Triade Capitolina

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La Triade Capitolina dell'Inviolata. Scultura, Palestrina, Museo Archeologico Nazionale

La Triade Capitolina è costituita da Giove, Giunone e Minerva. Questa definizione non è antica come si potrebbe pensare, ma è un termine creato dalla storiografia del XIX secolo. Il culto della Triade è tipicamente romano e ha origini piuttosto incerte. Secondo il filologo latino Servio Danielino, vissuto tra il IV e il V secolo d.C., questo culto ha origini etrusche, sebbene non ci siano ritrovamenti archeologici che possano rendere veritiera questa tesi.

La precisa volontà politica di definire un gruppo di divinità superiori, per identificare la grandezza di Roma anche da un punto di vista religioso, è stata la causa della nascita e diffusione del culto della Triade, tanto da far costruire templi dedicati alle tre divinità anche in molte colonie.

Il culto deriva certamente da quello di Giove Capitolino con gli epiteti di Optimus e Maximus per differenziarlo da qualsiasi altro Giove definito in modi diversi e venerato dalle comunità latine confinanti. Successivamente vengono aggiunte al culto anche Giunone Regina e Minerva, protettrice delle arti, con l'epiteto di Augusta datole nel II secolo d.C.

Il tempio dedicato alla Triade, edificato sul Campidoglio, è fornito di tre celle parallele nelle quali sono poste le statue delle tre divinità: Giove al centro, seduto in trono e con i fulmini nella mano, Minerva alla sua destra e Giunone a sinistra. L'importanza del tempio è anche testimoniata dalle cronache risalenti all'invasione di Roma da parte dei Galli nel 390 a.C. Sembra infatti che in quell'occasione i nemici abbiano risparmiato il Campidoglio e il tempio, a riprova della potenza di Giove Capitolino. Inoltre il Senato, sconfitti i Galli, istituisce i ludi Capitolini.

Triade Capitolina dell'Inviolata[modifica | modifica wikitesto]

L'unica Triade Capitolina completa è stata ritrovata a Guidonia nel 1994 al Parco dell'Inviolata, dove ora sorge una discarica, ed è conservata nel Museo Archeologico Nazionale prenestino ospitato nel palazzo Colonna Barberini di Palestrina. Il gruppo scultoreo, in marmo lunense, rappresenta Giove, Giunone e Minerva seduti su un unico trono. Giove, al centro, con lo scettro nella sinistra ed un fascio di fulmini nella mano destra; alla sua sinistra Giunone diademata e velata con scettro nella sinistra e patera nella destra; alla sua destra Minerva con elmo corinzio, il braccio destro, mancante, doveva essere sollevato per sostenere l'elmo. Tre piccole Vittorie alate incoronano le divinità, Giove con una corona di quercia, Giunone di petali di rosa, Minerva di alloro. Ai loro piedi gli animali tradizionalmente sacri: l'aquila, il pavone e la civetta. L'opera dovrebbe appartenere al periodo antoniniano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anacleto Cardoni, Laura Cerqua, Egle Giorgi, Luciano Messa, Gianluca Modeo, Mario Pirro e Maria Sperandio, Guidonia Montecelio: L'Acqua - La Pietra - L'Aria, Guidonia Montecelio, KOINè nuove edizioni, 2002. (ISSN non disponibile)
  • Eugenio Moscetti, Il rinvenimento del gruppo scultoreo della Triade Capitolina nella villa romana dell'Inviolata (Guidonia Montecelio), in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e Arte LXVII, 1994, pp. 181-193. (ISSN 0394-1663)
  • Eugenio Moscetti, Mario Melis, La Triade Capitolina. Archeologia e culto, Palestrina 1994

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]