Sesto Giulio Frontino

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Sesto Giulio Frontino
Roman SPQR banner.svg Console dell'Impero romano
Teubner Frontinus 1888.jpg

Frontespizio di un'edizione di fine Ottocento degli Stratagemmi militari, scritti da Frontino
Nome originale Sextus Iulius Frontinus
Nascita 40 ca.
Morte 103-104 ca.
Pretura urbanus nel 70
Consolato suffecuts nel 73 e nel 98, ordinarius nel 100
Legatus Augusti pro praetore della Britannia nel 74-78

Sesto Giulio Frontino (40 circa – 103-104) è stato un politico, funzionario e scrittore romano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di lui conosciamo poche notizie biografiche. Nacque verso il 40 d.C. nella Gallia Narbonense.[1] La sua carriera, il suo cursus honorum, si delinea come quella di esponente preminente dell'oligarchia senatoria. Questo confermerebbe una sua parentela con il cavaliere Aulo Giulio Frontino, il quale sposò Cornelia Africana, l'unica figlia di Publio Cornelio Scipione[2].

È certo che fu praetor urbanus nel 70,[3] fu eletto console suffectus nel 73 e fu inviato in Britannia come governatore negli anni 74-78, nei quali sottomise Siluri e Ordovici (ed il conseguente posizionamento della fortezza legionaria di Deva Victrix),[4] una popolazione celtica che risiedeva nei territori dell'attuale Galles.

Divenne curator aquarum (sovrintendente agli acquedotti di Roma) nel 97, sotto l’imperatore Nerva. Fu ancora console suffectus nel 98 e ordinarius nel 100. Sappiamo che morì tra il 103 e il 104, durante il principato di Traiano, dato che in quegli anni Plinio il Giovane succedette a lui deceduto nella carica di augure, definendolo « uomo preclaro »,[5] e informando poi che Frontino aveva desiderato che non gli fosse dedicato in morte alcun monumento, quale « inutile spesa, poiché soltanto ai nostri meriti è affidata la nostra memoria ».[6]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della letteratura latina (69 - 117).

Si conservano due opere di Sesto Giulio Frontino: il De aquaeductu urbis Romae e gli Stratagemata. Questi ultimi sono in realtà commentari di una sua opera perduta, il De re militari, e consistono in quattro libri di Stratagemmi militari:

  • Il I libro tratta della preparazione al combattimento e le varie operazioni.
  • Il II libro tratta del combattimento vero e proprio.
  • Il III libro tratta dell'assedio di città.
  • Il IV libro espone detti e fatti di celebri generali. Per le differenze di stile e di contenuti, e per le frequenti ripetizioni di cose già scritte nei libri precedenti, si sospetta che questo quarto libro non sia opera di Frontino.[7]

Il trattato sugli acquedotti è l'opera più importante di Frontino, una buona e concreta trattazione, svolta in due libri, dei problemi di approvvigionamento idrico a Roma. Frontino era stato curatore delle acque, cioè il responsabile degli acquedotti e dei servizi connessi, e il trattato riflette la serietà e lo scrupolo del suo impegno. L'opera contiene notizie storiche, tecniche, amministrativo-legislative e topografiche sui nove acquedotti esistenti all'epoca, visti come elemento di grandezza dell'Impero Romano e paragonati, per la loro magnificenza, alle piramidi o alle opere architettoniche greche.

L'opera ci è giunta attraverso il codice Cassinensis 361 di mano di Pietro Diacono (XII secolo), ritrovato nell'Abbazia di Montecassino da Poggio Bracciolini nel 1429.

Restano solo estratti di un suo trattato di agrimensura (la disciplina che ha per oggetto la rilevazione, la rappresentazione cartografica e la determinazione della superficie agraria di un terreno, chiamata a Roma gromatica, da groma, lo strumento usato per le misurazioni del terreno), scritto durante il principato di Domiziano (81-96), in un periodo in cui Frontino abbandonò momentaneamente la carriera politica per dedicarsi principalmente all'attività letteraria.

Frontino è pochissimo studiato nelle scuole e nelle Università sia italiane che straniere a causa del suo linguaggio semplice, della compilazione non sempre precisa e per lo stile fin troppo generico. Tuttavia, la sua opera (scritta per fini pratici e, forse, personali) è importante perché ha dato agli storici ottime indicazioni per quanto concerne i lavori legati alle opere idriche che si realizzavano nell'Impero Romano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M.-P. Arnaud-Lindet, Histoire et politique à Rome, p. 259.
  2. ^ E. Fantham, Julia Augusti. The Emperor's Daughter, p. 18.
  3. ^ Tacito, Historiae, IV, 39
  4. ^ S. S. Frere, Britannia: A History of Roman Britain, p. 87.
  5. ^ Epistularum libri, IV, 8, Ad Arriano.
  6. ^ Epistularum libri, X, 13, A Traiano.
  7. ^ C. Marchesi, Storia della letteratura latina, II, p. 330.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Astutie militari di Sesto Iulio Frontino huomo consolare, di tutti li famosi et eccellenti capitani romani, greci, barbari, et hesterni, traduzione di Francesco Luci, Venezia, per Giovan' Antonio di Nicolini da Sabio, 1536
  • Gli Acquedotti di Roma, da Commentario di Sesto Giulio Frontino - Degli Acquedotti della Città di Roma - con note e figure, illustrato da Baldassarre Orsini, Perugia, Stamperia camerale di Carlo Baduel, 1805
  • Gli Stratagemmi, traduzione di Roberto Ponzio Vaglia, Milano, Casa Editrice Sonzogno, 1919

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Concetto Marchesi, Storia della letteratura latina, II, Milano-Messina, Giuseppe Principato, 1957
  • Sheppard S. Frere, Britannia: A History of Roman Britain, London, Routledge & Kegan Paul, 1987 ISBN 9780710212153
  • Marie-Pierre Arnaud-Lindet, Histoire et politique à Rome, Paris, Éditions Bréal, 2001 ISBN 9782842917722
  • Elaine Fantham, Julia Augusti. The Emperor's Daughter, London, Routledge, 2006 ISBN 0-415-33146-3

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Fasti consulares Successore Consul et lictores.png
Imperatore Cesare Vespasiano Augusto IV[1] e
Tito Cesare Vespasiano II[1]
(73 d.C.)
con (?)
Imperatore Cesare Vespasiano Augusto V e
Tito Cesare Vespasiano III
I
Gneo Domizio Afro Tizio Marcello Curvio Tullo II e
NN
(98 d.C.)
con (?)
Lucio Giulio Urso II e
NN
II
Aulo Cornelio Palma Frontoniano I e
Quinto Sosio Senecione I
(100 d.C.)
con Imperatore Cesare Nerva Traiano Augusto III
Imperatore Cesare Nerva Traiano Augusto IV e
Quinto Articuleio Peto
III

  1. ^ a b CIL XIV, 5354.
Predecessore Governatori romani della Britannia Successore
Quinto Petillio Ceriale (74-78 d.C.) Gneo Giulio Agricola

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