Ercole
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Statua di Ercole al Palazzo del Melograno (Genova), un edificio storico oggi adibito a sede di un grande magazzino
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Ercole e Lica di Antonio Canova
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Ercole (in latino Hercules) è una figura della mitologia romana, forma italica del culto dell'eroe greco Eracle, introdotto probabilmente presso i popoli Sanniti dai coloni greci, in particolare dalla colonia di Cuma, e presso i Latini e i Sabini dal culto etrusco ad Hercle.
Per antonomasia si definisce così una persona di grande forza fisica e, in passato, il forzuto che si esibiva nei circhi e nelle fiere.[1]
Indice |
[modifica] L'Ercole italico
Nell'Ercole italico, molto più che in Eracle, sono accentuate le caratteristiche di divinità protettrice dei traffici, dei mercati e degli incontri di popolazioni diverse.
Non a caso i grandi santuari a lui dedicati erano situati in luoghi di commerci: così era per quello sabino di Tivoli, lungo il percorso della transumanza del bestiame fra Lazio e Abruzzo, (cioè fra Tirreno e Adriatico), per quello sannita nella capitale pentra Bojano (santuario nell'odierna Campochiaro), lungo il tratturo che collega la Marsica al Tavoliere, per quello etrusco presso il porto di Caere, per la stessa Ara massima di Ercole, prima testimonianza del suo culto eretta da Evandro nel Foro Boario, presso il guado del Tevere, nella zona dove ora sorge Santa Maria in Cosmedin.
Ercole fu dunque, anzitutto, una divinità che grazie alla sua forza garantiva i commerci: la stessa Ara massima rappresentava la gratitudine di Evandro per aver liberato le sue mandrie di buoi dalla minaccia del gigante Caco: tipica impresa erculea, analoga ma distinta dalle 12 tradizionali.
[modifica] Ercole nella antica religione romana
Ercole è noto in particolare per le "dodici fatiche": queste indicano come il mito derivasse direttamente da qualche precedente culto solare. Le sue dodici fatiche simboleggiano il passaggio del Sole attraverso le dodici case dello zodiaco.
Numerose sono le leggende religiose che hanno Ercole come protagonista. Figlio di Giove, la madre di Ercole era la fanciulla Alcmena; ebbe in moglie Deianira. Un giorno, durante una delle sue imprese, Ercole e Deianira dovevano attraversare un fiume tumultuoso. L’eroe lo attraversò, ma lasciò che la moglie fosse traghettata da un centauro battelliere, che tentò di rapire Deianira. Ercole allora colpì il centauro con una delle frecce avvelenate col sangue dell'Idra. Il centauro morente si prese la sua vendetta offrendo a Deianira il proprio sangue, e convincendola che esso avrebbe costituito un potentissimo filtro d’amore che avrebbe reso Ercole fedele a lei per sempre. Un giorno Deianira ebbe il sospetto che il suo sposo fosse un po’ troppo interessato ad un’altra donna. Così, dette ad Ercole una camicia su cui aveva sparso un po’ del sangue del centauro morente. Ovviamente il sangue era un potente veleno, dato che era stato contaminato dal sangue dell’Idra.
Quando Ercole indossò la camicia avvelenata, si compì la vendetta del centauro: cominciò ad essere preda di dolori lancinanti e sentì le carni bruciargli in modo talmente insopportabile da preferire la morte. Ma nessun mortale poteva ucciderlo, ed Ercole decise di darsi la morte da sé, facendosi bruciare vivo su una pira funeraria. Giove, impietosito dalla sorte del suo figlio prediletto, scese dal cielo e lo prese con sé nell'Olimpo, ponendo fine alla sua agonia.
Nell'Olimpo sposò Ebe, dea della giovinezza. Ci sono varie versioni sul genetliaco di Ercole:
- l'anniversario della nascita di Ercole è festeggiato il quarto giorno di ogni mese
- secondo un'altra tradizione Ercole nacque quando il sole entrò nella decima costellazione (Capricorno)
- per altri quando il sole entra nella dodicesima costellazione (Pesci).
[modifica] Ercole nell'arte
[modifica] Pittura
- Ercole e Onfale di Pieter Paul Rubens (1603).
- Ercole nel giardino delle Esperidi di Pieter Paul Rubens (1638 circa)
- L'origine della Via Lattea di Pieter Paul Rubens (1636-1638).
- L'origine della Via Lattea di Tintoretto.
- La scelta di Ercole di Annibale Carracci (1596)
[modifica] Scultura
- Ercole e Caco di Baccio Bandinelli (1534), Piazza della Signoria, Firenze.
- Ercole e Lica di Antonio Canova (1795-1815), Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Maria Pieranna Masala, Il culto di Ercole in Sardegna, Cargeghe, Biblioteca di Sardegna-Documenta, 2008.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Ercole
[modifica] Collegamenti esterni
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