Marco Minghetti

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Marco Minghetti
Riccio G. - ritratto di Marco Minghetti.jpg

Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia
Durata mandato 24 marzo 1863 –
28 settembre 1864
Capo di Stato Vittorio Emanuele II
Predecessore Luigi Carlo Farini
Successore Alfonso La Marmora

Durata mandato 10 luglio 1873 –
25 marzo 1876
Predecessore Giovanni Lanza
Successore Agostino Depretis

Dati generali
Partito politico Destra storica

Marco Minghetti (Bologna, 8 novembre 1818Roma, 10 dicembre 1886) è stato un politico italiano, appartenente alla destra storica. Sotto il suo secondo governo si raggiunse (nel 1876), per la prima volta in Italia, il pareggio di bilancio[1].

Indice

Biografia [modifica]

Nacque da una famiglia di proprietari terrieri e ricevette una preparazione culturale molto profonda. Gli interessi culturali del Minghetti spaziavano tra letteratura, scienza ed economia. Egli compì anche lunghi viaggi all'estero. Frequentò a Bologna la scuola di latino dei barnabiti, dove fu allievo di due liberali: Ugo Bassi e Alessandro Gavazzi. Nel 1832 si recò all'estero. Visitò dapprima Parigi, ospite dello zio Pio Sarti in esilio dopo i moti bolognesi del 1831. A Parigi incontrò La Fayette, Talleyrand, Terenzio Mamiani, Piero Maroncelli, ecc. Con lo zio si recò infine Londra, dove soggiornò un paio di mesi prima di ritornare a Bologna.

Aderì al movimento riformista che si era diffuso anche negli Stati Pontifici. Con l'elezione di papa Pio IX credette possibile un'alleanza fra i liberali e il Papa. Tra il 1842 ed il 1847, partecipò attivamente ai lavori della Società agraria bolognese, collaborando anche al giornale Il Felsineo e divenendone direttore. Nel novembre del 1847 divenne membro della Consulta di Stato e del primo governo ma si dimise il 19 aprile 1848.

Tra il 1848 ed il 1849, nelle file dell'esercito piemontese, partecipò alla guerra di Indipendenza, vivendo poi a Bologna negli anni della seconda restaurazione. Nel 1849 per breve tempo divenne ministro dei Lavori Pubblici. Nel 1859, dopo i moti popolari e la guerra di indipendenza, divenne presidente dell'Assemblea delle Romagne. Successivamente fu ministro degli Interni con Cavour e Ricasoli, poi delle Finanze con Farini.

Nel 1857, fondò la "Banca delle quattro legazioni" e, su indicazione del Cavour, scrisse alcune relazioni sullo stato delle province pontificie da presentare al congresso di Parigi. Nel 1858, collaborò all'attività del comitato bolognese della "Società nazionale". Tra il 24 marzo 1863 e il 28 settembre 1864 succedette a Carlo Farini nella carica di presidente del Consiglio.

Monumento in celebrazione di Minghetti ubicato in piazza S. Pantaleo a Roma.

Facendosi forte della decisa azione italiana contro la spedizione di Garibaldi all'Aspromonte, Minghetti fu in grado di negoziare un favorevole accordo con la potenza protettrice del Papa, la Francia. All'interno della Convenzione con la Francia, il governo Minghetti incluse la clausola dello spostamento della capitale da Torino a Firenze, suscitando sdegno e costernazione nella popolazione torinese. A seguito della brutale repressione delle pacifiche manifestazioni popolari di protesta, che provocò oltre 50 morti e centinaia di feriti tra Piazza Castello e Piazza San Carlo, il Re costrinse Minghetti a dimettersi dal governo.

Tra le sue più interessanti proposte ci fu quella di una riforma in senso autonomistico dello stato (progetto appoggiato anche da federalisti come Giuseppe Montanelli). Nel 1870, subito dopo la breccia di Porta Pia, con l'appoggio di Quintino Sella e di Ruggiero Bonghi riformò l'Accademia dei Lincei sul modello dell'Institut de France.

Fu nuovamente presidente del Consiglio tra il 10 luglio 1873 ed il 25 marzo 1876. Durante questa legislatura si trovò in disaccordo con la Destra, alla quale nonostante tutto apparteneva. Motivo del contendere era la rigorosa politica fiscale che perseguì e che portò al pareggio di bilancio, annunciato il 16 marzo 1876.[1][2] Fu il propugnatore dell'invio di una legazione commerciale in Cina e in Giappone e la creazione di contatti diplomatici

Matrimonio [modifica]

Il 4 settembre 1864 Marco Minghetti sposò la nobile napoletana Laura Acton (1829-1915), già vedova di Domenico Beccadelli di Bologna dei Principi di Camporeale. La coppia non ebbe figli. Tuttavia la figliastra di Minghetti, Maria Beccadelli di Bologna (1848-1929) nel 1886 diventerà moglie di Bernhard von Bülow (1849–1929), cancelliere del Reich dal 1900 al 1909. Non è vero che Marco Minghetti e la Acton non hanno avuto figli,dal loro matrimonio è nato un figlio maschio a loro premorto, sepolto nella tomba di Marco Minghetti e della Acton alla Certosa di Bologna. Pier Luigi Scanabissi Pizzoli Tabboni.

Onorificenze [modifica]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Curiosità [modifica]

Da Minghetti oggi prende il nome il Liceo Ginnasio Classico Marco Minghetti e la piazza di Bologna

Scritti [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ a b La Destra Storica e i problemi postunitari
  2. ^ Camera dei Deputati, portale storico - XII Legislatura del Regno d'Italia

Bibliografia [modifica]

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Emblema della Regno d'Italia Predecessore: Presidenti del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia Successore: Stemma dei Savoia
Luigi Carlo Farini marzo 1863 - settembre 1864 Alfonso La Marmora I
Giovanni Lanza luglio 1873 - marzo 1876 Agostino Depretis II
Camillo Benso, conte di Cavour (1861-1861)  | Bettino Ricasoli (1861-1862)  | Urbano Rattazzi (1862-1862)  | Luigi Carlo Farini (1862-1863)  | Marco Minghetti (1863-1864)  | Alfonso La Marmora (1864-1866)  | Bettino Ricasoli (1866-1867)  | Urbano Rattazzi (1867-1867)  | Luigi Federico Menabrea (1867-1869)  | Giovanni Lanza (1869-1873)  | Marco Minghetti (1873-1876)  | Agostino Depretis (1876-1878)  | Benedetto Cairoli (1878-1878)  | Agostino Depretis (1878-1879)  | Benedetto Cairoli (1879-1881)  | Agostino Depretis (1881-1887)  | Francesco Crispi (1887-1891)  | Antonio di Rudinì (1891-1892)  | Giovanni Giolitti (1892-1893)  | Francesco Crispi (1893-1896)  | Antonio di Rudinì (1896-1898)  | Luigi Pelloux (1898-1900)  | Giuseppe Saracco (1900-1901)  | Giuseppe Zanardelli (1901-1903)  | Giovanni Giolitti (1903-1905)  | Tommaso Tittoni (1905-1905)  | Alessandro Fortis (1905-1906)  | Sidney Sonnino (1906-1906)  | Giovanni Giolitti (1906-1909)  | Sidney Sonnino (1909-1910)  | Luigi Luzzatti (1910-1911)  | Giovanni Giolitti (1911-1914)  | Antonio Salandra (1914-1916)  | Paolo Boselli (1916-1917)  | Vittorio Emanuele Orlando (1917-1919)  | Francesco Saverio Nitti (1919-1920)  | Giovanni Giolitti (1920-1921)  | Ivanoe Bonomi (1921-1922)  | Luigi Facta (1922-1922)  | Benito Mussolini (1922-1943)  | Pietro Badoglio (1943-1944)  | Ivanoe Bonomi (1944-1945)  | Ferruccio Parri (1945-1945)  | Alcide De Gasperi (1945-1946)
Predecessore Ministro dell'Interno del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
17 marzo 1861 - 1 settembre 1861 Bettino Ricasoli
Predecessore Ministro delle Finanze del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Quintino Sella 8 dicembre 1862 - 28 settembre 1864 Quintino Sella I
Quintino Sella 10 luglio 1873 - 25 marzo 1876 Agostino Depretis II

Controllo di autorità VIAF: 22184052 LCCN: n88003747

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