Museo nazionale di Capodimonte

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Coordinate: 40°52′01.2″N 14°15′02″E / 40.867°N 14.250555°E40.867; 14.250555

Museo nazionale di Capodimonte
Reggia di Capodimonte
Reggia di Capodimonte
Tipo Pinacoteca, Arte
Data fondazione 1757
Indirizzo via Miano, 2 - 80131 Napoli, Italia
Sito Sito ufficiale

Il Museo nazionale di Capodimonte è uno storico museo di Napoli, sito all'interno dell'omonimo bosco, nella reggia di Capodimonte, una delle dimore storiche della casa reale dei Borbone di Napoli.

All'interno sono ospitate le Gallerie nazionali di Capodimonte, la più importante e ricca dell'Italia meridionale, nonché una delle più importanti d'Italia. Le gallerie custodiscono la straordinaria collezione Farnese, che Carlo di Borbone aveva ereditato dalla madre Elisabetta, con opere dei più grandi maestri italiani dal rinascimento al barocco; la collezione Borgia; e poi agli ultimi piani la raccolta della storia della pittura napoletana, con la galleria napoletana (al secondo piano) e la galleria ottocento (al terzo piano). Tra i pittori più rilevanti presenti nel museo si ricordano: Botticelli, Pieter Bruegel il Vecchio, i Carracci, Correggio, El Greco, Francisco Goya, Francesco Hayez, Lorenzo Lotto, Mantegna, Masaccio, Parmigianino, Raffaello, Guido Reni, Tiziano ed altri. Tra i principali autori strettamente legati alla città o di scuola napoletana si ricordano invece: Battistello Caracciolo, Caravaggio, Jusepe de Ribera, Artemisia Gentileschi, Luca Giordano, Simone Martini, Mattia Preti ed altri ancora.

Da evidenziare il terzo piano del complesso, che ospita la sezione di arte contemporanea. Si tratta dell'unico museo in Italia di arte antica a possedere una sezione dedicata all'arte contemporanea[senza fonte].

Le collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Galleria Farnese (non esaustiva)
Galleria Farnese (non esaustiva)
Collezione Borgia (non esaustiva)
Collezione De Ciccio (non esaustiva)
Galleria delle porcellane (non esaustiva)
Sala delle armature (non esaustiva)
Salottino di porcellana di Maria Amalia di Sassonia
Appartamento reale (non esaustiva)
  • Antonio Canova
    • Ritratto di Letizia Ramolino Bonaparte, 1808 (scultura in gesso)
  • Elisabeth Vigée-Lebrun
    • Ritratto di Maria Cristina, 1790
    • Ritratto di Maria Isabella di Spagna, 1815
    • Ritratto di Maria Teresa di Borbone poi imperatrice d'Austria, c.1790
    • Ritratto del Duca di Calabria c.1790
    • Ritratto di Maria Luisa di Borbone poi granduchessa di Toscana c.1790
  • Francesco Liani
    • Ritratto di Maria Amalia di Sassonia, metà XVIII secolo
  • Francisco Goya
    • Ritratto di Carlo IV di Spagna vestito da cacciatore, 1799
    • Ritratto di Maria Luisa di Parma, fine XVIII sec.

Secondo piano[modifica | modifica wikitesto]

La sala degli arazzi D'Avalos

Sono presenti in questo livello della reggia, un tempo destinato alla servitù, ambienti ospitanti l'arte "caravaggesca" e capolavori assoluti della pittura napoletana che vanno dal XIII al XVIII secolo. È presente la "Galleria napoletana" la quale ospita tutte le opere prestigiose eseguite a Napoli, appartenenti a chiese dell'area partenopea o donate alla città. Si evidenzia guardando la sala, quanta importanza aveva la città partenopea in quegli anni, considerata grande capitale europea e importante crocevia di scambi culturali. Già organizzata in parte da Gioacchino Murat per il palazzo dei Regi Studi, l'allestimento consta anche di sculture, arazzi e manifatture legate alla storia della città e del Sud Italia.

Tra i dipinti si annoverano su tutti la Flagellazione di Cristo del Caravaggio, il Battesimo di Cristo di Battistello Caracciolo, la Cantatrice e Santa Cecilia in estasi di Bernardo Cavallino, ancora, diverse tele di Josepde Ribera tra le quali si ricordano San Girolamo e l’angelo del giudizio e Sileno ebbro, diversi dipinti di Luca Giordano come Giuseppe e la moglie del faraone oppure Apollo e Marsia. Si ricordano ancora le tele di Simone Martini, tra le più importanti tele del '300, con San Ludovico da Tolosa, poi due opere di Colantonio ed infine, vi è San Sebastiano di Mattia Preti, Francesco Solimena col Ritratto del principe Spinelli e Gaspare Traversi con l'Intrattenimento musicale.

In questo piano vi è anche la Collezione di Andrea D'Avalos, collezione donata all'Italia nel 1862 nella quale spicca una pregevole esposizione di arazzi di manifattura fiamminga del XVI secolo.

Già in questo secondo livello, nelle ultime sale, è possibile ammirare l'area dedicata all'arte contemporanea, con Senza titolo di Kounellis e Grande Cretto Nero di Alberto Burri.

Le collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Galleria napoletana (non esaustiva)
Galleria napoletana (non esaustiva)
Collezione D'Avalos (non esaustiva)
Sala degli arazzi (non esaustiva)
Galleria contemporanea (non esaustiva)

Terzo piano[modifica | modifica wikitesto]

Facciata posteriore della reggia

Nel terzo livello, vi sono presenti le raccolte dell’Ottocento (acquisita nel XIX secolo), la galleria fotografica e la sezione dell’arte contemporanea.

La "Galleria dell'Ottocento", vede esposte alcune testimonianze significative della produzione artistica maturata nell'Italia meridionale tra l'ultimo periodo borbonico e i primi decenni successivi all'Unità. In questa sezione sono presenti tele dei più importanti maestri napoletani, i quali offrono testimonianza dello svolgersi della scuola pittorica partenopea.

La sezione fotografica, infine, con opere di Mimmo Jodice, introduce all’arte contemporanea, la cui sezione, testimonia l'attenzione della reggia e della città verso l'arte contemporanea, punto cardine intorno agli anni ottanta e novanta del novecento.

Da non perdere sono Domenico Morelli con Gli iconoclasti e I Vespri siciliani, Filippo Palizzi con Studio per la gita a Cava, Gioacchino Toma con Luigia Sanfelice in carcere ed il geniale Vincenzo Gemito con la scultura bronzea Il giocatore di carte. Inoltre vi sono le opere di Merz, Kounellis, Kosuth e poi quelle di Enzo Cucchi e Domenico Paladino, di Carlo Alfano, Ettore Spalletti, Hermann Nitsch, Michelangelo Pistoletto, unitamente a quelle di artisti napoletani contemporanei. Imperdibile, oltre al Grande Cretto Nero di Alberto Burri esposto al secondo piano, una delle icone del XX secolo: il Vesuvius di Andy Warhol.

Le collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Galleria ottocento (non esaustiva)
Galleria contemporanea (non esaustiva)
Galleria fotografica (non esaustiva)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La tela è esposta nell'ala Farnese per convenzione in quanto apparteneva alle collezioni Gonzaga.
  2. ^ Immagine
  3. ^ Immagine
  4. ^ Immagine
  5. ^ Immagine
  6. ^ Immagine

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Spinosa, Capodimonte, Electa, Milano 1999.
  • Le Guide di Dove - Campania, Corriere della sera, 2007.
  • Il Museo di Capodimonte, valori di Napoli, Pubblicomit, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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