Velia (colle)

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Rilievi di Roma e fiume Tevere

La Velia era un'altura di Roma, posta tra il colle Oppio, una delle propaggini del colle Esquilino, e il Palatino. La collina venne in gran parte parte sbancata negli anni trenta per l'apertura di via dei Fori Imperiali, puntellando ciò che ne rimaneva con l'alto muro di sostegno che ora delimita la strada verso nordest.

La Velia (talvolta indicata anche al plurale, come Veliae) era compresa nell'antichissima lista del Septimontium [1] e insieme al Palatino costituì una delle quattro regioni in cui il re Servio Tullio aveva diviso la città.

Sull'area della collina risparmiata dagli sterri (compresa grosso modo nel triangolo tra le attuali via Cavour, Fori imperiali e via degli Annibaldi) sorgono tuttora, a destra guardando il Colosseo, i resti del tempio di Venere e Roma e della Basilica di Massenzio, e a sinistra quanto rimane del Palazzo Silvestri-Rivaldi e del suo giardino.

Sulla Velia si trovava la domus di Publio Valerio Publicola, che lo stesso fece demolire in una sola notte, non appena seppe che tra il popolo girava la voce che avesse intenzione di farsi re. Al posto della sua casa fu eretto il tempio dedicato alla dea Vica Pota.[2] Accanto alla casa si trovava anche la tomba, che gli fu concesso di costruire in via eccezionale dentro il pomerium.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Theodor Mommsen, Storia di Roma, Vol. I, Cap. IV, par. La città Palatina ed i Sette colli.
  2. ^ Tito Livio, Ab Urbe Condita, II, 7.6

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]