Pontefice massimo (storia romana)

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Augusto nelle vesti di pontifex maximus

Il Pontefice massimo o Pontifex maximus era una figura della religione romana.

La carica di Pontefice massimo, anche se di carattere più che altro rappresentativo, era il massimo grado religioso al quale un romano poteva aspirare. Secondo la tradizione istituito da Numa Pompilio.

Era il capo del collegio di sacerdoti, i pontefici, che presiedevano alla sorveglianza e al governo del culto religioso. Nominava le Vestali, i Flamini e il Rex sacrorum (sacerdote al quale erano affidate le funzioni religiose compiute un tempo dai re).

Ha avuto per anni il totale controllo del diritto romano. Infatti regolava i fasti e compilava annualmente la tabula dealbata e gli annales pontificumoltre ad avere il compito di interpretare i mores e collaborava per l'emanazione della lex regia insieme al rex. Gaio Giulio Cesare fu Pontefice massimo, come anche gli imperatori che regnarono dopo di lui, fino al 375, quando Graziano declinò tale onore, anche perché incompatibile con la religione cristiana.

[modifica] Pontefici Massimi

Lista incompleta dei Pontefici Massimi

[modifica] Voci Correlate

[modifica] Bibliografia

  • Renato Del Ponte, La religione dei Romani. Milano, Rusconi, 1982. ISBN 8818880292.
Religione romana
Struttura
Augure | Flamine | Aruspice | Pontifex Maximus | Re di Nemi | Rex sacrorum | Vestali
Credenze e pratiche
Apoteosi | Feste | Funerali | Culto imperiale | Mitologia | Persecuzione | Libri sibillini | Tempio

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