Penati

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I Penati sono esseri spirituali della Religione romana, simili agli angeli custodi del Cristianesimo.

Altare dei Penati nelle rovine di Ercolano

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Sono gli Spiriti Protettori di una famiglia e della sua casa (Penati familiari o minori), ed anche dello Stato (Penati pubblici o maggiori).

Il nome deriva dal latino "Penus": "tutto ciò di cui gli uomini si nutrono".

Si può dire anche che Penus non deriva solo dal latino ma può anche dipendere dal fatto che i Penati, risiedevano nel penitus, la parte più interna della casa, dove si teneva il cibo. Quanto a Vesta, è un nome di derivazione greca (trattasi della stessa dea che i Greci chiamano Estia). La sua influenza è rivolta alle are ed ai focolari e poiché a lei spetta la tutela dell'intimità è sempre l'ultima ad essere invocata e a ricevere sacrifici. Non molto diversa è la funzione degli dèi "Penati".

Ogni famiglia aveva i propri Penati, i quali venivano trasmessi in eredità alla stregua dei beni patrimoniali. Il sacrificio ai Penati poteva avere cadenza quotidiana od occasionale.

I consoli, nell'assumere o nel rimettere la propria carica, erano obbligati a celebrare un sacrificio a Lavinium in onore dei Penati pubblici. Il culto dei Penati pubblici era connesso a quello di Vesta.

I magistrati della città prestavano giuramento in viso ai Penati pubblici.

Per i Penati della famiglia di Enea si conosce anche un culto pubblico: furono identificati come Penati di Roma, per il fatto che Roma veniva fatta ricondurre alla stirpe eneade. Per queste divinità esisteva un tempio sul Palatino, dove venivano rappresentati come due giovani seduti.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

(LA)
« postquam avem aspexitin templo Anchisa, sacra in mensa Penatium ordine ponuntur; immolabat auream victimam pulchram »
(IT)
« 
Poiché gli uccelli scorse Anchise nel ciclo, / sull'ara dei Penati si dispongono in ordine gli oggetti sacri; / immolava una vittima bella coperta d'oro. »
(Gneo Nevio, Bellum Poenicum fragmenta lib. I,1)

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