Antonomasia
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L'antonomàsia[1] è una figura retorica con la quale ad un nome si sostituisce una denominazione che lo caratterizza. Si può sostituire un nome comune o una perifrasi ad un nome proprio, per personaggi celebri, o viceversa. Nel primo caso si hanno spesso finalità apologetiche e si possono creare soprannomi o addirittura nomi o cognomi, nel secondo si riassumono sinteticamente intere categorie e si possono creare nuovi nomi comuni. Ad esempio, nel primo caso:
- "il poeta" o "il Poeta" al posto di Dante Alighieri
- "el Che" al posto di Ernesto Guevara
- "la tigre di Cremona" al posto di Mina
- "la pantera di Goro" al posto di Milva
- "l'Avvocato" al posto di Gianni Agnelli
- "Malpelo" come nome proprio del protagonista del racconto Rosso Malpelo di Giovanni Verga
- "el pibe de oro" al posto di "Maradona"
- "il mahatma" al posto di "Gandhi"
- "l'eroe dei due mondi" al posto di "Garibaldi"
- "il Duce" al posto di Benito Mussolini
- "il Führer" al posto di Adolf Hitler
Mentre nel secondo caso:
- "perpetua" per l'assistente personale di un sacerdote (da Perpetua, il personaggio dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, domestica di Don Abbondio)
- "ercole" o "un Ercole" per un uomo di grande forza (dall'eroe greco Ercole)
- "caruso" o "un Caruso" per un cantante (dal nome del cantante Enrico Caruso)
- "paparazzo" o "un Paparazzo" per un fotografo di attualità (dal nome del fotografo del film di Fellini La dolce vita)
- "Parco della Vittoria" per un posto molto costoso (da un'ipoteca dell'edizione italiana del gioco Monopoli)
La parola "antonomasia" è utilizzata anche nell'espressione "per antonomasia", che significa "per eccellenza".
[modifica] Antonomasia e gergo
In generale le antonomasie sono tali per determinati ambienti, culture e paesi.
Alcune antonomasie sono valide solo in ambienti ristretti e rientrano quindi nell'ambito dei gerghi. Ad esempio Gertrude (la "Monaca di Monza", un personaggio dei Promessi Sposi) era chiamata per antonomasia "la signora" all'interno del suo monastero.
[modifica] Note
- ^ Dal greco: «diversa denominazione»
[modifica] Bibliografia
- Cesare Marchi, Impariamo l'italiano, Rizzoli Editore, Milano, 1985
- Maurizio Dardano e Pietro Trifone, La lingua italiana, Zanichelli Editore, Bologna, 1985 ISBN 88-08-05990-1
- AA. VV., Grande grammatica italiana di Consultazione (tre Vol.), vol. I a cura di Lorenzo Renzi, Edizioni Il Mulino, Bologna, 1991 ISBN 88-15-01752-6

