Esquilino

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Coordinate: 41°53′44″N 12°29′48″E / 41.895556°N 12.496667°E41.895556; 12.496667

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I sette colli di Roma : Aventino, Campidoglio, Celio, Esquilino, Palatino, Quirinale, Viminale

Il colle Esquilino è uno dei sette colli su cui venne fondata Roma.

L'Esquilino, il più alto ed esteso dell'Urbe, era formato in realtà da tre alture: l'Opius nel settore meridionale, il Fagutal in quello occidentale, confinante con la Velia, ed il Cispius nella parte settentrionale, dove si trova attualmente la basilica di Santa Maria Maggiore.

Non si deve confondere l'entità orografica del colle Esquilino con quella amministrativa del Rione Esquilino. Quest'ultimo occupa il colle nella sua parte nordorientale, mentre la parte sudoccidentale del colle è occupata dal Rione Monti, uno dei più antichi di Roma. I due rioni sono separati dalla via Merulana, una lunga via che collega tra loro le basiliche patriarcali di S. Maria Maggiore e di S. Giovanni in Laterano. Nel corso dell'ultimo ventennio del XX secolo, nel Rione Esquilino si è andata costituendo una grande concentrazione di attività commerciali di persone provenienti da paesi extraeuropei, anzitutto cinesi, la cui comunità è a Roma la più numerosa d'Italia, seconda solo a Prato, con oltre 20.000 presenze.

Primi insediamenti[modifica | modifica sorgente]

Il nucleo abitato dell'Esquilino ha origini risalenti all'VIII secolo a.C., quando gli abitanti costituivano una sorta di sobborgo della città palatina. Ciò è testimoniato per esempio dai resti di una estesa necropoli con una fase, fra le altre, databile tra la metà dell'VIII e la metà del VII secolo a.C.

In origine costituiva un corpo unico con gli altri sei colli, formando un altopiano che, eroso da numerosi corsi d'acqua che ne hanno inciso le piroclastiti di superficie e gli altri tufi antichi (modellamento), si è diviso in valli ed alture dando alla zona un aspetto simile a quello di altre città del Lazio come Valmontone, Sutri e Veio. Il sottosuolo presenta, sovrapposta ai livelli sedimentari fluvio-palustri paleotiberini, una potente stratificazione di tufi litoidi, che testimonia un'attività eruttiva piuttosto notevole dovuta ai vicini vulcani dell'area laziale e sabatina, le cui caldere, cessata l'attività eruttiva, sono ora trasformate in laghi. La vastità e la consistenza di questi giacimenti tufacei spiega il grande successo di questo materiale di facile lavorazione in tutte le attività costruttive dei romani.

Le tre cime dell'Esqulino, il Fagutal, l'Opius ed il Cispius, facevano parte del Septimontium, che rappresentava la fase espansiva di Roma, successiva a quella del nucleo originario, identificato con la Roma quadrata[1].

Il colle fu poi annesso alla città da Servio Tullio, sesto re di Roma.[2]

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il nome Esquilino ha dato adito a numerose interpretazioni da parte degli studiosi, tutte credibili ma nessuna che ne stabilisca con certezza l'origine: gli stessi autori latini non precisano l'etimo da cui esso deriva.

Alcuni affermano che gli exquilini erano gli abitanti della fascia suburbana per distinguerli dagli inquilini che risiedevano nell'Urbe. Aexquilae deriva dalla radice di ex-colere, che significa appunto "abitare fuori" (dalle mura).

Altri sostengono che il toponimo provenga da aesculi (eschi), arbusti di leccio cari a Giove: sul colle, alle origini, si trovavano appunto un tempio e un bosco sacro a Mefite e Giunone Lucina, divinità cui gli antichi abitanti si rivolgevano affinché fugassero i miasmi della malsana zona circostante.

Una terza ipotesi è che esso derivi da excubiae, ovvero le guardie mandate da Romolo per difendersi dalle insidie sabine di Tito Tazio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Theodor Mommsen, Storia di Roma, Vol. I, Cap. IV, par. La città Palatina ed i Sette colli.
  2. ^ Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, I, 7; Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 1.40; Strabone, Geografia, V, 3,7.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sette colli di Roma
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