Rex sacrorum

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La figura del Rex Sacrorum (in Latino: Re delle cose sacre: chiamato anche Rex sacrificulus o Rex sacrificus) era una magistratura romana durante il periodo della repubblica[1] e buona parte di quella imperiale[senza fonte].

Origini[modifica | modifica sorgente]

Quando l'aristocrazia romana depose l'ultimo Re di Roma nel 510 a.C., rimase l'esigenza che una persona officiasse i rituali a cui il re di Roma tradizionalmente presiedeva. Pertanto i Romani istituirono il Rex Sacrorum, letteralmente re dei riti sacri, che ricoprisse i doveri religiosi del re deposto. Il Rex Sacrorum era un patrizio nato da matrimonio solenne per confarreatio, nominato a vita dal Pontifex Maximus. In teoria e nella gerarchia sociale era la magistratura religiosa più alta del culto romano, in pratica la sua influenza era di gran lunga inferiore del Pontefice Massimo, ma superiore a quella dei flamini.
A differenza di quest'ultimo o degli Auguri al Rex Sacrorum era proibito di ricoprire qualsiasi altra magistratura, cosicché non potesse esercitare alcuna influenza in ambito militare e civile. A causa di queste restrizioni, questa magistratura non fu mai pretesa dalla plebe e rimase un monopolio dell'aristocrazia fino a quando non fu abolita, durante il regno di Teodosio I nel 390 d.C.
La moglie del Rex Sacrorum era anch'essa una sacerdotessa, chiamata Regina sacrorum, "regina dei sacri riti" la quale anche lei aveva dei compiti sacrali precisi.

Figura istituzionale, sua evoluzione nel tempo e altre informazioni[modifica | modifica sorgente]

Con il termine Rex Sacrorum si indica sia una figura magistraturale, sia una figura sacerdotale. Tale ambiguità indica l'importanza nella cultura romana di chi ricopriva questo ufficio sia in senso civile sia in senso religioso. Pare che la magistratura sia stata creata per sopperire a parte dei compiti spettanti in campo spirituale al Re di Roma.
Nella prima età repubblicana, secondo alcuni storici, tale magistrato aveva più importanza del Pontifex Maximus; secondo altri, invece, egli era visto come un sacerdote d'importanza minore rispetto al Pontifex Maximus.
Nel I secolo a.C. sappiamo da alcuni scrittori latini che questo magistrato continuava a celebrare riti dei quali si ignoravano origine e significato, in particolare il Regifugium, del quale non si capiva il valore o lo scopo. Per spiegare questo rito in tali testimonianze vengono fatte solo ipotesi, a dimostrazione che in questo periodo la figura del Rex Sacrorum aveva perso importanza.
Con l'affermazione del Cristianesimo, intorno al III secolo, la magistratura esiste ancora e suscita solo rispetto nei confronti di un'antica tradizione, ma la sua funzione e la sua utilità sono quasi del tutto ignorate
[senza fonte].

Il Rex Sacrorum abitava nella Domus Publica[2] nella Via Sacra vicino al tempio delle Vestali e al Tempio di Romolo.

Doveri[modifica | modifica sorgente]

Il Rex Sacrorum e la Regina Sacrorum presiedevano un sacrificio che era officiato diverse volte al mese, in occasione delle Idi, delle Nonae e delle Calendae del calendario romano; il Rex Sacrorum a Giano (tramite il rito degli Agonalia eseguito all'inizio dal rex[3]), la Regina a Giunone (Covella: che significa lunare)[4]. Il Rex Sacrorum rivestiva un importante ruolo nei rituali religiosi del Regifugium, che secondo alcuni commemorava la cacciata dell'ultimo Re di Roma, secondo altri affondava invece le proprie radici in un rito antico il cui significato, pur dimenticato, era presente a Roma già prima della repubblica e quindi contemporaneo alla reggenza monarchica dell'Urbe. Il Rex Sacrorum assolveva al compito di placare gli dei a nome della res publica romana qualora presagi negativi fossero stati ravvisati dagli Auguri o dagli Aruspici. Celebra i sacra nonalia in Arce (o sacra publica) con cui stabilisce le ricorrenze e le date delle celebrazioni del mese[5]. Oltre a ciò nei Saturnalia Macrobio ci dice inoltre:

« ...accepturos causas feriarum a rege sacrorum, sciturosque quid esset eo mense facendum...[6] »


cioè stabiliva le attività di tutti, sia pubbliche che private, o per meglio dire quando queste si potevano svolgere e in questo caso riguardo all'attività agricola. Celebrava inoltre riti assieme alle Vestali.

Cronologia dei reges sacrorum[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Livio, Ab urbe condita libri, II,2,1
  2. ^ descrizione della Domus Publica in tedesco con relativa immagine archeologica
  3. ^ Marco Terenzio Varrone, De lingua Latina 6,12
  4. ^ Macrobio,Saturnalia, 1,15,19;cfr.1,9,5
  5. ^ Marco Terenzio Varrone, De lingua Latina, 6, 28;Ovidio, Fasti, 1, 317
  6. ^ Macrobio, Saturnalia
  7. ^ Dionigi d'Alicarnasso, Antichità romane, V, 1, 4
  8. ^ Livy 40.42.8–10; MRR1 p. 390.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Tito Livio, Ab urbe condita libri