.
  2. ^ Tacito, Historiae, IV, 39
  3. ^ S.Frere, Britannia. A History of roman Britain, London, 2000, p.87. ISBN 0-7126-5027-X

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Frontinus, Sextus Iulius. Astutie militari di Sesto Iulio Frontino huomo consolare, di tutti li famosi et eccellenti capitani romani, greci, barbari, et hesterni. Trad. di Francesco Luci (Francesco Lucio Durantino) in 8. Venezia, 1536
  • Frontino, Sesto Giulio. Gli Stratagemmi. Trad. di Roberto Ponzio Vaglia, Casa Editrice Sonzogno, Milano, 1919
  • Frontino, Sesto Giulio. Gli Acquedotti di Roma, da Commentario di Sesto Giulio Frontino - Degli Acquedotti della Città di Roma - con note e figure, illustrato da Baldassarre Orsini, Stamperia camerale di Carlo Baduel, Perugia, 1805.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore
Quinto Petillio Ceriale
Governatori della Britannia
74-78
Successore
Gneo Giulio Agricola

Controllo di autorità VIAF: 12349897 LCCN: n83236155