Chiesa di San Nicola dei Lorenesi

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Coordinate: 41°53′59.67″N 12°28′20.44″E / 41.899907°N 12.472344°E41.899907; 12.472344

San Nicola dei Lorenesi
Esterno
Esterno
Stato Italia Italia
Regione Lazio
Località Roma
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Nicola di Bari
Diocesi Diocesi di Roma
Consacrazione 1632

San Nicola dei Lorenesi è una luogo di culto cattolico di Roma, sita in Largo Febo, vicino Piazza Navona, nel rione Parione. Dopo l'annessione del Ducato di Lorena alla Francia nel 1766, l'edificio è stato integrato nei Pieux Établissements de la France à Rome et Lorette.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Rinascimento, i Francesi ed i Lorenesi formarono la Congrégration de Saint-Louis che diede mano alla costruzione della chiesa di San Luigi dei Francesi nel 1588. Una parte di questa chiesa fu pagata dal duca Carlo III di Lorena per rappresentare lo stato lorenese presso il Vaticano.

Nel 1587, i Lorenesi crearono una nuova confraternita indipendente da quella francese con il nome di Confraternité de Saint-Nicolas et de Sainte-Catherine de la Nation de Lorraine et de Barrois, che fu autorizzata a possedere una cappella all'interno di San Luigi dei Francesi e con l'obiettivo di costruire una chiesa propria a Roma.

Nel 1622, il papa concesse alla confraternita una chiesa intitolata San Nicola in Agone, presso Piazza Navona. La chiesa ricostruita dall'architetto François Desjardins (Francesco Giardini) fu consacrata nel 1632 con il nome di San Nicola dei Lorenesi permettendo così al Ducato di Lorena di essere rappresentato a Roma da una chiesa propria.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio è sobrio, di stile classico a navata singola, con due cappelle laterali; la facciata fu ornata con marmi provenienti dallo stadio di Domiziano.

Dietro l'altare maggiore un trompe-l'oeil simula un'abside circolare ed un altro orna la cupola.

Presenta molti stucchi ed alcune pitture di Nicolas Lorrain e di altri pittori paesaggisti lorenesi del periodo.

Nel XVII secolo Corrado Giaquinto ha eseguito alcuni affreschi: San Nicola fa sgorgare l'acqua da una roccia, Le quattro virtù cardinali, La trinità e san Nicola, Le tre virtù teologali e L'angelo che libera un prigioniero.

Per il giubileo del 1750 Giaquinto dipinge anche due quadri d'altare, San Nicola e gli ufficiali di Constantino, e San Nicola che questa la tempesta.

La chiesa è stata restaurata a spese della Francia e della Regione Lorena.

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