Fonte di Giuturna

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Coordinate: 41°53′29.65″N 12°29′09.2″E / 41.891569°N 12.485889°E41.891569; 12.485889

Fonte di Giuturna
La fonte di Giuturna.
La fonte di Giuturna.
Civiltà romana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Roma
Scavi
Data scoperta 1900
Date scavi 1900-1901
Amministrazione
Ente SSBAR
Responsabile Mariarosaria Barbera
Visitabile si

La fonte di Giuturna è una sorgente collocata nel Foro Romano, tra il tempio dei Càstori e la casa delle Vestali.

La fonte era tra le più antiche e importanti della città e sgorgava ai piedi del Palatino. Giuturna era una ninfa sorella di re Turno, che era la divinizzazione della fonte stessa, come spesso accadde nel mondo antico.

La sorgente era stata decorata monumentalmente in epoca repubblicana e venne scavata nel 1900. Il bacino è approssimativamente quadrato, rivestito di marmo e con al centro un piedistallo rettangolare. A circa un metro di profondità, sulla pavimentazione di epoca augustea, si trova il bacino inferiore di epoca repubblicana, costruito in opera quasi reticolata, tipica del periodo a cavallo tra la fine del II e l'inizio del I secolo a.C. La datazione più accettata è quella connessa al restauro del vicino tempio dei Càstori a opera di Lucio Cecilio Metello Dalmatico nel 117 a.C. Vi si notano dei restauri più tardi, probabilmente dell'inizio della fase imperiale, in tufo diverso, databile al restauro in epoca tiberiana del tempio.

Nel bacino furono rinvenute le statue dei Dioscuri fatte a pezzi, originariamente poste, quasi certamente, sul piedistallo centrale e oggi conservate nell'Antiquarium del Foro. Raffiguravano i Dioscuri nell'atto di abbeverare i loro cavalli alla fonte, come nella loro leggendaria apparizione nel Foro prima della vittoriosa battaglia del Lago Regillo.

Si tratta di opere in stile arcaico, tipiche della tarda età ellenistica coeva alla fine del II secolo a.C. Furono probabilmente danneggiate nell'incendio del 12 a.C., come dimostrano i restauri in marmo differente (marmo di Carrara invece che marmo pentelico) e le tracce di fuoco.

Il rilievo che si vede oggi vicino al bordo della fonte è una copia (l'originale è nell'Antiquarium) di un rilievo traianeo con i Dioscuri, i loro genitori Giove e Leda e Giuturna. Il pozzo marmoreo antistante ha una doppia iscrizione col nome di Marco Barbazio Pollione, edile curule, vissuto in epoca cesariano-augustea. L'ara invece risale all'epoca di Settimio Severo e presenta una raffigurazione di Giuturna e Turno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]