Battaglia di Novara (1849)
Coordinate: 45°25′53″N 8°42′58″E / 45.43139°N 8.71611°E
La battaglia di Novara (23 marzo 1849) fu un evento storico del Risorgimento italiano che segnò la fine della Prima guerra di indipendenza italiana, anche se gli scontri tra sardo-piemontesi ed austriaci avrebberero già dovuto concludersi con l'Armistizio di Salasco dell'anno prima.
È nota anche come la battaglia della Bicocca, dal nome del sobborgo sud-est di Novara, che vide gli scontri più aspri.
Fu combattuta da circa 70.000 soldati austriaci, comandati dal Maresciallo Radetzky più il corpo d'armata di Costantino d'Aspre, e 100.000 soldati del regno Sardo guidati dal re Carlo Alberto, dal generale polacco Chrzanowski, dal capo di stato maggiore Alessandro La Marmora e il duca Ferdinando di Savoia-Genova.
Ogni anno la città di Novara celebra la rievocazione storica in costume della battaglia.
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[modifica] Storia
Il 12 marzo 1849 il Governo sardo-piemontese ruppe unilateralmente l'armistizio di Salasco, firmato con gli austriaci dopo la disfatta di Custoza. La notizia pervenne agli Austriaci il 12 stesso, e si dice che provocò uno scoppio di gioia nell'esercito.
Il 14 marzo gli austriaci abbandonarono i Ducati di Parma e Modena e a Parma il municipio prese il governo della città in nome di Carlo Alberto. Fra il 19 e il 20 marzo Josef Radetzky passò per Pavia e attraversò il Ticino. Questa azione riuscì a causa della mancata esecuzione degli ordini assegnati al Generale Ramorino, che si portò nell'Oltrepò pavese tagliandosi fuori dalle operazioni.
Il 20 marzo un'avanzata verso Milano, passando per Magenta, avrebbe potuto capovolgere gli esiti della guerra, ma a causa dell'azione del Ramorino, l'Esercito Sardo fu costretto sulla difensiva per coprirsi il fianco destro.
Il 21 marzo gli Austriaci vinsero a Mortara opponendo un Corpo d'Armata contro due Brigate Piemontesi che non poterono resistere a lungo. Lo stesso giorno i Piemontesi vinsero a Gambolò, Borgo San Siro e alla Sforzesca. Gerolamo Ramorino, non obbedendo agli ordini che causarono la disfatta piemontese, venne poi processato e condannato a morte, il successivo 22 maggio.
L'esercito sardo si ritirò verso Novara, rimanendo così separato dalla base dell'esercito (che si trovava ad Alessandria).
Josef Radetzky, ritenendo insensata la ritirata su Novara e attaccò quindi, col grosso dell'esercito, la vicina Vercelli.
Quindi, le truppe austriache per Novara furono ridotte al minimo, e furono guidate principalmente dal secondo Corpo d'armata di Costantino d'Aspre (il primo Corpo d'armata era del giovane Arciduca Alberto).
Ciò diede a Wojciech Chrzanowski la straordinaria opportunità di contrattaccare, con successo, l'esercito di D'Aspre, che dovette ripiegare. L'indomani, 23 marzo A tale provocazione, Radetzky, compreso l'errore tattico-militare, attaccò totalmente Novara, con l'intero esercito austriaco e ruppe quindi l'armata sarda, proprio nel quartiere Bicocca.
La stessa Battaglia finì in guerra "fratricida", poiché i fanti piemontesi, sbandati, si diedero al saccheggio, e fu quindi necessario l'intervento di truppe militari guidate dal generale piemontese Ferdinando di Savoia-Genova per rimettere in ordine. Quest'ultimo rimase altresì ferito negli scontri, e ottenne, per questo, sia la medaglia al valor militare (ricorda questo evento è il monumento equestre presente in Piazza Solferino a Torino).
Carlo Alberto rifiutò le umilianti pretese degli austriaci di firmare una tregua. Pertanto abdicò nella notte, in favore del figlio Vittorio Emanuele II. Poi si ritirò a Oporto in Portogallo, dove morì il 28 luglio dello stesso anno.
La mattina del 24 marzo 1849 il nuovo Re Vittorio Emanuele, come strategia politica, firmò l'armistizio con gli austriaci presso Vignale, ora un quartiere di Novara.
[modifica] Meriti e colpe
La scarsa conoscenza degli eventi militari, gli attriti negli alti comandi, l'impopolarità del Chrzanowski nello stato maggiore (non parlava né comprendeva l'Italiano), i tradimenti di comandanti impreparati (Gerolamo Ramorino), furono certamente cause della sconfitta, senza dimenticare la grande esperienza e superiorità tattica di Radetzky, che benché ottantaduenne, e nonostante l'errore di attaccare Vercelli, riuscì a sconfiggere un esercito superiore in numero e ad obbligare il Regno di Sardegna alla resa. Le condizioni non furono particolarmente pesanti, un po' perché l'Austria voleva evitare che scoppiassero rivolte popolari che si sarebbero estese a macchia d'olio, un po' perché una eccessiva estensione del dominio tedesco in Italia non avrebbe ottenuto l'approvazione francese.
Allo stato dei fatti, Torino cessò, per alcuni anni, di rappresentare, per gli austriaci, una minaccia militare. Si poté inoltre seriamente pensare che il giovane Re Vittorio Emanuele avrebbe fatto carta straccia dello Statuto, così come avrebbe fatto, di lì a pochi giorni, l'assai più pavido Leopoldo II, buon ultimo al seguito di Pio IX e di Ferdinando II.
Ma le cose non andarono così. Vittorio Emanuele II di Savoia mantenne invece le garanzie costituzionali (e per questo venne anche soprannominato il "Re Galantuomo"), mentre la sua politica portò velocemente al processo di unificazione nazionale.
[modifica] Citazioni letterarie
Novara finì col significare una sconfitta e un'umiliazione. L'espressione la «fatal "nome di città"», per quanto impropria, si usa ancor oggi per indicare una bruciante sconfitta.
Impropria perché la poesia da cui si pensa sia presa: Piemonte del Carducci dice in realtà (riferendosi a Carlo Alberto):
| « E lo aspettava la brumal Novara e a' tristi errori meta ultima Oporto. .... » |
La fatal Novara è in realtà la nave di Massimiliano d'Asburgo, in Miramar, sempre del Carducci:
| « Ahi! mal tu sali sopra il mare nostro, figlio d'Absburgo, la fatal Novara. Teco l'Erinni sale oscura e al vento apre la vela. » |
[modifica] Ordine di Battaglia
[modifica] Armata Sarda
Comandante supremo: S.M. il Re Carlo Alberto[1]
Generale Maggiore: generale Woiciech (Alberto) Chrzanowski
Capo di S.M.: generale Alessandro Ferrero della Marmora
Sottocapo di S.M.: generale Luigi Fecia di Cossato
Truppe a disposizione del Comando Supremo:
-
- 3º e 4º Battaglione Bersaglieri;
- 3ª Batteria da Posizione;
- ½ della 10ª Batteria Modenese;
- 2ª Compagnia Pontieri;
- 1ª e 2ª Compagnia Minatori;
- 8ª Compagnia Zappatori;
- I Divisione Comandante: generale Giovanni Durando
- Brigata Aosta (5° e 6° Fanteria);
- Brigata Regina (9° e 10° Fanteria);
- 5ª Compagnia Bersaglieri;
- Nizza Cavalleria;
- 6ª e 8ª Batteria da Battaglia;
- 2ª Compagnia Zappatori;
- Parco Divisionale.
- II Divisione Comandante: generale Michele Bes
- Brigata Casale (11° e 12° Fanteria);
- Brigata Composta (17° e 23° Fanteria);
- 6ª Compagnia Bersaglieri:;
- Piemonte Reale Cavalleria;
- 4ª Batteria da Battaglia;
- 2ª Batteria da Posizione;
- 3ª Compagnia Zappatori;
- Parco Divisionale.
- III Divisione Comandante: generale Ettore Perrone
- Brigata Savoia (1° e 2° Fanteria);
- Brigata Savona (15° e 16° Fanteria);
- 7ª Compagnia Bersaglieri;
- Genova Cavalleria;
- 3ª e 7ª Batteria da Battaglia;
- 6ª Compagnia Zappatori;
- Parco Divisionale
- IV Divisione Comandante: S.A.R. il Duca di Genova Ferdinando di Savoia
- Brigata Piemonte (3° e 4° Fanteria) al comando del generale G. Passalacqua;
- Brigata Pinerolo (13° e 14° Fanteria);
- 8ª Compagnia Bersaglieri;
- Aosta Cavalleria;
- 9ª Batteria da Battaglia;
- 4ª Batteria da Posizione;
- 5ª Compagnia Zappatori;
- Parco Divisionale.
- V Divisione (Lombarda) Comandante: generale Gerolamo Ramorino;
- 1ª Brigata Lombarda (19° e 20° Fanteria);
- 2ª Brigata Lombarda (21° e 22° Fanteria);
- 6º Battaglione Bersaglieri;
- Battaglione Studenti;
- Legione Ungherese;
- Legione Polacca;
- Reggimento Cavalleggeri Lombardi;
- Una Batteria da Battaglia;
- Una Batteria da Posizione;
- Una Compagnia Zappatori del Genio;
- Parco Divisionale
- Divisione di Riserva Comandante: S.A.R. il Duca di Savoia Vittorio Emanuele
- Brigata Guardie (1° e 2° Granatieri Guardie, 6° Cacciatori Guardie);
- Brigata Cuneo (7° e 8° Fanteria);
- Savoia Cavalleria;
- Novara Cavalleria;
- 1ª e 2ª Batteria a Cavallo;
- 1ª Batteria da Battaglia;
- 1ª Batteria da Posizione.
- 7ª Compagnia Zappatori;
- Parco Divisionale.
- Brigata d’Avanguardia Comandante: colonnello Belvedere
- 18º Reggimento Fanteria;
- 1ºe 5º Battaglione Bersaglieri;
- 3ª Batteria a Cavallo.
- 3ª Brigata Composta Comandante: generale Paolo Solaroli
- 30º Reggimento Fanteria;
- 31º Reggimento Fanteria;
- Battaglione Real Navi;
- Battaglione Valtellinesi;
- Battaglione Bergamaschi;
- Due Squadroni di Cavalleria,
- Batteria Lombarda;
- 4ª Compagnia Zappatori.
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
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