Esquilino (rione di Roma)

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Coordinate: 41°53′39.71″N 12°30′09.4″E / 41.894363°N 12.502611°E41.894363; 12.502611

R. XV Esquilino
L'Esquilino dalla loggia di S. Maria Maggiore
L'Esquilino dalla loggia di S. Maria Maggiore
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma I
Superficie 1,5807 km²
Abitanti 23 114 ab.[1] (2010)
Densità 14 622,64 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Esquilino è il quindicesimo rione di Roma, indicato con R. XV[2].

Lo stemma è formato da due figure: un albero e un monte, il tutto in campo d'argento.

Il toponimo indica anche la zona urbanistica 1e del I Municipio. Popolazione della zona urbanistica: 37.383[1] abitanti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome "esquilino" deriva da quello del castra degli equites singulares (guardia imperiale a cavallo) poiché sul Celio nei pressi dell'attuale Via Tasso era la loro caserma (Castra Priora equitum singularium). L'imperatore Settimio Severo, edificò un nuovo grande complesso denominato Castra Nova equitum singularium (Nuova Caserma dei cavalieri scelti) là dove oggi sorge la Basilica di San Giovanni in Laterano.

L'Esquilino è uno dei rioni esterni del centro storico. Di antica urbanizzazione (con Palatina, Collina e Suburrana era una delle quattro regiones della Roma serviana), con i suoi tre colli (Cispius, Oppius e Fagutalis) comprendeva fino alla regionalizzazione di Augusto tutta l'area oggi attribuita al rione Monti.

Il territorio del rione attuale è tuttavia da sempre una sorta di territorio di confine della città, intesa come centro storico: inizialmente al margine delle mura serviane, di cui conteneva l'agger (che correva dall'attuale Stazione Termini a via Merulana), in età imperiale fu incluso nelle mura aureliane, ma rimase sempre marginale alla città propriamente intesa, tanto che una delle etimologie del nome lo fa derivare dal termine latino esquiliae, che indicava i sobborghi.

Fino ad Augusto la zona oltre l'agger delle mura repubblicane era una sorta di vastissima discarica dei rifiuti della città, e sede anche di un cimitero, diviso in un'area per gli schiavi e in una per i cittadini di modeste condizioni che potevano però permettersi il posto in un colombarium. Il Lanciani descrive la scoperta e l'esplorazione di una settantina di questi puticoli, nelle vicinanze di quella che è oggi la stazione Termini.

La riforma urbana voluta da Augusto, in tempi in cui la città si era enormemente estesa e nessuno pensava che avrebbe mai più avuto bisogno di mura, seppellì fra l'altro sotto una decina di metri di terra di riporto questi terreni inquinati e pestilenziali, il terrapieno delle antiche mura divenne una sorta di passeggiata pubblica, e su quei terreni sorsero gli Orti di Mecenate, splendidi giardini che contenevano fra l'altro un'alta torre dalla quale Svetonio dice che Nerone assistette all'incendio di Roma, dei quali è stato riportato alla luce, nel 1874, l'Auditorium di Mecenate. L'aula faceva parte di un complesso molto più ampio, che fu interamente demolito per rendere edificabile il terreno: la nuova capitale aveva bisogno di alloggi, e i suoi costruttori non andavano per il sottile[3].

Piazza dell'Esquilino in una foto del 1895

Fino al tardo impero l'Esquilino fu sede di ville residenziali (Horti), piuttosto che di case popolari: nell'antichità il popolo continuava infatti ad ammassarsi nei rioni più in basso, come la Suburra.

Durante il medioevo la zona passò in possesso di vari ordini e conventi localizzati nei dintorni di Santa Maria Maggiore, e successivamente (dal Seicento) tornò ad essere sede di varie ville. In villa Palombara fu edificata nella seconda metà del Seicento la famosa Porta Alchemica, che si può ammirare oggi nei giardini di piazza Vittorio Emanuele II.

Le pur rilevanti persistenze antiche sono state completamente soffocate dalla parte residenziale del rione attuale, edificata ex novo dopo il 1870 come quartiere d'abitazione per la nuova borghesia impiegatizia (Nuovo Quartiere Esquilino). Ciò ne ha definito le caratteristiche edilizie ed urbanistiche, e ne fa uno dei più regolari di Roma, insieme al rione Prati.

Per questa sua banalità, e per la prossimità ad una grande area di infrastrutture industriali come è la stazione centrale e i suoi vasti impianti di servizio, il rione è quasi completamente fuori dai percorsi turistici standard, che generalmente toccano solo i suoi confini esterni - le basiliche e la stazione Termini.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del rione


Punti salienti[modifica | modifica wikitesto]

Per la sua regolarità topografica, la zona si presenta come un quadrilatero molto allungato in corrispondenza dei terreni dedicati al traffico ferroviario. I punti salienti del rione sono:

I Trofei di Mario in piazza Vittorio Emanuele
  • Basilica di Santa Maria Maggiore.
  • Stazione Termini: il prospetto della stazione Termini è uno dei pochissimi edifici pubblici costruiti a Roma nel secondo dopoguerra, su disegno degli architetti Montuori e Vitellozzi (1950). Del precedente progetto anni trenta di netta impronta futurista, dovuto all'ingegner Angiolo Mazzoni, furono realizzati solo gli edifici tecnici.
  • Via Merulana: ampia strada di collegamento con piazza San Giovanni, resa celebre dal romanzo di Gadda, che fra l'altro descrive bene la sociologia originaria del rione. La via moderna segue il tracciato della cinquecentesca via Gregoriana tracciata dal papa Gregorio XIII e prolungata da Sisto V per offrire un adeguato scenario a processioni e cortei pontifici tra Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, la Scala Santa e Santa Croce in Gerusalemme. Attorno sorsero dal XVII secolo ville patrizie suburbane, l'ultima delle quali (1830) fu villa Wolkonsky, l'unica giuntaci quasi integra mentre le altre cadevano sotto il piccone dell'urbanizzazione umbertina.
  • Auditorium di Mecenate.
  • Piazza Vittorio Emanuele II: comunemente abbreviata in Piazza Vittorio è una piazza completamente porticata secondo la moda piemontese, unica nel suo genere a Roma. Al centro c'è un grande giardino, oggetto negli anni novanta di un restauro che ha permesso di salvare i resti dei cosiddetti "Trofei di Mario". Il nome gli deriva da due trofei marmorei spostati poi da Sisto V alla Cordonata al Campidoglio. Nella zona si stabilì fin dagli anni sessanta una piccola comunità cinese, molto cresciuta negli ultimi anni.
  • Tempio di Minerva Medica.
  • Santa Croce in Gerusalemme.
  • Porta Maggiore: la grande struttura attuale a due fornici è quanto resta della mostra d'acque in cui convergevano otto degli acquedotti che alimentavano Roma, in particolare l'acquedotto Claudio. Incorporata nelle mura aureliane nel 272, fu rinominata Porta Praenestina (ancora oggi la via Prenestina esce da lì). Prese il nome di Porta Maggiore durante il medioevo, presumibilmente perché da lì si andava verso Santa Maria Maggiore.
  • Basilica sotterranea di Porta Maggiore: esterna alla porta e al rione[4], è una struttura scoperta nel 1917 di cui non è chiara la destinazione (sede di un culto pitagorico, monumento funerario?), ma che presenta importanti stucchi di carattere mitologico.
  • Sepolcro di Eurisace: anche questo esterno alla porta, quasi a ridosso di essa, è una tomba monumentale del I secolo a.C., costruita ad imitazione di un forno da panettiere, e dedicata ad un fornaio romano.
  • Palazzo del Freddo Giovanni Fassi: storica gelateria fondata da Giovanni Fassi.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Edifici di culto[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Confini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Roma Capitale - Dipartimento risorse tecnologiche - servizi delegati - statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2010.
  2. ^ Rendina-Paradisi, 22.
  3. ^ Per la topografia antica del quartiere, in particolare nell'area di piazza Vittorio, si veda Barrano, Colli, Martines, Roma. Piazza Vittorio Emanuele II. Un nuovo settore degli Horti Lamiani'
  4. ^ Si trova nel quartiere Prenestino-Labicano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudia Cerchiai, RIONE XV. ESQUILINO in I Rioni e i Quartieri di Roma, vol. 5, Roma, Newton Compton Editori, 1990.
  • AA. VV., Esquilino Pigneto. Due sistemi urbani a confronto­, Roma, EdUP, 2009, ISBN 978-88-8421-206-1.
  • Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma A.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: Vittorio Emanuele e Manzoni - Museo della Liberazione.
Ferrovia Roma-Pantano.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: Termini - Laziali e Santa Bibiana.
È raggiungibile dalle fermate Termini, Napoleone III, P.za Vittorio Emanuele II, Principe Eugenio/Manzoni e Farini del tram Rete_tranviaria_di_Roma
È raggiungibile dalle fermate Termini, Napoleone III, P.za Vittorio Emanuele II, Principe Eugenio/Manzoni e Farini del tram Rete_tranviaria_di_Roma

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