Vesta

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Raffigurazione della dea Vesta

Vesta, figlia di Saturno e di Opi, sorella di Giove, è una figura della mitologia romana, che corrisponde alla divinità greca Estia, con la differenza che il suo culto a Roma assunse una maggiore rilevanza.

Caratteristiche e forme[modifica | modifica sorgente]

Era la dea del focolare domestico, venerata in ogni casa e il cui culto consisteva principalmente nel mantenere acceso il fuoco sacro: le sacerdotesse legate al suo ordine, quello delle famose vestali, avevano proprio il compito di custodire il fuoco sacro alla dea, acceso all’interno del tempio a lei dedicato, facendo sì che non si spegnesse mai.
In una delle sue raffigurazioni più tipiche la dea indossava una lunga stola e teneva in mano un bastone.

Tempio dedicato a Vesta a Tivoli, di Adam Elsheimer

Il culto del fuoco viene fatto risalire ad un'antica concezione religiosa naturalista degli Indoeuropei, della quale sarebbero un'ulteriore attestazione il dio vedico Agnis[1] ed il culto del fuoco di Estia in Grecia.

Il fuoco sacro, custodito nel tempio di Vesta, venne spento nel 391 per ordine dell'imperatore Teodosio.

Celebrazione[modifica | modifica sorgente]

La dea Vesta veniva celebrata nella settimana che va dal 7 giugno al 15 giugno. Il primo giorno delle celebrazioni era dedicato all'apertura annuale del tempio per i riti sacrificali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Francisco Villar, La religione in Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, Bologna, Il Mulino [1997], 2009, pp. 141-142. ISBN 978-88-15-12706-8.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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