Celio (rione di Roma)

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Coordinate: 41°52′54.48″N 12°29′43.14″E / 41.881799°N 12.495317°E41.881799; 12.495317

R. XIX Celio
Il Colosseo
Il Colosseo
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma
Circoscrizione Municipio Roma I
Superficie 0,8254 km²
Abitanti 3 094 ab.[1] (2009)
Densità 3 748,49 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Celio è il diciannovesimo rione di Roma, indicato con R. XIX[2].

Lo stemma rionale raffigura il profilo di un africano con un copricapo di testa di elefante e spighe d'oro su fondo argento.

Il significato araldico è riconducibile alla memoria storica dei legionari africani che erano presenti sul colle Celio e capitanati dal Console Scipione detto l'Africano. A ciò si aggiunge anche il ritrovamento archeologico nel territorio del rione di un busto marmoreo raffigurante un "africano" che è conservato nei Musei Capitolini di Roma. Via Capo d'Africa ricorda la presenza di Scipione l'Africano nel colle Celio. La Tomba degli Scipioni è situata nel territorio del rione Celio, tra via Latina e Appia Antica, prima di porta San Sebastiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Celio è uno dei Sette Colli dell'antica Roma. È il toponimo di Celio Vibenna, di Gens Etrusca al pari di Servio Tullio (Mastranna:il Re di Vulci) e Tullo Ostilio che dimoravano sul Colle Celio, facente parte del territorio etrusco che si estendeva in prevalenza oltre il Tevere. La storia recente del Rione Celio (rione XIX), come entità Amministrativa, è relativamente breve: la zona attuale faceva parte dei rioni Monti e Campitelli, e fino al 1870 (Unità d'Italia) era relativamente abitata. Ne emergevano i complessi ecclesiastici tra vigne e orti, la Basilica di S. Clemente (il Mitreo) e de' Santi Quattro Coronati (Presidio Scipioni), S. Stefano Rotondo (Macellum), la Villa Celimontana, il Ninfeo di Nerone, l'acquedotto Claudio e altre varie rovine di epoca romana e medioevale.

Il comprensorio divenne quindi uno dei primi per i quali furono stipulate - nel 1872-73 le convenzioni edilizie per realizzare le nuove cubature destinate a servizi e ai nuovi arrivati nella capitale.

In particolare, fu localizzato sull'alto del colle l'Ospedale militare, costruito fra il 1885 e il 1891, al centro di una vasta zona che venne (ed è ancora) riservata al demanio militare, in prossimità del sito medioevale di Santo Stefano in Formis, che aveva anch'esso un ospedale annesso al monastero. Fino al secondo dopoguerra l'edilizia residenziale si limitò a riordinare alcune strade in basso, verso il Colosseo. Un vasto complesso edilizio costituito da case popolari (IACP), prospiciente piazza Celimontana e via Claudia, separato da via de' Simmachi, fu demolito nel 1968; oggi in questa vasta area urbana, prospiciente l'Ospedale Militare "Celio" è stato realizzato nel 2003 dal Comune di Roma un parco pubblico denominato "Parco della Pace" del Rione Celio.

Il rione fu istituito nel 1921, ma è ancora oggi uno di quelli più riparati dal traffico che turbina ai suoi margini, e meno densamente popolati di Roma. La zona si mantiene per molti aspetti popolare, di certo più povero di rioni come Colonna che hanno cambiato quasi radicalmente la struttura sociale.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma del rione

Confini, strade, piazze[modifica | modifica sorgente]

lo "stradone di San Giovanni"

Il perimetro del rione è questo:


Edifici di culto[modifica | modifica sorgente]

Sconsacrate:

Altri monumenti[modifica | modifica sorgente]

Porte[modifica | modifica sorgente]

  • Porta San Sebastiano (situata su l'Appia Antica, condivisa ad est tra il Rione Celio e il Rione San Saba.
  • Porta Arco di Dolabella (Clivo di Scauro)in prossimità del Largo della Sanità Militare
  • Porta Latina
  • Porta Metronia compresa nel confine/limite est del Rione Monti e Quartiere IX Appio Latino.
  • Porta Caelimontana (memoria storica )
  • Porta Querquetulana (primo tratto della Via Tuscilana/Via dei Santi Quattro)esistente di fatto in memoria storica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Roma - Ufficio di Statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2009.
  2. ^ Rendina-Paradisi, op. cit., 23.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Villa, RIONE XIX. CELIO in I Rioni e i Quartieri di Roma, vol. 5, Roma, Newton Compton Editori, 1990.
  • Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3.
  • AA.VV., La grande guida dei rioni di Roma, Roma, 2000. ISBN 88-8289-388-X

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