Logica
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La parola logica deriva dal greco "Logos", ovvero "parola, pensiero, idea, argomento, ragione". In quest'accezione, essa s'è subito configurata quale uno studio del "pensiero" e del "linguaggio". La logica, in genere, è la scienza delle regole e delle leggi del pensare. Essa coincide, almeno fino a Hegel, con la logica formale, cioè con la scienza del pensare a prescindere dai contenuti.
Indice |
[modifica] Logica dialettica
La logica dialettica studia le forme del pensare in relazione ai contenuti. I contenuti sono infine, materia delle singole scienze.
[modifica] Logica classica
La logica classica è la scienza che tratta tutta la validità e le articolazioni di un discorso in termini di nessi inferenziali - in particolare deduttivi - relativamente alle proposizioni che lo compongono. Si deve ad Aristotele - che esaminò i concetti, le categorie, le proposizioni, i termini e i sillogismi - la prima formulazione della logica come scienza propedeutica a ogni possibile conoscenza.
Il contenuto degli oggetti e la loro origine sono stati approfonditi dalla logica medievale, specie dalla scolastica che distinse in logica minor e logica maior. Con il Novum Organum, Francesco Bacone cercò di costruire una nuova metodologia basata sull'induzione impostando la logica come strumento di indagine scientifica. Riprendendo questi temi René Descartes cercò di stabilire se il rigore tipico di un discorso matematico potesse essere alla base di qualsiasi sapere, compreso quello filosofico.
Sempre sul calcolo matematico Thomas Hobbes pensò la logica come una combinazione di segni e regole. Gottfried Leibniz e i suoi seguaci cercarono poi di unificare il complesso delle strutture logico/linguistiche in un linguaggio scientifico universale, ossia la "logica simbolica e combinatoria".
Nel ‘700 il contributo delle correnti filosofiche non fu così importante per lo sviluppo della logica moderna, ed Immanuel Kant nella sua Critica della ragion pura definì la logica trascendentale come quella parte della logica generale che tratta della possibilità e delle modalità per cui la conoscenza può riferirsi ai concetti empirici.
Sarà solo nella seconda metà del XIX secolo che la logica tornerà a studiare gli aspetti formali del linguaggio, ovvero la logica formale, e a essere trattata con metodi naturalistici da Christoph Sigwart e Wilhelm Wundt , portando conseguentemente allo sviluppo della logica matematica.
Con la fisica moderna ( la meccanica quantistica ) si è però passati da una logica aristotelica o del terzo escluso, ad una eraclitea ( antidialettica ) che invece lo include; potendo un quanto essere e non essere contemporaneamente due rappresentazioni opposte di una stessa realtà: particella ed onda. Cosa che poi rappresenta il vero paradosso del divenire della realtà in generale quando "nello stesso fiume scendiamo e non scendiamo; siamo e non siamo" (Eraclito).
[modifica] Voci correlate
- Logica descrittiva
- Logica fuzzy
- Logica matematica
- Lingua logica
- Logica giuridica
- Logica modale
- Logica temporale
- Raymond Smullyan
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