Maurizio di Savoia
| Maurizio di Savoia cardinale di Santa Romana Chiesa |
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| Nato | 10 gennaio 1593, Torino |
| Creato cardinale | 10 dicembre 1607 da papa Paolo V |
| Deceduto | 4 ottobre 1657, Torino |
Maurizio di Savoia (Torino, 10 gennaio 1593 – Torino, 4 ottobre 1657) era figlio cadetto di Carlo Emanuele I, duca di Savoia e di Caterina Michela d'Asburgo.
Biografia [modifica]
Avviato giovanissimo alla carriera ecclesiastica, per motivi puramente politici, al punto che non prese mai i voti (è cardinale all'età di 15 anni), diviene successivamente vescovo di Vercelli. Fu nominato "protettore di Francia" presso la Santa Sede.
Partecipò al conclave del 1623 che elesse papa Urbano VIII. Dopo il trattato di Rivoli (1634) si schierò con gli spagnoli assumendo per la Spagna la medesima carica che aveva ricoperto per la Francia.
Alla morte del fratello Vittorio Amedeo I, già duca di Savoia, si schierò al fianco del fratello Tommaso Francesco, principe di Carignano, contro la cognata Maria Cristina di Borbone-Francia, che dirigeva il ducato in qualità di reggente, prima in nome del figlio Francesco Giacinto e poi, alla morte di quest'ultimo, in nome del nuovo avente diritto al titolo di duca di Savoia Carlo Emanuele.
La nobiltà, il clero e l'alta borghesia si dividevano in due partiti: i cosiddetti "principisti", filo-spagnoli e sostenitori di Tommaso, e "madamisti", filo-francesi e sostenitori della "madama reale" (così veniva chiamata Maria Cristina). Ad agosto del 1639 Maria Cristina fu costretta a fuggire con il figlio Carlo Emanuele da Torino, ormai in mano a truppe principiste. Tuttavia già a novembre la reggente ed il piccolo futuro duca poterono rientrare in Torino, che le truppe francesi del marchese d'Harcourt avevano liberato dalle truppe avversarie.
Concluse un accordo con Maria Cristina nel 1642 ottenendo la luogotenenza di Nizza e la mano della tredicenne nipote, Luisa Cristina di Savoia, figlia della stessa Maria Cristina (e sua erede) e del defunto fratello Vittorio Amedeo I, che sposò all'ottenimento della necessaria dispensa papale.
Lasciata la porpora cardinalizia, si dedicò a studi filosofici e letterari. Muore nell'odierna Villa della Regina senza lasciare eredi.
Oggi la salma è tumulata alla Sacra di San Michele.
Ascendenza [modifica]
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Figli
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NOTA
Dal 1720 Vittorio Amedeo II divenne anche re di Sardegna. Vedi Casa Savoia Regno di Sardegna.
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Altri progetti [modifica]
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| Predecessore | Cardinale diacono di Santa Maria in Via Lata | Successore | |
|---|---|---|---|
| Carlo Emmanuele Pio di Savoia | 1626-1642 | Antonio Barberini iuniore |
| Predecessore | Cardinale Protodiacono | Successore | |
|---|---|---|---|
| Carlo Emmanuele Pio di Savoia | 1626-1642 | Carlo di Ferdinando de' Medici |