Parione

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Coordinate: 41°53′51.36″N 12°28′18.29″E / 41.897599°N 12.471746°E41.897599; 12.471746

R. VI Parione
Piazza Navona
Piazza Navona
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma I
Codice 106
Superficie 0,1938 km²
Abitanti 3 016 ab.[1] (2011)
Densità 15 562,44 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Parione è il sesto rione di Roma, indicato con R. VI.

Il nome deriva dalla presenza nel rione di un muro antico di dimensioni enormi, forse appartenente allo stadio di Domiziano. Tale muro fu chiamato dal popolo Parietone, da cui il nome Parione. Il suo stemma è un Grifo, creatura mitologica greca con la testa d'aquila ed il corpo di leone. Fu scelto come simbolo di fierezza e nobiltà.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo dell'antica Roma tale rione apparteneva alla IX regione augustea detta Circo Flaminio. Nella zona c'era lo stadio di Domiziano, l'Odeon, il teatro e la curia di Pompeo.

Sempre Domiziano fece costruire l'Odeon (in latino Odeum), per ospitare gare poetiche e musicali.

Intorno al 1200 fu chiamato Parione e S. Lorenzo in Damaso e la popolazione continuò a crescere fino al 1400, quando ottenne grande importanza grazie alla pavimentazione della vicina piazza di Campo de' Fiori, che ben presto divenne un centro economico e di passaggio per molti signori.

Sotto papa Sisto IV (1471-1484) il rione perse il suo volto caotico tipicamente medievale per un taglio più rinascimentale dovuto ad una ristrutturazione dei palazzi, all'allargamento delle strade, ecc. Nello stesso periodo viene costruito ponte Sisto, collegamento tra Trastevere e Parione.

Risistemazioni e la pavimentazione di nuove strade favorirono l'urbanizzazione a cavallo tra 1400 e 1500. Nello stesso tempo numerosi artisti furono chiamati ad abbellire le facciate degli edifici, pratica che ebbe origine nel nord Italia e si diffuse in Roma in quel periodo. Nel 1500 l'intensa attività commerciale in Campo de' Fiori si spostò progressivamente in piazza Navona, che era preferita perché più ampia.

Nel 1600 piazza Navona assunse un nuovo volto grazie alla risistemazione del Bernini, altre case furono costruite per colmare lo spazio tra le costruzioni. Fino al periodo di Roma capitale non ci furono grandi stravolgimenti nel rione, in cui le nuove opere barocche si affiancavano ad altre rinascimentali, tranne l'apertura di corso Vittorio Emanuele II, grande strada dall'andamento flessuoso per evitare gli edifici monumentali già presenti. Se un palazzo era troppo sporgente, si demoliva solo la parte più esterna per ricostruire la facciata identica alla precedente.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del rione

I confini[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant'Eustachio: piazza delle Cinque Lune, corso Rinascimento, piazza Madama, piazza sant'Andrea della Valle, largo dei Chiavari, largo del Pallaro, piazza dei Satiri, via dei Chiavari
  • Regola: via dei Giubbonari, campo de' Fiori, via dei Cappellari, via del Pellegrino, via dei Banchi Vecchi
  • Ponte: vicolo Cellini, via dei Filippini, piazza dell'Orologio, via del Governo Vecchio, via del Corallo, Piazza del Fico, vicolo delle Vacche, via di Tor Millina, via di Santa maria dell'Anima, Largo Febo, via di Tor Sanguigna, piazza delle Cinque Lune

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Edifici[modifica | modifica wikitesto]

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Chiese sconsacrate:

Chiese scomparse:

Altri monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roma Capitale - Dipartimento risorse tecnologiche - servizi delegati - statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Carpaneto, RIONE VI. PARIONE in I Rioni e i Quartieri di Roma, vol. 2, Roma, Newton Compton Editori, 1989.
  • Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3.

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