Colosso di Nerone
Il Colosso di Nerone era un monumento dell'antica Roma, raffigurante in origine l'imperatore Nerone.
Il Colosso fu costruito in bronzo dallo scultore Zenodoro, ed era alto 110 piedi secondo Plinio il vecchio[1], 120 secondo Svetonio[2] o 102 secondo il Cronografo del 354 [1]. Originariamente il colosso era situato nel vestibolo della Domus Aurea, in summa sacra via[3]. Dalla vicinanza del Colosso l'anfiteatro Flavio fu soprannominato Colosseo. L'incendio della Domus Aurea danneggiò il monumento che fu restaurato da Vespasiano, il quale lo convertì in una rappresentazione del dio Sole[4]. Adriano impiegò ventiquattro elefanti nell'impresa di spostarlo per far posto al nuovo tempio di Venere e Roma[5]. Attualmente è ancora visibile il basamento di tufo sul quale era collocata la statua. Il 6 giugno il Colosso veniva incoronato, cioè addobbato con ghirlande di fiori[6].
[modifica] Fine del Colosso
L'ultima citazione della statua è nel Cronografo del 354. Oggi, nulla rimane del Colosso di Nerone tranne le sopradette fondamenta del basamento vicino al Colosseo.
È possibile che sia stato distrutto nel Sacco di Roma (410), oppure caduto in un terremoto che Roma subì nel V secolo, ed il suo metallo riutilizzato.[7]
[modifica] Note
- ^ Plinio il vecchio, Storia naturale, XXXIV, 7 s18
- ^ Svetonio, Vite dei dodici Cesari, "Nerone", 31
- ^ Marziale, Spettacoli, II, 1; Epistole, I, 71, 7; Cassio Dione, LXVI, 15)
- ^ Girolamo, in Hab. c3; Svetonio, Vite dei dodici Cesari, "Vespasiano" 18; Plinio il vecchio l.c.; cfr. Historia Augusta, Commodo, 17; Cassio Dione, Storia di Roma, LXXII, 15
- ^ Historia Augusta, Adriano, 19
- ^ Charles-François Dupuis, Origine des tous les cultes, Parigi, Louis Rousier, 1836, p. 242.
- ^ Albertson, Fred C.(2001). "Zenodorus's "Colossus of Nero"". Memoirs of the American Academy in Rome