Ordine Supremo della Santissima Annunziata

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Collare dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata.
Collare dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata.
Placca dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata.
Placca dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata.
Nastrino da cavaliere.
Nastrino da cavaliere.

L'Ordine Supremo della Santissima Annunziata è la massima onoreficenza di Casa Savoia. La Repubblica Italiana non riconosce quest'Ordine. Tuttavia, trattandosi di un ordine di origine familiare antecedente la costituzione del Regno d'Italia, esso continua ad essere conferito, e, nei manuali dell'araldica europea, è paragonato per importanza all'Ordine della Giarrettiera [1].

Attualmente (2008) fanno parte dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata: Vittorio Emanuele di Savoia, Emanuele Filiberto di Savoia, Amedeo di Savoia, Aimone di Savoia, l'imperatore Akihito del Giappone, l'arciduca d'Austria Otto d'Asburgo, il principe Maurizio d'Assia, il re di Spagna Juan Carlos I, il re di Bulgaria Simeone II, il cardinale Angelo Sodano, l'ambasciatore Pellegrino Chigi, il re Costantino II di Grecia, il principe Alessandro di Jugoslavia, il granduca Henri del Lussemburgo, il re Michele I di Romania, il marchese Alfredo Solaro del Borgo, il principe Carlo del Württemberg, il re Alberto II del Belgio, il granduca Giorgio di Russia ed il principe Mariano Hugo zu Windisch-Gratz.

Indice

[modifica] Origini

L'Ordine, inizialmente chiamato "Ordine del collare", venne fondato da Amedeo VI di Savoia in occasione del matrimonio della sorella Bianca con Galeazzo II Visconti nel 1362. L'Ordine del collare, il cui scopo era di "indurre unione e fraternità tra i potenti sicché si evitassero le guerre private", era riservato ai nobili più illustri e fedeli e la regola statutaria prevedeva che tutti gli insigniti fossero considerati pari e si chiamassero tra loro "fratelli". Le insegne originarie erano costituite da un collare d'argento dorato con il motto FERT, chiuso da un anello con tre nodi sabaudi. I Milites Collaris Sabaudiae erano in origine limitati a quattordici, sotto la guida di Amedeo VI, primo gran maestro dell'Ordine, per un totale complessivo di quindici membri ad onore delle quindici allegrezze di Maria Vergine [2]. Amedeo VIII di Savoia diede la prima regolamentazione ufficiale dell'Ordine e della sua decorazione, stabilendo che, nel collare, fossero alternati i nodi sabaudi con la scritta FERT e quindici rose, a ricordo della Rosa d'Oro inviata da Urbano V al conte Amedeo VI nel 1364 quando gli conferì le insegne di cavaliere crociato. Carlo Giovanni Amedeo di Savoia diede nuovi statuti all'ordine, che prese il nome di Ordine Supremo della Santissima Annunziata. Inoltre fece inserire nel vano formato dai tre nodi un medaglione con l'immagine dell'Annunziata. Il numero di cavalieri venne aumentato a venti. I primi statuti dell'Ordine, quelli dati da Amedeo VI, sono andati perduti. Quelli tramandati fino ad oggi sono gli statuti modificati da Amedeo VIII di Savoia nel 1429. In seguito, Emanuele Filiberto aggiunse che l'ammissione all'Ordine era subordinata alla dimostrazione di quattro quarti della propria nobiltà da almeno cinque generazioni.

Vittorio Amedeo II secolarizzò l'Ordine. Nel 1869 Vittorio Emanuele II stabilì che l'investitura all'Ordine potesse avvenire anche senza origini nobili, purché per altissimi meriti resi allo stato o alla corona. Al momento dell'investitura, il nuovo insignito si sceglieva il collare fra quelli disponibili, fermo restando l'obbligo, al momento della morte, di testamentarne per gli eredi la restituzione alla Casa di Savoia. Gli insigniti sono esentati dal pagamento di tasse e imposte, sono "cugini del re" (al quale possono dare del "tu"), hanno il titolo di "eccellenza", la precedenza protocollare davanti a tutte le cariche dello stato, il diritto agli onori militari e diventano ipso facto gran croci dell'Ordine della Corona d'Italia e dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

[modifica] Le insegne

Le attuali insegne dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata sono costituite da una grande collana (denominata "gran collare") in oro, formata da quattordici maglie alte 3 centimetri, dentro ognuna delle quali ci sono le ultime due e le prime due lettere del moto FERT serrate da un nodo sabaudo, chiuso e smaltato di bianco e di rosso. Le maglie sono fra loro separate da quattordici rose d'oro, alternativamente smaltate sette di bianco e sette di rosso. Dal collare, al centro, scende un pendente in oro pieno, del diametro di 4,2 centimetri e sospeso da tre catenelle, racchiuso da tre nodi sabaudi e con, ne mezzo, l'immagine della Santissima Annunziata ornata con smalti bianchi, rossi e blu. Il gran collare può essere indossato solo dai cavalieri italiani e solo in alcune determinate occasioni dell'anno (ad esempio, il giorno della Festa dello Statuto Albertino o il giorno di Natale).

Il "piccolo collare", invece, è una versione più piccola del gran collare, può essere indossato sia dai cavalieri italiani che da quelli stranieri e si può utilizzare in tutti i giorni dell'anno.

La placca dell'Ordine è circolare, con raggi d'oro sul bordo, recante al centro l'immagine della santissima Annunziata.

Il nastro dell'Ordine è rosso.

[modifica] Significato simbolico

Il collare, simbolicamente, ha il duplice significato di vincolo di fedeltà e di dominio. In questo simbolo è evidente come Amedeo VI di Savoia volesse tenere uniti i suoi migliori cavalieri attraverso un patto di fratellanza, ma nello stesso tempo all'esclusivo suo servizio.

I nodi sabaudi, in origine, erano anche denominati "nodi del Signore", "lacci di Salomone" o "nodi d'amore". A proposito di quest'ultima definizione, Luigi Cibrario accampa l'ipotesi che il simbolo adottato da Amedeo VI derivasse da un dono ricevuto da una misteriosa dama, consistente in un bracciale formato da una ciocca di capelli intrecciata. Questa teoria è anche rafforzata dal colore verde dell'abito del conte, che nel medioevo era considerato il colore di Venere.

Ancora più controverso è il significato dell'acronimo "FERT", aggiunto sul collare nel 1409 da Amedeo VIII. Tra tutte le ipotesi, la più probabile è che sottintenda la frase "Foedere et religione tenemur", alludendo al patto cavalleresco ed al profondo legame religioso dell'ordine. È possibile, però, che l'acronimo derivi dal verbo ferre, cioè portare o sopportare, riferito alla devozione verso la Vergine Maria o alle pene da "sopportare" per la devozione mariana. Suggestiva è anche l'ipotesi che FERT non sia altro che la contrazione di ferté, dall'arcaico forteresse o fermeté.[3]

La forte connotazione mariana dell'Ordine divenne palese nel 1518 per opera di Carlo III, detto il Buono, che arricchì il collare del pendaglio raffigurante l'Annunciazione e mutò il nome da Ordine del collare a Ordine Supremo della santissima Annunziata.

[modifica] Elenco dei cavalieri della santissima Annunziata

[modifica] Creati da Vittorio Emanuele II:

  • Nel 1853: Carlo Ferrero, principe di Masserano, marchese della Marmora, luogotenente Generale, aiutante di campo di sua maestà, Roberto di Saluzzo, conte di Monesiglio, luogotente generale, governatore di Nizza.
  • Nel 1857: Michele, granduca di Russia, s.a.i. Costantino, granduca di Russia.
  • Nel 1858: Ettore de Gerbaix dei conti di Sonnaz, generale di corpo d’armata, ministro della guerra, senatore del Regno, Cesare Alfieri, marchese di Sostegno, presidente del Senato del Regno, Alfonso Ferrero, dei marchesi della Marmora, Generale (poi presidente del Consiglio dei ministri, ministro degli affari esteri e luogotenente del re).
  • Nel 1860: barone Bettino Ricasoli, governatore generale della Toscana (poi presidente del Consiglio), Luigi Carlo Farini, governatore dell’Emilia, ministro segretario di Stato per gli affari interni, Ruggero Settimo, dei principi di Fitalia, presidente del Senato del Regno, marchese Giorgio Pallavicino-Trivulzio, prefetto di Palermo, senatore del Regno, Salvatore Pes, marchese di Villamarina, ambasciatore del Regno.
  • Nel 1863: s.m.i. Nasser-Ed Din, scià di Persia, Muscir Mohammed-Es-Sadok, bey di Tunisi.
  • Nel 1866: conte Luigi Federico Menabrea, marchese di Valdora, luogotenente generale, Primo Aiutante di campo di s.m., presidente del consiglio, ambasciatore, senatore del Regno.
  • Nel 1867: Enrico Cialdini, duca di Gaeta, generale d’armata, ambasciatore, senatore del Regno, Giuseppe Rossi, generale d’armata, primo aiutante di campo di s.m., senatore del Regno, Pietro Paleocapa, ministro di stato, senatore del Regno, s.a.r. Federico Carlo, principe reale di Prussia, conte (poi principe) Ottone di Bismarck Schoenhausen, cancelliere dell’Impero di Germania, Ismail Pacha, kedivè d’Egitto, Urbano Rattazzi, presidente del Consiglio dei ministri, ministro dell’interno, s.m. Giorgio I, re di Grecia.
  • Nel 1868: Alessandro Ricardi di Netro, arcivescovo di Torino, conte Gabrio Casati, presidente del Senato del Regno, Luigi des Ambrois, dei signori di Nevache, ministro di Stato, presidente del Consiglio di Stato, Federico Sclopis, conte di Salerano, presidente del Senato del Regno e della Regia accademia delle scienze di Torino, ministro di Stato, Vincenzo Fardella, marchese di Torrearsa, presidente del Senato del Regno, Roberto di Sauget, generale d’armata, senatore del Regno, s.a.i. Alessio granduca di Russia, Giovanni Durando, aiutante di campo di s.m., senatore del Regno.
  • Nel 1869: s.a. Giorgio II, duca di Sassonia-Meiningen e Hildbourghausen, conte Luigi Cibrario, vice presidente del Senato del Regno, ministro di Stato, primo segretario dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, s.a.i. Vladimiro, granduca di Russia, s.m.i. Francesco Giuseppe I, Imperatore d’Austria, re d’Ungheria e Boemia, s.m. Luigi II, re di Baviera, conte Francesco Arese, ministro di stato, vice presidente del Senato del Regno, conte Francesco de Beust, ministro degli Affari Esteri e della casa dell’Imperatore, cancelliere dell’Impero austro-ungarico.
  • Nel 1870: s.a.r. Federico Francesco II, granduca di Mecklemburgo-Schwerin, Giovanni Lanza, presidente del Consiglio dei ministri e ministro segretario di stato per gli Affari interni, Michelangelo Caetani, duca di Sermoneta, senatore del Regno, Manuele Ruiz Zorrilla, presidente delle Cortes di Spagna, Francisco Serrano y Dominquez, duca della Torre, reggente del Regno di Spagna, Giovanni Prim, conte di Reus, marchese di Castillejos, presidente del Consiglio dei ministri e ministro della guerra del Regno di Spagna.
  • Nel 1871: Bernardo di Sà Nogueira, marchese de Sà de Bandeira, ministro degli affari esteri del Regno di Portogallo.
  • Nel 1874: principe Costantino di Hohenlohe Schillingfurst, Consigliere intimo, Ciambellano, Primo gran maestro della Casa dell’Imperatore d’Austria, Marco Minghetti, presidente del Consiglio dei ministri e ministro delle Finanze.
  • Nel 1875: conte Alessandro Adelsberg, Aiutante di campo generale dell’Imperatore di Russia, s.a.i. Nicolò, granduca di Russia, s.a.r. Alberto Guglielmo Enrico, principe reale di Prussia, barone Edwin Giovanni Carlo Manteuffel, maresciallo generale dell’Esercito germanico, Raffaele De Ferrari, principe di Lucedio, duca di Galliera, senatore del Regno.

[modifica] Creati da Umberto I:

  • Nel 1880: conte Edoardo di Launay, ambasciatore.
  • Nel 1881: s.a.i. Sergio, granduca di Russia, s.a.i. Paolo, granduca di Russia, s.a.i.R. Rodolfo, Arciduca ereditario d'Austria, s.a.i.R. Giovanni Napomuceno Salvatore, Arciduca d’Austria, s.m.i. Abdul-Hamid-Khan, Imperatore di Turchia.
  • Nel 1882: s.m. Carlo I, re di Wurttemberg, s.a.i. Takehito Arisugawa, principe del Giappone.
  • Nel 1885: s.a.r. Alberto Vittorio Edoardo, principe di Gran Bretagna e Irlanda, duca di Clarence e Avondale, s.a.r. Carlo Alessandro, granduca di Sassonia-Weimar.
  • Nel 1888: Francesco Crispi, presidente del Consiglio dei ministri, ministro segretario di stato per gli Affari Interni e ad Interim degli Affari Esteri, conte Gustavo Kalnoki de Koros-Patak, Generale di cavalleria, ministro della Casa dell'Imperatore d’Austria, presidente del Consiglio dei ministri, ministro degli Affari Esteri.
  • Nel 1890: s.a.r. Emanuele Filiberto di Savoia, duca d’Aosta, Enrico Cosenz, Tenente Generale, Capo dell’Esercito di s.m., senatore del Regno, s.a.i. Giorgio, granduca di Russia, s.a.i. Nicola, granduca di Russia, conte Leone Caprivi, Generale dell’Esercito germanico, ministro di stato del Regno di Prussia, ministro degli Affari Esteri, Cancelliere dell’Impero di Germania.
  • Nel 1894: s.a. Federico Francesco III, granduca di Mecklemburgo-Schwerin.
  • Nel 1896: s.a.i. Federico Gugliemo, principe Imperiale di Germania e principe reale di Prussia, s.a.i. principe Vittorio Napoleone, Antonio Starabba, marchese di Rudinì, presidente del Consiglio dei ministri, ministro segretario di stato per gli Affari Interni, s.m. Alessandro I, re di Serbia.
  • Nel 1897: Clodoveo, principe di Hohenlohe, di Ratibor e Corvey, Cancelliere dell’Impero Germanico, presidente del Ministero di stato di Prussia, s.a.r. Sommot, principe del Siam, s.a.r. Ferdinando, principe di Bulgaria (poi s.m. Ferdinando I, re dei Bulgari), s.a. Ernesto Luigi, granduca d’Assia, s.a.r. Luigi, principe reale di Baviera, principe ereditario (poi s.m. Luigi III, re di Baviera), s.a.r. Leopoldo, principe reale di Baviera, s.a.r. Federico di Baden, granduca ereditario (poi s.m. Federico II, granduca di Baden), conte Agenore Golochiwski de Goluckowo, presidente del Consiglio Comune dei ministri di Austria e Ungheria,
  • Nel 1898: s.a.i.R. Ottone, Arciduca d’Austria.

[modifica] Creati da Vittorio Emanuele III:

  • Nel 1900: s.a.i. Pietro, granduca di Russia, s.a.r. Danilo, principe del Montenegro (poi s.m. Danilo II, re del Montenegro), s.m. Alfonso XIII, re di Spagna.
  • Nel 1901: s.a.i. Michele, granduca ereditario di Russia, s.a.r. Maha Vajiravudh Phra, principe ereditario del Siam (poi s.m. Maha Vajiravudh Phra-Rama VI, re del Siam), Émile Loubet, presidente della Repubblica Francese, s.a.r. Mirko, principe del Montenegro, Giuseppe Zanardelli, presidente del Consiglio dei ministri, Alessandro Asinari dei Marchesi di San Marzano, Generale di Corpo d’Armata, ministro della Guerra, senatore del Regno, Primo segretario dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, marchese Emilio Visconti Venosta, Ambasciatore, ministro segretario di stato per gli Affari Esteri, senatore del Regno.
  • Nel 1902: Visconte Ito Hirobuni, presidente del Consiglio dei ministri dell’Impero del Giappone, s.m.i. Mouzaffer-Ed-Din, Scià di Persia, Mirza Aly Asgher, Gran Visir dell’Impero di Persia, s.a.i. Giorgio, granduca di Russia, s.a.i. principe Luigi Napoleone, s.a. Giorgio principe Romanowsky, duca di Leuchtenberg, s.a.i. Costantino, granduca di Russia, s.a. Federico Augusto, granduca d’Oldenburgo, s.a.i. Alessandro, granduca di Russia, s.a.i. Dimitri, granduca di Russia, s.a.r. Eitel, principe reale di Prussia, s.a.r. Adalberto, principe reale di Prussia, principe Bernardo di Bulow, Cancelliere dell’Impero di Germania, Ambasciatore, s.a.r. Federico Enrico Alberto, principe reale di Prussia (poi reggente del ducato di Brunswich).
  • Nel 1903: marchese Carlo Mezzacapo, Tenente Generale, Vice presidente del Senato del Regno, s.a. Ernesto Federico, duca di Sassonia-Altenburgo, s.a.r. Arthur, principe di Gran Bretagna e Irlanda, duca di Connaught.
  • Nel 1904: Giovanni Giolitti, presidente del Consiglio dei ministri, ministro segretario di stato per gli Affari Interni, Giuseppe de Gerbaix dei Conti di Sonnaz, Tenente generale, Aiutante di Campo di s.m. senatore del Regno, Giuseppe Tornielli Brusati, conte di Vergano, Ambasciatore, senatore del Regno, s.m. Pietro I, re di Serbia, s.a.s. Francesco Giuseppe, principe di Battenberg, s.a.r. Ferdinando di Savoia, principe di Udine (poi duca di Genova), s.a.r. Arturo Federico, principe di Gran Bretagna e Irlanda, Gaspare Finali, presidente della Corte dei Conti, senatore del Regno.
  • Nel 1907: s.a.r. Nicola, principe di Grecia, s.a.r. Andrea, principe di Grecia.
  • Nel 1909: Giuseppe Manfredi, presidente del Senato del Regno, Giuseppe Marcora, presidente della Camera dei Deputati, s.a.i. Kuni Kuniyoshi, principe del Giappone, principe Tch’onen, reggente dell’Impero Cinese, s.m. Haakon VII, re di Norvegia, Armand Fallieres, presidente della Repubblica Francese, s.a.i. Morisama Nashimoto, principe del Giappone, barone Vladimiro Freedericksz, Membro del Consiglio dell’Impero, ministro della Casa e degli Appannaggi, Generale, Aiutante di Campo dell’Imperatore di Russia, s.a.i. Alessio, granduca ereditario di Russia.
  • Nel 1912: s.a.r. Augusto Guglielmo, principe reale di Prussia, marchese Antonino di S.Giuliano, Paternò Castello, ministro degli Affari Esteri, senatore del regno, conte Paolo Spingardi, Tenente Generale, ministro della Guerra, senatore del Regno, conte Pasquale Leonardi Cattolica, Vice Ammiraglio, ministro della Marina, senatore del regno, conte Leopoldo Berchtold de Ungarschitz, ministro della Casa dell’Imperatore d’Austria e degli Affari Esteri, presidente del Consiglio Comune dei ministri d’Austria e d’Ungheria, s.a. Alessandro principe Romanosky, duca di Leuchtenberg.
  • Nel 1913: s.a.r. Carlo, principe di Romania (poi s.m. Carlo II, re di Romania), s.a.r. Carlo Guglielmo, principe di Svezia, duca di Sudermania, s.a.r. Oscar Carlo Guglielmo, principe di Svezia, duca di Vastergotland, s.a.r. Eugenio, principe di Svezia, duca di Nerica, s.a. Guglielmo, principe di Hoenzollern-Sigmaringen.
  • Nel 1914: Giuseppe Avarna, duca di Gualtieri, Ambasciatore, senatore del Regno, Antonio Salandra, presidente del Consiglio dei ministri, ministro segretario di stato per gli Affari Interni.
  • Nel 1925: s.a. Mohamed Hassan Mirza, principe di Persia.
  • Nel 1933: s.a.r. Faruk, principe ereditario d’Egitto (poi s.m. Faruk, re d’Egitto).
  • Nel 1938: s.a.i. Jasuhito Chichibu, principe del Giappone.
  • Nel 1943: Dino Grandi, conte di Mordano, presidente della Camera delle corporazioni.

[modifica] Creati da Umberto II:

  • Nel 1975: s.e. Vittorio Cini, senatore del Regno, s.a.r. principe Carlo, duca del Württemberg.
  • Nel 1982: s.a.r. Aimone di Savoia, duca delle Puglie, s.e. marchese Alfredo Solaro del Borgo, già gentiluomo di s.m. la regina, s.e. Umberto Provana, conte di Collegno, gentiluomo di Palazzo di s.m. la regina Elena, segretario di s.m. Umberto II per gli Ordini Cavallereschi, Cancelliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, s.e. marchese Giovanni di Giura, marchese di Battifarano e della Polla, segretario di s.m. re Umberto II per l’Araldica, s.e. Don Annibale Brivio-Sforza, marchese di S.Maria in Prato, gentiluomo di corte di s.m. la Regina.

[modifica] Varie

  • Nella galleria del Castello Ducale di Agliè vi sono 72 ritratti di Cavalieri dell'Ordine della santissima Annunziata, commissionati dalla regina Maria Cristina tra il 1845 e il 1847. Sono opere per la maggior parte del pittore astigiano Michelangelo Pittatore e dei pittori Frigiolini, Malnate e Pratesi (che eseguirono ciascuno sei tele).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Goffredo di Crollalanza, "Giornale Araldico Genealogico Diplomatico", n°1, vol. 1, 1873.
  2. ^ I primi cavalieri di quest'Ordine, nominati da Amedeo VI dal 1362 al 1383, furono: Amato, conte di Ginevra; Antonio, conte di Beaujeu e di Dombes; Ugo di Chalon, barone di Arlay; Aimone di Ginevra, signore di Anton e di Varey; Giovanni di Vienna, signore di di Rollan; Guglielmo di Grandson, signore di Saint-Croix; Guglielmo di Chalamon, signore di Meximiueux e di Monteney; Rolando de Veissy; Stefano, signore di Saint-Denis; Gaspare, signore di Montmayeur; Barle de Forax; Thennard, signore di Mentone; Amato di Bonivard; Riccardo Musard.
  3. ^ F.Cuomo, Gli ordini cavallereschi, Newton & Compton libri, Roma, 1998

[modifica] Bibliografia

  • Luigi Cibrario e Domenico Promis, Sigilli dei Principi di Savoia, Caula Editore, Torino, 1834.
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