Basilica di San Lorenzo in Damaso
Coordinate: 41°53′48.72″N 12°28′18.18″E / 41.8968667°N 12.4717167°E
| Basilica di San Lorenzo in Damaso | |
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| Stato | |
| Regione | Lazio |
| Località | Roma |
| Religione | Cristiana cattolica di rito romano |
| Diocesi | Diocesi di Roma |
| Inizio costruzione | XV secolo |
| Completamento | XVIII secolo |
| Sito web | Sito della parrocchia |
San Lorenzo in Damaso è una basilica che si trova a Roma, nel rione Parione, incorporata nel Palazzo della Cancelleria, nella piazza che da questo prende nome. È una delle molte chiese romane dedicate a san Lorenzo.
La facciata della chiesa è inserita nella lunga facciata del Palazzo, sulla destra.
Indice |
Storia [modifica]
La chiesa è nota sin dall'antichità, dal sinodo di papa Simmaco, (499) come Titulus Damasi. Secondo la tradizione, San Lorenzo in Damaso fu costruita per la prima volta da papa Damaso I nella sua casa verso il 380.
Esiste un distico attribuito a papa Damaso che celebra la costruzione della chiesa:
- HAEC DAMASVS TIBI CHRISTE DEVS NOVA TECTA DICAVI
- LAVRENTII SAEPTVS MARTYRIS AVXILIO.[1]
Donato Bramante la modificò sostanzialmente alla fine del XV secolo su ordine del cardinale Raffaele Riario, durante i lavori di restauro del contiguo Palazzo della Cancelleria, dandole una nuova forma interna.
Nei primi anni del XIX secolo, sotto la dominazione francese, fu sconsacrata. Nel 1820, dietro indicazione di papa Pio VII, fu restaurata da Giuseppe Valadier, ricevendo l'assetto attuale.[1]
Un ulteriore restauro fu reso necessario dopo un incendio che danneggiò la basilica nel 1944.
La chiesa è costruita su un mitreo romano; scavi sotto il cortile del Palazzo della Cancelleria nel 1988 – 1991 hanno rivelato fondazioni (IV e V secolo) della grande basilica fondata da Papa Damaso I, una delle più importanti chiese paleocristiane di Roma. Inoltre è stato identificato un cimitero in uso dall'VIII secolo fino a poco prima della costruzione dei palazzo. La chiesa paleocristiana aveva come particolarità una navata trasversale posta dietro l'abside, sicché la basilica appariva circondata da portici[2].
Interno [modifica]
Sull'altare maggiore c'è un olio di Federico Zuccari; sotto l'altare ci sono i corpi dei santi Eutichiano e Damaso. A sinistra c'è una statua di S. Ippolito, copia di quella che si trova ai Museo lateranense - Musei lateranensi Laterano.
Vestiboli [modifica]
Il portale è del Vignola. Nel primo vestibolo c'è la tomba di Alessandro Voltrini, un cubiculario di papa Urbano VIII, opera del Bernini, mentre nel secondo vestibolo c'è una statua di Carlo Borromeo opera di Stefano Maderno (1576-1636). Nel vestibolo, a destra c'è una cappella disegnata da Nicola Salvi, lo scultore di Fontana di Trevi, su incarico del cardinale Tommaso Ruffo che ebbe il titolo tra il 1740 ed il 1753. Gli affreschi sono di Corrado Giaquinto; il quadro sull'altare è opera di Sebastiano Conca. Sempre nel vestibolo, a sinistra c'è la cappella del Sacramento, commissionata dal cardinale Pietro Ottoboni ed affrescata con un'allegoria biblica da Andrea Casali.
Cappelle [modifica]
Nella I cappella ci sono i monumenti del principe Camillo Massimi e della moglie, opera rispettivamente di Filippo Gnaccarini (1804-1875) e di Pietro Tenerani (1789 - 1869).
Nella II cappella sempre a destra c'è, tra le altre, la tomba di Pellegrino Rossi, ministro del governo costituzionale di Pio IX, ucciso nel 1848, di Pietro Tenerani.
Nella II cappella a sinistra c'è la tomba di Annibal Caro, opera di Giovanni Antonio Dosio
Nella III c'è il sepolcro del cardinale Lodovico Scarampi, patriarca di Aquileia. La tomba è ornata da una statua giacente opera di Paolo Taccone[2].
La cappella interna della sacrestia ospita una Madonna di Nicolò Circignani, detto il Pomarancio e due statue di argento di Ciro Ferri[2].
Nella parete sinistra della cappella del Sacro Cuore di Gesù agonizzante, in un quadro, è ritratto l'architetto Vincenzo De Rossi Re (1834–1888) insieme ad altre persone mentre sottopongono al Pontefice Leone XIII gli statuti della Pia Unione del S. Cuore di Gesù Agonizzante fondata nella stessa chiesa nel 1883. FONTE: articolo dell’Osservatore Romano del 1933
Organi a canne[3] [modifica]
Storia [modifica]
Il primo organo della basilica fu costruito nel 1533 dall'organaro napoletano Niccolò Asprelli per volere del cardinale Alessandro Farnese il Giovane. Con la costruzione della nuova abside su progetto di Gian Lorenzo Bernini, l'organo venne venduto e, fra il 1638 e il 1642, vennero costruiti rispettivamente da Ennio Bonifazi e Giulio Cesare Burzio e collocati nelle due cantorie più in alto dell'abside. Nel 1853, considerate non più agibili le due cantorie superiori, venne costruito da Enrico e Girolamo Priori un nuovo organo collocato in una delle due cantorie inferiori dell'abside. Dopo il rifacimento dell'area presbiteriale ad opera di Virginio Vespignani nel 1880, l'organo ottocentesco venne posizionato nella cantoria in basso a destra. Nel 1908, venne costruito un nuovo organo a canne dalla ditta Balbiani-Vegezzi Bossi e dalla ditta Mascioni elettrificato nel 1979 (in occasione di questo lavoro furono aggiunte le campane tubolari). L'organo è stato restaurato nel 2007 dall'organaro Daniel Joseph Taccini sotto la tutela della Sovrintendenza per Beni Culturali di Roma.
Organo Balbiani Vegezzi-Bossi [modifica]
L'organo Balbiani Vegezzi-Bossi è attualmente (2011)è l'unico organo della Basilica. Esso è a trasmissione elettropneumatica con due tastiere di 56 note ed una pedaliera di 30 alla consolle ma funzionante fino a Re27. Il Grand'organo e la pedaliera sono situati nella prima cantoria a sinistra di chi guarda l'altare mentre l'espressivo (seconda tastiera) è situato nella cantoria superiore, la consolle, mobile, si trova nel presbiterio alla destra dell'altare maggiore. Di seguito la disposizione fonica dello strumento:
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Organo Priori [modifica]
L'organo Priori, a differenza dei quello costruito nel 1939, attualmente (2011) risulta non accessibile e quindi non suonabile. Lo strumento, a trasmissione meccanica, ha un'unica tastiera di 54 tasti ed una pedaliera di 22 note costantemente unita al manuale. Di seguito la sua disposizione fonica in base alla posizione dei comandi dei vari registri nelle due colonne della registriera:
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Note [modifica]
- ^ a b M. Armellini: Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX
- ^ a b c D. Angeli, Le Chiese di Roma
- ^ G. Fronzuto, Organi di Roma. Guida pratica orientativa agli organi storici e moderni, Leo S. Olschki Editore, Firenze 2007, pp. 193-195. ISBN 978-88-222-5674-4
- ^ all'interno dello strumento denominata Eolina 4'
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Basilica di San Lorenzo in Damaso
Collegamenti esterni [modifica]
- San Lorenzo in Damaso at romecity.it
- Diego Angeli: Le Chiese di Roma
- Armellini: San Lorenzo in Damaso
- "San Lorenzo in Damaso", by Chris Nyborg.
- San Lorenzo in Damaso a ROMA SPQR di Marco De Berardinis