Egeria

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Egeria nel bosco delle Camene di Claude Lorrain

Nella mitologia romana Egeria è una delle ninfe Camene. Secondo la leggenda, fu amante, consigliere (sulle leggi religiose e sulle riforme) e in seguito moglie del re Numa Pompilio.[1].

Quando il re morì, Egeria si sciolse in lacrime, dando vita a una fonte (...donec pietate dolentis / mota soror Phoebi gelidum de corpore fontem / fecit... Ovidio, Metam. XV 549-551), che divenne il suo luogo sacro, e che la tradizione identifica con la sorgente esistente presso la Porta Capena, nel bosco di Aricia, sui monti Albani, vicino Roma.

A Egeria venivano offerti sacrifici da parte delle donne incinte per il buon esito del parto.

Era chiamata anche Camena, che significa cantante, vaticinatrice, e per questa ragione la valle in cui si trovava la fonte di Egeria era detta Valle Camenarum.

I colloqui tra la ninfa ed il Re si svolgevano nella grotta nel Bosco delle Camene.[2]

Insieme a Virbio, altra divinità minore del pantheon romano, la si ritrova associata al culto di Diana Nemorensis, nel Nemus Aricinum, l'insieme dei boschi che circondavano il lago di Nemi presso Ariccia.

Alla sua figura è stato dedicato l'asteroide 13 Egeria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 2.3.
  2. ^ Tina Squadrilli,Vicende e monumenti di Roma, Staderini Editore, 1961, Roma, pag. 24

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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