Basilica di Santa Maria in Via Lata
Coordinate: 41°53′53″N 12°28′52″E / 41.89806°N 12.48111°E
| Santa Maria in Via Lata | |
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Facciata |
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| Stato | |
| Regione | Lazio |
| Località | Roma |
| Religione | cattolica |
| Titolare | Maria |
| Diocesi | Diocesi di Roma |
| Inizio costruzione | XVII secolo |
Santa Maria in Via Lata è una chiesa di Roma, nel rione Pigna. La chiesa è sita in via del Corso, l'antica via Lata, da cui l'attributo della chiesa.
Indice |
Storia [modifica]
La tradizione afferma che Paolo di Tarso sia vissuto in questo luogo qui agli arresti domiciliari in attesa del processo; una simile affermazione è però fatta anche per la chiesa di San Paolo alla Regola.
Il primo luogo di culto nell'area fu un oratorio del V secolo, ora ubicato nei sotterranei della chiesa. L'oratorio fu costruito in un magazzino lungo circa 250 metri ed è in parte ancora oggetto di scavi archeologici. Tale ambiente sotterraneo si compone di diverse parti e vi misero mano anche Pietro da Cortona ed i suoi collaboratori all'epoca della ristrutturazione seicentesca. Fino a poco tempo fa in tale cripta erano ubicati diversi affreschi medievali staccati ed ora visibili presso il Museo della Crypta Balbi. In loco restano le riproduzioni di tali affreschi, alcuni marmi lavorati dai cosmati ed anche una colonna in marmo alla quale, secondo tradizioni medievali, sarebbe stato legato l'Apostolo Paolo. In una stanza della cripta è infine ubicato un rilievo marmoreo, opera di un collaboratore di Pietro da Cortona.
La struttura superiore della chiesa fu aggiunta nel IX secolo. Tra il VII e il IX secolo vennero aggiunte le decorazioni della struttura inferiore, ora rimosse per ragioni conservative, di cui rimane il pavimento in stile cosmatesco.
In occasione del rifacimento della chiesa intorno al 1491 ad opera di Innocenzo VIII Cybo, che per memoria murò il proprio stemma nel fianco destro della chiesa, sulla via Lata, vennero rimossi i resti dell'Arco Nuovo eretto da Diocleziano nel 303/304. La chiesa fu poi rinnovata nel 1639 da Cosimo Fanzago, ma la facciata, con colonne corinzie che danno una spinta verticale, fu completata nel 1658-1660 su disegno di Pietro da Cortona, che riecheggia un arco trionfale.
Nel 1653 vi fu sepolto il musicista Luigi Rossi.
Opere d'arte [modifica]
La chiesa ospita un'icona della Vergine avvocata del XIII secolo, alla quale si attribuiscono dei miracoli, come pure reliquie di Agapito, diacono e martire del III secolo, custodite sotto l'icona. Il poeta Antonio Tebaldeo (1462-1537), amico di Raffaello Sanzio, fu sepolto qui nel 1537, in una tomba poi ricostruita nel 1776. Alcuni esponenti della famiglia Bonaparte ebbero provvisoria sepoltura nella chiesa. È rimasto il monumento funebre di Zenaide Bonaparte,
La prima pala d'altare è il Martirio di sant'Andrea (1685) di Giacinto Brandi, la seconda è il Santi Giuseppe, Nicola e Biagio di Giuseppe Ghezzi. La cappella alla sinistra dell'abside ospita la Madonna con bambino e santi Ciriaco e Caterina di Giovanni Odazzi. Il secondo altare a sinistra ospita il San Paolo battezza Sabina e figli di Pier Leone Ghezzi e il Vergine e santi di Pietro de Pietri. Altri quadri sono di Agostino Masucci
Bibliografia [modifica]
Voci correlate [modifica]
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