Saturno (divinità)

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Saturno (latino: Saturnus) era la divinità romana dell'agricoltura ed identificava l'abbondanza ma anche i cicli della natura. Nella mitologia romana corrispondeva alla divinità greca Crono.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del dio è da connettere con la radice indoeuropea sat-', da cui derivano le parole latine satis e satur, che indicano appunto pienezza, abbondanza, ricchezza, soddisfazione. Egli rappresentava anche la ciclicità della natura.

Gli antichi lo facevano derivare da sator ("seminatore"), da satum - supino del verbo serere ("seminare") -, opinione oggi considerata difficilmente accettabile per la quantità breve della a di satum. Era colui che inventò le orge, appunto perché divinità dell'abbondanza.

Caratteristiche teogonologiche[modifica | modifica sorgente]

Il nome stesso riflette la natura peculiare del dio, caratterizzata da pienezza di potenza, fecondità, abbondanza e ricchezza.

Saturno avrebbe infatti regnato su tutto il creato nella mitica età dell'oro, quando la primavera era perpetua, vi era abbondanza di ogni frutto della Terra, uomini e dei vivevano insieme e non v'era necessità di lavorare né distinzioni sociali.[1]

La moglie di Saturno, Opi, dea del raccolto, divenne l'equivalente di Rea. Saturno era il padre, fra gli altri, di Cerere, Giove, Giunone, Nettuno e Plutone. Saturno aveva un tempio nel foro romano che conteneva il tesoro prima reale e poi dello stato fino alla fine della repubblica (aerarium).

Secondo la tradizione romana, quando il dio fu spodestato dal figlio Giove, fu da questi esiliato in Ausonia in Italia e quivi, accolto amichevolmente dal dio Giano, avrebbe poi fondato le mitologiche città saturnie. Insegnò l'agricoltura alle genti del luogo. Per i suoi molti meriti avrebbe ricevuto una parte del regno di Giano, cui conferì anche il dono della preveggenza.

Avrebbe inoltre generato Pico, primo re del Lazio.[2]

Il rito degli Argei, durante il quale si gettavano fantocci di giunco nel Tevere dal ponte Sublicio ogni 15 maggio, era secondo Ovidio[3] connesso a Saturno. Tale rito avrebbe ricordato un antico sacrificio di un uomo per ogni gens al dio, che ebbe inizio in età preromana, stabilito per responso di Giove Fatidico.

Il pianeta Saturno fu così chiamato dal nome della divinità già nell'antichità.

Le caratteristiche iniziali[modifica | modifica sorgente]

Prima delle influenze della cultura greca, Roma possedeva le proprie divinità, chiamate in latino numina, che significa "potenze", "presenze" o "desideri". I primi Romani guardavano ai loro dei in modo meno poetico e più pratico. Questi dei non erano legati solitamente a una forma particolare o ad un genere e non venivano raccontati miti sui numina. I numina più importanti erano i Lari ed i Penati.

Saturno era in origine uno dei numina e si pensava proteggesse i campi e le sementi. Sua moglie, Opi, proteggeva il raccolto. Più tardi, quando l'influenza greca sulla religione romana crebbe, Saturno venne associato a Crono, il titano padre di Zeus.

L'evoluzione del mito[modifica | modifica sorgente]

Nella Teogonia di Esiodo, un racconto della creazione dell'universo e della salita al potere di Zeus, Saturno viene identificato come figlio di Urano, il Cielo, e di Gea, la Terra. Saturno salì al potere, evirando e detronizzando il padre Urano ma venne profetizzato che un giorno uno dei figli di Saturno lo avrebbe a sua volta detronizzato così, per evitarlo, divorò tutti i figli appena nati. La moglie di Saturno, Opi, nascose il suo sesto figlio, Giove, nell'isola di Creta,dove fu cresciuto dalle ninfe, ed al suo posto offrì a Saturno un grosso masso avvolto in fasce. In seguito Giove detronizzò Saturno e gli altri titani, liberando così i suoi fratelli inghiottiti dal padre e diventando il nuovo governatore del Cosmo.

In memoria dell'antica età dell'oro dell'uomo, era mitica durante la quale Saturno aveva governato su tutto il creato, venivano celebrati grandi festeggiamenti chiamati Saturnalia che avevano luogo nei mesi invernali, all'incirca al solstizio d'inverno. Originariamente duravano un solo giorno, tenendosi il 17 dicembre, ma in seguito ebbero durata di una settimana. Durante i Saturnalia, il ruolo di padroni e schiavi veniva invertito, i vincoli morali venivano meno e le regole dell'etichetta ignorate. Si pensa che i Saturnalia ed i Lupercalia siano le origini del Carnevale. Saturno può essere associato alla divinità Chronos.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Macrobio Sat. I, 9; Virg. Eneide VII, 49
  2. ^ Ovidio Metamorfosi XIV
  3. ^ Ovidio, Fas. V, 415

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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