Saepta Iulia

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Coordinate: 41°53′53.85″N 12°28′40.65″E / 41.898292°N 12.477958°E41.898292; 12.477958

Saepta Iulia
Tratto del muro dei Saepta Iulia a via della Minerva.
Tratto del muro dei Saepta Iulia a via della Minerva.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Roma
Amministrazione
Visitabile

I Saepta Iulia (o Julia), noti in seguito come Septa[1] e in greco come τὰ Σέπτα, erano un edificio costruito a Roma nel Campo Marzio. Sono citati nell'epigramma 21 di Marziale. Tutta la zona è stata riedificata nei secoli successivi, ma gli studi di Guglielmo Gatti (1905-1981)[2] hanno definitivamente fissato la posizione dei Saepta fra via del Seminario, via di S. Ignazio, via del Plebiscito, via dei Cestari e via della Minerva.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gaio Giulio Cesare aveva intenzione di costruire i Saepta con la funzione di recinto elettorale al Campo Marzio, in sostituzione del più antico Ovile; sarebbe dovuto essere in marmo e circondato da un portico lungo un miglio.[3] Non è noto se poi Cesare diede o meno inizio ai lavori: si sa che il triumviro Marco Emilio Lepido contribuì alla costruzione,[4] ma che fu Marco Vipsanio Agrippa a completare e a dedicare i Saepta nel 26 a.C., con il denaro proveniente dalle campagne militari in Illirico. Dopo un incendio, Domiziano li restaurò (80).

Agrippa volle che il complesso prendesse il nome di Iulia in onore della gens Iulia cui appartenevano sia Cesare che Augusto; malgrado ciò, il complesso veniva comunemente chiamato Saepta, anche se le denominazioni alternative di porticus saeptorum[5] e saepta Agrippiniana,[6] sono attestate, come pure la conservazione dell'uso del nome di ovile.[7]

Struttura e decorazione[modifica | modifica sorgente]


I Saepta Iulia dividevano il complesso composto dal Pantheon, dalla basilica di Nettuno e dalle terme di Agrippa, dal tempio di Iside al Campo Marzio. Lungo il portico meridionale confinavano con il Diribitorium.

Si trattava di un quadriportico: i due portici principali erano la porticus Argonautarum e la porticus Meleagri.

Marco Vipsanio Agrippa li fece decorare con lastre di pietra, dipinti e altre opere d'arte, che Plinio il Vecchio loda.[8]

Uso[modifica | modifica sorgente]

La destinazione principale dell'edificio era quella di recinto per le votazioni, ma mano a mano che il ricorso al voto popolare perse di importanza, i Saepta iniziarono ad essere sempre più usati per altri scopi, finché, quando Tiberio sostituì il voto del popolo con quello del Senato, l'edificio smise di svolgere funzioni politiche e divenne uno spazio culturale. Venivano utilizzati per il passeggio, ma vi si tenevano dei giochi ed altre attività. Nel 17 a.C. vi si tenne una assemblea del Senato romano,[9] mentre Tiberio, di ritorno dalla campagna illirica, parlò al popolo da una tribuna eretta in questo luogo.[10] Nel 7 a.C. Augusto finanziò alcuni combattimenti gladiatorii in commemorazione di Agrippa, mentre il 1º agosto 2 a.C. vi si tennero delle venationes, cui parteciparono probabilmente anche rinoceronti ed ippopotami,[11] per la dedica del tempio di Marte Ultore. Anche Caligola e Claudio vi organizzarono giochi gladiatorii,[12] Augusto e Caligola li destinarono ad ospitare naumachie,[13] mentre Nerone adibì la struttura alle esibizioni di ginnastica.[14]

Dopo l'istituzione delle feste dette Sigillaria, ad esempio, i Saepta erano anche sede di una sorta di mercato temporaneo dove si esponevano, in stand a forma di piccole capanne, doni da offrire in occasione delle feste:

« In occasione delle feste Sigillarie, aggiunte, dopo Caligola, ai quattro giorni dei Saturnali, si innalzavano delle impalcature di legno dinanzi alle pareti dei Saepta e vi si esponevano delle piccole capanne, veri e propri presepi, dentro le quali si collocavano le immagini degli dei Lari, protettori della Famiglia, insieme con altre statuette (sigilla) di cera, gesso o argilla, che i Romani si offrivano in dono scambievolmente durante la festività, accompagnandole con libri, vasi di vetro, coppe di argento, gemme incise, perle, monili, scatole di avorio, ecc. [15] »

Se si pensa che ancor oggi il grande mercato temporaneo di Roma per le feste natalizie (che sono notoriamente la prosecuzione cristiana dei Saturnali), si svolge a Piazza Navona, che si trova a due passi, sembra di poter notare qui un altro dei numerosi fenomeni di persistenza nell'uso del territorio che caratterizzano la città: caserme al Castro Pretorio, strutture sanitarie all'Isola Tiberina, chiese cristiane sui templi romani, e così via.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ CIL XV, 7195
  2. ^ Cfr. tra l'altro I Saepta Iulia nel Campo Marzio (v. scheda bibliografica),
  3. ^ Marco Tullio Cicerone, Ad Atticum, iv.16.14.
  4. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, liii.23.
  5. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis historia, xvi.201.
  6. ^ Historia Augusta - Alessandro Severo, xxvi.
  7. ^ Tito Livio, xxvi.22; Lucano, ii.197.
  8. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XXXVI, 29.
  9. ^ CIL VI, 32323
  10. ^ Cassio Dione Cocceiano, lvi.1.
  11. ^ Cassio Dione Cocceiano, li.22.5; Svetonio, Vita di Augusto, xliii.4.
  12. ^ Svetonio, Vita di Caligola, xviii; Svetonio, Vita di Claudio, xxi.
  13. ^ Cassio Dione, lv.10, lix.10.
  14. ^ Svetonio, Vita di Nerone, xii.
  15. ^ Per i Saepta e il Portico degli Argonauti cfr. Giuseppe Lugli (1950). Il mercato di piazza Navona e l'antica festa dei «Sigillaria». Strenna dei Romanisti: pp. 113-115

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]