Repubblica di Genova

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(LA)
« Respublica superiorem non recognoscens »
(IT)
« La repubblica che non riconosce (alcun) superiore »
(Enunciazione di totale sovranità della Repubblica di Genova)
Repubblica di Genova
Repubblica di Genova – Bandiera Repubblica di Genova - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Repubblica di Genova - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Serenissima Repubblica di Genova
Nome ufficiale Respublica Ianuensis
Lingue parlate latino, in seguito ligure e italiano (parlati corso, sardo, greco)
Capitale Genova
Dipendente da Regnum Italiae dal 781 al 1096
Politica
Forma di governo Repubblica oligarchica
Doge Elenco
Organi deliberativi Collegio degli Anziani (poi Collegio dei Governatori), Collegio dei Procuratori
Nascita 1096, ricostituita nel 1814
Causa nascita dei comuni
Fine 14 giugno 1797; 7 gennaio 1815 con Giacomo Maria Brignole (1797) e Girolamo Serra (1815)
Causa Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte; Congresso di Vienna
Territorio e popolazione
Bacino geografico Liguria[1], Corsica, Basso Piemonte, Gorgona, Capraia, Cipro, Chio, Samo, Galata a Costantinopoli, Piena, Mentone, Roccabruna, Monaco[2], Sebastopoli, Cembalo, Soldaia, Tana (Azov) e Caffa in Crimea, Tabarca in Tunisia
Territorio originale Comune di Genova
Economia
Valuta Denaro genovese, Genovino
Risorse commercio, pesca, sale, vite
Produzioni vetro, oreficeria armi, cantieristica
Commerci con Impero Bizantino, Sacro Romano Impero, Egitto, Siria, Impero ottomano, Francia, Spagna, Inghilterra, India
Esportazioni spezie, sale, vetro
Importazioni spezie
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religione di Stato cattolicesimo
Religioni minoritarie cristianesimo ortodosso, ebraismo, islam
Classi sociali patrizi, cittadini, popolo
Evoluzione storica
Preceduto da nel 1096: Corona ferrea monza (heraldry).svg Regnum Italiae
nel 1814: Primo Impero Francese Primo Impero Francese
Succeduto da nel 1797: repubblica Ligure Repubblica Ligure
nel 1815: regno di Sardegna Regno di Sardegna

La Repubblica di Genova (Repubrica de Zena /re'pybrika 'de 'ze:na/ in lingua ligure, Respublica Genuensis in latino), ufficialmente fino al 1528 Compagna Communis Ianuensis e dal 1580 Serenissima Repubblica di Genova - nota come La Superba, La Dominante, La Dominante dei mari, La Repubblica dei magnifici - è lo stato attraverso cui l'omonima città ha governato pressappoco l'odierna Liguria e altri possedimenti dal 1096 - quando si rese autonoma anche sul piano formale dal Sacro Romano Impero - al 1815 - quando, dopo la parentesi rivoluzionaria della Repubblica Ligure e la temporanea ricostituzione con la caduta di Napoleone, perse definitivamente la propria indipendenza con l'annessione al Regno di Sardegna.

La Repubblica di Genova si scontrò vittoriosamente con la Repubblica di Pisa nella battaglia della Meloria nel 1284 per il predominio sul mar Tirreno e fu eterna rivale della Repubblica di Venezia nella spartizione del Mediterraneo; fu una gloriosa repubblica marinara ed oggi il suo stemma è raffigurato nella bandiera della Marina Italiana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Liguria#Storia, Storia di Genova e Repubblica Ligure.

Dalla Compagna Communis ai dogi perpetui[modifica | modifica sorgente]

Genova cominciò a rendersi autonoma dal Sacro Romano Impero intorno al 1096, come Libero Comune, partecipando poi alla prima crociata (avendo la concessione dell'uso della croce rossa nello stemma). Inizialmente chiamata Compagna Communis, la denominazione "Repubblica" fu ufficializzata solamente nel 1528 per iniziativa dell'ammiraglio Andrea Doria. Il suo territorio fu quindi una Repubblica governata fin dal Medioevo da Consoli, Podestà e Capitani del Popolo, in un periodo storico che va dal 1099 al 1339 che formeranno le prime "versioni" statali e repubblicane: la Prima, la Seconda e la Terza Repubblica.

Al crescere di una sempre più potente Repubblica marinara, però, si contrapposero nella gestione politica cittadina momenti di tensione, scontri e "voglia di potere" delle più influenti famiglie genovesi, ulteriormente divise tra fazioni guelfe, ghibelline e dei "Cappellazzi". Tra le casate nobiliari che di fatto si spartirono il comando cittadino in epoca medievale figurarono gli Adorno, i Fregoso, i Guarco, i Montaldo, i Doria, i Spinola, i Fieschi, i Grimaldi e i Lomellini.

Solamente nel XVI secolo la Repubblica di Genova vide instaurasi una riforma governativa di tipo oligarchico - la cosiddetta Quarta Repubblica - che alla nomina dei primi dogi eletti con carica a vita (il primo fu, nel 1339, Simone Boccanegra) s'alternarono anche "dedizioni" verso le principali signorie del Ducato di Milano (ai Visconti prima e agli Sforza poi) e alla corona di Francia dei sovrani Carlo VI, Carlo VII, Luigi XII e Francesco I. In queste brevi e lunghe fasi storiche - dove, di fatto, le dedizioni della Repubblica si "trasformarono" politicamente pressoché in "dominazioni estere" pur conservando un'opaca e debole autonomia territoriale - alla guida dello stato subentrarono governatori e luogotenenti in maggioranza "esteri", ma anche genovesi con le nomine di quei esponenti nobiliari considerati "vicini" alla dominazione vigente, se non proprio ex dogi a vita che per "responsibilità di stato" o per ambizione personale scelsero di rinunciare al loro dogato e di fatto consegnare più volte la Repubblica alla dominazione di turno; una caratteristica che legò tre dogi della famiglia Adorno (Antoniotto I, Antoniotto II e Prospero) e due Fregoso (Paolo e Ottaviano).

Le riforme del 1528, del 1576 e i dogi biennali[modifica | modifica sorgente]

Fu l'ammiraglio onegliese Andrea Doria a dare una svolta politica e storica con un radicale cambiamento della struttura di uno stato che, dopo l'ennesima dedizione (l'ultima fu quella verso la corona d'oltralpe), nel 1528 conobbe una nuova indipendenza e soprattutto stabilità con l'accordo delle 250 famiglie più potenti della Repubblica.

La "riforma nuova" del 1528 aumentò a 28 il numero degli Alberghi nobiliari con l'ingresso di nuove famiglie genovesi affiliate alle più importanti e storiche casate, da qui la doppia denominazione del cognome di molti dogi; l'istituzione del Maggior e Minor Consiglio della Repubblica (il Maggior o detto anche Gran Consiglio era quello che, di fatto, eleggeva il nuovo doge tramite votazione a maggioranza tra una rosa di candidati) con un nuovo sistema di elezione e di alternanza dei vari membri dei due Consigli (la celebre estrazione a sorte tramite bussolotti a cui, secondo le fonti storiche, farebbero riferimento le origini del gioco del lotto); nascita, revisione e ruoli di alcune figure istituzionali quali senatori, procuratori e supremi sindacatori utili sia alla "macchina dello stato" che per il lavoro amministrativo e legislativo del doge. Altra importante riforma, oltre all'elezione dogale, fu proprio quella del mandato a doge che da perpetuo divenne biennale: un nuovo sistema aristocratico e dell'alternanza tra le due principali nobiltà "vecchia" e "nuova" che fu alla base della Quinta Repubblica, l'ultima.

Successive riforme nel 1547 (dopo la congiura dei Fieschi) e nel 1576 porteranno a minori modifiche dell'istituzione dogale (l'alternanza e il mandato biennale furono però mantenute) che guidarono nei due secoli successivi una Repubblica di Genova al suo massimo splendore, in un clima politico interno pressoché equilibrato (fatta eccezione per alcuni tentativi di congiura), diversamente meno stabile quello di politica estera (gli scontri bellici con il Ducato di Savoia nel corso del Seicento, il bombardamento navale francese del 1684 e i moti rivoluzionari legati alla guerra di successione austriaca della prima metà del Settecento), cercando il più possibile quella neutralità se non indipendenza economica rispetto alle due maggiori potenze europee quali la Francia e la Spagna.

La caduta nel 1797 e la breve rinascita del 1814[modifica | modifica sorgente]

Già nel 1794-1795 gli echi rivoluzionari provenienti dalla Francia giunsero a Genova, anche grazie a propagandisti e fuoriusciti genovesi riparati nel vicino stato d'oltralpe, e proprio nel 1794 fu sventata una cospirazione contro la vigente classe dirigente aristocratica e ancora oligarchica che, di fatto, oramai dimorava nei palazzi genovesi del potere. Fu però nel maggio del 1797 che l'operazione dei giacobini genovesi e di cittadini francesi di rovesciare il governo del doge Giacomo Maria Brignole prese corpo dando vita tra le strade di Genova ad una guerra fratricida tra oppositori e sostenitori popolari al sistema dogale vigente.

Il diretto intervento del generale Napoleone Bonaparte e dei suoi rappresentanti a Genova fu la mossa finale che portò alla caduta della Repubblica di Genova nei primi giorni di giugno e alla nascita della Repubblica Ligure dal 14 giugno 1797. Quest'ultima, nel giugno 1805, passò sotto il napoleonico Primo Impero francese.

Con la caduta dell'imperatore corso, e il successivo Congresso di Vienna del 1814-1815, Genova riconquistò un'effimera indipendenza, col nome di Repubblica Genovese, durata meno di un anno. Il congresso, venendo meno al principio che prevedeva la restaurazione dell'ordine precedente alla Rivoluzione francese, stabilì l'annessione dei territori della Repubblica di Genova - e quindi della Liguria intera con l'Oltregiogo e l'isola di Capraia - al Regno di Sardegna, governato dalla casata reale dei Savoia. Nonostante l'ostilità della popolazione ai nuovi sovrani e l'opposizione del Senato, guidato dal Presidente del Governo Girolamo Serra, terminò così una storia millenaria di autonomo governo repubblicano.

Governo[modifica | modifica sorgente]

Le forme di governo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Podestà della Compagna Communis Ianuensis e Dogi della Repubblica di Genova.

Diverse furono le forme di governo nell'antica Repubblica di Genova, durata circa otto secoli (con il massimo del suo splendore nel XVI secolo, non a caso definito El siglo de los genoveses, ovvero Il secolo dei genovesi).

La storia di Genova, del Genovesato e della Repubblica che ne resse a lungo le sorti, ma anche dei governi che via via si alternarono alla guida della città, per giungere fino al periodo dei dogi, è ripercorribile - tappa a tappa - attraverso il lavoro degli storici che hanno proseguito l'opera di narrazione iniziata alla fine dell'XI secolo da Caffaro da Caschifellone (storico ed egli stesso Console comunale) con i suoi Annali. «Questa straordinaria città divorante il mondo - nelle parole dello storico francese Fernand Braudel - è la più grande avventura umana del XVI secolo. Genova sembra la "città dei miracoli».

Ma già aveva avuto modo di scrivere Matteo Senarega (doge dal 1595 al 1597) nel Discorso sopra la Città e la Repubblica di Genova:

« Non appartiene a nessun dei tre governi buoni, né ai tre cattivi, notati da Aristotele; bensì è un miscuglio di questi; non è democrazia in alcuna maniera, poiché il popolo non vi governa; non è aristocrazia, poiché tutti gli ascritti, cioè gli ottimati, vi governano; licenza non può chiamarsi perché del popolo si fa severa giustizia. »

Suddividendo l'epoca storica della Repubblica di Genova in cinque distinti periodi si hanno così: una prima Repubblica, detta dei Consoli; una seconda, dei Podestà; una terza, dei Capitani del Popolo; una quarta, dei dogi a vita; una quinta, dei dogi eletti con carica biennale.

La Repubblica consolare fu, nella sostanza, di forma democratica, mentre quelle dei podestà e dei capitani del popolo restaurarono in maniera massiccia il rapporto, spesso conflittuale, fra autorità e libertà; i dogi perpetui dal canto loro si proclamarono popolari, pur sconfinando talvolta nella oligarchia; infine la quinta repubblica fu istituzionalmente aristocratica. Come regola, a Genova i prelati non potevano assumere cariche pubbliche, cosa rara a quell'epoca.

Questa, in ordine cronologico, la sequenza delle cariche:

Periodo Forma di governo Note
1099-1129 Consoli Riunivano le cariche dello Stato e dei Placiti
1130-1190 Consoli dello Stato e dei Placiti cariche separate
1191 Podestà e Consoli dei Placiti il primo Podestà non genovese è Domenico Manegoldo di Tettuccio, bresciano
1192-1194 Consoli dello Stato e dei Placiti
1194 Podestà
1195-1200 Podestà e Consoli dei Placiti
1201 Consoli dello Stato e dei Placiti
1202-1206 Podestà e Consoli dei Placiti
1207-1210 Consoli dello Stato e dei Placiti
1211 Podestà e Consoli dei Placiti
1212-1216 Consoli dello Stato e dei Placiti
1217-1257 Podestà
1257-1262 Podestà e Capitano del Popolo il primo Capitano del Popolo è Guglielmo Boccanegra, genovese
1263-1270 Podestà
1271-1291 due capitani del Popolo Diarchia
1291-1295 Capitano del Popolo
1296-1299 due capitani del Popolo Diarchia
1300-1306 Podestà
1306-1309 due capitani del Popolo Diarchia
1309-1310 Capitano del Popolo
1311 Podestà
1311-1314 Vicari dell'imperatore Enrico VII
1314-1317 Podestà l'ultimo Podestà non genovese è Zambellino di Bernardo, bresciano
1317-1318 Due capitani del Popolo Diarchia
1318-1335 Vicari del re Roberto di Napoli
1335-1339 Due capitani del Popolo Diarchia
1339-1528 Dogi con carica a vita il primo è Simone Boccanegra
1528-1797 Dogi con carica biennale

Fino al 1797 la Repubblica fu governata da Dogi e governatori (nei periodi di assoggettamento a stati esteri, come le cosiddette dedizioni). La Repubblica ricostituita il 26 aprile 1814, dopo la Repubblica Ligure e il dominio napoleonico, e durata fino al 7 gennaio 1815, ebbe come Presidente del Governo Provvisorio Girolamo Serra.

Le istituzioni di governo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Doge (Repubblica di Genova) e Maggior e Minor Consiglio della Repubblica di Genova.

Principali famiglie aristocratiche[modifica | modifica sorgente]

Nei primi due secoli dall'istituzione a Genova del Dogato a vita furono soprattutto le famiglie degli Adorno e dei Campofregoso a disputarsi la carica.

Dopo la riforma del 1528, tra i 79 "Dogi biennali" che salirono al Dogato, molti furono eletti tra un ristretto numero di famiglie patrizie della città organizzate in 28 Alberghi nobiliari, in particolare:

Altre notevoli famiglie della Repubblica di Genova furono quella dei Fieschi (che furono Conti di Lavagna e diedero alla Chiesa due Papi: Innocenzo IV e Adriano V) e quella dei Gattilusio, che furono signori di numerose terre nel mar Egeo (Lemno, Lesbo, Eno, Samotracia).

L'organizzazione territoriale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colonie genovesi.

La Repubblica di Genova, nel corso della sua storia, ha esteso il proprio dominio diretto sui seguenti territori: Liguria e alcune zone limitrofe (tra le quali in particolare l'Oltregiogo), Corsica, Gorgona, Capraia, Cipro, Chio, Samo, Galata a Costantinopoli, Sebastopoli, Cembalo, Soldaia, Tana, Caffa in Crimea e Tabarca in Tunisia, Carloforte e Calasetta in Sardegna. Nella zona ligure vigeva un ordinamento non centralizzato.

Ripartizione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Nell'ultima fase della sua indipendenza (sul finire del XVIII secolo) lo stato dogale era costituito da gran parte dell'attuale Liguria.

Amministrativamente il dominio genovese era suddiviso in:

Terraferma[modifica | modifica sorgente]
Paesi d'oltremare[modifica | modifica sorgente]
Protettorati[modifica | modifica sorgente]
Enclave[modifica | modifica sorgente]

Ordini equestri[modifica | modifica sorgente]

  • Ordine di San Giorgio (1453)

Diocesi cattoliche[modifica | modifica sorgente]

La religione cattolica come negli altri stati italiani era predominante e conseguentemente il territorio della repubblica era suddiviso in varie diocesi:

  • Accia (Corsica): fondata nel IX secolo fu assorbita da quella di Mariana nel 1563 con sede a Bastia.
  • Ajaccio (Corsica): fondata nel IV secolo, dal 1801 fu l'unica diocesi rimasta dell'isola.
  • Albenga: fondata nel 120 d.C., era suffraganea di Genova, ma dipendeva politicamente dal 1625 dai Savoia.
  • Aleria (Corsica): costituita dal 540 al 1801, dal 1764 dipese dall'arcivescovato di Limoges.
  • Brugnato: istituita dal 1133 al 1820, unita dal 1380 a quella di Luni-Sarzana, fu suffraganea di Genova.
  • Genova: fondata nel I secolo, dal 19 marzo 1133 fu elevata ad arcivescovato, avente come suffraganee Albenga, Mariana, Nebbio, Aiaccio, Bobbio, Brugnato, Luni, Savona, Noli, Tortona, Ventimiglia.
  • Luni-Sarzana: istituita nel 1465, dal 1820 assorbe Brugnato.
  • Mariana e Accia (Corsica): unite nel 1563 con sede a Bastia, furono soppresse nel 1801.
  • Nebbio (Corsica): istituita dal XII secolo al 1801.
  • Noli: fondata nel 1239, fu unita a Brugnato fin al 1245 poi autonoma fino al 1820 quando fu unita a quella di Savona.
  • Sagona (Corsica): istituita nel II secolo, ebbe come sede Calvi fino alla soppressione dle 1801; fu suffraganea di Genova fino al 1763.
  • Sarzana: istituita nel XIII secolo con Luni, fu unita a Brugnato nel 1820.
  • Savona: dall'XI secolo fu la nuova sede dell'antica diocesi di Vado.
  • Ventimiglia: fondata nel VII secolo, fu suffraganea di Milano fino al 1797.
L'espansione di Genova nel Mar Mediterraneo, dal Codex Latinus Parisinus (1395)
Fortezza genovese a Soldaia, Crimea

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ il Marchesato di Finale fu acquistato nel 1713 ma formalmente rimase autonomo fino al 1797, venendo incluso nello stato ligure solo nel 1814; Loano era un feudo dalla famiglia genovese Doria incluso anch'esso solo nel 1814
  2. ^ poi governato dalla famiglia genovese Grimaldi e divenuto autonomo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Genova.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]