Pagus
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La parola latina pagus fa parte del lessico amministrativo romano: sta ad indicare una circoscrizione territoriale rurale (cioè al di fuori dei confini della città), di origine preromana e poi romana, accentrata su luoghi di culto locale pagano prima e cristiano poi.
All'interno del pagus si sono i vicus, ed in uno di essi risiede il Magister, appartenente al patriziato romano.
Sebbene sia noto qualche pagus, come quello Bagienno (dei liguri bagienni) di Bobbio (PC), quello Eboreo e Domizio di Mezzano Scotti (Bobbio) sotto il Municipio della citta romana di Velleia (PC), dedotti con i loro confini e i vicus più importanti dalle descrizioni della Tavola alimentaria di Velleia; e quello di Libarna, è difficile ricostruirne per molti i confini.
Gli agrimentari romani, infatti, nella misurazione dei terreni da assegnare a veterani non tennero conto dei limiti del pagus che poi venne sostituito più avanti per inglobazione dal vicus. Per di più l'ordinamento romano, facente capo alle città (colonie o municipi), venne gradualmente a sottoporre gli ufficiali del pagus a quelli della città dopo il IV secolo, anche se al pagus rimanevano anche alcune funzioni come quello della manutenzione delle strade.
Si è però accertato che il pagus spesso si estendeva sui due versanti di un monte e possedeva beni comuni (boschi e pascoli). In parecchi casi l'antico pagus può essere individuato nella primitiva pieve, in quanto nelle campagne la chiesa cristiana si sostituì all'antico culto gentile (paganalie).
Al pagus romano si assimilò il Gau dei popoli germanici.

