Antonomasia

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L'antonomàsia[1] è una figura retorica con la quale ad un nome si sostituisce una denominazione che lo caratterizza. Si può sostituire un nome comune o una perifrasi ad un nome proprio, per personaggi celebri, o viceversa. Nel primo caso si hanno spesso finalità apologetiche e si possono creare soprannomi o addirittura nomi o cognomi, nel secondo si riassumono sinteticamente intere categorie e si possono creare nuovi nomi comuni. Ad esempio, nel primo caso:

Mentre nel secondo caso:

  • "perpetua" per l'assistente personale di un sacerdote (da Perpetua, il personaggio dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, domestica di Don Abbondio)
  • "ercole" o "un Ercole" per un uomo di grande forza (dall'eroe greco Ercole)
  • "caruso" o "un Caruso" per un cantante (dal nome del cantante Enrico Caruso)
  • "paparazzo" o "un Paparazzo" per un fotografo di attualità (dal nome del fotografo del film di Fellini La dolce vita)
  • "Parco della Vittoria" per un posto molto costoso (da un'ipoteca dell'edizione italiana del gioco Monopoli)

La parola "antonomasia" è utilizzata anche nell'espressione "per antonomasia", che significa "per eccellenza".

[modifica] Antonomasia e gergo

In generale le antonomasie sono tali per determinati ambienti, culture e paesi.
Alcune antonomasie sono valide solo in ambienti ristretti e rientrano quindi nell'ambito dei gerghi. Ad esempio Gertrude (la "Monaca di Monza", un personaggio dei Promessi Sposi) era chiamata per antonomasia "la signora" all'interno del suo monastero.

[modifica] Note

  1. ^ Dal greco: «diversa denominazione»

[modifica] Bibliografia

  • Cesare Marchi, Impariamo l'italiano, Rizzoli Editore, Milano, 1985
  • Maurizio Dardano e Pietro Trifone, La lingua italiana, Zanichelli Editore, Bologna, 1985 ISBN 88-08-05990-1
  • AA. VV., Grande grammatica italiana di Consultazione (tre Vol.), vol. I a cura di Lorenzo Renzi, Edizioni Il Mulino, Bologna, 1991 ISBN 88-15-01752-6
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