Marco Cocceio Nerva

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Marco Cocceio Nerva
Marco Cocceio Nerva
Busto di Nerva presso il Palazzo Massimo alle Terme (Roma).
Imperatore romano
In carica 18 settembre 96 - 25 gennaio 98
Predecessore Domiziano
Successore Traiano
Nome completo Marcus Cocceius Nerva
Nascita Narni, 8 novembre del 30
Morte Roma, 25 gennaio del 98
Luogo di sepoltura Mausoleo di Augusto
Dinastia Dinastia degli Antonini
I cinque buoni imperatori
Padre Cocceius Nerva
Madre Sergia Plautilla
Figli Traiano (adottivo)

Marco Cocceio Nerva (Marcus Cocceius Nerva) più noto semplicemente come Nerva (Narni, 8 novembre 30Roma, 27 gennaio 98) fu imperatore romano dal 18 settembre 96, fino alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Origini familiari[modifica | modifica sorgente]

Moneta romana con effigie di Nerva

Era figlio di Cocceio Nerva, famoso giureconsulto, e di Sergia Plautilla, figlia del console Popilio Lena. La famiglia aveva origine dalla antica colonia romana di Narnia, l'attuale Narni (Umbria).

Fu l'ultimo imperatore italico sia di nascita che di famiglia. Nerva non aveva seguito l'usuale carriera amministrativa (il cursus honorum), anche se era stato console durante l'impero di Vespasiano nel 71[1] e con Domiziano nel 90.

Busto di Nerva, Narni, Italia

Ascesa al potere[modifica | modifica sorgente]

Quando fu organizzata la congiura contro Domiziano, Nerva acconsentì a divenirne il successore. Egli era molto stimato come anziano senatore ed era noto come persona mite e accorta. Alla morte di Domiziano, Nerva fu acclamato imperatore in Senato da tutte le classi concordi sul suo nome.

Durante il suo regno, breve ma significativo, apportò un grande cambiamento: il "principato adottivo". Questa riforma prevedeva che l'imperatore in carica in quel momento dovesse decidere, prima della sua morte, il suo successore all'interno del senato; questo faceva sì che i senatori venissero responsabilizzati. Inoltre, dall'anno dei quattro imperatori il senato aveva subito un cambiamento di generazione: i senatori cominciavano a provenire anche dalle province, rinnovando così l'antico e oligarchico senato romano. Nerva e Traiano inoltre furono intelligenti a favorire anche le altre classi, annunciando che il successore poteva essere scelto anche tra la plebe.

Le loro speranze non andarono deluse: infatti, secondo Tacito, nel suo breve regno fuse le idee di impero, libertà e pace, dando inizio a un secolo poi considerato d'oro.

Appena eletto, fece cessare le persecuzioni contro i cristiani, consentì agli esiliati di rientrare a Roma, abolì i processi di lesa maestà, reintegrò il Senato nelle sue prerogative, prodigò le sue terre e i denari per soccorrere i poveri, Inoltre abolì il fiscus iudaicus e la vicesima hereditatum. Ciononostante, fu molto duro contro i delatori.

Fu addirittura giudicato troppo mite dal Senato e subì una congiura che venne sventata esiliando a Taranto colui che ne era a capo, il senatore Calpurnio Crasso. Nel 97 fu nominato console per la terza volta e gli fu collega Virginio Rufo.

Adozione di Traiano[modifica | modifica sorgente]

Testa dell'imperatore presso il Museo Romano-Germanico di Colonia

Ormai vecchio e malato, Nerva decise di adottare un figlio. In omaggio all'interesse dello stato non scelse un successore nella propria famiglia, ma scelse Marco Ulpio Traiano, generale delle legioni a difesa del confine renano, a discapito del governatore della Siria, Marco Cornelio Nigrino Curiazio Materno. L'adozione coincise con un'importante vittoria militare in Pannonia, che diede all'adottato Traiano l'appellativo di Cesare Germanico. Marco Cocceio Nerva lo nominò tribuno e proconsole.

Nerva fu nuovamente nominato console, insieme con Traiano, nel 98, ma morì dopo tre mesi di carica. Il suo successore volle un funerale di grande solennità, e le sue ceneri furono poste nel mausoleo di Augusto.

Titolatura imperiale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monetazione da Nerva ad Adriano.
Titolatura imperiale Numero di volte Datazione evento
Tribunicia potestas 3 volte: la prima volta (I) il 18 settembre 96, la seconda (II) 10 dicembre 96, la terza il 10 dicembre del 97.
Consolato 4 volte: nel 71,[1] 90, 97 e 98.
Salutatio imperatoria 2 volte: I (al momento della assunzione del potere imperiale) e una seconda (II) nell'ottobre del 97.
Titoli vittoriosi 1 volta: Germanicus nell'ottobre del 97.
Altri titoli 2 volte: Pater Patriae e Pontifex Maximus al momento della assunzione del potere imperiale.

Statue[modifica | modifica sorgente]

  • La città di Narni ha voluto realizzare un busto in bronzo dell'imperatore Cocceio Nerva nel 2007. Il busto è stato collocato nella piazza principale, nel punto di confluenza tra la vecchia via Flaminia e la porta Superior, antica porta che dava l'accesso alla Narnia romana.
  • Anche la città di Gloucester ha dedicato una statua a cavallo in bronzo in onore dell'imperatore che la fondò, dandole lo status di colonia romana.

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti antiche
Fonti storiografiche moderne
  • Albino Garzetti, L'Impero da Tiberio agli Antonini, Cappelli, Bologna, 1960 (v. pag. 309 e segg.: Nerva)
  • CAH, L'impero romano da Augusto agli Antonini, Milano, 1975.
  • Santo Mazzarino, L'impero romano, vol. II, Roma-Bari, 1973. ISBN 88-420-2401-5.
  • Michael Grant, Gli imperatori romani, Roma, 1984. ISBN 88-8289-400-2.
  • H. H. Scullard, Storia del mondo romano, Milano, 1992. ISBN 88-17-11903-2.
  • Mario Pani, Il principato dai Flavi ad Adriano in: AA.VV., Storia di Roma, Einaudi, Torino, 1990, vol. II, tomo 2; ripubblicata anche come Storia Einaudi dei Greci e dei Romani, Ediz. de Il Sole 24 ORE, Milano, 2008 (v. il vol. 16º)
  • Ronald Syme, L'aristocrazia augustea, Milano, 1993. ISBN 88-17-11607-6.
  • AAVV, Gli imperatori romani, Torino, 1994. ISBN 88-7819-224-4.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Domiziano 96 - 98 Traiano