Chiesa di Santa Maria della Pace (Roma)
Coordinate: 41°53′60″N 12°28′18″E / 41.899985°N 12.471693°E
| Santa Maria della Pace | |
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Esterno |
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| Paese | Italia |
| Regione | Lazio |
| Località | Roma |
| Religione | Cristiana cattolica di rito romano |
| Diocesi | Diocesi di Roma |
| Architetto | Pietro da Cortona (rifacimento della facciata e piazza) |
| Stile architettonico | Barocco e rinascimentale |
| Inizio costruzione | 1482 |
| Completamento | XVII secolo |
Santa Maria della Pace è una chiesa di Roma che si trova nel rione Ponte, non distante da piazza Navona.
Indice |
[modifica] Storia
In precedenza sul luogo esisteva una cappella intitolata a Sant'Andrea de Aquaricariis.[1] Nel 1482, in base ad un voto di papa Sisto IV sulle fondazioni della cappella fu edificata una chiesa dedicata a Maria per ricordare un evento miracoloso per cui un'immagine della Vergine avrebbe sanguinato in questo luogo.[2] L'autore di questo nuovo progetto non è noto: se si pensa che sia stato Baccio Pontelli o Meo del Caprino od entrambi.[3]
Nel 1611 fu rifatto l'altare maggiore e la tribuna. Nel 1656-1667 papa Alessandro VII fece restaurare l'edificio da Pietro da Cortona, che aggiunse la famosa facciata barocca che si spinge in avanti tra le ali concave: questa facciata, che voleva simulare un palcoscenico teatrale, ha due ordini ed è preceduta da un pronao semi-circolare sostenuto da colonne tuscaniche binate. La chiesa si spinge in avanti riempiendo quasi completamente lo spazio della piccola piazza che la precede; molte case furono demolite da Pietro da Cortona per creare questo spazio trapezoidale asimmetrico, che, col suo aspetto unitario intensamente plasmato, si pone tra le principali realizzazioni del barocco romano.
[modifica] Interno
L'interno, che può essere raggiunto dal portale originale del XV secolo, ha una breve navata con una crociera ottagonale ed una tribuna sormontata da una cupola. Carlo Maderno disegnò l'alto altare (1614) per incorniciare il venerabile dipinto della Madonna col Bambino. Stefano Maderno scolpì le statue della Pace e della Giustizia nel 1614 che gli valgono, secondo la storiografia tradizionale, da certo Gasparo Rivaldi, impresario delle gabelle di Roma, un impiego alla dogana del porto di Ripetta.
Raffaello eseguì i famosi affreschi delle Sibille e angeli, in base alla istruzioni ricevute dagli Angeli, affreschi situati sopra l'arco che porta alla cappella, commissionata da Agostino Chigi, il banchiere del papa.[4]
La seconda cappella a destra (la cappella Cesi) fu progettata da Antonio da Sangallo il Giovane ed ha una deliziosa decorazione rinascimentale sull'arcata esterna, opera di Simone Mosca, e due piccoli affreschi, la Creazione di Eva ed il Peccato originale di Rosso Fiorentino.
La prima cappella sulla sinistra (Cappella Ponzetti) ha dei notevole affreschi rinascimentali di Baldassarre Peruzzi, che è più noto come architetto. La seconda cappella ha dei marmi presi dal Tempio di Giove Capitolino. Pure ammirevole è il monumento al vescovo Giovan Andrea Boccaccio, opera rinascimentale dello scultore lombardo Luigi Capponi, seguace di Andrea Bregno.
La tribuna ha dipinti di Carlo Maratta, Peruzzi, Orazio Gentileschi, Francesco Albani, Giovanni Maria Morandi ed altri.
[modifica] Organo
Nella chiesa, collocato sopra una cantoria, vi è l'antico organo a canne,commissionato da Alessandro VII e costruito probabilmente dall'organaro Giuseppe Testa. Lo strumento fu realizzato in sostituzione di uno più antico, risalente al 1506 e opera dei napoletani Giovanni Matteo di Niccolò e Giovanni Francesco Mormanno; questo aveva una tastiera di 47 tasti e i seguenti registri:
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Durante il rifacimento dell'organo antico, Gianlorenzo Bernini fu incaricato, nel 1655 di disegnarne la nuova cassa, realizzata dal suo amico scultore Antonio Raggi, con le due cuspidi laterali di nove canne e quella centrale di 11. Il nuovo organo fu dotato di una tastiera di 50 tasti, una pedaliera a leggio di 9 pedali e dei seguenti registri:
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Dello strumento seicentesco, attualmente (2011), non rimangono che le 27 canne di facciata e il resto del materiale fonico (somieri, mantici, altre canne...) sono perlopiù ottocenteschi.
[modifica] Chiostro
Un altro elemento di spicco della chiesa è il Chiostro del Bramante (1500-1504), costruito dal Bramante per il cardinale Oliviero Carafa. Rappresenta una delle opere più importanti del Rinascimento cinquecentesco e fu tra le prime opere romane progettate da Bramante dopo il periodo milanese.
La pianta quadrata è ottenuta attraverso la ripetizione di un modulo pari alla larghezza del portico, che dimensiona il vuoto centrale (4x4) e il refettorio adiacente (2x4). Lo spazio centrale è circondato da 16 pilastri (16 è un numero perfetto secondo Vitruvio) che formano un portico continuo di volte a crociera. In alzato è costituito da due ordini, proporzionati secondo la regola vitruvianavitruviana, seguita poi tra gli altri da Leon Battista Alberti e dal Serlio, che vuole il secondo ordine diminuito in altezza di 1/4 rispetto al primo.
Il primo ordine è composto da archi a tutto sesto su pilastri, ai quali è addossata una parasta con alto basamento (mutuata probabilmente da Antonio da Sangallo il Vecchio, nel secondo ordine del Forte Sangallo a Civita Castellana) che si eleva fino al fregio continuo che separa i due ordini. Il pilastro è di ordine dorico, mentre per le paraste rivolte al centro usa il più importante ordine ionico, a sottolineare come per Bramante fosse di primaria importanza lo spazio aperto centrale
Il secondo ordine è costituito invece da architravi poggianti alternativamente su pilastri di ordine composito e colonne corinzie al centro dell'interasse. Questa soluzione contraddice fortemente i principi vitruviani di porre pieno su pieno e vuoto su vuoto, e di non porre mai due ordini differenti sotto la stessa trabeazione. L'architetto urbinate manifesta qui un carattere sperimentale e la volontà di forzare le regole classiche in favore dell'armonia e del bello.
Il linguaggio severo, privo di ogni decorazione, differenzia profondamente questa dalle opere realizzate da Bramante durante il precedente periodo milanese, dove l'architetto urbinate aveva invece fatto ampio ricorso a decorazioni di gusto lombardo.
Il chiostro è sede di mostre d'arte temporanee.
[modifica] Note
- ^ Aquaricariis: "portatori di acqua" da cui dipese la città dopo la rottura degli acquedotti.
- ^ Sisto IV fu colpito dell'evento e fece il voto che se la congiura dei Pazzi, in cui era in qualche modo coinvolto, non avesse portato alla guerra che si temeva, avrebbe fatto costruire in questo luogo una grande chiesa dedicata alla Madonna.
- ^ Luciano Zeppegno e Roberto Mattonelli, La chiese di Roma, p. 127
- ^ Gli affreschi non furono terminati a causa della morte di Raffaello (1520) e furono conclusi in base ai disegni originali dell'artista da Sebastiano del Piombo. L'allievo di Raffaello, Timoteo Viti dipinse i Quattro profeti.
[modifica] Bibliografia
- Luciano Zeppegno e Roberto Mattonelli, La chiese di Roma, Roma, Newton Compton Editore, 1996, ISBN 88-7983-238-7
- Federico Gizzi, Le chiese rinascimentali di Roma, Newton Compton, 1994
- Giovanni Battistelli, Oscar Mischiati, Arnaldo Morelli, Claudio M. Strinati, Organi e cantorie nelle chiese di Roma Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1994.
[modifica] Collegamenti esterni
- Chris Nyborg, "S. Maria della Pace"
- (EN) Pietro da Cortona urbanistic plan of Santa Maria della Pace
- Diego Angeli: Le Chiese di Roma
[modifica] Voci correlate
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