Vittorio Amedeo I di Savoia

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Vittorio Amedeo I
Vittorio Amedeo I, dodicesimo duca di Savoia.
Vittorio Amedeo I, dodicesimo duca di Savoia.
Duca di Savoia
Stemma
In carica 1630 - 1637
Predecessore Carlo Emanuele I
Successore Francesco Giacinto
Nome completo Vittorio Amedeo I
Altri titoli duca di Savoia, marchese di Saluzzo
Nascita Torino, 8 maggio 1587
Morte Vercelli, 7 ottobre 1637
Sepoltura Duomo di Vercelli
Casa reale Savoia
Padre Carlo Emanuele I
Madre Caterina Michela d'Asburgo
Consorte Maria Cristina di Francia
Figli Luigi Amedeo
Francesco Giacinto
Carlo Emanuele II
Luisa Cristina
Margherita Violante
Enrichetta Adelaide
Caterina Beatrice

Vittorio Amedeo I di Savoia (Torino, 8 maggio 1587Vercelli, 7 ottobre 1637) fu marchese di Saluzzo, duca di Savoia, principe di Piemonte e conte d'Aosta, Moriana e Nizza dal 1630 al 1637. Fu anche re titolare di Cipro e Gerusalemme.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Trascorse buona parte della fanciullezza alla corte di Madrid, come da volontà del padre Carlo Emanuele I di Savoia. Alla morte del fratello Filippo Emanuele, principe ereditario, Vittorio Amedeo venne nominato legittimo erede e a Racconigi, il 21 gennaio 1607, Carlo Emanuele I volle che la corte giurasse fedeltà al figlio secondogenito.

In seguito alla crisi di rapporti con la Spagna e all'avvicinamento del padre alla Francia, Vittorio Amedeo venne fatto sposare alla sorella di Luigi XIII, Maria Cristina di Borbone-Francia, la futura prima "madama reale". A chiedere la mano della principessa francese erano andati, come ambasciatori, il cardinale Maurizio di Savoia e il vescovo di Annecy Francesco di Sales. Il 10 febbraio 1619, giorno in cui Cristina compì tredici anni, i due vennero sposati.

I fasti della corte[modifica | modifica wikitesto]

Rimasti fino a settembre 1619 a Parigi, la coppia partì in seguito per il Piemonte. In novembre, raggiunta Chambéry, venne ricevuta dalla corte e si diede inizio alle feste.

Cristina portò a Torino quella spensieratezza che da tempo si respirava alla corte parigina. Vittorio Amedeo, uomo poco avvezzo alla vita mondana, partecipava malvolentieri alle feste organizzate dalla moglie, sebbene l'amasse profondamente. Alla gioia di vivere introdotta da Cristina preferiva solitarie passeggiate nei boschi o la caccia.[senza fonte]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Vittorio Amedeo salì al trono alla morte del padre, nel 1630. La politica di Carlo Emanuele (in particolare il suo coinvolgimento nella seconda guerra del Monferrato) aveva portato forte instabilità nei rapporti con Francia e Spagna. Per difendere lo stato, Vittorio Amedeo I aveva bisogno di milizie, ma mancava sia il denaro per reclutare truppe mercenarie sia la possibilità di creare un forte esercito piemontese.

Vittorio Amedeo cercò in ogni caso di potenziare il piccolo esercito che aveva ereditato dal padre, decimato dalle guerre di successione del Monferrato. Dall'esempio che Gustavo II Adolfo di Svezia stava dando all'Europa, il duca di Savoia aveva capito l'importanza di un esercito stabile e ben addestrato. Vittorio Amedeo I ordinò di potenziare l'artiglieria, che divenne una delle più imponenti d'Europa, anche grazie all'apertura di un'apposita scuola per artiglieri. Nei sette anni del suo regno, il duca di Savoia riuscì a contare sotto le armi ben 20.000 uomini[1].

Duchi di Savoia
e Re di Sardegna
Casa Savoia

Armoiries Savoie 1630.svg

Figli
Figli
Vittorio Amedeo I
Figli
NOTA
Dal 1720 Vittorio Amedeo II divenne anche re di Sardegna. Vedi Casa Savoia Regno di Sardegna.

Decise pertanto di sottoscrivere un trattato di pace con la Spagna, schierandosi apertamente dalla parte dei francesi. Le trattative andarono avanti per tutto il 1630 e alla fine, a Cherasco, tra il 5 e il 7 aprile 1631 le varie potenze si riunirono per stabilire gli accordi di pace. Secondo i trattati, Pinerolo, allora in mano francese, sarebbe dovuta tornare ai Savoia, ma un accordo segreto stretto l'anno prima a Torino prevedeva, come pegno di alleanza franco-piemontese, che la munitissima piazzaforte rimanesse alla Francia, mentre Parigi si sarebbe prodigata per far cadere in mano a Vittorio Amedeo la città di Ginevra. Avvenne una finta restituzione: il duca ricevette le chiavi di Pinerolo e le riconsegnò a Luigi XIII, poco dopo. In questo modo la Francia si assicurava la proprietà dell'importantissima piazza pinerolese, mentre al Ducato di Savoia vennero annesse Trino ed Alba.[2].

Alla nascita dell'erede maschio, Francesco Giacinto di Savoia, Vittorio Amedeo I cercò di aumentare il prestigio della casata attribuendosi il titolo reale di Cipro, in quanto discendente dei Lusignano, senza peraltro che nessuno glielo avesse mai concesso. Pertanto assunse la forma chiusa alla sua corona, simbolo di potere regio.

Vittorio Amedeo I di Savoia
(miniatura di Giovanna Garzoni, 1635)

Fine[modifica | modifica wikitesto]

Cercando di creare, sotto la regia del cardinale Richelieu, una lega antispagnola in Italia, Vittorio Amedeo condusse alcune operazioni militari tra il 1636 e il 1637, infliggendo una pesante sconfitta agli spagnoli a Mombaldone.

« ...habbiamo costretto il nemico a ritirarsi nei suoi dominii, e lo habbiamo scacciato a forza d'arme con l'acquisto delli sei pezzi di canone che aveva, con tutte le munitioni da guerra, carri, allettaggi et altre provigioni che portava. »
(Vittorio Amedeo I di Savoia)

La sera del 25 settembre 1637 il duca di Créqui offrì al duca di Savoia una sontuosa cena, al termine della quale molti convitati si sentirono male e furono costretti a rimanere a letto. Vittorio Amedeo venne trovato grave e, trasportato a Torino, si spense alle ore 2 e 30 del mattino[3] del 7 ottobre, lasciando alla moglie la reggenza per il figlio.

Vittorio Amedeo I è sepolto in una cappella del duomo di Vercelli, accanto alle tombe di Carlo I, Carlo II e della duchessa Jolanda.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dal matrimonio con Maria Cristina di Borbone-Francia (1606-1663), che fu poi reggente del ducato dal 1637 al 1663, figlia di Enrico IV di Francia e sorella di Luigi XIII, nacquero:

Tutti i figli erano cugini primi del re di Francia Luigi XIV.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Vittorio Amedeo I Padre:
Carlo Emanuele I di Savoia
Nonno paterno:
Emanuele Filiberto I di Savoia
Bisnonno paterno:
Carlo III di Savoia
Trisnonno paterno:
Filippo II di Savoia
Trisnonna paterna:
Claudina di Bretagna
Bisnonna paterna:
Beatrice di Portogallo
Trisnonno paterno:
Manuele I del Portogallo
Trisnonna paterna:
Maria d'Aragona e Castiglia
Nonna paterna:
Margherita di Francia
Bisnonno paterno:
Francesco I di Francia
Trisnonno paterno:
Carlo di Valois-Angoulême
Trisnonna paterna:
Luisa di Savoia
Bisnonna paterna:
Claudia di Francia
Trisnonno paterno:
Luigi XII di Francia
Trisnonna paterna:
Anna di Bretagna
Madre:
Caterina Michela d'Asburgo
Nonno materno:
Filippo II di Spagna
Bisnonno materno:
Carlo V d'Asburgo
Trisnonno paterno:
Filippo d'Asburgo
Trisnonna paterna:
Giovanna di Castiglia
Bisnonna materna:
Isabella di Portogallo
Trisnonno materno:
Manuele I del Portogallo
Trisnonna materna:
Maria d'Aragona e Castiglia
Nonna materna:
Elisabetta di Valois
Bisnonno materno:
Enrico II di Francia
Trisnonno materno:
Francesco I di Francia
Trisnonna materna:
Claudia di Francia
Bisnonna materna:
Caterina de' Medici
Trisnonno materno:
Lorenzo II de' Medici
Trisnonna materna:
Madeleine de la Tour d'Auvergne

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran maestro dell'ordine supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'ordine supremo della Santissima Annunziata
Gran maestro dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Renata Stroisa Comoglio, La prima Madama Reale, 2003, Daniela Piazza Editore. pp. 46-47
  2. ^ Il trattato di Cherasco fu siglato tra Francia, il Sacro Romano Impero (Ferdinando II) ed il Ducato di Savoia. Con esso vennero regolate le questioni del ducato di Mantova e del marchesato del Monferrato (rinuncia dell'imperatore a favore del candidato francese, Carlo I di Gonzaga-Nevers), e dell'occupazione dei Grigioni da parte dei francesi (rinuncia della Francia).
  3. ^ Felice Carrone di San Tommaso, Tavole genealogiche della real casa di Savoia, ed. Giuseppe Bocca libraio, 1837, pag.60

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia d'Italia, Fratelli Fabbri editori.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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Carlo Emanuele I 1630 - 1637 Francesco Giacinto
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Carlo Emanuele I di Savoia 1630 - 1637
Vittorio Amedeo I
Francesco Giacinto di Savoia
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Carlo Emanuele I di Savoia 1630 - 1637 Francesco Giacinto di Savoia

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